Breaking Dawn parte 1, recensione

di Pietro Ferraro 1

E’ giunto il fatidico momento di convolare a nozze per Edward (Robert Pattinson) e Bella (Kristen Stewart) ed anche della luna di miele che per Bella equivarrà all’approssimarsi dell’ora in cui Edward la renderà immortale, ma anche una letale predatrice, nonostante i Cullen lottino da anni e con indubbio successo contro una fame omicida che ne segna il destino e ne impedisce una tanto anelata normalità. L’esotico Brasile sarà lo sfondo romantico di un’appassionata prima notte di nozze che vedrà i neo-sposini consolidare/consumare il loro amore, mentre a casa Jacob (Taylor Lautner) roso dalla gelosia e dalla consapevolezza che Bella si trasformerà in un potenziale nemico, lascia che la legge del branco diventi la sua. Qualcosa però di inaspettato sta per segnare indelebilmente il destino di Bella, una gravidanza inattesa e sorprendente, che già dalle sue prime fasi paleserà la sua oscura origine sovrannaturale e rischierà di uccidere Bella ancora prima che Edward le possa donare l’immortalità, dando un nuovo significato all’adagio: Finchè morti non vi separi.

Quarto capitolo e quarto regista per la saga romance a sfondo sovrannaturale di Twilight, che come quella di Harry Potter si avvicina ad un epilogo che per l’occasione è stato, anche stavolta, oltremodo dilatato con ben due film a narrare il best seller Breaking Dawn di Stephenie Meyer.

Dopo un primo capitolo di discreta fattura la serie di regista in regista, al timone si sono alternati nell’ordine Catherine Hardwicke (Twilight), Chris Weitz (New Moon), David Slade (Eclipse) e infine Bill Condon (Breaking Dawn), si è omologata sempre più, trasformandosi di episodio in episodio in uno scontato teen-drama intento ad accontentare una platea di lettori/lettrici ed un target adolescenziale, piuttosto che provare con un minimo sindacale di coraggio, nel senso cinematografico del termine, a rivolgersi anche ad un target un tantinello più ampio e più adulto.

Breaking Dawn parte 1 è la dimostrazione di questo adagiarsi pur avendo una trama dalle buone potenzialità da esplorare, confezionando un racconto che si dipana invece in maniera tanto prevedibile da diventare scontato anche per chi i libri della Meyer non li ha mai letti. Condon dal canto suo, che sfoggia un’indubbia eleganza visiva, dopo aver descritto in modo didascalico matrimonio e prima notte di nozze con annessa fulminea gravidanza, preme l’acceleratore comprimendo in un caotico finale morte, nascita, imprinting e resurrezione a nuova morte per la protagonista Kristen Stewart ed il suo pargolo, deturpata da un make-up votato al’eccesso che la rende ancor più passiva rispetto ad un personaggio che vorrebbe risultare combattivo, senza contare un fine prima parte che vede la villa dei Cullen assediata da un branco di canidi mutaforma, impossibile definirli licantropi, che sinceramente sembrano davvero disorganizzati e piuttosto ingenui rispetto alla loro lotta secolare contro un male antico ed eterno.

Breaking Dawn parte 1, forse ancor più dei precedenti episodi resta indiscutibile  materia prima da fan e nulla più, un piatto precotto da consumare velocemente che dal canto suo cerca di accontentare l’esercito di lettori dei romanzi e di contro un potenziale esercito di spettatori paganti difficile da ignorare per chi vede nel film una facile e sicura operazione commerciale, ma che purtroppo cinematograficamente parlando langue in un sonnolento andirivieni di situazioni stereotipate, dialoghi improbabili, dinamiche forzose e purtroppo, bisogna ammetterlo un gran spreco di talento, stiamo parlando naturalmente dei due protagonisti.

Note di produzione: lo script del film è di Melissa Rosenberg sceneggiatrice ufficiale della saga. Il regista Bill Condon oltre aver vinto un Oscar per la sceneggiatura del suo Demoni e dei ha scritto il cinemusical Chicago e diretto e sceneggiato il musicale  Dreamgirls.

Commenti (1)

  1. Caro Pietro,
    condivido in pieno la recensione.
    Una noia (questa sì mortale) che forse solo un spettatore che ha letto i libri può sopportare, sostengo l’idea che la versione cinematografica dovrebbe andare oltre per accontentare sia gli appassionati di “saghe su carta” sia gli appassionati di cinema.
    Una trama che a volte diventa irritante per quanto è scontata e priva di contenuti, per non parlare di molti dialoghi che sfiorano il ridicolo.
    Pensavo che dopo il secondo capitolo con i Volturi, secolari vampiri in versione “sorcini” e minacce terribili dell’efebico Edward tipo “scappo fuori e sbrilluccico davanti a tutti”, o lo scontro epico tanto atteso nel finale del terzo paragonabile ad una partita di football fra canoni-lupacchioni e vampirecchi conditi da rumori di vasi rotti come sottofondo allabattaglia, si fosse toccato il fondo, ma qui si è andati ben oltre.
    Confidiamo che l’ultimo capitolo restituisca dignità al primo capitolo forse l’unico meritevole di una tiepida sufifcienza.
    Grazie dello spazio.
    Ip

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