Billy Elliot, recensione

di Pietro Ferraro 7

Inghilterra primi anni ’80, il mingherlino e vivace Billy Eliott (Jamie Bell) orfano di madre, vive con una nonna un pò svanita ed un padre vecchio stampo che lo vorrebbe veder calcare le orme del suo idolo sportivo di sempre, il campione di boxe Mike Buchanan.

Billy vive molto malamente questa imposizione, che unita alla mancanza di una figura femminile forte che doni equilibrio al menage familiare, ne rinvigorisce una vena ribelle sempre più difficile da contenere.

Billy non ha alcuna intenzione di boxare, così un giorno per caso assiste ad una lezione di danza che si tiene nella palestra dove si allena, scoprendo il balletto classico, sarà un colpo di fulmine per lui, e un colpo per il padre, che scoperto l’inclinazione artistica del figlio penserà subito che in lui ci sia qualcosa che non va.

A Billy verrà imposto di lasciar perdere la danza troppo femminile a favore di uno sport da veri uomini, ma il ragazzino non mollerà la presa, la passione e il ritmo non  lo abbandoneranno mai, e la sua determinazione alla fine avrà la meglio sul padre, con un tortuoso percorso che lo porterà sempre più in alto, sino alle vette della danza professionale..

Furbo, coinvolgente ed emozionante, il film di Stephen Daldry non potrà non conquistarvi, nonostante si punti ad un ritorno emotivo relativamente semplice con il perseguire e conquistare un sogno contro un mondo avverso, la verve del giovane e talentuoso Jamie Bell ed il suo entusiasmo sono contagiosi..

Aggiungiamo ai lati positivi la fattura squisitamente europea della confezione con una cura per i personaggi decisamente superiore a molti prodotti analoghi made in Hollywood, e la suggestiva cornice di questa favola musicale, mai totalmente rassicurante, neanche dopo i titoli di coda, a sogno realizzato e canonico lieto fine raggiunto. quindi possiamo tranquillamente porre Billy Elliot una spanna sopra molte pellicole simili per tematica e contenuti, vedi il recente e pessimo Ballare per un sogno, e consigliarne senza dubbio la visione.

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