Belfast: il film di Kenneth Branagh, nelle sale italiane dal 24 febbraio

di Kino Commenta

E’ nelle sale cinematografiche italiane dal 24 febbraio 2022, Belfast, il capolavoro di Kenneth Branagh, candidato a 7 premi Oscar. Il film è ambientato negli anni ’60 e racconta di un bambino di nove anni, di nome Buddy, che è il protagonista assoluto della storia. Belfast, fa da cornice accogliente a questo racconto: è il mondo ovattato in cui si è costruita una società solida e armonica, una cittadina in cui tutti si conoscono e si rispettano. Buddy, trascorre la maggior parte del suo tempo per strada, al cinema o davanti alla tv; è un bambino che ha costruito la sua infanzia in un luogo magico per diversi aspetti, e su cui proietta il suo futuro.

Alla fine degli anni ’60, tutti i sogni del protagonista si infrangono: tutto ciò che fino a poco prima costituiva la sua meravigliosa realtà, tende a cambiare. Improvvise lotte sociali e scontri religiosi, fanno emergere conflitti latenti che porteranno la città ad una specie di lockdown. Tutto quello che fino ad allora Buddy aveva visto solo sul grande schermo, ora, si palesa nella realtà. La città si divide tra buoni e cattivi, tutto si spacca, si infrange e si frantuma, sotto il suo sguardo attonito. La stessa famiglia del protagonista, si dividerà, con il padre che emigrerà a Londra per cercare di sostenere economicamente la sua famiglia e sua madre, sempre più “lontana” emotivamente, creerà nel bambino una serie di insicurezze. Unico punto fermo sono i suoi nonni e l’amore della sua vita, una ragazza di cui Buddy si innamora.

 

Belfast è un film profondo, che parla di radici, di vicinanza, di famiglia, di scelte. Ciò che rende diverse le persone, non sono il modo il cui queste storie finiscono, ma il modo in cui esse iniziano. Belfast è un film ambientato negli anni ’60, che ha come protagonista una famiglia, e come questa subisce un cambiamento a causa del cambiamento esterno. E’ questa una pellicola che racconta della perfetta connessione che c’è tra l’esterno e l’interno, tra quello che c’è lontano da Belfast e quello che c’è dentro Belfast, tra la società, ampia a dispersiva troppo spesso, e la famiglia, e di come queste entità si mescolino continuamente, inesorabilmente. Belfast è girato in bianco e nero, in una scala di grigi con poche punte di colore che irrompono nel film, come se si entrasse ed uscisse dalla realtà.

Il regista, ha scelto  di rappresentare in modo romantico la bellezza, delle persone, e delle loro sfaccettature, trasfigurando la realtà, o rincorrendola.

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