
In una romantica e galeotta Parigi di inizio ‘900 la gatta Duchessa e i suoi tre cuccioli vivono tra gli agi ed il lusso in un splendida casa di un’anziana nobildonna, che intuendo che i suoi gatti sarebbero sopravvissuti a lei decide di includerli in un testamento lasciandogli ogni suo bene.
All’eventuale dipartita dei micetti la donna chiede al suo avvocato di inserire come ulteriore beneficiario della sua fortuna il maggiordomo Edgar, che ascoltata la conversazione pensa bene di non aspettare tanto, diamine sette vite sono un’eternità, decidendo di sbarazzarsi subito di Madame e miagolante prole.
Drogato con del sonnifero il pasto di Duchessa e dei suoi micetti, a farne le spese anche l’ignaro Groviera topino scroccone, Edgar carica i gatti sul suo sidecar e si allontana dalla villa intenzionato ad abbandonarli il più lontano possibile, ma l’interventi di un paio di esagitati cagnoloni interrompe la corsa di Edgar che perderà lungo la strada cesto e gatti, che finiranno in mezzo alla vegetazione, mentre il maggiordomo proseguirà indenne la sua corsa.
