Cresce l’attesa per il David di Donatello 2026. L’Accademia del Cinema Italiano, sotto la guida della Presidente Piera Detassis, ha ufficialmente alzato il sipario sull’edizione 2026 dei David di Donatello, svelando le prime dieci shortlist. Questi elenchi preliminari, introdotti per la prima volta nel 2025 seguendo il prestigioso modello degli Oscar e dei BAFTA, hanno lo scopo di accendere i riflettori sulle eccellenze tecniche e artistiche che troppo spesso restano nell’ombra della regia o della recitazione protagonista.

I candidati per il David di Donatello 2026
Il dato più eclatante di questa prima selezione è il primato di “Primavera“, l’opera firmata da Damiano Michieletto. Il film ha fatto letteralmente il pieno di consensi, ottenendo ben otto candidature nelle categorie tecniche. Questo risultato lo posiziona come il titolo da battere, dimostrando un’attenzione maniacale per la costruzione estetica e sonora, dalla scenografia al trucco, fino agli effetti visivi.
Al contrario, si registra un andamento più timido per i grandi successi di botteghino. “Buen Camino”, il film con Checco Zalone che ha dominato gli incassi della stagione, ha ottenuto un’unica menzione nella categoria Miglior Casting. Anche il documentario dedicato allo storico trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, intitolato “Attitudini: nessuna”, prosegue il suo percorso nella categoria specifica dedicata ai documentari (Premio Cecilia Mangini), confermando il grande interesse dei giurati per il racconto del cinema attraverso i suoi protagonisti.
Le dieci shortlist annunciate coprono un ampio spettro della produzione cinematografica. Le categorie riguardano l’estetica e design con la candidatura per la miglior acconciatura, migliori costumi, miglior trucco e miglior scenografia. Spazio poi al comparto tecnico e sonoro con il miglior suono, i migliori effetti VFX e il miglior compositore.
Infine l’ultimo slot riguarda il talento e formato, qui si punta sul miglior casting, il miglior documentario e la grande novità di quest’anno, il miglior cortometraggio. Il processo di selezione è stato rigoroso: tra il 19 e il 26 gennaio 2026, i giurati specializzati hanno vagliato 118 lungometraggi (di cui ben 36 opere prime). La partecipazione è stata massiccia: 265 giurati si sono dedicati ai cortometraggi e 346 ai documentari. Questo lavoro di “scrematura” passerà ora nelle mani dell’intera giuria dei David, che a marzo voterà per determinare le cinquine finali dei candidati che si contenderanno la statuetta durante la cerimonia ufficiale.
Parliamo quindi di un processo piuttosto lungo che coinvolge diversi esperti del settore cinematografico per poi arrivare alla fase finale con la grande serata dedicata ai David di Donatello. Stando a queste prime impressioni sembra proprio che possa avere la meglio la pellicola di Damiano Michieletto, ma chiaramente c’è ancora tempo per capire se ci sarà qualche sorpresa interessante.