2 cavalieri a Londra, recensione

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1887 West americano, sei anni dopo che il prode cinese esperto di arti marziali Chon Wang (Jackie Chan), con l’aiuto dell’amico fanfarone Roy O’Bannon (Owen Wilson), ha salvato principessa e tesoro reale dalle grinfie di alcuni rapitori senza scrupoli, la vita sembra tornata a scorrere tranquilla, ma i guai non sono affatto finiti, perchè qualcuno uccide il padre di Wang e ruba dal palazzo reale un prezioso sigillo.

Saputa la notizia dell’assassinio del padre e bisognoso di soldi, Wang decide di raggiungere il suo amico Roy a New York dove quest’ultimo fa la bella vita dilapidando senza remore anche i risparmi che lui ingenuamente gli aveva affidato. Scoperta la situazione Wang non fa neanche in tempo ad arrabbiarsi che si trova nuovamente in fuga con la polizia alle calcagna.

I due raggiungeranno incolumi Londra e tra scazzottate, spettacolari combattimenti  ed esilaranti gag, si ritroveranno a scoprire e sventare un complotto ordito da un lord inglese, intenzionato nientemeno che ha usurpare la corona inglese, e tra un inseguimento e l’altro faranno anche la conoscenza di Charlie Chaplin, Sir Arthur Conan Doyle in piena crisi creativa e si imbatteranno accidentalmente anche nel famigerato Jack lo squartatore.

Il regista David Dobkin si lascia guidare dall’esperienza di regista e coreografo di Jackie Chan, è palese l’ impronta visiva dell’attore e regista cinese in questo sequel, tutto è fumettoso, la violenza cartoonizzata alla Bud spencer e Terence Hill e la strana coppia funziona oltremodo, anche se storia e ambientazione sono meno efficaci e suggestive del precedente Pallottole cinesi.

2 cavalieri a Londra comunque funziona a dovere, il film è divertente,  mai volgare e con uno stile palesemente indirizzato ad un target di famiglie, bambini compresi, come è nello stile di molte delle recenti produzioni del clownesco Jackie Chan. Forse questa rutilante sequel ha la sola pecca di mettere visivamente troppa carne al fuoco e quindi il film risulta forse troppo carico e, a volte, un tantinello confusionario, ma non per questo meno coinvolgente..