Cinema e letteratura: il caso di Colazione da Tiffany e Fight Club

Sono tanti i film tratti da libri o liberamente ispirati a romanzi di ogni genere. L’opinione più ricorrente è che quasi sempre il film non rende giustizia al racconto del libro che invece ci aveva così preso.

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A volte, succede invece, che sia proprio il film ad attirare più del libro, vuoi per la bravura di attori e registi, vuoi perché l’arte cinematografica è riuscita a dare un senso ad una storia che scritta sembrava non averne, ed ecco che il film diventa più famoso del libro.

Uno dei casi eclatanti in cui la trasposizione cinematografica è più nota dell’opera letteraria è “Colazione da Tiffany” di Blake Edwards. Film del 1961 con una fantastica Audrey Hepburn, tratto dal romanzo di Truman Capote del 1958.

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Le 10 donne che hanno fatto la storia del cinema

La storia vuole che oggi sia un giorno speciale. Di quelli in cui si celebra l’essere più bello al mondo: la donna. Sebbene la giornata internazionale in suo onore sia per certi versi un evento inflazionato, vale la pena ricordare le dieci figure femminili che hanno segnato in maniera particolare la storia della settima arte. Perché? Un po’ per dare il nostro contributo a questa ‘festa’ (che in realtà è la giornata in cui tornano alla memoria quelle donne che si sono battute fino a perdere la vita per conquistare l’emancipazione), un pò perché siamo fortunati. Fortunati ad aver avuto attrici così speciali.

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Insieme a Parigi, recensione

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Il donnaiolo impenitente Richard Benson (William Holden) è uno sceneggiatore di grande esperienza in procinto di realizzare uno script commissionatogli dal suo capo, il produttore  Alexander Meyerheim (Noel Coward).

Benson un tantinello egocentrico e sin troppo sicuro di se, è convinto di poter portare a termine il compito in pochissimo tempo e si riduce agli ultimi due giorni prima di metter mano al lavoro, così la scadenza incombe e Benson deve accelerare i tempi.

Così assunta un’esperta dattilografa a tempo per assisterlo nella stesura, la graziosa Gabrielle Simpson (Audrey Hepburn), i due si mettono al lavoro nella stanza d’albergo dove alloggia Benson e trascorrono il week-end a mettere su  carta la sceneggiatura ambientata a Parigi e dal titolo La ragazza che rubò la torre Eiffel.

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Vacanze romane, recensione

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La graziosa principessa Anna (Audrey Hepburn) è impegnata in un tour diplomatico per le capitali mondiali, nei piani è prevista una tappa italiana nella città di Roma, qui purtroppo Anna oberata dagli impegni ha un crollo nervoso e sfuggita al controllo del suo entourage, fugge dall’albergo dove alloggia e comincia a girovagare sola per le strade della città.

Ad Anna prima della fuga è stato dato dal medico di corte un leggero sedativo, che ben presto farà il suo effetto stordendo la principessa e dando l’impressione di aver bevuto qualche bicchiere di troppo, così in stato confusionale verrà soccorsa dal giornalista americano Joe Bradley (Gregoy Peck) che non riuscendo a scoprirne l’identità e credendola ubriaca deciderà di portarla nel suo studio.

L’indomani Joe scoprirà l’identità della sua ospite grazie ad una conferenza stampa saltata dalla principessa e a cui lui avrebbe dovuto partecipare. il giornalista non intende lasciarsi scappare uno scoop del genere così propone al suo capo un’intervista esclusiva con la principessa Anna in visita a Roma con tanto di servizio fotografico, di fronte all’incredulità del suo capo Joe scommette anche dei soldi.

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Colazione da Tiffany, recensione

breakfast_at_tiffanys_ver3 []Holly (Audrey Hepburn) è un’estroversa ragazza molto sofisticata e con qualche scheletro nell’armadio che vive a New York frequentando l’alta società e party esclusivi, sognando di sposare un miliardario per potersi permettere i preziosi della grande gioielleria Tiffany, gioielleria per la quale la ragazza ha una sorta di venerazione.

Nel suo palazzo abita Paul (George Peppard) un giovane scrittore che per mantenersi ferquenta una donna più grande che gli permette di continuare a rincorrere il romanzo perfetto. I due si incontreranno e si scopriranno a vicenda mettendo in luce le ripettive debolezze, come la depressione e l’instabilità che minano il magico mondo creato ad arte da Holly per sfuggire alla sin troppo cruda realtà.

Quando Holly sta per raggiungere il suo traguardo, impalmare un ricco magnate messicano, quest’ultimo si tira indietro ed Holly cercherà nuovamente conforto in Paul sapendo che il suo sentimento verso di lei è reale e genuino.

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Sabrina: recensione

sabrinaSabrina (Julia Ormond) è una timida e graziosa ragazza innamorata dell’uomo sbagliato, l’uomo in questione è lo scapolo d’oro e impenitente donnaiolo David (Greg Kinnear), rampollo di una ricca famiglia per la quale il padre di Julia presta servizio, ma Sabrina non sembra proprio intenzionata a rinunciare al suo irraggiungibile sogno romantico e così il padre preoccupato la spedisce a studiare a Parigi sperando così di farle dimenticare David.

La nostra cenerentola a Parigi subirà un straordinaria metamorfosi che la trasformerà da timida e impacciata ragazza a fascinosa farfalla, così al momento di tornare a casa Julia finalmente riesce ad attirare l’attenzione di David che così rischia di mandare a monte un matrimonio combinato che significa soldi e potere.

Ci penserà il protettivo e saggio fratello maggiore di David, Linus (Harrison Ford), che prende in mano la situazione e si frappone fra i due cercando di far rinsavire David e spiegando a Sabrina l’importanza dell’imminente  matrimonio del fratello, ma Linus subisce il fascino di Sabrina non meno del fratello e finisce per innamorarsene perdutamente.

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Warner Bros.: quando l’intrattenimento è storia

la Warner Bros Pictures Entertainment Inc. che ha sede in California viene fondata nel 1923 dai quattro fratelli Warner, veri pionieri del cinema sonoro, che nel 1926, dopo aver consolidato la loro forza distributiva con l’acquisto di un’imponente catena di cinema, investono nell’avveniristico sistema Vitaphone che sincronizza immagini e tracce audio durante le proiezioni.

Lo stesso anno l’esordio produttivo con l’ausilio del nuovo sistema sonoro, Don Giovanni e Lucrezia Borgia, seguito nel 1927 da Il cantante jazz, il Vitaphone è una grande innovazione che permette alla società di guadagnarsi uno speciale Oscar tecnico.

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