Sono tanti i film tratti da libri o liberamente ispirati a romanzi di ogni genere. L’opinione più ricorrente è che quasi sempre il film non rende giustizia al racconto del libro che invece ci aveva così preso.

A volte, succede invece, che sia proprio il film ad attirare più del libro, vuoi per la bravura di attori e registi, vuoi perché l’arte cinematografica è riuscita a dare un senso ad una storia che scritta sembrava non averne, ed ecco che il film diventa più famoso del libro.
Uno dei casi eclatanti in cui la trasposizione cinematografica è più nota dell’opera letteraria è “Colazione da Tiffany” di Blake Edwards. Film del 1961 con una fantastica Audrey Hepburn, tratto dal romanzo di Truman Capote del 1958.



Holly (Audrey Hepburn) è un’estroversa ragazza molto sofisticata e con qualche scheletro nell’armadio che vive a New York frequentando l’alta società e party esclusivi, sognando di sposare un miliardario per potersi permettere i preziosi della grande gioielleria Tiffany, gioielleria per la quale la ragazza ha una sorta di venerazione.
Sabrina (Julia Ormond) è una timida e graziosa ragazza innamorata dell’uomo sbagliato, l’uomo in questione è lo scapolo d’oro e impenitente donnaiolo David (Greg Kinnear), rampollo di una ricca famiglia per la quale il padre di Julia presta servizio, ma Sabrina non sembra proprio intenzionata a rinunciare al suo irraggiungibile sogno romantico e così il padre preoccupato la spedisce a studiare a Parigi sperando così di farle dimenticare David.
