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  • 06
  • mar
  • 2010

Shutter Island, recensione

Di Pietro Ferraro, in Americana, Stagione 2009, Thriller.

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1954, la misteriosa scomparsa di una paziente da un manicomio criminale situato su di un’isola, porterà gli agenti federali Teddy Daniels (Leonardo DiCaprio)  e Chuck Aule (Mark Ruffalo) a condurre indagini nell’inquietante e isolata location.

Giunti sull’isola le cose si complicheranno non poco per la coppia di federali a causa di un uragano che investira l’isola isolandoli dal resto del mondo, una serie di strani sogni e allucinazioni che hanno per protagonista la defunta consorte di Daniels, e la sospetta reticenza del personale medico della struttura, che sembra voler sviare ed intralciare qualsiasi iniziativa presa della coppia di agenti.

Scorsese torna dietro la macchina da presa a quattro anni di distanza dal thriller poliziesco The Departed, e lo fa trasponendo su grande schermo  il romanzo di Dennis Lehane L’isola della paura, un cupo thriller psicologico che il regista adatta non senza qualche difficoltà.

Scorsese non è un regista avvezzo a stupire il pubblico con complesse trame ad incastro, caotici  frammenti di verità e inaspettati colpi di scena, il suo è un cinema che punta al realismo, i suoi personaggi ed i suoi film non intraprendono mai un tortuoso percorso immaginifico, anche quando incrociano la follia, vedi Taxi Driver piuttosto che Al di là della vita, non lasciano mai la dimensione del reale per voli pindarici e visionari, è sempre e comunque presente una coerenza di fondo.

In mano ad un altro regista, magari più avvezzo al genere questo Shutter Island sarebbe diventato senza alcun dubbio una corsa a confondere lo spettatore, con tutto il repertorio del genere, decine di falsi indizi, presunti colpevoli e altrettanto presunte verità, magari con un finale shock, insomma un elaborato gioco al rimpiattino con il pubblico in sala.

Scorsese invece sin dai primi minuti svela l’arcano, o almeno lo suggerisce, spiazza lo spettatore fornendogli tutti gli indizi del caso, destruttura volontariamente il genere anche per la  necessità di adattarlo al suo stile, snocciolando con nochalance indizi mai veramente fuorvianti lungo il percorso, invitando lo spettatore a metabolizzarli uno dopo l’altro senza cervellotici cambi di fronte, trasformandoli  in una lenta e inesorabile discesa in una mente allucinata e in un gioco delle parti che, anche se sfacciatamente prevedibile, non manca di un certo fascino.

Il difetto del film, se proprio di difetto vogliamo parlare, e proprio questo voler svelare troppo, questo scardinare, se non ignorare alcuni meccanismi classici del genere, scelta che non sempre paga, così c’è un fastidioso e non richiesto surplus di informazioni nella prima parte con suggestivi, ma invasivi flashback/allucinazioni che ci raccontano molto, forse troppo, del protagonista, per poi calarci in un ottima seconda parte immersa nella follia e nel caos post-uragano che però perde inevitabilmente molta della sua forza proprio perchè ormai c’è ben poco da scoprire e da svelare.

Shutter Island si pone sicuramente tra i lavori meno riusciti di Scorsese, ma nonostante i palesi difetti e alcune ingenuità in qualche modo cercate e volute in fase di scrittura, ha il pregio di regalarci un prova altalenante, ma tutto sommato efficace di un DiCaprio alle prese con una schizofrenica performance non priva di rischi, e ben 138 minuti di film che alla fine scorrono via senza grossi intoppi, il che non ci sembra pregio da sottovalutare.

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Commenti:

Sono stati scritti 402 commenti su "Shutter Island, recensione"

  1. Ipercritico

    Caro Pietro,
    direi che la tua recensione coglie a pieno tutti i difetti del film anche se, in alcuni tratti sei stato fin troppo buono con questa pessima pellicola.
    Da spettatore e non certo da critico cinematografico ti dico che a me 138 minuti sono sembrati 2 mesi, il film è scontatissimo e il fatto che lo abbia girato Sorsese è ancora più grave visto che anche tu hai citato pellicole che io ritengo monumenti alla cinematografia come Taxi Driver, The Departed o comunque un ottimo lavoro com Al di là della vita.
    Scorsese tratta la schizofrenia come fosse un optional plasmabile per poterla circoscrivere alla trama del film (commettendo errori grossolani che non voglio nemmeno accennare) e questo non va assolutamente in uno pseudo trhiller psicologico (non mi ha mai dato la sensazione di esserlo e non mi ha trasmesso alcuna tensione necessaria in questo genere di film).
    Credo che quando il regista decide di cavalcare l’onda della malattia mentale deve essere molto attento a far girare il film intorno ad essa e non intorno ad uno pseudo intrigo, frasi e eventi detti o immaginati ecc ecc.
    Non commento i pessimi personaggio perchè avrei bisogno di due pagine :-) .
    Senza prendere troppo spazio, reputo questa la peggiore pellicola in assoluto che io abbia visto di Scorsese, il film mi ha annoiato e non ci ho trovato nulla di eccezionale.
    Grazie dello spazio!!!
    Ip

  2. Arturo

    Ma che film hai visto?! Fallo tu il regista!!

  3. Carlo

    Io dico che invece il film si pone come uno dei più riusciti di Scorsese. Sola una cosa era ovvia già a metà del primo tempo, ovvero che Di Caprio fosse già stato un paziente, e lo si capisce da molti indizi. Ma scommetto che nessuno avesse capito che cosa centrasse il fuoco con tutta la storia. L’errore potrebbe essere quello, che se si sapeva che era stata la sua moglie a dare il fuoco al condominio dove abitavano, cosa ci faceva ancora in libertà l’ex attrice di Dawson’s Creek? Tutto il resto non sono come dite voi errori, ma particolari che portano alla soluzione del film. Sono sicuro che nessuno lo ha rivisto 2 volte. Bene, fatelo. Poi mi dite se sono errori o cose volute.
    Comunque chi dice che il film è pessimo o mal riuscito… perché ancora non è un regista di fama mondiale? In un sito americano, tutti da Spielberg a Cameron hanno definito il film un capolavoro…. E con questo ho detto tutto…

  4. Sonia

    A me il film é piaciuto moltissimo.
    Il film é un gioco a strati, la verità si confonde, la tensione ti tiene con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Lo spettatore arriva a scoprire lentamente ciò che si nasconde sotto l’apparente realtà. Continui ribaltamenti della visione fino all’ultima frase, cioé quella pronunciata da un Di Caprio da lode come ultima battuta del film. Bellissimo!

  5. thiaga

    beh ragazzi… io non direi assolutamente che si tratti di un pessimo film anzi…tutto al contrario!
    a me il film è piaciuto tantissimo ! quel gioco delle parti, dlle allucinazioni, flashback e quant’altro ti tiene sospeso e continui a ripeterti “è vero questo o è vero quell’altro?”. e ti ritrovi alla fine delle film propriamente allucinato.

    p.s.non credo che Leo era un paziente, li da due anni bla bla bla …. per me tutto questo era quello che gli hanno fatto credere i dottori…

  6. Sonia

    @ thiaga:
    Volevo evitare di entrare nei dettagli per non rovinare la sorpresa a chi dobesse ancora vedere il film. Consiglio quindi a chi non l’ha visto di non leggere ….

    Anch’io ho avuto un dubbio fino lla fine anche dopo il flashback chiarificatore anche Perché potrebbero essere state le medicine a fargli ricordare cose non vere. Verso la fine dopo tutto il flashback ho pensato fosse veramente andato fuori di testa ma alla fine ho interpretato che Di caprio fosse divenuto consapevole di quello che aveva fatto quindi era “guarito” pronto per uscire da lì ma che avesse finto con i medici di non esserlo e di essere regredito per essere lobomotizzato e non ricordare più la realtà dei fatti per lui troppo dolorosi. Lui l’ultima frase che dice al suo partner/amico o psichiatra è: Meglio morire da brava persona o vivere da mostro? E lo psichiatra ha un dubbio ma non ferma il medico che blocca la sua dimissione e probabilmente lo fa portare al faro.
    Mi piacerebbe avere qualche nota del regista per capire qual’é il suo messaggio.

    p.s. : M poi al fine lui alla moglie ha sparato subito? ma allora chi ha appiccato l’incendio? mi sono persa questa spiegazione perché ero sconvolta dal colpo di scena). Ma il medico non aveva raccontato atribuendolo all’altra donna ,che aveva messo a tavola i bambini e aveva peparato cena per il marito? Ma allora lui non le ha sparato subito …. chi mi chiarisce questo pezzo?
    Ero così sconcertata dalla rivelazione che mi sono persa la spiegazione.
    Grazie ciao a tutti

  7. Sonia Di Cosmo

    Io sono senza parole…probabilmente non riesco ad espireme un giudizio in quanto credo di non averlo capito del tutto….(notare che l’ho visto in 3 fila, alcune scene credo di averle viste doppie)…..Carlo mi riferisco a te perchè hai citato una parte che non mi è proprio chiara….alla fine la moglie com’è morta? perchè nelle sue visioni aveva sia il sangue e in più bruciava? Il fuoco che centrava??? ma soprattutto lui era pazzo (cosa che credo) o l’hanno fatto diventare????

  8. Ipercritico

    @ Arturo:
    Caro Arturo, io esprimo la mia opinione e non ho trovato nel tuo commento nessuna controaffermazione degna di nota, quindi nemmeno lo considero, però intuisco che forse non hai capito il mio commento, visto che non sono entrato nello specifico della regia, comunque quando vuoi te lo spiego!!

    @ Carlo:
    Dire che affermare che questo si “pone come uno dei film più riusciti di Scorsese” mi sembra veramente troppo. Ti cito solo tre titoli tanto per far capire di quale altra pasta stiamo parlando: The Departed; Cape Fear. Il Promontorio della Paura; Quei Bravi ragazzi (tutti assolutamente molto al di sopra di questo film). Il film non lo vedrei mai 2 volte perchè sinceramente non posso basare una pellicola sul fuoco .. ripeto, per me è stato scontato per un buon 90% della storia, quindi perchè rivederlo? Non ho capito poi cosa vuolevi dire con l’affermazione su Scorsese che non è un regista di fama mondiale ?!? Per me è un grande e per questo lo critico più di quanto farei con altri e sinceramente mi interessa poco di quello che dicono Cameron e Spielberg sul suo film .. Comunque Grazie per il contraddittorio sempre piacevole!
    Ip

    @ thiaga:
    Diciamo che ognuno può credere ciò che vuole, possiamo anche dire che gli alieni hanno rapito Di Caprio e lo hanno condizionato con ricordi falsi :-) ma sinceramente il tuo p.s. mi sembra superfluo e poco realistico .. mi ripeto di nuovo, il film è scontato perchè non lascia spazio ad altre riletture, semplicemente Di Caprio è uno schizofrenico paranoico con stati allucinatori (non entro nei molti errori in chiave psicoclinica che si ripetono in tutta la pellicola).

    Comunque democrazia vuole che voi possiate aver trascorso 138 minuti piacevoli anche se non so come sia potuto accadere …
    Caro Scorsese mi aspetto molto di più da te se vuoi stupirmi!!!
    Ciao a tutti!!
    Ip

  9. Ipercritico

    Consiglio a tutti quelli che non hanno visto il film di NON leggere sotto !!!!

    @ Sonia Di Cosmo:
    @ Sonia:
    Direi che forse dovresti o dovreste riguardarlo (non capisco se sei la stessa Sonia o due Sonie diverse :-) ) … comunque molto semplicemente, Di Caprio ha sparato alla moglie che ha ucciso i tre figli annegandoli in uno scatto d’ira e poi per un meccanismo che si chiama della “rimozione” ha rimosso il fatto.
    La rimozione porta a creare un alter ego colpevole dell’omicidio per evitare di soffrire a causa del senso di colpa generato sia dalla consapevolezza di aver trascurato la moglie (quindi essere stato concausa della morte dei figli) sia per averla uccisa. Una rimozione prolungata porta alle allucinazioni e a stati di coscienza alterati.
    Tutto qui, nessun intrigo, nessu particolare rilevante, nessun colpo di scena … comunque riguardatelo, vedrete che troverete il bandolo della matassa.
    Ciaoo!!
    Ip

  10. mago

    mah….non mi dispiace nemmeno la versione che lo hanno incastrato ( non volevano che indagasse sull’istituto) e lui se ne rende conto soltanto alla fine e nello scegliere se rassegnarsi a vivere come “paziente”, assassino di sua moglie decide di morire …..certo è la lettura più fantasiosa ma anche quella che rende il meno banale!!!

  11. Arturo

    Il film è semplicemente bellissimo, è stato strutturato non bene di più, lascia il dubbio dell’interpretazione fino alla fine e se non lo guardi una seconda volta rimani ancora confuso, per non parlare della location, posti che hanno reso perfettamente l’idea di come possa essere vivere in quella situazione, io non amo Di Caprio, ma devo dire che in questo film ha recitato in modo impeccabile…

  12. Milena

    @ Arturo:
    Mi trovi con tutto ciò che hai detto e sono anche io convinta che il film vada visto una seconda volta,Di Caprio fantastico!!!!Buuuuuuuu ipercritico, ma poi di cosa!!!Bha…

  13. Sonia

    @ Arturo: concordo sul fatto che il film sia strutturato bene e che lascia spazio almeno a due interpretazioni.
    @Mago dà un’interpretazione del finale simile alla mia ma con il presupposto diverso: cioé siamo d’accordo che scelga di morire (non che sia ancora inconsapevole) piuttosto che vivere in quelle condizioni. mago interpreta che sia sanissimo e lì per indagare e lo abbiano fatto passare per pazzo (e secondo me può starci)… sappiamo bene che alcuni farmaci e sostanze possono creare dei falsi ricordi (v. flashback di ciò che é accaduto). Io invece dico che alla fine lui ha preso coscienza e sa esattamente chi é e cosa abbia fatto la moglie ma che decida di morire o essere lobotomizzato piuttosto che convivere con questo dolore (mi pareva di aver colto che stava per essere dimesso).
    @ipercritico – siamo due Sonie diverse . Il film lo rivedrò senz’altro perché merita, ti ringrazio della spiegazione, ma avevo capito ciò che mi hai spiegato :-) . Ciò che non mi erq del tutto chiaro é solo se il fuoco all’appartamento ci sia mai stato e chi lo avesse appiccato, ma da quanto mi hai scritto é la conseguenza della rimozione che l’ha portato a creare un alter ego colpevole, quindi non reale. Nessun incendio nella relatà dunque?
    ciao!

  14. ale

    Sono abbastanza allineato alle impressioni di Ipercritico.

    Non ho un giudizio completamente negativo verso il film, dal momento che diversi aspetti a mio giudizio sono di valore (quali as esempio l’interpretazione di DiCaprio e Kingsley).

    Resta però un senso di incompiutezza del film, che non riesce secondo me ad esprimersi per quello che trama, cast e regia potevano garantire.
    Il film risulta relativamente prevedibile e le molte rivelazioni disseminate lungo il cammino ti lasciano intuire che la realtà non è quella che appare.

    Mi è mancato quel senso di lucida rivelazione che mi fa considerare “Le ali della libertà” uno dei film più riusciti in questo senso.

    Mia opinione ovviamente, ma mi sarei aspettato di più per questo film, comunque non brutto.

  15. luciana

    Ho visto il film ieri sera e francamente non mi è sembrato affatto un capolavoro. L’impressione che ho avuto è quella di un film “pasticciato” dall’inizio alla fine, con moltissimi elementi, anche troppi, che lo facevano deragliare continuamente da un genere all’altro. Non era una sovrapposizione di chiavi di lettura, ma una ridondanza di situazioni con continui ed eccessivi rimandi nel tempo e nella storia, un genere nel genere, un gioco di scatole cinesi niente affatto riuscito. Di Caprio ha avuto una recitazione ininterrottamente sopra le righe, a denti stretti e occhi serrati, occupando per tutta la durata della pellicola (eccessiva) la scena, senza un attimo di respiro.

  16. Claudia

    Consiglio a chi non lo avesse fatto di leggere il romanzo da cui è tratto il film. Si intitola “Shutter Island” di Dennis Lehane, scritto nel 2003.
    Forse potrete chiarire un po’ di dubbi ;-)
    Ciao a tutti,

    Claudia

  17. Ipercritico

    @ Milena:
    Carissima, prendo volentieri il tuo Buuu anche se avrei preferito un commento più articolato e non un “ha ragione Arturo, na na na !!! ” :-)
    Ip

    @ Arturo:
    Caro Arturo, apprezzo molto questa tua specifica, sicuramente migliore di “..fallo tu il regista!!!”, ora capisco che siamo semplicemente su due posizioni completamente opposte: 1) io avevo capito il 90% del film dopo 30 minuti (quindi per me pessimo thriller psicologico e scontato), tu sei rimasto nel dubbio fino alla fine; 2) per me Di Caprio è stato trascinato in un ruolo che non gli si addice affatto ma in buona parte è stata colpa del copione secondo me, per te è stato impeccabile.
    Grazie delle specifche!
    Ip

    @ Sonia:
    Cara Sonia, ti confermo nessun incendio nella realtà.
    Ip

    @ ale:
    Grazie per il sostegno, cominciavo a pensare di essere anche io un paziente 67 in un blog di fan di Di Caprio :-)
    Concordo pienamente sulla qualità di tutt’altro livello di una pellicola come Le ali della libertà.
    Ip

    @ luciana:
    Cara Luciana, condivido pienamente il tuo commento, sia per quanto riguarda il film sia per l’interpretazione sopra le righe di Di Caprio.
    Concordo sull’uso del termine “pasticciato” e mi trovo d’accordissimo sul commento alla durata “eccessiva”, unica cosa che non ho attaccato esplicitamente (altrimenti mi sembrava di essere troppo duro) ma come ho già detto sopra che 138 minuti mi sono sembrati 2 mesi :-)
    Ip

  18. luciana

    @ Ipercritico:

    beh….Martin avrà i suoi fantasmi personali con cui confrontarsi, forse …e’ una prova non troppo riuscita: un film furbetto, con un occhio puntato al botteghino. Spero non sia l’inizio di un declino alla W. Allen. Aspettiamo film migliori dal maestro qual è. Bocciato ma con ampia possibilità di recupero. Promuovo invece Vendetta io ti ucciderò. Quattro personaggi, niente musica, niente tempeste e temporali, né noioso né lento come potrebbe far presagire. Personaggi essenziali ma veri e sofferenti, senza scorciatoie strappalacrime ed effettoni speciali. Solo la tranquilla campagna viennese da sfondo alla imprevedibilità e crudeltà del destino.

  19. Ipercritico

    @ luciana:
    Condivido!Il caro Martin per Taxi Driver e Quei bravi ragazzi meriterà sempre più di una prova d’appello.
    Non ho visto Revanche ma vista la tua promozione sarò costretto a vederlo :-)
    Saluti!
    Ip

  20. luciana

    Ipercritico dice:

    @ luciana:
    Condivido!Il caro Martin per Taxi Driver e Quei bravi ragazzi meriterà sempre più di una prova d’appello.
    Non ho visto Revanche ma vista la tua promozione sarò costretto a vederlo
    Saluti!
    Ip

    Ok! Sicuramente non ti sembrerà di essere al cinema da due mesi! A me è piaciuto…spero concorderai con me e di nn averti dato indicazioni fuorvianti!

  21. albertob

    @ Sonia:
    buonasera,
    ho visto il film e mi è piaciuto molto, per tutta una serie di motivi ma non mi dilungo e poi sono opinioni personali che lasciano il tempo che trovano, non essendo un cinefilo esperto di regia o di tecniche cinematografiche.
    dici che hai capito il 90% del film dopo 30 minuti. accidenti! per te sarà una pena andare al cinema! tutto scontato!!!:-)
    mi permetto di puntualizzare che non ha ucciso la moglie in uno scatto d’ira. lui la amava alla follia, è stata lei a chiedergli “liberami, ti prego liberami…”.
    il ruolo non si addiceva a di caprio dite, e si vedrebbe perchè recita sopra le righe. è la stessa impressione che ho avuto anch’io: sembra che reciti. e certo che recita, è un attore! ma non in questo senso, sembrava proprio che recitasse, sembrava snaturato, quasi un attore di teatro. alla fine ho capito perchè: lui stava recitando la parte che il suo inconscio (scusate se sbaglio termine tecnico ma non sono uno psicologo come ip..) lo portava a sostenere.
    in quanto agli errori, o presunti tali, del regista nei confronti della malattia, beh, non lo so, a me sembrava filasse, ma ripeto, non sono laureato in psicologia o psichiatria per cui non mi permetto di fare puntualizzazioni.
    un saluto a tutti!

  22. albertob

    cavoli, ho sbagliato, non voleva essere un commento in risposta a sonia ma a ipercritico!
    scusa sonia…
    ciao!

  23. Carlo

    Grazie ipercritico per la risposta. Citerei di Martin anche Taxi Drive. Shutter Island, è uno dei film più riusciti dello stesso regista italo americano, perché, secondo me è riuscito a trasmettere suspance in un genere che non è sicuramente suo.

    IL FUOCO: Di Caprio e l’ex attrice di Dawson Creek vanno a stare sul lago, perché lei aveva incendiato il condominio dove abitavano. Ecco cosa c’entra il fuoco con la storia. Ma qui viene il grande errore, ovvero come facesse la moglie ad essere ancora libera…. Io avevo capito che Di Caprio fosse un ex paziente, a partire da quando gli hanno fatto togliere la pistola, passando da quando i pazienti lo “salutano” dopo aver varcato il cancello, e anche quando gli fanno mettere i vestiti dei secondini…

    Ripeto, per me film riuscito, perché Scorsese si avventura in modo positivo in un film enigmatico, che sicuramente non è mai stato il suo genere…

  24. albertob

    @ Carlo:
    condivido, carlo. aggiungerei il nervosismo delle guardie al suo arrivo al molo, decisamente eccessivo per una fuggitiva che aveva “solo” annegato i figli…
    il grande errore: beh, credo non fosse difficile per un marshal insabbiare tutto o far ricadere la colpa su qualcun’altro.
    e alla suspense rilancio con le grandi emozioni: il suo primo sogno con la moglie, nonostante tutto quel sangue, è di una delicatezza disarmante…

  25. Livio

    Mi piacerebbe fare un giochetto facile facile: far vedere il film (per la prima volta) a tutti quelli che lo salvano o a quei critici che parlano di “evoluzione del cinema di Scorsese” e menate varie e far sapere loro solo alla fine che è stato girato da mia nonna.

    Sarei curioso di leggere cosa scriverebbero. Questo solo per dire che sono totalmente d’accordo con Ipercritico: stento a credere che Scorsese abbia potuto girare questo pasticcio clamoroso, fintissimo, senza nè capo nè coda.

    E soprattutto concordo con Ipercritico sulla maniera in cui viene trattato il tema della schizofrenia: davvero ridicolo, anche uno psichiatra non troppo bravo sarebbe sconcertato da alcune cose che si dicono nel film…

    Mi sa che “The Departed” (splendido!) è stato il suo canto del cigno…

  26. Ipercritico

    @ albertob:
    Carissimo alberto, non preoccuparti si capisce bene che il tuo commento è a me e non a Sonia :-) , non sono affatto uno psicologo, ma lo prendo come un complimento :-) … ho scritto che ha ussico la moglie per uno scatto d’ira perchè è l’unico movente emotivo che può indurre un padre che vede i suoi figli uccisi annegati dalla moglie ad ucciderla, il dialogo triste e romantico in cui la moglie chiede a Di Caprio di ucciderla non ha alcun senso … non si uccide la moglie perchè te lo chiede ma perchè è l’unica risultanza ad una emozione fortissima che solo l’ira per la perdita dei tuoi figli può dare ;-)
    Ti faccio notare che un pò di realsimo anche se si parla di patologia mentale ci vorrebbe, arrivare a pensare che si uddida la moglie perchè lo chiede e non perchè ha commesso un figlicidio annegando i figli è veramente troppo!!!
    Ci tengo ad aggiungere che io i bei film al cinema me li godo veramente tanto (vedi The Departed dello stesso regista), il problema non sono io che dopo 30 minuti ho capito il 90% del film, è il film stesso che svela tutto nel primo tempo, lasciando veramente poco spazio alla suspance.
    Comunque apprezzo il tuo punto di vista.
    Ciao
    Ip
    @ Carlo:
    Vedo che rimani della tua opinione e fai bene :-) … continuo a considerare tutti i film di Scorsese che abbiamo citato di gran lunga superiori a questa pellicola, ripeto, per me pessima ma rispetto la tua opinione e sono contento per te che hai trascorso 138 minuti piacevoli :-)
    Ciao
    Ip
    @ Livio:
    Caro Livio, non posso che ringraziarti per l’appoggio!
    Condivido con te il giudizio su un film di tutt’altro spessore come The Departed, credo che come per altri registi (Tarantino, Ozpetek ecc ecc ) le critiche siano sempre meno di quante dovrebbero essere, ma ognuno ha la sua opione … certo inventare trame per giustificarne una veramente scarsa è un esercizio poco nobile e non fa un buon servizio al cinema.
    Spero proprio non sia stato il canto del cigno di Scorsese, finchè ce la farà De Niro, vorrei rivedere un film come Quei Bravi Ragazzi (oltre il capolavoro!!! :-) )
    Ciao
    Ip

  27. Sonia
  28. Sonia

    @albertob: si si avevo capito che ti eri confuso….
    a me il film é piaciuto e ne ho parlato in temini positivi.
    Concordo con te sul fatto che non abbia ucciso la moglie in uno scatto d’ira. Perché l’abbia fatto? Tante ragioni… lui l’amava moltissimo quindi forse la disperazione assoluta o il suo senso di giustizia o forse quello di “liberarla” da questo stato di pazzia come dici tu.. Ciao

  29. Sonia

    @ipercritico: grazie comunque anche se abbiamo una opinione diversa sul film, della profonda analisi psicologica che fai e che ci porti su cause e reazioni dei personaggi. Molto Interessanti!
    @CArlo: dettaglio fuoco chiarito ma a questo punto mi manca un tassello…

    Eppure, se un film fa discutere così e non so voi ma io anche oggi ci sto ancora pensando vuol dire che “é arrivato”…. e so che capite cosa voglio dire ….

  30. Ipercritico

    @ Sonia:
    Cara Sonia, grazie per il giudizio positivo che dai delle mie “indegne” disamine psicologiche, però sono costretto a dire anche a te come ho fatto sopra, mi raccomando realismo … consapevole che il cinema è fiction non è possibile inventare trame, accadimenti, reazioni emotive, spiegazioni fantasiose che non stanno in piedi, solo perchè vogliamo dare un senso profondo ad un film che di profondo ha ben poco (ripeto le “tante ragioni” che citi per l’assassinio della moglie non sono tante, sono ben chiare nei comportamenti di “assassini familiari”).
    Nessuno mi appoggia nella mia tesi che tutti sull’isola sono alieni e le memorie di Di Caprio sono solo falsi ricordi innestati da loro ?? Tanto mi sembra che l’andazzo dei commenti è questo, diamo spiegazioni fantasiose di qualsiasi genere a qualsiasi passaggio del film, possiamo dire tutto e il contratio di tutto :-)
    Sinceramente non mi sembra che il film “sia arrivato” o che faccia discutere, mi sembra che si sia capito poco del film, quindi semplicemente un “pasticcio”.
    Non condivido l’equazione “non ho capito il film, quindi è bello”.
    Continua nella tua ricerca vedrai che alla fine ogni tassello di questo capolavoro sarà al suo posto .. :-)
    Ip

  31. albertob

    @ Ipercritico:
    “non sono affatto uno psicologo, ma lo prendo come un complimento …”
    -ero ironico… quindi anche tutta la tua teoria sulla valanga di errori psicologici va a farsi benedire:-)
    “ho scritto che ha ussico la moglie per uno scatto d’ira perchè è l’unico movente emotivo che può indurre un padre che vede i suoi figli uccisi annegati dalla moglie ad ucciderla, il dialogo triste e romantico in cui la moglie chiede a Di Caprio di ucciderla non ha alcun senso”
    -appunto, non sei uno psicologo… che ne sai di comportamenti emotivi? il padre di erika era al suo fianco quando si è laureata, e gli ha ucciso moglie e figlio… “non ha alcun senso” dici.. certo che ne hai di autostima!!! guarda caso a me quel dialogo è piaciuto moltissimo e l’ho trovato molto verosimile, in quanto ammetto che i meandri della mente sono misteriosi e non siamo tutti uguali, ergo, reazioni molto differenti. non ho la spocchia di pensare che tutti si comporterebbero come farei io…
    “è il film stesso che svela tutto nel primo tempo, lasciando veramente poco spazio alla suspance.”
    - “suspense” si scrive.. nel primo tempo vengono svelati degli indizi è vero, ma possono essere comunque fuorvianti, lo dimostrano le innumerevoli interpretazioni degli spettatori.
    guarda, che uno mi dica che il film non gli è piaciuto perchè non è il suo genere, o gli stanno antipatici gli attori o per una qualsiasi altra ragione personale mi sta bene, de gustibus.. ma quando uno adduce a presunte motivazioni “tecniche” che poi si rivelano prive di fondamento scusa, ma mi scatta il contraddittorio:-) in pratica mi risultavi più credibile se dicevi che quella sera ch’avevi le tue cose…:-D
    ciao!

  32. Ipercritico

    @ albertob:
    Caro Alberto, sono costretto a risponderti punto per punto, comunque grazie per aver riutilizzato e citato così tanto quello che scrivo dimostrando una tua grande capacità di argomentazione autonoma:
    1) Evito di commentare nel merito una frase sessista del tipo “ch’avevi le tue cose” perchè la trovo volgare e offensiva (in generale fuori luogo ma dopo l’8 marzo veramente eccessiva) ma ti faccio notare che i refusi capitano a tutti (vedi ch’avevi);
    2) La mia non è una “teoria di errori psicologici”, ma la costatazione che il film è banale, fatto male, la trama scontata, e nel mio commento iniziale ho solo specificato che quando si tratta il tema delle patologie psichiatriche si dovrebbe essere un pò più attenti a rispettare determinate dinamiche che sono ben documentate in ogni testo di criminologia, di sociologia della devianza, di psicologia criminale, di psicopatologia forense ecc .. altrimenti poi si ingenera confusione e si crea un “pasticcio” (ad esempio un film molto attento all’elemento psichiatrico clinico è “ragazze interrotte”, vedilo per capire la differenza fra le due pellicole);
    3) Ripeto nel mio approccio molto democratico alla vita, tu puoi pensare quello che vuoi ma le affermazioni che faccio sui comportamenti umani (nello specifico criminali) sono fondate sulla base di una conoscenza approfondita (che non riguarda questo blog di cinema), quindi se vuoi dargli credito buon per te, altrimenti cancella circa cento anni di psicologia e psichiatria, un centinaio di anni di criminologia ecc ecc, sono convinto vivrai bene lo stesso:
    4) La tua affermazione “guarda caso a me quel dialogo è piaciuto moltissimo [...] in quanto ammetto che i meandri della mente sono misteriosi e non siamo tutti uguali, ergo, reazioni molto differenti. non ho la spocchia di pensare che tutti si comporterebbero come farei io..” non ha senso esattamente come la scena che ti piace tanto (forse anche per questo ti piace?!) perchè ti assicuro che i comportamenti umani, soprattutto quelli criminali, quelli che tu chiami “menadri della mente”, sono indagati da molti anni e se ne conoscono tipologie, modelli, tipi ecc ecc, ripeto sorpattutto in ambito criminologico, non è “spocchia” (grazie per avermi dato dello spocchioso argomentando anche in questa caso la tua affermazione gratuita) ma semplicemente conoscenza;
    5) Non ti arrabbiare se te lo dico, ma la citazione del padre di Erika è completamente errata perchè non riguarda un’azione omicidiaria, la dinamica è completamente diversa … però è un pò conplesso, magari te lo spiego per mail, qui si parla di cinema non di criminologia, se vuoi confrontarti sul piano della conoscenza direi che devi argomentare meglio ed essere più attento nelle citazioni;
    6) Ti faccio notare che quelle che tu definisci “innumerevoli interpretazioni degli spettatori” sono i commenti di circa 5 o 6 lettori del blog che in questa sede hanno capito poco del film e a cui è piaciuto, di contro ci sono 4 o 5 commenti che mi appoggiano nella mia critica al film, ripeto non capisco l’equazione “non l’ho capito quindi bello”, oppure “posso dagli 100000 spiegazioni quindi quanto è articolato e complesso questo film” per me rimane un pasticcio e sempre per me, rimane scontato;
    7) Il tuo appunto alla mia autostima è gradito, ne ho molta ma ti assicuro che si fonda solo sulla conoscenza che ripeto non ha a che fare con la mia critica al film e non ti tranquillizzerò chiarendoti quali sia il mio mestiere, perchè non ne vedo la ragione, se avessi esordito dicendo che sono un premio nobel per la psicologia avresti dato credito alle mie parole?Cosa ti cambia sapere qual’è la mia professione?Ripeto io ho argomentato per le mie capacità e nei miei limite, le pecche di un film che non mi è piaciuto, non credo tu abbia fatto lo stesso… invece di preoccuparti di smontare le mie affermazioni, cosa che non ti riesce granchè bene, racconta ai lettori del blog come mai ti è piaciuto così tanto il film, ti leggerò volentieri!
    Ripeto per l’ennesima volta il film non mi è piaciuto perchè per me è un pessimo film e non perchè tratta in modo superficiale l’elemento psicologico (centrale in un trhiller psicologico), quella è un’agravante!
    Ciao
    Ip
    p.s.:se vuoi correggere tutti i miei refusi ti ringrazio anticipatamente!

  33. nicolettab

    Ciao a tutti! a me il film è piaciuto,tranne che per le un pò troppo esplicite allusioni sessuali…non so…forse sono io che sono un pò “bacchettona” ma secondo me il film sarebbe riuscito lo stesso anche senza metterci in mezzo certe cose…

  34. albertob

    @ Ipercritico:
    scusa, ma trovo che dire “è un pessimo film” argomentando con discutibili conoscenze nel campo psicologico e psicilogico-criminale sia offensivo nei confronti di chi ha trovato quel film molto bello perchè lo poni sul piano (sempre secondo me) di chi non capisce nulla.
    che quello di erika sia un caso diverso sul piano emotivo scusa ma lo dici tu. era per fare un esempio che ognuno reagisce a modo suo. ci sono genitori che disconoscono i figli per molto meno.
    cmq vedo che la tua autostima rappresenta un bel muro di gomma e guarda, non mi interessa per niente farti cambiare idea, ci mancherebbe, è solo che un contraddittorio permette a chi legge e ha visto il film di confrontarsi con idee diverse leggendo commenti ed interpretazioni di altro tipo. “ch’aveva” voleva essere colloquiale, lungi da me comunque anelare alla perfezione tgrammaticale, credevo solo che un esperto cinefilo (io sono cinofilo) ci tenesse a sapere come scrivere correttamente un termine “tecnico” cinematografico.
    quanto agli innumerevoli, ci sono decine di blog in merito.
    “sono indagati da molti anni e se ne conoscono tipologie, modelli, tipi ecc ecc, ripeto sorpattutto in ambito criminologico”
    e tu li conosci tutti? beh, complimenti, allora non so proprio con chi ho a che fare:-)
    “ad esempio un film molto attento all’elemento psichiatrico clinico è “ragazze interrotte”, vedilo per capire la differenza fra le due pellicole”
    e ci mancherebbe pure che fossero uguali!!! allora si avrei buttato via i soldi:-D
    scusa se ti sono sembrato “all’attacco”, ma dirti che sei un po’ spocchiosetto proprio non mi sembra esagerato:-) non ti saresti beccato un “buuuu” scusa, ognuno semina ciò che raccoglie
    scusami tanto poi se ho urtato la tua sensibilità sopratutto un giorno dopo l’8 marzo! non so cosa mi sia preso, davvero, scusami tanto, sono proprio un troglodita (d’altronde mi è piaciuto il film…)!!! chiedo scusa a tutte le donne, a te e a tutti quelli con la tua sensibilità per aver fatto uso di quella cosa chiamata “ironia”, patologia molto grave ma che tu, da ottimo conoscitore dei decorsi degenerativi della mente umana, conoscerai ottimamente:-)
    ciaociao!
    a

  35. Ipercritico

    @ albertob:
    Caro Alberto, te lo ripeto, forse non riesco a spiegarmi, per me il film è pessimo perchè scontato, pasticciato, in più l’emento psicologico è trattato con troppa superficialità (nota ho scritto di nuovo “in più”) e per un trhiller psicologico è un neo grave.
    Non vedo cosa ci sia di offensivo verso gli spettatori ai quali è piaciuto nel momento in cui si alza il livello del dibattito tentando di dare sostanza a cose che il regista ha portato sullo schermo (non certo io) consapevole di poter ricevere delle critiche.
    Se non hai una preparazione in un certo campo, nessuno ti chiede di capire dinamiche psicologiche, criminali ecc. ma prendere le mie puntualizzazione come un’offesa, perdonami ma non ci trovo alcun nesso.
    Ti faccio notare che io non ho mai detto a nessuno che non capisce nulla!
    Ti faccio notare che sei tu ad avere un comportamento arrogante nonostante alcune cose ti sfuggano e io te le faccia solamente notare.
    Non posso continuare a risponderti, perchè noto una certa sordità, ma faccio solo un ultimo tentativo per darti un elemento di riflessione sul fatto di cronaca che hai di nuovo citato… Erika e Omar sono un caso completamente diverso, te lo assicuro, non lo dico io, lo direbbe qualsiasi persona con un minimo di conoscenze in campo psichiatrico clinico ma tu vuoi continuare a porti nel modo “io non ne so nulla ma neanche tu, quindi quello che dici è sbagliato” fallo pure ma non mi sembra un atteggiamento costruttivo.
    Perdona la mia ulteriore spocchia, ma un contraddittorio l’avrei avuto con qualcuno che argomentasse le sue opinioni sulla base della conoscenza, non dicemdoni “sei spocchioso, hai troppa autostima, quello che dici non regge perchè su certi temi si può dire qualsiasi cosa, mi hai offeso perchè io non ne so nulla e me lo fai notare dopo che io ti ho attaccato … na na na!!!” atteggiamento che non trovo affatto costruttivo o sul quale è impossibile costruire un serio contraddittorio.
    Non ti ho dato assolutamente del troglodica, ma ancora cerchi di abbassarmi ad un livello conflittuale che sinceramente non mi si addice e non mi interessa, ti ho fatto notare che quello che hai scritto è sessita, offesivo e maleducato, assolutamente non c’è niente di ironico, ma anche in questo caso, immagino che nella tua ottica sono io a sbagliare perchè ti faccio notare un limite rispetto al quale ovviamente ti difendi “attaccando” o meglio direi “facendo finta di non capire”.
    Per dirtelo seplicemente, contiui a tentare di smontare le mie affermazione senza alcuna base conoscitiva e senza argomentare la tua posizione, ma lo accetto, ripeto ognuno è libero di esprimersi ed avere l’atteggiamento che vuole (purchè rispetti gli altri)…direi che possiamo considerarci pari e lasciare spazio ad altri.
    Ciao
    Ip

  36. nicolettab

    @ albertob: ciao, scusa se mi intrometto, ho seguito la “discussione” tra te e Ipercritico….trovo che la tua battuta non sia affatto sessista…ma molto divertente!!!! allora confermi anche tu che non siamo solo noi donne a soffrire di sindrome premestruale? ahahahahahahah :-) )) ciao! e del mio commento non dice niente nessuno? ;-)

  37. Ipercritico

    @ nicolettab:
    Cara Nicoletta, mi sembra strano che tu non ti senta offesa da un palese, sgradevole, commento sessista quando riscontri nel film troppe “allusioni sessuali” che sinceramente a me sono sfuggite…se possibile, vorresti farmi qualche riferimento, per capire dove le hai individuate nel film?Grazie!
    Comunque non vivo sindromi premestruali ma grazie per l’interessamento, quando c’è la salute, c’è tutto.
    Ripeto ognuno può esprimersi come vuole (Grande Fratello, Uomini e Donne ecc , docet!) però c’è chi cerca di migliorarsi, chi stranamente si autodefinisce “bacchettona” salvo poi usare termini che definirei poco ortodossi e chi fa della volgarità uno stile di vita (vedi cinepanettoni).
    Un caro saluto!
    Ip

  38. Sonia

    @Nicoletta: effettivamente su questo sono d’accordo con ipercritico: da donna non asseconderei battute molto banali che rischiano di portare la conversazione molto verso il basso… e poi nemmeno mia nonna faceva più di queste affermazioni…
    Un’altra cosa…. allusioni sessuali? Mah… io ci ho visto solo una gran tenerezza nelle suo “visioni” o “ricordi” con sua moglie.

    @albertob: secondo me (battuta a parte) la tua interpretazione ci sta benissimo come d’altra parte l’interpretazione di ipercritico come ho detto prima é interessante. Non vedo così tanta discrepanza tra i vari pensieri perché sono interpretazioni comunque tutte a livelli non superficiali ma credo che ora sia aperta polemica e a questo punto il contenuto perda di importanza:-) Ciao

    @ipercritico: non é vero che io il film non l’ho capito, come penso altri che hanno commentato. Ci sarà chi non ha colto gli strati meno superficiali (che peraltro secondo te non esistono) ma non é il mio caso. Io non ho affatto detto “non l’ho capito quindi é bello”. La tua interpretazione sarà senz’altro azzeccata ma ci possono essere sfumature che potrebbero arricchirla.
    Io lascio solo aperta anche un’altra porta invece di chiuderle tutte.
    Ciao!!

  39. Ipercritico

    @ Sonia:
    Ciao Sonia, grazie della precisazione più che rispettabile.
    Il mio non condividere l’equazione “non l’ho capito quindi è bello” non era direttamente rivolta a te, come non era direttamente rivolta a nessuno in particolare ma ad un atteggiamento che a volte si ha con questi tipi di film, del tipo “mi ha supito quindi è bello”, per chiarire il mio pensiero, io ce l’ho con Scorsese che avendo poca dimestichezza con questo genere ha lasciato aperte troppe porte all’interpretazione e, sempre a mio avviso, lo ha fatto con situzioni e dinamiche che poi portano lo spettatore a letture troppo surreali e fantasiose.
    Hai capito benissimo il mio pensiero, nel tentativo di arricchire un’eccessiva quantità di situazioni e dinamiche di possibili chiavi di lettura il caro Martin, perdonami se mi ripeto, ha fatto un pasticcio.
    Comunque ho puntualizzato sulle dinamiche psicologiche solo perchè, sempre una mia opinione, avere diverse chiavi di lettura è un conto, dire qualsiasi cosa, anche dinamiche che non tengono è un’altra.
    Direi che fai bene a lasciare porte aperte purchè si fondano sul buon senso.
    Grazie della tua riflessione che mi ha permesso di riflettere sulla mia!
    Ip

  40. albertob

    @ Ipercritico:
    ok mi arrendo, io nn ho masterizzato la serie completa di csi per cui nn ho la tua enorme competenza in materia. erika c’entra si, è solo che non ci arrivi a capire come…
    addio spocchiosetto!!! e scusa ancora per aver offeso la tua spiccata sensibilità contraopponendovi il mio gretto materialismo maschilista:-D
    @nicolettab
    mi fa piacere che ti sia piaciuta! meno male che qualcuno è uscito dal tabù che “su quelle cose là non si scherza! è peccato!!!” anch’io la trovavo molto divertente, un po’ alla family guy, che sono consigliati dai migliori psicologi di fama mondiale in circolazione! ops.. no, in effetti ip non so cosa ne pensi per cui ritiro quello che ho detto…ciaociao!!!

  41. Ipercritico

    @ albertob:
    Mi permetto di correggerti di nuovo, il materialismo non è strettamente ascrivibile al maschilismo sono due cose molto differenti ma come per Erika credo che tu sia troppo arrogante anche solo per avere la curiosità di pensare che forse dico qualcosa di sensato… family guy è un buon prodotto e non lo userei per giustificare maleducazione e volgarità.
    Di nuovo grazie per i tuo scortesi appellitivi assolutamente gratuiti tipo spocchiosetto, che dimostrano uno spiccato senso della misura e della cortesia.
    Un caro saluto!
    Ip

  42. Sonia

    @ipercritico: Lasciando da parte l’acceso scambio di opinioni che il commento a questo film ha suscitato, mi hai incuriosita. Vorrei andare oltre il giudizio sul film he abbiamo già espresso, e visto che sono molto interessata alla conoscenza della psiche umana, ti chiedo se hai voglia di darmi la tua lettura della storia dall’inizio. Certo, so che scrivere tutto sarebbe troppo lungo ma almeno i punti salienti .

    Il film comincia con Di CAprio e il suo socio che arrivano sull’isola e alla casa di cura (chiamamola così) . Noi li crediamo due agenti FbI invece il suo partner é il suo psichiatra. Qual’é la lettura che hai fatto della trama? perché lui era lontano dal manicomio se era un paziente. Forse i medici gli avevano dato la possiilità di allontanarsi dall’isola per metterlo alla prova?
    E alla fine, quando lu sembra essere di nuovo regredito (pare aver rimosso tutto nuovamente) stava per essere dimesso? E quando é lui afferma la frase finale” Meglio morire da uomini per bene che vivere da mostri, il suo partner capisce che sta mentendo e che invece é consapevole di quanto avvenuto, perché allor non ferma il medico?
    Sono molto interessata a conoscere la storia letta e interpretata da te.Se hai voglia e tempo, io ti leggo volentieri.
    Poi appena uscirà in dvd o su sky rivedrò il film perché a questo punto é d’obbligo;-).
    ciao

  43. nicolettab

    @ Ipercriticoora mi sento offesa ma da te!come ti permetti? io non sono affatto stata volgare tantomeno maleducata nei tuoi confronti, la sindrome premestruale è una cosa normalissima, non centra niente con la salute, ovviamente è una battuta per dire che ho sentito un pò di agitazione (tipica appunto della suddetta sindrome). Non ho usato termini poco ortodossi e non mi permetterei mai di scrivere ad una persona che non conosco che” fa della volgarità uno stile di vita”. Per quanto riguarda le allusioni sessuali…beh era ovviamente una battuta per movimentare un’attimo la discussione!!!!! addio

  44. Ipercritico

    @ Sonia:
    Cara Sonia,
    credo che la cosa migliore per appagare la tua curiosità sia leggere il romanzo come ha suggerito Claudia in un commento sopra, probabilmente avrai tutte le risposte, rivedere il film mi sembrerebbe un eccessivo investimento di tempo ed energie dal mio punto di vista :-) .
    Io personalmente non leggo mai i romanzi ai quali sono ispirati i film perchè a mio avviso un film deve funzionare a prescindere dal romanzo, la lettura è una cosa, andarsene al cinema a godersi un film è un’altra.
    Non ho tutte le risposte alla trama, sarei un mago se in quello che definisco un pasticcio riuscissi a trovare tutte le risposte, comunque posso darti un paio di spunti di riflessione per capirci qualcosa, o almeno quelli che ci da il regista nel film.
    Come spiega lo psichiatra senza capelli alla fine del film, i medici avevano lasciato libero Di Caprio di vivere la sua psicosi (anche se è difficile immaginare che si prenda una persona con disturbo psicopatologico e si metta su una nave resettandola e facendola partire come una macchina) unica cura aleternativa alla lobotomia (siamo negli anni 50) che era un intervento chirurgico a tutti gli effetti.
    Diciamo che si contrappone la psichiatria classica (per l’epoca) della lobotomia, alla psichiatria innovativa (per l’epoca) basata sui farmaci (viene citata la torazina) tesa ad “incontrare” la patologia metale e non a cercare di correggerla chirurgicamente.
    Di Caprio è libero di muoversi, sempre seguito dal suo psichiatra (che lui considera, nella sua psicosi, il suo partner perchè c’è una relazione di fiducia con lo psichiatra che lo ha in cura) perchè cercano di non arrendersi alla terapia classica seguendo la strada che dovrebbe portare Di Caprio a scontrarsi con i paradossi della sua paranoia (ovviamente folle come prospettiva perchè avrebbe potuto uccidere qualcuno o se stesso in questo giochino psicologico, come la guardia del faro a cui poteva rompere il cranio con il calcio del fucile; in un dialogo pessimo la guardia dice “ti prego non uccidermi!!”, una finzione più che pericolosa per tutti gli attori in giochi).
    Paranoia reale e ben documentata dall’assenza completa di indizi a supporto delle sue strampalate teorie sul piromane, sugli epserimenti sull’isola, dalle allucinazioni, dai tremori, dall’insonnia ecc ecc
    Lo psichiatra che impersona il partner non lo ferma per 2 possibili motivi: (patologia persistente) perchè una frase simile è perfettamente in linea con la psicosi che Di Caprio ha manifestato fino a quel momento, ossia, l’agente spavaldo che convinto di essere stato incastrato dal sistema e pensando che sull’isola facciano esperimenti tremendi pensa di andare incontro alla morte ma la preferisce a vivere con l’etichetta dell’uxoricida di colui che ha ucciso la moglie che invece attribuisce a Leddis; (sanità mentale a seguito della “terapia d’urto”) Di Caprio tornato sano preferisce farsi cancellare i ricordi e smettere di soffrire attraverso la lobotomia quindi si riferisce alla “morte celebrale e dei ricordi” più che “vivere una vita di rimorso e senso di colpa”.
    Sulla domanda del perchè il medico non lo fermi, credo che sia collegato da un lato, al fatto che conlcudendo il film in questo modo si lascia molto margine di riflessione allo spettatore (Scorsese mica è fesso :-) ) e dall’altro, al fatto che il personaggio del partner è uno dei tanti personaggi che a mio avviso doveva essere molto più di ricco di spessore, ma ripeto il film a me non è piaciuto quindi le mie opinioni potrebbero essere falsate.
    Spero di aver risposto compiutamente, una rilettura completa del film implicherebbe molte pagine e potremmo essere sfrattati dal blog, comunque nella recensione di Pietro si colgono bene limiti e difetti del film.
    Ciao
    Ip

  45. Ipercritico

    @ nicolettab:
    Non mi riferivo a te ma ad alberto, infatti ho risposto ironicamente alla tua battuta “Comunque non vivo sindromi premestruali ma grazie per l’interessamento, quando c’è la salute, c’è tutto” ma noto una comune difficoltà di ricezione … ti pregherei di evitare polemiche sterili, anche perchè sei perfettamente in linea con albertob, forse questa “b” vi accomuna e direi che non ci sono gli estremi per offendersi da parte di nessuno … per favore se avete commenti sul cinema e sui film fateli altrimenti ci sono tante chat per sterili polemiche e battibecchi.
    Grazie!
    Ip

  46. Sonia

    @ipercritico: Grazie!! La tua risposta é molto esaustiva.
    Sorrido quando mi suggerisci di non rivedere il film….. naturale da parte tua, a te il film non é piaciuto ;-) !
    A me il film invece ha intrigato quiindi lo rivedrò con piacere anche alla luce delle varie osservazioni fatte, lo vedrò da un’angolazione diversa….

    Accolgo il tuo invito a leggere il libro dopo aver finito ” Amabili Resti”: dopo aver visto il film sto leggendo il libro…. non so se tu abbia visto il film ma oso pensare quale sia la tua opinione in merito ;-) ….. sto scherzando…. é solo per mantenere un pò di leggerezza….
    Grazie ancora del tempo che hai dedicato a rispondermi e a scrivere le tue osservazioni sul film, ho apprezzato molto!
    Ciao

  47. Sonia

    @ipercritico: scusami, alla frase della mia mail precedente manca un “non”
    “non oso pensare quale sia la tua opinione in merito” ;-) ed é una battuta ;-)
    Ciao

  48. Ipercritico

    @ Sonia:
    Di nulla, sono contento che tu abbia apprezzato le mie osservazioni.
    Non ho visto il film Amabili Resti ma apprezzo molto il regista, quindi mi riprometto di vederlo nel prossimo futuro, spero di poter essere meno o forse per nulla critico, chissà!
    Ciao
    Ip

  49. Sonia

    @ Ipercritico:bene sono curiosa e attendo questo confronto.

    Ciao!

  50. Ipercritico

    @ Sonia:
    Mentre attendi che io veda il film, potresti, se vuoi, leggere la recensione che Pietro (lo stesso recensore di Shutter Island) ha fatto di Amabili Resti qualche tempo fa.
    La trovi inserendo “Amabili Resti recensione in anteprima” nella finestra di ricerca in testa al blog.
    Se vuoi lasciare lì un commento al film, il mio arriverà appena avrò visto il film.
    Un caro saluto!
    Ip

  51. Sonia

    @ Ipercritico:
    Grazie della dritta, andrò a leggerla.
    Ciao

  52. federico

    salve ho letto quasi tutte le critiche fatte: allora a me il film è piaciuto parecchio mi ha coinvolto dall’inizio alla fine; un pò mi aspettavo il colpo di scena in qualche modo ma ciò no ntoglie che scorsese lo abbia orchestrato in modo magistrale; avete mai visto i soliti sospetti? oppure old boy? beh personalmente avevo intuito i finali ma ciò non toglie che sono stati condotti con trovate geniali tipo nei soliti sospetti con la tazza di caffè e i nomi scritti sui muri; in old boy con il finale quando gli chiede perchè 15 anni? scorsese lo fa benissimo mettendo il dubbio nello spettatore che poi si dissipa ma non troppo che sia tutta una montatura per non fare indagare il poliziotto, e poi c’è l’inquadratura finale del faro che lascia un pò di dubbi; anche quando vidi psycho del grande maestro alfred si intuiva che era lui a fare la parte della madre ma il gioco di un grande regista non è stupire ma come lo costruisce cioè che idea mette. lo consiglio vivamente anche per la musica, alcune scena memorabile come l’uccisione dei nazisti, e per l’ambientazione.

  53. federico

    ma levatemi una curiosità: perchè vi imbeccate tanto sull’8 marzo?è una festa paraculo!

  54. Ipercritico

    @ federico:
    Ciao Federico, condivido l’ottima opinione che hai dei Soliti Sospetti, l’ho trovato un film splendido, mentre Old Boy dovrò vederlo visto che me lo consigli, per il resto rispetto la tua opinione.
    Come ho detto in un commento precedente, mi fa piacere sapere che tu abbia trascorso una serata piacevole vedendo il film di Scorsese, in fondo è quella la finalità di un film, farci dimenticare la quotidianità, farci staccare la spina per un pò di tempo.
    Per la tua “curiosità” rinviamola in altre sedi.
    Mi è piaciuto il tuo commento!
    Ciao
    Ip

  55. federico

    @ Ipercritico:
    grazie ip.
    te lo consiglio vivamente old boy.
    magari ci troviamo nella recensione

  56. ciats

    Prescidendo dal fatto che non ho mai recensito un film e per questo mi scuso se non troerete questa mia recensione tanto brillante quanto magari quella di tanti altri critici sicuramente più esperti di me.Ho deciso di farlo tuttavia poichè ritengo questo film uno dei thriller più belli che possa aver mai visto.Ora non so se in America è uscito in tempo per le nomination agli oscar, tuttavia ritengo che se così fosse stato non avrebbe rubato niente se fosse stato nominato e ne avesse vinti un paio.Ma passiamo ai fatti.Film di grande struttura,emozionante e intrigante fino alla fine;da vedersi tutto d’un fiato.Di Caprio attore che fra parentesi a me non è mai piaciuto più di quel tanto, devo dire si è superato,interpretazione brillante quantomeno.Scorsese è riuscito a dare a questo film un tocco da vero maestro.Devo dire che la fine, in cui sembra che il paziente,Di Caprio,sia ritornato da capo alla situazione mentale iniziale e rivolgendosi al suo psichiatra afferma”meglio morire da buon uomo che vivere da mostro”,suggerendo che in realtà quello stato era solo una sua finzione e che in realtà era guarito del tutto ma che non reggendo il peso che si portava appresso di aver ucciso la proprio moglie preferisce la lobotomia,è proprio la ciliegina sulla torta.

  57. Sonia

    @Ciats: Concordo pienamente anche sul finale, l’ho letto anch’io allo stesso modo.
    @Federico: Bellissimo i soliti sospetti, Old Boy andrò a vederlo sicuramente.
    Ciao

  58. carla

    Il film l’ho visto e mi è piaciuto molto, ricco di colpi di scena e suspance.Direi brillante! finalmente un film dove lo spettatore è in un continuo stato di attenzione e fibrillazione.Certo il finale lascia un pò a desiderare,ma forse perchè lo spettatore è abituato al un solito finale chiaro, scontato,senza dover troppo mettersi a fantasticare.Ma questo è il bello di Scorsese.Caro spettatore fa qualcosa pure tu : pensa!

  59. samela

    @ ipercritico:
    ma sei sicuro di aver visto BENE Shutter Island? A me pare che ti siano sfuggiti alcuni particolari dell’intreccio (e questo ti ha portato a dire cose inesatte quando hai risposto ai post di Sonia qualche giorno fa). ecco qui:
    1) l’incendio c’è stato, eccome. E’ stata proprio la moglie ad appiccarlo, nel tentativo di suicidarsi (e poi dopo che la casa è andata a fuoco, la coppia si è trasferita nella casa sul lago);
    2) non è stato DiCaprio a uccidere i bambini, ma la moglie! Dopodichè lui le spara, ma non c’entra niente con la morte dei figli (se non nella misura in cui si sente “responsabile” in quanto non ha fatto nulla per far curare la moglie psicotica e quindi evitare la tragedia).

  60. Ipercritico

    @ samela:
    Cara Samela,
    dopo aver interpellato più di una persona posso confermare il particolare dell’incendio, ho sbagliato nell’attribuirlo tutto allo stato allucinatorio di Di Caprio, c’è una piccola ricaduta nella realtà legata all’incendio appiccato dalla moglie a seguito del quale si sono traferiti sul lago (non cambia la sostanza del grosso delle allucinazioni di Di Caprio).
    Per quanto riguarda il tuo punto 2, non ho mai detto che Di Caprio ha ucciso i bambini, puoi trovare conferma a questo nel mio commento indirizzato a Sonia e Sonia di Cosmo( fra tutti i commenti è il nr.9), ti aggiungo lo stralcio:
    ” … comunque molto semplicemente, Di Caprio ha sparato alla moglie che ha ucciso i tre figli annegandoli….”.
    Accolgo la correzione per quanto riguarda l’incendio e la giro a Sonia.
    Comunque Samela non è che l’incendio cambi la mia opinione sul film :-) , lo trovo scontato anche se mi è sfuggito questo particolare.
    Per qualsiasi altro confronto sono qui.
    Ciao
    Ip

    @ Sonia:
    Condivido la correzione che mi ha fatto notare Samela nel punto 1), visto che mi avevi chiesto dell’incendio sopra e ti ho risposto che non era ma avvenuto, correggo il tiro, la moglie ha tentato di dare fuoco alla casa e si sono trasferiti sul lago.
    Ciao
    Ip

  61. giulia

    ATTENZIONE IGNORANTI!!!!!!!!!! qual è si scrive senza apostrofo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ho letto tutte le interpretazioni e sono arrivata alla conclusione che non ce n’è nessuna di veramente convincente.. forse l’intento si scorsese è proprio quello di farci riflettere e di farci parlare di questo film.. secondo me non esiste un’unica interpretazione perché tutte sono possibili, tutte sono più o meno convincenti e nessuna riesce ad escludere l’altra.. NESSUNO HA NOTATO CHE SULLA DIVISA DELLE GUARDIE C’E’ LA SIGLA “AH”? POTREBBE SIGNIFICARE ADOLF HITLER.. questo può aiutarci a capire il film? aiutatemi, non ne esco!!!!

  62. Emanuele

    Salve, ho notato un’enorme criticità e un forte malcontento su una pellicola che io personalmente ho trovato molto piacevole e geniale! Forte la tensione per gran parte del film, e con essa forte anche la concentrazione dello spettatore per scovare ogni singolo particolare.

    Una cosa mi ha lasciato però perplesso, il finale enigmatico. Lascia, secondo me, spazio ad una doppia interpretazione:

    - Il protagonista è effettivamente “matto” e viene condotto sulla via della “guarigione” da parte di un normale istituto per casi difficili mediante la lobotomia;
    - Il protagonista viene soggiogato, quindi si rende conto che anche i suoi sforzi più grandi non fruttano perchè comunque è prigioniero. E che quindi non è lui l’artefice della morte della moglie..ma è solo una pedina nelle mani di qualcosa di grande, e che non riuscirà mai ad uscirne..e che la soluzione più facile sia quella di arrendersi alla morte.

    Secondo me il finale non è per nulla scontato e non vedo perchè dovrebbe esserlo…non viene mostrato…quindi lascia spazio all’immaginazione…forse non è nemmeno possibile arrivarci guardando il film 10 volte. Il finale è occultato e ci si deve domandare: lobotomia o colpo di pistola?e quindi rispettivamente…Di Caprio era un assassino pazzo che costruiva una finta realtà dove potersi rifugiare…o un federale che sapeva troppe cose, prima soggiogato, e poi ucciso?

    Io penso sia la seconda…ma non so dire il perchè di questo mio pensiero…devo riguardarlo assolutamente e cercare maggiori indizi!

  63. Emanuele

    @ Emanuele:
    “l protagonista è effettivamente “matto” e viene condotto sulla via della “guarigione” da parte di un normale istituto per casi difficili mediante la lobotomia”

    o meglio: Il protagonista ricorda il suo passato e spontaneamente si mette nelle mani dei medici per dimenticare gli eventi attraverso la lobotomia;

    …si…così suona meglio :)

  64. ___@le

    @ Arturo:
    bravo Arturo!!

  65. Sonia

    :@Samela: ho apprezzato l’attenzione con la quale hai letto tutti i commenti e la precisazione sull’incendio nel tentativo di arrivare a una comprensione il più possibile completa del film. Anch’io avevo riflettuto su quel patricolare e avevo ricordato che l’incendio c’era stato realmente.

    @ Ipercritico: grazie :del commento :-) D’altra parte ti avevo chiesto un sacco di cose quel giorno e poi poco prima avevi avuto un contradditorio piuttosto acceso con altri appassionati e non del film, quindi più che naturale che nel tentativo di analizzare tanti elementi e di aver avuto la pazienza di scrivere il più possibile,, qualcosa sia sfuggito. D’altra parte mi hai dato delle interessantissime spiegazioni relative alla patologia della malattia mentale e delle modalità di cura della medicina dell”epoca e come tutto ciò Scorsese lo abbia applicato al film e ai personaggi e molto altro ancora .quindi per me é stato solo un arricchimento.:-)
    Ciao.

  66. Ipercritico

    @ Sonia:
    Di nulla Sonia, noto che questo film continua ad attrarre proseliti e i miei commenti critici continuano ad essere il primo obiettivo per la maggior parte degli spettatori che lo hanno visto, ma quando si è ipercritici uno lo mette in conto.
    Ciao
    Ip

  67. Irma

    Chissà perché Scorsese, da un certo momento in poi, ha cominciato a fare film diversi…il tempo passa, si cambia, certi temi appaiono meno urgenti o si presentano in una nuova prospettiva. Non credo che Shutter Island possa essere paragonato a Taxi Driver o Di Caprio a De Niro, per esempio: altri tempi, altre storie, altre età. Alle spalle di Shutter Island c’è un libro, un thriller psicologico, pieno di ambiguità , c’è tutta l’esperienza cinematografica di Scorsese ( l’espressionismo tedesco, il cinema noir degli anni ’40 e ’50), le sue riflessioni sulla storia ( comunismo, anticomunismo, nazismo, ), sulla società e l’umanità ( la normalità, la follia, la violenza, la colpa, il bene e il male, la malattia e la “guarigione”, la psichiatria e i suoi metodi di cura: la lobotomia, i farmaci, la parola) . Per esempio, tra i tanti spunti che il film può offrire: così come Di Caprio- Teddy arriva “in ritardo” a liberare i reclusi nel campo di concentramento e può reagire alla violenza solo con la violenza ( negando al comandante del campo una morte “pietosa” e sparando ai militari tedeschi del campo), cosìarriva in ritardo a “liberare” la moglie e a salvare i suoi figli ( uccidendo la moglie con un colpo di pistola).

  68. dudù
  69. Sonia

    @ Ipercritico:
    bé hai scelto il tuo nickname non per caso …. ;-)
    Comunque la critica fine a se stessa e senza solide motivazioni é una cosa diversa da una critica mossa da convinzioni basate sulle proprie conoscenze e competenze come tu hai fatto. Io non nego affatto che ci siano degli “errori” nel trattare alcuni momenti del film che tu hai riscontrato e credo che tu abbia motivato in modo più che rispettabile..
    L’unica cosa sulla quale non sono d’accordo é che sia un film fatto male (non so se lo hai detto anche tu) ma l’ho letto in alcuni commenti di persone alle quali non é piaciuto il film. Secondo me invece é ben diretto e la classe degli attori a cominciare da Di Caprio é notevole.
    @Irma: mi piace il tuo ulteriore spunto di riflessione sul paragone tra l’evento del campo di concentramento e l’uccisione della moglie da parte del protagonista.
    Ciao
    ciao

  70. sere e cla

    @ Emanuele:
    Ciao a tutti,
    concordo con la seconda interpretazione di Emanuele data alla storia. PArtiamo dal presupposto che secondo noi Di Caprio era veramente un agente federale che sapeva troppo, mandato sull’isola insieme allo psicologo del manicomio( che fingeva però di essere il suo collega agente. Avete notato la difficoltà con cui all’ingresso dell’isola slacciava il cinturone per consegnare l’arma?. Avete notato la paziente che, durante l’interrogatorio ha fatto alzare l’agente-psicologo per avere l’acqua e poi ha scritto a Di Caprio “Run-Scappa”?.Avete notato che l’unica persona che mancava all’appello era proprio quello psicologo partito, guardacaso, all’indomani dell’arrivo di Di Caprio col traghetto?)
    Da li’ secondo noi è stata costruita ad hoc una storia di finzione per portare Di Caprio che sapeva troppo a credersi pazzo, a ritenersi colpevole dell’omicidio della moglie e portandolo infine a non distinguere più nettamente la sua vera identità.
    Da notare poi, la figura di Rachel prigioniera nella grotta. Messa li’ apposta perchè normale ma fatta passare per pazza a causa delle sue insistenti domande sull’utilizzo dei farmaci, quindi scomoda interlocutrice e testimone. All’inizio del film, durante le ricerche della Rachel scomparsa, un agente sottolinea l’impossibilità di un ipotetico prigioniero di recarsi in una grotta per via di erbe velenose. Forse un invito a non avvicinarsi mai, per la paura di farlo incontrare con la testimone psichiatra che sapeva troppo???
    Per noi il finale del film, la frase di Di Caprio in particolare, significa che lui, avendo capito di non aver modo di scappare da quell’isola (dove i servizi segreti effettuavano esperimenti su cavie umane tra cui lui) preferisce rassegnarsi alla morte o alla lobotomia piuttosto che vivere una vita da mostro in quanto sotto il controllo mentale di psichiatri senza scrupoli.

  71. Ipercritico

    @ Sonia:
    Cara Sonia,ho detto anche troppo su questa pellicola :-)
    Grazie della valutazione positiva alle mie critiche e buon proseguimento nel confronto con la schiera di interpretazioni che i lettori del blog stanno dando alla trama.
    Ci aggiorniamo per un prossimo film!
    Ciao
    Ip

  72. Carlo

    versione di emanuele e sere cla, fuori dal mondo. Il finale è quello che si è voluto fare capire.

  73. Sonia

    @ipercritico: si si infatti ;-)
    ciao ip! E’ vero hai detto moltissimo, ma non é mai troppo:-)
    Una domanda, non sono mai stata iscritta a un Blog” … si chiama così questo? In questo sono capitata per caso. Cercavo maggiori informazioni sul film appena visto Shutter Island, , navigando ho trovato la recensione iniziale e per curiosità ho chiesto l’accesso al blog ed eccomi qui.
    mi sono iscritta Mi é parso un blog di buon livello .Tu cosa dici?
    Per esempio sono andata a vedere come mi hai indicato con parola chiave “Amabili resti” e ho visto il commento iniiziale. Oltre allla e recensione non c’erano altri commenti. Quando cercherò in alto a destra il film devo sempre mettere dopo il titolo “in anteprima”come mi hai indicato di fare per “Amabili resti”?
    Grazie, buonanotte

  74. Emanuele

    @ Carlo:

    “il finale è quello che si è voluto far capire” … a dire il vero era MOLTO enigmatico il finale…se lo avessero “voluto far capire” avrebbero fatto vedere i dottori che lo operavano, o i nazisti che gli sparavano..no? :)
    Da non dimenticare quello che è stato detto durante il film…e cioè che se una persona viene denominata matta…tutto ciò che fa diventa sinonimo di pazzia e che non ci si ferma più ad interrogarsi dove inizia la pazzia, e dove la ragione…io mi ci sono soffermato su questo aspetto…poi vabbè..magari “penso troppo”…

  75. Luca

    @ Sonia:
    No, la moglie ha ucciso i bambini annegandoli e Di Caprio l ha uccisa. La storia dell incendio è questa: visto che la moglie aveva già mostrato segni di squilibrio e aveva tentato già il suicidio cercando di incendiare la casa, dopo che Di Caprio l ha uccisa, non riuscendo ad accettare la triste realtà, ha attribuito l omicidio della moglie ad un tale piromane, chiamandolo con il suo vecchio nome e cambiando il proprio nome in un altro, anagramma del precedente. Infatti quando di caprio va nel padiglione c e parla con il prigioniero,quest ultimo gli dice che è stato proprio lui a conciarlo così: infatti quel prigioniero era l unico a chiamarlo con il nome “vecchio” (quello che ora era del piromane) e questo per Di Caprio corrispondeva ad un “richiamo” alla vera realtà, per tale motivo Di Caprio ha aggredito quel prigioniero e “l ha conciato cosi”. :) ciao

  76. jacki

    @ Ipercritico:
    prevenuti!! il film molto bello..e riuscito!! di caprio perfetto!. grandissima interpretazione!

  77. Ipercritico

    @ jacki:
    Non credo tu mi possa dare del prevenuto avendo io più volte palesato nei miei commenti una stima e un apprezzamento sconfinato per Scorsese, motivo di critiche più dure che se fosse stato un regista esordiente.
    Rispetto il tuo commento positivo sul film come ho fatto con tutti gli altri, ma credo di poter dissentire sia sull’interpretazione di Di Caprio sia sul film.
    Ciao!
    Ip

  78. Sonia

    @Luca: Ciao, grazie della risposta , si si ora é tutto chiaro, nel frattempo si era chiarita qualche giorno fa con vari commenti fatti.
    Per quanto riguarda il dialogo con il prigioniero, tu ti riferisci al dialogo con il “famoso” studente mandato lì per studiare i casi e indagare chius nella cella? n tal caso dovrei riascoltarlo rivedendo il film considerando la possibile “pazzia” di Teddy/Di Caprio) perché a quel punto del film io ancora ero convinta che fosse vittima di un complotto con il fine di farlo credere pazzo, e quindi ho dato una lettura in questo senso e che mi era chiara tra l’altro. :-) Devo dire che questa ipotesi non mi ha abbandonata del tutto, nemmeno ora, anche se ho letto pereri molto ripettabili in cui si evidenzia precisamente e in modo competente ché invece Teddy risulta essere un paziente della clinica/prigione (in particolare le spiegazioni che ha dato ipercritico se vai a leggerle).
    Tornando a quel dialogo (se ti rifervi a quello) dal mio punto di vista di quel momento, non ritenendo io Di Caprio pazzo ma un vero agente in missione ho interpretato il discorso in tutt’altro modo come una esternazione del prigioniero di quanto stesse avvenendo in quella prigione, di fatti reali, e del fatto che anche lui fosse sanissimo e che lo avessero ridotto loro così.
    Se invece tu ti riferisci al dialogo con (Lettis?) il presunto piromane allora non mi pronuncio. Ho bisogno di rivederlo per considerare meglio i dettagli e poter dare un parere più attendibile.
    Ciao

  79. Sonia

    @Emanuele: Verissimo il discorso sulla pazzia, concordo

  80. juliet.jade

    la sigla AH nn l’ho notata..maa..il cerotto sulla fronte di di caprio che aveva fin dall’inizio nessuno l’ha notato??
    alla fine non ce l’ha e si vede bene una cicatrice sopra l’occhio..
    c’entrerà qualcosa con la lobotomizzazione?
    mah..

    cmq scorsese ha fatto c’entro un’altra volta e i nostri quasi 100 commenti qui..più gli altri in altri siti lo stanno dimostrando..che sia una genialata di film o un “pasticcio”..

    notte..

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  83. FabioM

    Ciao a tutti.
    il film è uno dei migliori usciti negli ultimi mesi e Martin Scorsese conferma la propria bravura di regista.
    Non mi trovo però d’accordo con lui nel messaggio che, a parte la vicenda personale dell’ex agente FBI interpretato da Di Caprio, cerca di trasmettere con il film.
    Nel dialogo della grotta tra Di Caprio- Daniels con Rachel Solando, quest’ultima rivela che Shutter Island è sede di un programma segreto di manipolazione della mente gestito dalle autorità Usa simile a ciò che è stato fatto da nazisti e dai comunisti nel gulag e nella guerra di Corea, tema già battuto da film bellissimi quali Il candidato della Manciuria e Ipcress.
    Il finale però rivela che il complotto, come la stessa Rachel Solando, è un parto della mente malata di Di Caprio-Daniels-Letties.Quindi tutti i complotti
    organizzati dalle alte sfere sono meccanismi di difesa di menti malate o deboli che scaricano la responsabilità dei propri fallimenti su una entità ad essi esterna, il governo, i servizi segreti e così via.
    Per alcune teorie di complotti questo è vero: l’11 settembre organizzato dal
    governo Usa stesso, lo sbarco sulla Luna come avvenuto in un set cinematografico, l’area 51, i massoni che dominano il mondo, sono un mucchio di panzane.
    Però esistono azioni compiute dal potere, sia esso la Russia di Putin in Cecenia o gli Stati Uniti di Bush e Obama in Irak, che fanno parte della realtà e non della fantasia di un malato di mente, e verso le quali occorre esercitare il nostro diritto e dovere di critica
    Non bisogna dare insomma, per scontato, che i direttori della clinica che governano il mondo siano esclusivamente dediti a perseguire il nostro
    bene come il finale di Shutter Island sembra mostrare: e noi, comunque, non dobbiamo farci lobotomizzare da tutto ciò che proviene dai mass-media.

  84. gianpaola

    ….il cerotto… dimostra che la storia è quella e solo quella…. aveva il cerotto sulla nave e per buona parte del film solo alla fine era andato via e c’era la piccola ferita visibile…. credetemi non sigirano film con i cerotti a caso….quello era stato messo come unico e certo indizio della sequenza temporale che ne dite???’

  85. gianpaola

    secondo me cambia molto il senso del film il fatto che sia stato li da due anni oppure sia arrivato per indagare no???

  86. matteo

    @ Sonia Di Cosmo:

    la parte che non capite su sua moglie è relativamente semplice a mio avviso.
    la versione di lei che brucia tra le fiamme non è altro che il frutto dell’immaginazione della mente malata di di caprio che s’è creata nella sua testa per coprire in realtà la sua colpa, in quanto è stato lui ad ucciderla.
    dunque non è reale, ma per tutto il film continua a credere in quest’uomo che non ricordo il nome come il piromane che ha ucciso sua moglie.
    in realtà alla fine si capisce benissimo, con il flash back di quando sua moglie annega i suoi figli e lui gli spara, che è stato lui ad ucciderla.

    alla fine ragazzi leo guarisce. quando racconta tutta la storia nella stanza al dottore, si può ufficialmente considerare guarito, solo che il ricordo di aver ucciso sua moglie, di non aver potuto salvare i suoi figli, nell’ultima scena, lo porta a mentire al suo dottore (il suo inventato assistente federale) facendolo così ricredere immediatamente sulla sua guarigione, e portando dunque una persona sana, guarita, a provare un altro intervento di lobotomia per provare un recupero che a leonardo di caprio non serve, ma serve solamente per poter dimenticare la sua vita.

  87. stef

    Anche io penso che alla fine Di Caprio abbia capito tutto e che abbia scelto consapevolmente di farsi lobotomizzare per cancellare i ricordi.

    L’importanza del ricordo, infatti, era stata sottolineata durante l’icontro (immaginario?) con la dottoressa nascosta nella grotta, che aveva confermato gli effetti dell’operazione sui pazienti malati.

    A me il film è piaciuto molto, sarò banale e un pò ingenua ma io fino alla fine ho tenuto il fiato sospeso!

    L’unica cosa che ho trovato un pò fuori luogo è il paragone con i Lager nazisti: a parte qualche piccolissimo errore storico, trovo che mettere a confronto gli atroci esperimenti fatti sugli ebrei con il sospetto di che vi sia un organo del governo americano che compie volontariamente dei test sui malati di mente sia molto forzato. E anche di cattivo gusto.

    Questo parallelo è stato fatto proprio durante il dialogo tra Di Caprio e La Dottoressa nella grotta e, per giunta, non mi è sembrato c’entrasse un fico secco con il resto della storia. Il fatto che il protagonista avesse partecipato alla liberazione di Auschwitz non legittima il paragone.

  88. juliet.jade

    un altro dubbio mi perseguita..
    come faceva a sapere tutte quelle cose sulla lobotomizzazione e di ciò che succedeva dentro il faro?gliel’ha detto la dottoressa..direte..ma la conversazione con la dottoressa dentro la grotta era solo frutto della sua immaginazione no??e quindi???come può essere possibile una cosa del genere?quelle che aveva non erano allucinazioni ma sogni chiarificatori??io non penso…
    spero di essermi spiegata..

  89. Milya

    @ Sonia:
    @ Ipercritico:
    L’incendio c’è stato eccome. Quando Di Caprio finalmente ricorda la verità, dice esplicitamente che si erano trasferiti nella casa sul lago dopo sua moglie aveva appiccato il fuoco alla loro precedente abitazione.
    @ juliet.jade:
    L’incontro con la dottoressa nella grotta era effettivamente un’allucinazione, ma lui immaginava cose che sapeva (mescolate col frutto della sua fantasia) ed essendo un paziente dell’ospedale già da 2 anni le informazioni su ciò che accadeva al faro penso fossero note.

  90. Cinematto

    Salve a tutti..è la prima volta che scrivo qui..ho letto con attenzione tutti i numerosi commenti sopra riportati,prim di tutto mi sembra evidente che un film che fa parlare così tanto d se tra noi appassionati di cinema è sicuramente un film riuscito.parto con questa considerazione perchè proprio questo è secondo il mio parere l’intento di Scorsese, e cioè quello di generare dubbio, tesi opposte, mistificazione della realtà.Il film ha un ottimo cast e anche io che pur non apprezzo moltissimo di caprio ritengo che in questo film ha fornito una delle sue migliori interpretazioni e concordo cn chi a ragione diceva che la sua forzatura e esagerazione di molte scene è proprio dovuta al fatto che sta recitando una parte che il suo subconscio gli ha suggerito.l’ambientezione è perfetta per il racconto.gli effetti e le colonne sonore che seguono passo dopo passo lo sviluppo della storia idem. alcune scene sono secondo me davvero memorabili e mi riferisco sopratutto all’uccisione nel campo d concentramento di tutti i militari nazisti con un’esecuzione collettiva ripresa magistralmente con una camera fissa su un carrello e alla scena del dialogo nel padiglione c con il fiammifero che si spegne dopo poco ovviamente e poi ne viene prontamente riacceso un altro da di caprio.ecco in quest’ultima occasione sec me noi spettatori possiamo ben distinguere il reale da ciò che è ‘immaginato dalla mente di caprio.la luce ad un certo punto resta anche se il fiammifero si è spento mentre di caprio ha una delle sue visioni della moglie defunta.il film è tutto concentrao sulla figura ci teddy proprio perchè è qst l’intento d scorsese e cioè quello di fare immedesimre e avvicinare il più possibile lo spettatoe alle vicende del protagonista in modo da condividere pienamente i suoi dubbi le sue paure e il suo punto di vista.quindi l’osservazione di ipercritico che avrebbe preferito un pò più di spazio al finto collega di caprio Chuck aule la trovo sinceramente priva di fondamento.è solo essendo completamente vicini al personaggio di tommy che se ne può comprendere pieno la pazzia e la malattia.ho assistito anche piacevolmente allo scambio di vedute tra ipercritico e albertob che ovviamente nn mi ha visto imparziale.concordo nelle affermazioni sul film di alberto anche se rispetto fortemente il parere di chi come ipercritico nn è rimasto così affascinato da questo film rispettando l’opinione di tutti.scorsese in qst film ha secondo me nè effettuato un passo in avanti nè uno indietro.ha solo esplorato una tematica che gli è nuova e un genere che concordo qui cn ipercritico nn pienamente gli appartiene.secondo me i risultati sono stai più che buoni ma ipeto qst è soggettivo e non oggettivo come qualcuno cerca di far sembrare.
    per quanto riguarda il senso del film poi sono sempre più convinto che il paziente di caprio è davvero malato e immagina tutto e recita con se stesso prima che per lo spettatore.alla fine il dottore interpretato da Ben Kingsley parla di ciclicità della malattia di di caprio che lo riproporrebbe sempre all’inizio del percorso dopo esser quasi arrivato alla conclusione della cura.solo che anche io come molti altri che hanno scritto sopra di me ritengo che alla fine teddy sia davvero guarito ma che preferisca farsi lobotizzare e diventare un fantasma perdendo i ricordi piuttosto che vivere cn la raggiunta consapevolezza ormai d quello che gli è veramente capitato.
    secondo me i punti di vista:
    1.di caprio davvero federale che indagando troppo viene fatto divenire pazzo all’interno di shutter island
    2.di caprio paziente da 2 anni all’interno dell’isola che crede di essere un federale che ariva per cercare una mai sparita prigioniera che guarda un pò ha commesso lo stesso crimine commesso da sua moglie annegando i 3 figli
    sono entrambi rispettabili e per entrambi c sono elementi a supporto certo si è capito io da che parte sto..;)

  91. Ipercritico

    @ Milya:
    Cara Milya, mi rendo conto essere difficile leggere tutti i commenti, comunque per agevolarti ho chiarito la mia posizione in merito all’incendio nel messaggio nr.60, se vuoi leggilo, comunque ribadisco elemento non essenziale alla trama, a mio avviso.
    Ciao
    Ip

  92. Diego Odello

    @ Cinematto:
    Grazie del tuo commento esauriente. Spero di leggerti così completo ed esaustivo anche nelle prossime recensione.

    E’ veramente un piacere, per noi che scriviamo, leggere opinioni, a volte anche opposte, ma sostenute da un certo spessore.

    Grazie!

  93. psicomachia

    Nonostante – come altri hanno già sottolineato – non sia certo l’opera migliore di Scorsese, non ho potuto fare a meno di apprezzarlo. Tecnicamente l’ho trovato molto valido: il cast offre un’ottima prova corale, scenografie e fotografia sono davvero potenti. La sceneggiatura ha qualche tentennamento, credo derivanti dal fatto che è stata adattata da un libro, che è un media notevolmente diverso.

    Per quanto riguarda il dibattito circa la verosimiglianza dei comportamenti dei personaggi dal punto di vista psicologico e psichiatrico, faccio notare che il consulente del film era James Gilligan, uno dei massimi esperti in materia nonché tra i protagonisti della riforma degli istituti psichiatrici americani.

  94. Sonia

    @Cinematto
    @Diego Oldello
    @Ipercritico
    Concordo con Diego e ringrazio Cinematto per la critica così completa e di spessore, come avevo già fatto con Ipercritico poiché quando c’é profondità nell’analisi é bello anche leggere commenti che partono da punti di vista diversi dal proprio e aprono comunque nuovi orizzonti.
    @psicomachia: grazie dell’informazione su James Gilligan questo é un importante elemento da tenere in considerazione nell’analisi del film.
    Ciao a tutti

  95. Sissi

    Premesso che a me il film è piaciuto tantissimo, concordo con chi, come emanuele, afferma che ci possono essere diverse interpretazioni… Io personalmente preferisco quella per la quale Di caprio è veramente un agente dell’FBI mandato apposta sull’isola per incastrarlo perchè stava indagando sui presunti esperimenti, anche se forse questa versione è un po troppo stiracchiata rispetto all’altra, cioè che è veramente pazzo e hanno realizzato il role playing per farlo rinsavire…
    C’è cmq una cosa che non ho capito: come mai ad un certo punto quando Leo torna dalla scogliera e chiede del suo collega il dottore gli dice che non esiste nessun collega e che è venuto da solo sull’isola? cioè secondo me questa cosa non ha senso, se stavano continuando a fingere che era un agente perchè ora di punto in bianco dire che non c’era un altro poliziotto? Non so se sono riuscita a spiegare la mia perplessità…

  96. Cinematto

    @diego odello
    @sonia
    grazie per aver ritenuto la mia modesta critica di spessore.di sicuro cercherò di avvicinarmi ancora a qst mezzo per me nuovo di confrontarmi cn gli altri sul cinema.la passione per il cinema che unisce credo tutti quanti noi che scriviamo su questo e sugli altri blog è per me una cosa fantastica.
    il poter discutere di film in questo modo avendo anche opinioni diverse ma supportate da argomntazioni trovo sia una cosa bellissima.
    inoltre ringrazio anche io psicomachia per l’informazione su James Gilligan che é davvero un elemento ulteriore da tenere in considerazione nell’analisi del film.

  97. Sonia

    @cinematto:grazie a te.Mi é piaciuto come hai concuso lasciando aperte due possibilità di interpretazione.
    Anch’io é la prima volta che scrivo qui e ho apprezzato tantissimo il livello dei commenti. E’ un bellissimo mezzo per chi é appassionato di cinema per avere un occasione di confronto approfondito e completo.
    Spero di ritrovarvi in recensioni di altri film.
    Io ho visto recentemente Amabili Resti, Hurt Locker e The Reader (gia uscito da un anno), ma di questi film non ho trovato molti commenti.
    Grazie a tutti!
    Ciao

  98. Pietro Ferraro

    Ringraziando tutti per il corposo dibattito, solo i controversi ‘Il quarto tipo’ e ‘Antichrist’ hanno creato cotanta partecipazione, per completezza vi posto una dichiarazione del diretto interessato, il regista Martin Scorsese, a proposito del suo film:

    …Più che la malattia mentale, mi interessava esplorare la diversa percezione della realtà da parte di una persona che comincia a guardare le cose da una prospettiva ogni volta nuova. Mi appassiona riflettere sul mistero della natura umana, sulla sua enigmaticità: quanto c’è di violento e folle in ognuno di noi?

  99. mauro

    Beh …….secondo me Di caprio non era pazzo….ma alla fine si e’ arreso perche’ solo contro tutti.

    i motivi che mi fanno pensare che lui non era pazzo sono:
    1) il suo finto collega alla fine del film lo continua a chiamare CAPO come ha fatto sin dall’inizio…..
    2)il suo finto collega viene riconosciuto da una paziente in fase di interrogatorio fin tanto da scrivere RUN sul taccuino di Di caprio.
    3)Quando i 2 agenti o meglio solo Di caprio , interroga tutto lo staff dell’ospedale, una infermiera balbetta su quello che fosse accaduto……..infatti esce il nome del dottore che aveva in cura la pazza scomparsa.
    4) Caso strano: il dottore della pazza era in vacanza……………..
    5) la dottoressa incontrata nella cava…………dice tutta la verita’………….infatti e’ l’unica persona che dopo non ricopre un ruolo diverso. Es. la pazza criminale ritrovata ricopre in un secondo momento il ruolo di infermiera!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    6) Di caprio era l’unico ad aver incontrato l’unico detenuto uscito da quel carcere criminale………quindi l’unico a sapere la verita’ di cosa accadesse li…………. e solo contro tutti come gli aveva anticipato la dottoressa nella cava!!!!
    Quindi e’ stato un complotto.tutto studiato a tavolino ragazziiiiiiiiiiiiiiii………il regista vi ha solo manipolato…………

  100. Ipercritico

    @ Cinematto:
    Ciao Cinematto,
    trovo il tuo intervento molto interessante e non posso che essere contento del fatto che un numero sempre maggiore di persone abbiano trascorso 138 minuti piacevolmente, infondo questo è l’obiettivo primo di ogni film.
    Direi che non condivido la tua posizione per cui l’intento di Scorsese, sarebbe stato quello di generare dubbio, tesi opposte, mistificazione della realtà, quando nella prima mezz’ora offre tutti gli elementi per disctricare la trama del film (nota negativa per un thriller in generale sia esso psicologico, investigativo ecc.).
    Ribadisco la mia posizione per cui se giochiamo all’interpretazione senza fine, qualsiasi film può essere letto in 10000 modi diversi ma poi le interpretazioni si scontrano con il buon senso e un pizzico di realismo.
    Ripeto mi sono annoiato con questo film semplicemente perchè Scorsese mi dice tutto nella prima mezz’ora (e questo è oggettivo e non soggettivo), ma ammetto che questo elemento per molti spettatori non è stato colto o non è stato determinante (questo è soggettivo) distinguendo fra chi come me crede che le interpretazioni rappresentino un interessante esercizio di fantasia e nulla più e chi invece le considera il punto di forza del film.
    Per non incorrere in ulteriori ire di qualcuno ribadisco che rispetto l’opinione di tutti.
    Ciao Cinematto!
    Ip

    @ psicomachia:
    Credo che l’esperto di cui parli si sia limitato alla parte della trama che riguarda la storia degli istituti psichiatrici e ed una limitata supervisione dell’adeguatezza di alcune dinameniche psicocliniche messe in scena, anche perchè l’adattamento del film da un romanzo è stato comunque un vincolo sia per lui che per il regista.
    Questo dal mio punto di vista, non giustifica un grande regista come Scorsese, che fra l’altro nella dichiarazione riportata da Pietro, ammette come la malattia mentale non fosse al centro del suo interesse (quindi, per me, la tratta con troppa superficialità).
    Ribadisco che nel mio primissimo intervento ho criticato il modo di trattare la patologia mentale nel film per tante ragioni che non specifico, ma non è questo il principale motivo per cui non ho apprezzato il film.
    Ho detto più volte che gli aspetti più negativi sono la prevedibilità, l’eccesso di informazioni sin dalle prime battute, la semplicità che rasenta la comicità di molti dialoghi,un colpo di scena che non arriva mai rendendo la storia troppo scontata e lineare.
    Ripeto sono tutte mie considerazioni e rispetto le opinioni di tutti.
    Ciao
    Ip

  101. alfio

    Salve

    per me esiste una sola interpretazione e cioè che Dicaprio fosse già un paziente del manicomio e vi porto un solo indizio ad esempio:

    Com’è possibile che il manicomio nella scena finale sia in perfette condizioni ( prato inglese, fiori , alberi) dopo il passaggio dell’uragano di qlk giorno prima che aveva distrutto l’isola?

  102. Cinematto

    @ipercritico
    rispetto molto la tua opinione sul film anche perchè ben argomentata e ricca di elementi convincenti a supporto.
    tuttavia concordando per la soggettività del cogliere o meno determinate informazioni e dell’oggettiva (come bene affermi tu) proposizione di moltissimi elementi nella prima parte del film nn ritengo questo sia un handicap ma una cosa realmente voluta da scorsese e che serve proprio per fortificare nello spettatore l’idea di possedere tutti gli elementi per decidere,per farsi un’opinione.l’eccessiva e a tratti anche ridondante presenza di indizi è appositamente voluta.può piacere o meno e qui torna tutto soggettivo ma quel che è certo è che genera proprio qll che affermi tu…e cioè l’illusione di essere padroni della storia.del resto si segue cm dicevo nel precedente commento sempre la figura di di caprio.quindi sintetizzando gli elementi da te correttamente notati della trascuratezza per il personaggio di chuck e la presenza di troppi indizi sn elementi fondamentali del film che servono proprio per far pensare quello che pensi tu.paradossalmente cn le tue opinioni sei a parer mio il miglior sostenitore della riuscitezza dell’intento di scorsese.mi fa cmq davvero molto piacere parlare cn te e rispetto davvero moltissimo i tuoi interventi che si nota perfettamente sn calzanti e appropriati.
    ciao ip
    @sonia
    a breve commenterò anche altri film che ho visto e spero di poter condividere nuovamente cn te il piacere di un bel film visto.
    @Pietro Ferraro
    grazie per aver aggiunto qsta dichiarazione di scorsese che permette di analizzare ancor meglio il suo intento nel film.questi sn elementi davvero utili per poter capire il significato che voleva dare il regista e riflettere sulla riuscitezza o meno del suo operato.
    @mauro
    plausibilissima la tua tesi che come detto nel mio primo commento è sicuramente probabile anche se a parer mio nn la veritiera.tuttavia secondo me ci sono forse altri e più pertinenti indizi che avvalorano la tua tesi ma nn tutti quelli da te citati sono così oggettivi…ad esempio
    1.lo continua a chiamare capo perchè chuck(come lo chiama teddy) ha sempre recitato un ruolo e nn smette di recitarlo nemmeno alla fine.
    2.la donna per altra tesi scrive RUN perchè semberebbe invitare il malcapitato teddy che crede di essere un agente a scappae ora che la sua condizione di libetà sorvegliata forse glielo permetterebbe.ulteriore spunto d ragionmento è che lei aspetta che chuck se ne vada proprio perchè sa che il compagno d teddy è uno psichiatra e nn potrebbe in sua presenza consiglirgli di scappare
    5.l’infermiera nella grotta (la vera solando) per teddy potrebbe tranquillamente essere frutto di fantasia tanto che in teoria in quella grotta di caprio mai sarebbe potuto entrare per via di una frase all’inizio del film che parla di erbe velenose nei pressi della grotta che nn permetterebbero d avvicinarsi.erbe che pensa un pò sn sostituit da milioni di topi sui quali teddì cammina come se nulla fosse.e sec te è una cosa perlomeno oggettivamente reala questa???mmh..sec me no..
    cmq potremmo stare qui ore a parlare d indizi a favore di una o di un’altra tesii e nn giungeremmo mai ad una conclusione oggettiva.robadisco che c si può fare un’opinione ma nn averne la certezza perchè IL REGISTA NN L’HA VOLUTA FORNIRE.ed è questo il bello.;)quindi scusa ma nn mi sento manipolato dal regista e sec me è riuscito nell’intento di manipolare proprio coloro i quali ha convinto pinamente dell’una o dell’altra tesi.daltronde appartiene lo sappiamo tutti alla mente umana il dover prendere posizione.il doversi schierare…sinistra o destra..pro o contro.sec me in questo naturalmente confida anche scorsese e si sbaglia a ritenere certa una delle strade.ci si può comunque tranquillamente fare un’opinione che risulterà legittimissima e supportata da numerosissimi inidzi.ognuno prò avrà la sua.io la mia e tu la tua ad esempio.ma mi raccomando nn la dare a parer mio per certa perchè sec me sarebbe una cosa nn oggettiva.cmq ti consiglio di rivedere il film appena potrai e ti accorgerai del trucco.
    a presto;)

  103. Ipercritico

    @ Cinematto:
    Perdonami ma mi permetto di dissentire ancora solo su un punto.
    A mio avviso il film non ingenera assolutamente “l’illusione” di essere padroni della storia, se si è attenti e si ha la sfortuna, come nel mio caso, di capire il grosso della storia dopo 30 minuti, la storia la si padroneggia con facilità durante la proiezione e questo trasmette prevedibilità e noia.
    Durante la proiezione tutto è realmente prevedibile, sono completamente assenti colpi di scena, cambiamenti repentini nella storia, insomma una serie di cose che avrebbero reso il thriller interessante durante la proiezione e non a posteriore con l’esercizio delle interpretezioni.
    Questa non è illusione è prevedibilità, l’illusione è quando un film ti fa credere una cosa per il grosso della sua durata e poi ne rivela una completamente diversa o inaspettata come accade per film che reputo esemplari da questo punto di vista tipo Alta tensione (horror psicologico decisamente economico ma ben fatto), il Sesto senso (in entrambi i casi non mi aspettavo assolutamente il finale), i Soliti Sospetti (non avevo minimanete individuato il protagonista) solo per citarne alcuni.
    Certo che Cinematto, definirmi il miglior sostenitore del film di Scorsese dopo che l’ho per più di una volta tacciato di essere un pessimo film mi sembra azzardato, però anche in questo caso qualsiasi cosa può essere interpretata in molteplici modi.
    Comunque grazie del piacevole contraddittorio, devo dire sicuramente molto più interessante del film di Scorsese dal mio punto di vista.
    Ciao
    Ip

  104. Alfa

    Buongiorno a tutti!
    non sto qui a discutere sul fatto che il film sia piaciuto o meno (anche se a me personalmente ha tenuto col fiato sospeso fino alla fine)… Certo, qualche particolare all’inizio poteva lasciare intendere qualcosa, ma mi sono fatta trasportare talmente tanto dalla trama del film che non mi sono messa a pensare alle varie conclusioni e l’ho vissuto di pari passo con gli avvenimenti.
    Non entro nemmeno nel merito di questioni psicologiche…anche nei più grandi film e telefilm di ambito medico ci sono errori che si susseguono, ma non sono di certo quelli che dovrebbero risultare… Scorsese non è nè uno psichiatra nè uno psicologo, è semplicemente un regista; compito del regista dovrebbe proprio essere quello di farti suscitare emozioni e cogliere l’attenzione, e con i continui flashback, cambio improvviso di scena e immagine, lui ce l’ha fatta.
    Non sarò così tanto intelligente io probabilmente per arrivare a conoscere il finale già a “30 minuti” dall’inizio di un “film che è durato 138 ore ma a me sono sembrati 2 mesi”, ma la maggior parte di voi dopo una settimana è ancora qui a parlare di un film che non ha lasciato nulla, ma sembra proprio che sia il contrario.
    In ogni caso vorrei farvi notare una cosa, i successi dei film nascono anche dalle critiche e da quanto se ne parla, e pare che qui non manchi nulla.
    Amo ascoltare le opinioni della gente e confrontarle con le mie, ma quando le argomentazioni iniziano a diventare troppo prolisse e ridondanti cominciano a farmi pensare sul fatto che a volte si critica giusto per il gusto di sentirsi una pecora nera.

  105. Il film non mi è piaciuto,
    tanta tecnica e maestria cinematografica ma senza un anima.
    Lungo, scontato.
    Mi dispiace per Di Caprio perchè a mio parere è un grande.

  106. Ipercritico

    @ Alfa:
    Visto che mi citi, anche se indirettamente, mi permetto di risponderti.
    Come spesso è accaduto trovo il tuo commento povero di riferimenti al film e non capisco quale sia il gusto di criticare il mio punto di vista quando più volte ho sottolineato che non mi reputo particolarmente intelligente, anzi, in un mio commento ho usato il termine sfortuna riferendomi all’aver capito tutto nei primi 30 minuti e ho più volte sottolineato che questo per me è un limite scelto dal regista dando troppe informazioni nei primi 30 minuti.
    Se pensi che le mie argomentazioni siano prolisse e ridontanti solamente perchè si permettono di toccare un prodotto che a te è piaciuto ti inviterei a non considerarle invece di cercare la polemica definendomi uno con la sindrome della “pecora nera”, fra l’altro affermazione che complisce tutti quelli a cui non è piaciuto il film e cercano semplicemente di argomentarlo.
    Aggiungo che ormai da diversi messaggi mi limito a rispondere a persone che mi interpellano direttamente o mi citano indirettamente (come nel tuo caso) quindi non trovo nessun piacere nel ripetere le mie critiche perchè mi piace sentirmi una pecora nera, ho solo la cortesia di dibattere e chiacchierare con chi mi interpella.
    Chiudo facendoti notare che sicuramente il compito del regista è di regalare un momento piacevole condito di emozioni, cosa che a me non ha minimamente tramesso, devo sentirmi in difetto perchè questo non è successo?Un punto di vista diverso dalla maggioranza ti infastidisce e quindi va preso come una “sindrome della pecora nera”?
    Perdona se ho scritto troppo e sono stato ancora ridondante e prolisso, ma potevi facilmente evitare questo mio commento citandomi e tirandomi in ballo, limitandoti a condividere con gli altri, i motivi del perchè questo film ti ha tenuta con il fiato sospeso.
    Resto sempre disponibile alla conversazione con mi interpella e dimostra un atteggiamento cortese e rispettoso delle idee altrui come Sonia e Cinematto, per citare due persone che hanno argomentato serenamente la loro posizione contrapponendola alla mia.
    Ciao
    Ip

  107. psicomachia

    Vorrei attirare l’attenzione su un altro punto.
    In molti, compreso l’autore del blog, lamentano una quantità eccessiva di indizi che svelano il reale svolgimento dei fatti, anch’io effettivamente mi ero fatto un’idea della verità dopo la prima metà del film.
    Tuttavia ritengo che sia stata una scelta precisa di Scorsese e dello sceneggiatore e non una mancanza di confidenza del regista col genere thriller.Con una metafora: se uno chef affermato mette troppa salsa nel piatto, non lo fa perché gli è sfuggita ma perché ha voluto così. Poi la ricetta può piacere o meno.
    Faccio alcuni esempi e avverto chi non avesse ancora visto il film che di seguito ci saranno degli spoiler.
    Nei minuti iniziali del film Di Caprio indossa degli abiti (specialmente il soprabito) vistosamente più grandi della sua taglia, le guardie appaiono eccessivamente nervose in sua presenza, gli infermieri lo trattano come un bambino un po’ stupido, i pazienti dell’istituto gli rivolgono sguardi e sorrisi di complicità. Non sono elementi “sfuggiti” alla regia, bensì voluti e cercati. L’istituto psichiatrico ha messo su questa gigantesca messa in scena per mettere il protagonista dinanzi alle sue psicosi e cercare di curarlo (a mio modesto parere l’unico vero punto debole della sceneggiatura), certe “imperfezioni” erano inevitabili e l’interpretazione sopra le righe di alcuni personaggi o scialbe di altri rientra in questa logica.
    L’interpretazione nel film è resa in due livelli sovrapposti: gli attori che interpretano i personaggi ed i personaggi che interpretano una parte nella messa in scena organizzata dall’istituto psichiatrico. Ma nel film i personaggi non sono attori professionisti, ma dottori, inservienti, infermieri, guardie, ed il rischio che corrono facendo girare liberamente un malato di mente addestrato ad uccidere è reale.
    Scorsese ha scelto di puntare sul realismo e di “giocare” correttamente con lo spettatore fornendogli tutti gli indizi necessari (più qualche falso indizio per confondere le acque) invece di rifugiarsi nei soliti giochetti tipo “I soliti sospetti” (film che ho apprezzato tanto ma dove oggettivamente era impossibile capire chi fosse in realtà Kaiser Sose).
    Magari “Shutter Island” non sarà un gran thriller, ma per me rimane comunque un ottimo film.

    Da ultimo, Ipercritico, non scherziamo: l’adattamento di un film da un romanzo non è mai stato un vincolo per registi e sceneggiatori, che hanno seguito pedissequamente l’opera originale o l’hanno stravolta in base alle loro esigenze.

  108. Alfa

    ma perchè si, vogliamo fare tanto i critici cinematografici quando in realtà non lo siamo.
    ho detto che non entro nel merito di questioni che non mi riguardano proprio perchè non mi riguardano! essendo solamente appassionata di film non posso permettermi di giudicare una pellicola dai suoi contenuti tecnici.
    il semplice motivo per cui mi sono sentita di “difendere” il film è perchè ancora oggi ci penso. ci ho pensato prima di andare a dormire, mi sono sentita parte del film in ogni momento, tifavo per DiCaprio perchè riuscisse a scoprire la verità su quel manicomio e volevo fermarlo alla fine quando si è consegnato consapevolmente per la lobotomia. sì, volevo proprio alzarmi e dirgli di ragionare. poi le sue parole mi hanno fatto pensare ancora. e sono stata ammutolita per un bel pò.

    e chi se ne frega se col senno di poi ho capito anche io che la trama del film e le sue conclusioni erano ben note dai primi minuti, o se Scorsese ha saputo fare film migliori. Quello che mi è veramente importato è stato il fatto che le 2 ore (e non so quanti minuti perchè non ho mai guardato l’orologio mentre ero seduta a vedere il film) me le sono godute proprio tutte dall’inizio alla fine.

  109. Ipercritico

    @ Alfa:
    Di nuovo, credo che tu risponda a me indirettamente, comunque visto che questa volta riporti le tue emozioni e opinioni sul film, non posso che rispettare la tua posizione, cosa che dovrebbe essere reciproca.
    Mi fa piacere sapere che a te il film abbia coinvolto tanto, ma ti assicuro che non c’è bisogno di “difendere” la pellicola attaccando gli altri.
    Ciao
    Ip

    @ psicomachia:
    Accolgo la tua obiezioni in merito all’adattamento del film ma non la condivido.
    Apprezzo il fatto che tu condivida con me che si tratti di un pessimo thriller (usi il termine “non sarà un gran trhiller”), sottolineando nei più piccoli dettagli i limiti della pellicola, che condivido quasi in toto.
    La risultante è che per me tutti questi limiti rappresentano la negatività del film, tu invece ritieni che questi ne facciano un ottimo film, non un gran thriller ma genericamente un ottimo film.
    Dillo a Scorsese però che ha preteso di fare un thriller.
    Aggiungo che noto una certa prospettiva del tipo “se lo chef è sconosciuto massacriamolo, se è un grande chef permettiamogli qualsiasi cosa perchè tanto se doveva cucinare una matriciana e fa il riso affogato in salsa tartare e pancetta e la chiama matriciana, lo sa lui quello che fa e non possiamo dirgli nulla perchè sicuramente è un’ottima pasta, non matriciana, ma ottima pasta.”
    Ciao
    Ip

  110. Alfa

    @ Ipercritico:
    guarda, non voglio assolutamente attaccare gli altri!
    e con qui concludo perchè ognuno manterrà le sue opinioni.
    bisogna però stare attenti a come ci si pone…atteggiamenti da maestrino e portatore di verità assolute non sono piacevoli da “subire” ed è per questo che rientro nella difensiva.

    @ psicomachia:
    mi piace un sacco come ragioni…sei appassionata del genere per caso? mi hai fatto venire voglia di vedere il film un’altra volta per capirci di più…
    perchè sì, essendomi talmente appassionata alla storia, ho probabilmente mal interpretato dei particolari che mi avrebbero fatto arrivare alla conclusione prima del previsto… ma è questo quello che ha voluto creare Scorsese non svelando il finale secondo me… ci ha dato la possibilità di inserire una componente soggettiva e personale in un film

  111. Ipercritico

    @ Alfa:
    Ti faccio notare con cortesia che il termine “maestrino” potrebbe risultare un attacco gratuito che discorda completamente con il tuo perfetto esordio dicendo “guarda, non voglio assolutamente attaccare gli altri”.
    C’è un pò di incoerenza nel non voler fare una cosa, salvo poi farla dopo 2 secondi.
    Non mi reputo un portatore di verità assolute, ho sempre argomentanto le mie posizioni rispettando quelle degli altri, ma so che è difficile capire una prospettiva moderata ma contraria alla propria.
    Credo che nessuno si sia sentito di “subire” attacchi da parte mia, anche perchè ripeto sono solo opinioni e prospettive personali in merito ad un film, mentre tu persisti nell’attaccarmi da un punto di vista umano “sindrome della pecora nera”, “maestrino”, “portatore di verità assolute”, atteggiamento assolutamente aggressivo verso chi la pensa in modo diverso da noi.
    Ti saluto e spero di non doverti rispondere più perchè eviterai di citarmi direttamente o indirettamente non apprezzando tu il mio modo di esprimermi.
    Ciao
    Ip

  112. Alfa

    @ Ipercritico:
    giusto per puntualizzare…
    non mi sembrano attacchi dal punto di vista umano comunque i miei, ho solo espresso una semplice opinione… ho parlato di “atteggiamenti da”, il che non significa che tu lo sia, ma è questo quello che traspare…

    se tu consideri questa aggressività, si salvi chi può quando sei di fronte a quella vera…
    buona giornata in ogni caso, ciao ciao

  113. Ipercritico

    @ Alfa:
    giusto per puntualizzare …
    credo che la tua risposta si commenti da sola e sinceramente ripeto quello detto in precedenza: non ti ho cercata io, non sono uno che fa polemiche sterili, non attacco, aggredisco, critico negli atteggiamenti gli altri (dillo come vuoi il senso è lo stesso) come hai fatto tu nei miei confronti, a meno che non venga attaccato (ripeto mi hai criticato tu e non certo io), però come sempre democrazia e libertà di espressione vuole che ognuno possa avere la sua opinione.
    Parlare di “atteggiamenti da” cosa che fra l’altro non hai fatto nel primo messaggio dandomi di colui che ha piacere a sentirsi la pecora nera, non riduce l’aggressività dimostrata nei miei confronti e ti faccio notare che non esiste solo l’aggressività vera (forse intendi materiale?) e anche in questo caso la tua frase “si salvi chi può quando sei di fronte a quella vera” è abbastanza fuori luogo, visto che non auguro a nessuno di trovarsi di fronte all’aggressività materiale e se non te ne rendi conto sinceramente non so cosa dirti.
    Ti invito di nuovo a non interpellarli più visto che mi sembra che a te non interessi parlare di cinema ma solo di come i miei atteggiamenti possano essere male interpretati da te o da altri.
    Ripeto qui si parla di cinema non di come sono io, che credo non interessi a nessuno.
    Ciao
    Ip

  114. Alfa

    dai, hai ragione.
    ciao ciao!

  115. Ipercritico

    @ Alfa:
    Ti auguro una buona giornata.
    Ciao
    Ip

  116. psicomachia

    Ipercritico, non so di che prospettive parli. Io mi limito a dire che il film mi è piaciuto, cercando di spiegare il mio punto di vista nella maniera più chiara possibile. Se poi vuoi leggere in ciò che scrivo un atteggiamento prevenuto per cui ai registi affermati si perdona tutto, io non posso certo impedirtelo. Dopotutto Richelieu diceva che se gli avessero dato dieci righe scritte dall’uomo più probo di Francia, vi avrebbe trovato ragioni a sufficienza per farlo condannare a morte.
    Però mi hai dato uno spunto per un’ulteriore riflessione: hai detto che Scorsese voleva fare un thriller. Non so, io mi trovo in grande difficoltà a classificare i film, probabilmente per la mia ignoranza in materia. Ma ad ogni modo, qualunque sia stato l’intento di Scorsese (ma la stessa cosa vale per qualsiasi autore di prodotti culturali, da intendersi nell’accezione più vasta del termine), il film vive di vita propria e finisce per dire molto più (o molto meno, o in maniera diversa) di quanto il suo autore avesse previsto. E questo per una ragione semplicissima: un prodotto culturale non ha un significato in sé, ma lo acquista nel momento in cui viene fruito da terzi. Nel nostro caso, noi spettatori.
    Insomma, non so che volesse fare Scorsese, ma per me ha fatto un bel film!

    Alfa, ti ringrazio per i complimenti. Non sono un appassionato del genere thriller in particolare, ma amo il cinema in generale. Ne ho sempre apprezzato la natura “popolare” che ha consentito al grande pubblico di vivere emozioni ed affrontare temi che originariamente erano riservati solo alle elite (con l’esclusione del teatro elisabettiano). Ah, anche se a questo punto la precisazione dovrebbe essere superflua, a dispetto del nickname che finisce per “a”, sono un maschietto!

  117. Lino

    Film splendido.. sonda le sfumature della paranoia in modo incredibile.. solo una sensibilità come quella di Scorsese poteva spulciare tra le pieghe dello stato mentale che è simile ad una”isola saracinesca”, da cui non si può uscire in quanto difesa estrema da una realtà inaccettabile.
    Secondo me è una raffinata lettura anche dell’egocentrismo che ogni individuo si porta dentro, e quindi, un film molto “umano”.

  118. Ipercritico

    b>@ psicomachia:
    Accolgo con grande interesse e participazione la citazione di Richelie che hai riportato, perchè stimo chiunque aggiunga un pizzico di conoscenza al discorso.
    Direi che io mi sono limitato a commentare la tua analisi, che prende buona parte della recensione di Pietro, diversi contenuti dei miei commenti e li mette insieme dandone una lettura più che rispettabile ma che in conclusione sottolinea il fatto che quelli che per me sono limiti per un film che doveva essere un thriller, per te sono la salsa in più voluta da Scorsese e quindi per te rappresentano il motivo per il quale lo definisci un ottimo film.
    Non ci vedo in questa mia obiezione la volontà di farti condannare a morte (non penso tu sia prevenuto, ho solo interpretato quello che hai scritto) ma semplicemente ho cercato di assimilare il tuo commento.
    Direi che io non sono un esperto di cinema e ritengo che il cinema come il teatro ha il grande dono di essere aperto a tutti (anche se il cinema è più economico) ma sinceramente vorrei, quando entro in una sala, vedere il film per cui ho pagato, dato che i generi mi piacciono molto e distinguo i film per genere, cosa che fa qualunque “popolano” che si reca al cinema.
    Un appassionato di thriller psicologici e non solo, di polizieschi ecc ecc vorrebbe vedere questo genere e non un altro genere non ben definito perchè il regista ha deciso di condirlo a piacimento (principale motivo della mia critica).
    Comunque pensare che scrivendo qualcosa tu non mostri alcune prospettiva, che il tuo giudizio sia avalutativo perchè estraneo alla conoscenza specifica del genere, non lascia molto spazio di contraddittorio in un blog di cinema, perchè dovrei dirti semplicemente “sono contento che ti sia piaicuto il film”, ma in questo caso non avresti dovuto articolare la tua risposta, perchè argomentandola mi hai e hai lasciato a tutti i lettori del blog, un punto di vista, a mio avviso assolutamente non neutro.
    Concludo sottolinenando che un prodotto culturale viene valutato per il genere in cui si colloca, questo accade in ogni ambito, non vorrei mai vedere un’opera lirica inserita in un film di Verdone, perchè sarei costretto a definirlo un pasticcio di genere.
    Comunque grazie del dibattito, sicuramente ricco di contenuti.
    Ciao
    Ip

  119. Lino

    Aggiungo che Ben Kingley è un grande, così come Max Von Sydow, e Di Caprio.. boh!

  120. psicomachia

    Ma no Ipercritico, guarda che la penso esattamente come te: anche l’affermazione più neutra, breve ed innocente è soggetta ad interpretazioni e valutazioni da parte di chi la fruisce, la comunicazione assoluta (ossia la totale coincidenza tra il “detto” ed il “capito”) non esiste!
    Ribadisco: sei libero di trarre dalle mie parole qualsiasi conclusione ti venga in mente, la citazione di Richelieu voleva solo dare un po’ di colore alla risposta (e altro che pizzico di cultura, è proprio il classico “niente di sale”).
    Posso capire il tuo disappunto per aver speso male i tuoi soldi, ma è per questo che esistono siti come questo o periodici più o meno specializzati dove è possibile farsi un’idea di cosa si sta andando a vedere… prima di pagare per andarlo a vedere!
    Nel mio caso sono andato a vedere “Shutter Island” senza sapere nulla, pensa che finché non ho visto la locandina al cinema non sapevo neanche che fosse di Scorsese. Ho corso il rischio e mi è andata bene.
    Resto dell’idea che etichettare per generi sia sterile, perché già definire un genere è un’impresa davvero complicata. E’ un po’ come le meduse, che da lontano sembrano delle creature eleganti e definite, ma più le esamini attentamente e da vicino e più ti rendi conto che hanno la stessa consistenza della gelatina.
    Visto che siamo in argomento, prendi il genere thriller: mi sapresti dare una definizione? La domanda è ovviamente aperta a chiunque abbia il piacere di rispondere.

  121. Alfa

    @ psicomachia:
    ops, pardon ;)
    comunque, se non erro, il film di scorsese si trova sia sotto il genere drammatico che thriller.
    non credo sia l’intento primario del regista quello di classificare un film in un’unica e isolata categoria…
    nemmeno io ad essere sincera ho mai capito la differenza fra i generi… horror, giallo, thriller, poliziesco possono avere elementi che toccano il drammatico e il comico allo stesso tempo e trovo sia limitativo racchiudere il film all’interno di una classificazione.

    io rinnovo i complimenti a Scorsese, sono ancora qui a pensare e a discutere con chi l’ha visto del finale più adeguato ma mi sa che non arriveremo mai ad una conclusione. e credo che quest’estate mi comprerò il libro da cui è tratto…vediamo se deluderà le mie aspettative!

  122. Alfa

    @ psicomachia:
    visto che hai aperto la domanda a tutti… io anni fa andavo a noleggiare i vecchi VHS nella videoteca del paese, ormai ero cliente affezionata… era il periodo in cui mi appassionavano generi movimentati e ricchi di suspance, facevo indigestione di paura insomma.
    chiesi al proprietario della videoteca però quale fosse il genere che andavo sempre a noleggiare, perchè delle volte trovavo scritto “thriller” e altre “horror”, non capendo mai la differenza, e mi rispose che l’unico punto che può qualificare un genere come “horror” è la presenza di “sangue e parti del corpo che volano dappertutto”…
    ma niente di più…
    qualcuno è in grado di dare una risposta esaustiva sulla definizione di “thriller” che non includa il suo significato in negativo, ossia ciò che il thriller non è?

  123. Ipercritico

    @ psicomachia:
    Perdonami ma perchè escludi la possibilità che io possa andare al cinema e poi criticare il film?
    Non capisco la tua prospettiva, la mia pecca è stata quella di non essermi informato o di credere (direi so più che credo) che esistono dei generi??
    Ovviamente ero più che informato perchè sapevo di andare a vedere un film di Scorsese, ripeto per l’ennesima volta regista che conosco e apprezzo e soprattutto un thriller psicologico, genere che amo molto, quindi avevo le informazioni necessarie e sufficienti per sperare di godere di un buon film.
    Non ti dò una definizione di thriller, dovresti girare la richiesta ad un esperto di cinema, ma ti dico che mi aspetto da un thriller in genere di essere sorpreso, di essere disorientato, magari un colpo di scena chiarificatore che lasci un piccolo margine di dubbio,dei personaggi di spessore che sappiano dare peso ad una trama articolata e complessa che ti tenga in tensione (senza pasticciare) per tutta la durata del film (tutta la durata del film è essenziale come elemento) e mi ripeto nel film di Scorsese tutto questo manca, o almeno non è riuscito a trasmetterlo a me e l’ho trovato scontato e prevedibile sin dalle prime battute.
    Non è difficile circoscrivere (non definire) un genere, perchè ci sono differenze sostanziali fra un thriller, un horror, una commedia, una parodia e poi possono esistere ibridazioni fra i generi ma non è il caso di Scorsese, esempio è il thriller psicologico (con qualche richiamo all’horror) che ti ho citato in un altro messaggio è Alta Tensione (secondo me un gran bel film).
    Direi anche che il tuo punto di vista relativista esclude la possibilità di poter fare di mestiere il critico in qualsiasi ambito, forse nemmeno l’attore visto che sono i primi ad ammettere differenti risorse professionali per recitare in un genere più che in un altro, inoltre definire l’etichettare in generi come un esercizio sterile, impedisce ogni riferimento per valutare un film se non la soggettività dello spettatore e sinceramente mi sembra una visione che pone al centro della scena un generale qualunquismo in cui tutti possono dire tutto e il contrario di tutto, cosa che non condivido da spettatore.
    Certamente da un film comico posso aspettarmi di essere messo a conoscenza del grosso delle informazioni nella prima mezz’ora ma non in un thriller, direi che lo stesso vale anche per molti splatter-horror (ma non tutti) dimostrando una sostanziale differenza fra lo splatter-horror e il thriller.
    Per il resto vorrei chiarire, dato che nella prima parte del tuo commento riprendi il discorso, io non ho interpretato quello che hai scritto (posso averlo fatto in parte) ma il grosso lo hai fatto da solo perchè non ti sei limitato a dire che il film ti è piaciuto, sei partito ammettendo che ti eri fatto un’idea della verità dopo la prima metà del film (limite per un thriller secondo me, per te no), sei tu ad avere usato la metafora (forse non ho colto il tuo messaggio ma è difficile leggerla in modo diverso):
    “se uno chef affermato mette troppa salsa nel piatto, non lo fa perché gli è sfuggita ma perché ha voluto così.”, forse ti è sfuggito “affermato” ma messa così sembra che se Scorsese ha messo troppa salsa, siccome è affermato dobbiamo pensare che sa quello che fa, direi di no, è uguale agli altri e come avrei criticato un altro regista lo faccio anche (forse anche di più) con lui.
    Per il resto direi che la mia critica non si possa ridurre ad una reazione di disappunto nell’aver speso male i miei soldi (ero un richiamo agli spettatori che pagano e quindi hanno il diritto di lodare o di criticare un film), anzi non penso mai di aver speso male i miei soldi a meno che io non vada a vedere un cinepanettone di De Sica o un film tipo Troppo Belli di Interrante e non ricordo l’altro tronista,ma ho cercato di argomentarla sulla base di opinioni legate al film, al genere, ai personaggi come qualsiasi spettatore.
    Siamo su due piani diversi rispetto agli elementi sulla base dei quali si possa o non possa criticare o lodare un film ma rispetto la tua opinione.
    Ciao
    Ip

  124. lucilla

    @Ipercritico:
    ciao, sono un pò basita dalle tue affermazioni in merito al film. Scusa, non ho potuto davvero leggere tutti i commenti “botta e risposta”, probabilmente avrò perso molte sfumature o precisazioni da te date riguardo a questa critica, quindi perdonami se potrò sembrarti forse retorica. Intanto vorrei farti notare che non puoi veramante dire che il film E’ sfilacciato, pasticciato prevedibile. Sia chiaro, la penso come te ma almeno ho il buon gusto di dire: secondo me è…
    La tua critica assolutista mi ha irritata. Mi pare che parli con cognizione di causa, quindi mi sorprendo che di tutta la pellicola tu abbia notato solo i difetti e non i pregi. Intanto il film ha un ‘impatto visivo formidabile, aiutato (e qui c’è il tocco di classe) da un potente sonoro, la colonna sonora di Penderecki (l’autore di alcune musiche di Shining di Kubrick) curata da Robie Robertson.
    Inoltre, non so di preciso a cosa ti riferisci quando parli di “errori grossolani”, forse a quelli che sembranoo errori di montaggio? Il bicchiere che non c’è poi c’è ecc ecc? O il rude cambio di discorso tra il “collega” di Di Caprio all’inizio del film, che da una argomento improvvisamente taglia chiedendogli se ha una fidanzata? Se è a cose simili che ti riferisci mi sembra chiaro che si tratta di “vezzi” atti solo a lasciarci intuire che parliamo di “matti” in un manicomio. Non da ultimo ci sono le eccellenti scenografie di Dante Ferretti, una fotografia e una cura per il particolare davvero degni di nota. Ognuno ha le sue priorità e le sue esigenze di spettatore. Trovo che le tue critiche (lecite per carità) siano tuttosommato un pò limitate e affatto specifiche, esposte in modo così detestabile da farti risultare un pò “maestrino dalla penna rossa”.
    Ciao

  125. Sonia

    @ lucilla: premetto che a me il film é piaciuto moltissimo, e avevo già commentato all’inizio di questa lunga serie di commenti ma trovo che sia di cattivo gusto, andare nel personale e non limitarsi ad esprimere solo le proprie opinioni. Mi riferisco a quando scrivi di Ipercritico ” maestrino dalla penna rossa” Le argomentazioni che vengono date (ad esempio da Ipercritico e da Cinematto) sono sostenute da motivazioni più che esaurienti, e anche se non condivise rimangono opinioni rispettabili quindi il terreno deve rimanere quello ed é fastidioso almeno da parte mia vedere giudizi e appellativi che colpiscono la persona che scrive e non si attengono a un confronto di opinioni.

  126. Sonia

    @alfa: Scusami, non pensi che quelle che tu hai definito argomentazioni troppo prolisse e ridondanti riferendoti ad alcuni commenti, alla sottoscritta e ad altre persone siano piaciute e abbiano fornito un arricchimento personale? Io mi sono accostata a questo blog proprio per questo, per potermi confrontare con altri appassionati di cinema ed é stata una sopresa molto piacevole leggere commenti sostenuti da delle argomentazioni così complete e frutto di approfondite riflessioni.
    Ciao

  127. Pietro Ferraro

    @ psicomachia:
    @ Alfa:
    Salve visto che si va nello specifico è importante stabilire alcuni punti fermi, rispettando chi vuole andare al cinema senza sapere nulla del film, bisogna evitare di scendere nell’argomento genere cinematografico parlando di limitazione, perchè per chi scrive di cinema la classificazione in generi è uno strumento importante, e per gli spettatori che pagano il biglietto uno strumento democratico per poter operare scelte in base al proprio gusto, Qui mi sembra si confondono un tantinello le cose, se il genere cinematografico nel corso degli anni è andato ibridandosi e quindi ha reso la classficazione più difficoltosa, non è che per comodità andiamo a cancellare i generi, o sempre per semplificarci le cose dividiamo tutto in commedia o drammatico, l’ibridazione di più generi è una connotazione in più che arricchisce il film, ma non lo rende illegibile o inclassificabile, e anche se a volte ci sono film che tendono a uscire dagli schemi, e si che in in questo caso è limitante incasellarli, questo non vuol dire che non ne abbiano, o che il regista o lo sceneggiatore non abbiano seguito dei clichè o punti di riferimento di uno specifico genere per creare la struttura della loro opera.
    Per carità ognuno è libero di dire e fare ciò che vuole, disquisire di montaggio, colonna sonora, piuttosto che di scenografia, ma il film di scorsese è un thriller, si rifà a un romanzo, quindi non è un’opera ex-novo nata dalla mente del regista, ha dei riferimenti in fase di scrittura ben specifici, tutti sono liberi di dare interpretazioni di qualsivoglia genere, l’importante è non imboccare sentieri troppo tortuosi che alla fine rendono la fruibilità di un’opera più complessa di quello che in realtà è, scorsese non è Linch, si è approcciato ad un genere, e ripeto un genere, che per struttura e ritmi non gli è particolarmente congeniale, mettendosi in gioco e sfornando un’opera visivamente intrigante, ma non di certo un capolavoro assoluto da far gridare al miracolo.
    Tornando ai ‘superflui’ generi cinematografici esiste da sempre un cinema di genere, esistono generazioni di cineasti che si sono specializzati in film di genere, Alfred Hitchcock era un maestro del genere thriller, ha creato dei punti di riferimento imprescindibili per il cinema di genere con meccanismi narrativi e l’utilizzo del fattore suspense che chi scrive e fa cinema non può ignorare quando si approccia per esempio ad un thriller, tanto che gli americani per affrontare la difficoltà crescente di classificazione, ripeto strumento indispensabile, hanno coniato neologismi come dramedy, termine usato per i serial televisivi, oppure veri e propri filoni come il legal-thriller, il romance piuttosto che lo splatter-movie.
    Perdonate la prolissità, ma era indispensabile fare chiarezza, chiedere una definizione da vocabolario del genere thriller è discutibile quanto voler incasellare un film per forza in un genere, entrambi sobno presupposti sbagliati che però non escludono ne che vi sia una definizione letterale per thriller, vedi Wikipedia, ne tantomeno che esistano i generi cinematografici.
    Vi saluto e ringrazio per i numerosi e vivaci commenti, e concludo rispondendo ad @ Alfa:
    La classificazione per il mercato home-video è costretta giocoforza ad essere limitante ed eccessivamente selettiva, è una questione logistica, ho avuto una videoteca e classificare i film per cinque o sei generi è un fattore obbligato per ragioni di spazio e archiviazione, poi sta a chi gestisce l’attività applicare le sue conoscenze e magari riuscire a dividere per esempio gli horror dai thriller, magari utilizzando come metodo di distinzione e riferimento i contenuti in violenza e gore (sangue), come ha cercato di spiegarti in maniera alquanto verace il gestore della tua videoteca, argomentare una distinzione più accorta e motivata è compito di chi come noi prova a scrivere di cinema. un saluto :)

  128. Pietro Ferraro

    Per completezza ancora uno stralcio di intervista a Scorsese riguardo il suo film:

    “II protagonista intraprende questo incredibile viaggio nelle tenebre che racconta come sia possibile fare i conti con le proprie responsabilità, il senso di colpa, la violenza e il dolore…”

  129. Andrea

    @ Ipercritico:
    Sono in totale disaccordo. Secondo me è tra i film più riusciti di Scorsese. A mio avviso superiore a The Departed. Film completamente folle e dal finale assolutamente imprevedibile, anche perchè passibile di più interpretazioni. Sono rimasto sconvolto alla prima visione e pure alla seconda. Siamo ai livelli di Fight Club. Chi dice di aver capito subito il finale spara una marea di cazzate. Eravamo una sala piena di gente, ero con 3 amici cinefili quanto me e tutti siam rimasti sconvolti. Siamo di fronte ad un capolavoro. Te invece mi sa che è meglio se ti guardi i film del moccia. Saluti.

  130. Andrea

    Lino dice:

    Film splendido.. sonda le sfumature della paranoia in modo incredibile.. solo una sensibilità come quella di Scorsese poteva spulciare tra le pieghe dello stato mentale che è simile ad una”isola saracinesca”, da cui non si può uscire in quanto difesa estrema da una realtà inaccettabile.
    Secondo me è una raffinata lettura anche dell’egocentrismo che ogni individuo si porta dentro, e quindi, un film molto “umano”.

    @ Andrea:
    Concordo in pieno. Al 100%.

  131. Andrea

    Alfa dice:

    ma perchè si, vogliamo fare tanto i critici cinematografici quando in realtà non lo siamo.
    ho detto che non entro nel merito di questioni che non mi riguardano proprio perchè non mi riguardano! essendo solamente appassionata di film non posso permettermi di giudicare una pellicola dai suoi contenuti tecnici.
    il semplice motivo per cui mi sono sentita di “difendere” il film è perchè ancora oggi ci penso. ci ho pensato prima di andare a dormire, mi sono sentita parte del film in ogni momento, tifavo per DiCaprio perchè riuscisse a scoprire la verità su quel manicomio e volevo fermarlo alla fine quando si è consegnato consapevolmente per la lobotomia. sì, volevo proprio alzarmi e dirgli di ragionare. poi le sue parole mi hanno fatto pensare ancora. e sono stata ammutolita per un bel pò.
    e chi se ne frega se col senno di poi ho capito anche io che la trama del film e le sue conclusioni erano ben note dai primi minuti, o se Scorsese ha saputo fare film migliori. Quello che mi è veramente importato è stato il fatto che le 2 ore (e non so quanti minuti perchè non ho mai guardato l’orologio mentre ero seduta a vedere il film) me le sono godute proprio tutte dall’inizio alla fine.

    Non capisco perchè la conclusione era ben nota dai primi minuti. O qua siete tutti geni e veggenti, oppure fate “gli splendidi”. Il fatto che Di Caprio si consegni consapevolmente per la lobotomia, è la ciliegina sulla torta. E’ quello che ha reso un capolavoro al pari di The Departed, un passo sopra. Clamoroso. Dimenticavo….Oltre alla trama folle e imprevedibile, oltre al capolaoro leggendario, degne di nota sono le ambientazioni…Lo sbarco sull’isola è favoloso.

    Ps. A parte le polemiche, mi spieghi il momento in cui hai capito che Di Caprio era un paziente?? Secondo me si poteva vagamente intuire solo quando prima di far esplodere l’auto incontra il dottore con la siringa. E comunque sia, il finale può anche essere diverso. In realtà può aver incontrato la dottoressa nella grotta, in realtà il pazzo nel padiglione “C” può avergli detto la verità…Lui alla fine può aver fatto capire allo psichiatra che sa tutto, sa di non essere pazzo, ma sa anche che da li non se ne andrà mai……Ha capito che qualunque cosa faccia, il risultato sarà lo stesso…….!!! Comuque sia, film capolavoro. Senza alcun dubbio.

  132. Alfa

    @ Sonia:
    io, come ho già detto, ho piacere nel leggere argomentazioni ben fatte, che esprimono anche pareri diversi dai miei.
    il punto è che quando queste argomentazioni diventano delle critiche assolutiste, come ha ben detto Lucilla, che vengono continuamente ripetute, stancano. dopo un pò ho smesso di leggere tutti i commenti perchè trovavo scritti solo numeri e sempre le stesse cose, espresse, per altro, con un tono a parer mio irritante. e sottolineo A PARER MIO perchè è una mia impressione…

    @ lucilla:
    ecco, la penso esattamente come te…la differenza sta nel fatto che io non mi so molto spiegare, e tu l’hai fatto benissimo!

  133. Ipercritico

    @ lucilla:
    Cara lucilla,ti invito a non irritarti perchè se leggi bene i miei commenti ho spessissimo usato i termini “secondo me”, “io penso che”, “rispetto la tua opinione ma non la condivido”,ti assicuro che non ho un approccio assolutistico il problema è che sembra impossibile avere un opinione diversa dalla maggioranza senza risultare irritanti (e soprattutto senza ricevere anche attacchi personali come il tuo giudizio sul mio modo di scrivere).
    Ripeto mi limito a rispondere a chi mi interpella e non voglio imporre le mie idee a nessuno. Ti inviterei come ho fatto in precedenza a limitarti ad argomentare le tue posizioni senza dover per forza attribuirmi appellativi del tipo “maestrino dalla penna rossa”, di cui non capisco il senso e il significato.
    Per il resto, nei miei commenti trovi tutto quello che io così limitato e poco chiaro ho visto di negativo nel film (altri lettori ci hanno colto qualcosa di interessante e motivo di confronto se a te non piace, democrazia vuole che puoi non leggere i miei commenti).
    Ciao
    Ip

    @ Sonia:
    Grazie per il sostegno, trovo costruttivo un approccio al confronto che può essere anche duro in alcuni momenti ma che non dovrebbe mai scadere nell’attacco personale fine a se stesso o in una sterile polemica di chi ha più o meno torto.
    Peccato che subito dopo il tuo messaggio Andrea non abbia mancato di confermare che ci sono sempre persone maleducate che hanno nell’attacco personale offensivo il loro imprintig personale.
    Sopportiamo!
    Ciao
    Ip

    @ Andrea:
    Ho preso atto della tua posizione, rispetto il tuo pensiero, ti inviterei a non usate parolacce e a non attribuire a me e a tutti gli altri che hanno capito il grosso della storia nella prima parte del film di essere delle persone che dicono fandonie o peggio (non vedo poi cosa ci guadagnerei a dire che nei primi 30 minuti ho capito il 90% del film se non fosse vero??).
    I film di Moccia che non amo, li eviterie e trovo la tua ironia e il tuo attacco personale assolutamente fuori luogo, ma se viene da uno che va la cinema con gli amici cinefili che rimangono sbalorditi da questo film dovrei assolutamente stare zitto e nascondermi … per favore si può essere cortesi anche se mi rendo conto che con il Grande Fratello e i Tronisti della De Filippi o la tv urlata è un pò difficile rimanere su toni di reciproca cortesia.
    Per favore esprimi la tua opinione rispettabile da ogni punto di vista ma che personalmente non condivido e non insultare gli altri, grazie!
    Ciao
    Ip

    @ Pietro Ferraro:
    Caro Pietro, grazie del tuo messaggio più che utile a diramare un pò di foschia calata sulla questione generi cinematografici e su cosa Scorsese volesse o non volesse fare con questo film.
    Direi che la frase di Scorsese che ci hai dato cancella ogni possibile interpretazione fantasiosa del film, cosa che invito a fare dai miei primissimi conmmenti, lasciare spazio all’incertezza va bene, ma un pò di relalismo non fa mai male.
    Grazie delle delucidazioni!
    Ciao
    Ip

  134. Alfa

    @ Andrea:
    ho detto “con il senno di poi” perchè ho ricostruito i fatti solo alla fine, non ci ero arrivata subito…quindi non ti posso nemmeno dire quale sia il momento esatto in cui ho capito che fosse paziente (ma poi non ne sono sicura nemmeno adesso perchè si possono dare mille interpretazioni al film e Scorsese ci lascia la libera scelta) perchè ho ripercorso il film a ritroso ricollegando tutto al finale…
    cmq secondo me parte già dal fatto che il collega di Teddy, Chuck, faccia fatica a togliere la fodera della pistola dalla cinta… un agente federale dovrebbe saperla usare con destrezza! poi da come si comportano i pazienti con lui… ma sono tutte cose che mi sono venute in mente dopo, perchè nello svolgimento del film erano particolari che mi trasmettevano solo il senso di pazzia…

  135. lucilla

    @Sonia
    Abbi pazienza ma speravo fosse Ipercritico a rispondere e non qualcun’altro. Se hai letto bene avrai anche capito che ritengo libere le persone di esprimere quello che vogliono, compreso lui (e te). Semplicemente non mi è piaciuto il suo assolutismo nel farlo (salvo aver saltato qualche commento successivo dove magari si è ripreso in zona cesarini) e continuo a non trovare spiegzioni esaustive. Dire che un film è sfilacciato e pasticciato in tali toni (soprattutto se parliamo di artisti come Scorsrse) mi sembra riduttivo comunque nei confronti di chi sa fare il cinema, anche se si tratta di film considerati minori (chissà, magari anche da Scorsese stesso). Inoltre, se sono scesa sul personale (non credi di esagerare?) è perchè ho avuto la sensazione che Ipercritico partisse dal presupposto che tutto il resto dei commenti venisse da persone incompetenti e dai gusti discutibili; incapaci di fare un’analisi quanto meno dignitosa, anche se non specificatamente tecnica. Insomma, in sostanza, che ci concedesse il beneficio del dubbio; ma che la sua critica fosse comunque la più azzeccata. Non accetto questo tipo di atteggiamento e se permetti reagisco. Se a lui il film non è piaciuto, pace e bene. Sono gusti, esigenze sue. Non si discutono.

  136. Ipercritico

    @ lucilla:
    Cara lucilla, ti faccio notare che ho risposto (ore 10:14 commento nr.133, precedente alla tua risposta a Sonia delle ore 11:06, come mai non lo hai letto??) e ti ripeto di nuovo che ho sempre scritto “secondo me”, ” a mio avviso”, “rispetto la tua opinione ma non la condivido”.
    Ti invito a leggere la risposta che ti ho dato e a non leggere più i miei commenti se ti irritano o ti infastidiscono, a non darmi appellativi tipo “maestrino dalla penna rossa” cosa che potrei tranquillamente fare anche io con te, ma per cortesia e buon gusto non faccio perchè non è nella mia indole e non credo sia questo il luogo.
    Per favoro parla di cinema con tutti gli altri e non di me, come ho fatto notare in altri messaggi, visto che la tua opinione sul mio modo di pormi non interessa a nessuno mentre le tue opinioni sul film interessano tutti compreso il sottoscritto, che come al solito leggerà con piacere quanto hai da dire, purchè non sia un attacco personale, non sia condito da maleducazione (non è il tuo caso), non sia una sterile polemica.
    Ciao
    Ip

    @ Sonia:
    Sono lascia stare, la solidarietà con il “diverso” non paga mai e di solito è molto difficile che alcune persone riescano a distinguere fra quello che è un giudizio nei confronti di qualcuno rispetto ad un giudizio sulle opinioni di qualcuno.
    Grazie!
    Ip

  137. Andrea

    @ Alfa:
    Ah ok. Concordo in toto. Se mi dici:”con il senno di poi”, allora mi sta bene. Ma secondo me è proprio questo il bello. Non credo assolutamente che una persona dopo mezzora di film già aveva capito che Di Caprio è il paziente. Poi certo, col senno di poi quando si slaccia la pistola è un indizio; così come ce ne sono molti altri. Ma sempre “dopo” si può ricollegare tutto. Anche su Fight Club (capolavoro infinito) ci sono una marea di indizi e alla fine si può dire la stessa cosa. Ripeto: shutter island è un grandissimo film, ennesima opera di un grandissimo regista.

  138. Alfa

    @ Andrea:
    io sono d’accordissimo con te!
    ci possono essere pareri diversi ovviamente, però nemmeno io credo molto a chi dice di aver capito subito il film…
    anche perchè, pensiamoci un attimo, anche avendolo capito subito con l’ultima frase che pronuncia Di Caprio si rivoluziona tutta la faccenda.
    qual è l’interpretazione giusta? soprattutto, c’è una sola interpretazione?
    secondo me no…ed è lì che chi è convinto che gli indizi portino subito ad un unico ed inequivocabile finale si sbaglia…

  139. Andrea

    @ Ipercritico:
    Eheheheh!!!! Dai, forse con i film del moccia ho esagerato. Mettiamola così, questo è il più grande film uscito al cinema dai tempi di Million Dollar Baby prima e Gran Torino poi. Se qualcuno confutasse questa affermazione con “Invictus”, beh bel film ma niente a che vedere. Se qualcuno volesse smentirmi citando “Avatar” (cagata pazzesca esclusi effetti specialie scenografie) beh non stiamo nemmeno a discutere. Per il resto ti chiedo quando hai detto:”che pena, Di Caprio è il paziente, ho già capito tutto”. Scusa se prima ho polemizzato troppo ferocemente, ma ad una critica – a mio avviso – feroce ed ingiustificata, ho risposto “per le rime”…Saluti.

  140. Andrea

    @ Alfa:
    Assolutamente, totalmente, completamente d’accordo.

  141. Ipercritico

    @ Andrea:
    Caro Andrea, accetto le tue scuse, non ricordo il passaggio che tu hai citato, se volessi indicarmi il nr. di commento, potrei ricollegarmi al discorso che stavo facendo però sinceramente potremmo lasciare spazio ad altri visto che almeno nel mio caso ho già scritto anche troppo.
    La mia critica rimane sempre personalissima e credo di averla sempre, ripeto sempre, giustificata con le mie impressione durante la visione in sala, incentrata su di una generale percezione di già visto, prevedibilità, scontatezza, che non reputo possa essere definita critica ferocissima ma solo il mio personalissimo, ripeto personalissimo, punto di vista.
    Ho capito che Di Caprio fosse il paziente 67 all’incirca dopo 30, 40 minuti (voluto o non voluto dal regista è un grosso limite per un thriller), e questo è un elemento che rende assolutamente meno interessante e piacevole la visione di quello che poi è stato il seguito (ma è solo uno dei tantissimi elementi per me negativi che potrei citarti ma sarebbe troppo lungo).
    Per maggiori chiarimenti ti rimando ai messaggi di Pietro, il recensore del film, che trovo chiarificatori nr.98 e 128, in cui si comprende bene la prospettiva del regista.
    Comunque qui su questo blog, non ho mai notato la necessità di rispondere “per le rime” come hai detto tu, alzando troppo i toni perchè lo scambio cortese ed il dibattito civile è sempre la prima priorità.
    Per quanto riguarda la tua visione sulla maggior parte dei film che hai citato siamo in completo disaccordo per me The Departed è assolutamente superiore a questa pellicola, Invictus e Gran Torino non sono nemmeno confrontabili sia per il diverso genere sia per, sempre a mio avviso, lo spessore dei film e lo stesso vale per Avatar che a me è piaciuto moltissimo.
    Diciamo che rispettosamente siamo su due piani completamente diversi nel gusto e nei nostri metri di valutazione ma rispetto le tue posizioni.
    Ciao
    Ip

  142. Lino

    ciats dice:

    ciats

    “Devo dire che la fine, in cui sembra che il paziente,Di Caprio,sia ritornato da capo alla situazione mentale iniziale e rivolgendosi al suo psichiatra afferma”meglio morire da buon uomo che vivere da mostro”,suggerendo che in realtà quello stato era solo una sua finzione e che in realtà era guarito del tutto ma che non reggendo il peso che si portava appresso di aver ucciso la proprio moglie preferisce la lobotomia,è proprio la ciliegina sulla torta.”

    (M’era sfuggito il tuo commento)

    …esatto Ciats, all’ultimo allo sventurato protagonista viene lasciata la possibilità di scegliersi una via di fuga, in un certo senso un finale consolatorio… esatto.

  143. psicomachia

    Ragazzi, voi andate alla velocità delle luce e fatico a stare dietro alla discussione.
    Provo a rispondere in ordine sparso:
    1) le mie opinioni riguardanti le difficoltà di classificazione dei film in generi sono, appunto, le mie opinioni e non ho mai inteso spacciarle come verità assolute ed incontrovertibili. Con le mie affermazioni non voglio certo sminuire il lavoro dei critici di cui anzi ho un grandissimo rispetto (tanto è vero che sono arrivato su questo blog proprio perché cercavo l’opinione degli esperti!);
    2) chiarito (spero) quanto sopra, resto ribadisco la mia soggettiva difficoltà di calare in generi molti film. Le definizioni spesso traggono in inganno (Pietro, la definizione di wikipedia è talmente vaga che astrattamente potrei applicarla anche ad alcune commedie romantiche) e restano comunque sottoposte al giudizio soggettivo che cosa diversa dal qualunquismo e dal relativismo. Prendiamo Ipercritico, che ha citato più volte “Alta Tensione”. Ora, magari si riferisce ad un altro film (ce ne sono diversi con questo titolo), ma quello cui credo si riferisca (2003, regia di Alexandre Aja) non è un horror psicologico (né tantomeno un thriller) bensì uno splatter (un ottimo splatter, aggiungerei);
    3) rispondendo alla mia stessa domanda sottopongo alla vostra attenzione la definizione che James Patterson dà del genere thriller “what gives the variety of thrillers a common ground is the intensity of emotions they create, particularly those of apprehension and exhilaration, of excitement and breathlessness, all designed to generate that all-important thrill. By definition if a thriller doesn’t thrill, it’s not doing its job” (ciò che dà un impianto comune ai vari generi di thriller è l’intensità delle emozioni che creano, specialmente quelle di timore ed euforia, di agitazione e oppressione, tutte volte a generare la cosa più importante, il brivido. Per definizione se un thriller non fa venire i brividi, non sta facendo il suo lavoro);
    4) il mio discorso sui generi voleva evidenziare che le critiche dei “detrattori” si sono concentrate quasi esclusivamente sul fatto che “Shutter Island” non sarebbe un buon thriller. Siccome Ipercritico fa riferimenti ad altri aspetti che però non elenca (dice che sarebbe troppo lungo), vorrei incoraggiarlo ad esporre compiutamente tutte le sue critiche. Penso che nessuno si annoierà, anzi e ci permetterebbe di parlare del film nella sua globalità;
    5) Pietro, gli estratti dell’intervista a Scorsese sono molto interessanti. Perché non pubblicare l’intervista per esteso (magari in un’altra pagina)? Credo che consentirebbe a tutti di chiarirsi le idee invece di interpretare delle affermazioni estrapolate dal contesto.

  144. Alfa

    @ Ipercritico:
    giusto per saperlo…hai letto Io Uccido di Faletti?
    se sì, mi ricollego ad una tua affermazione…

  145. Ipercritico

    @ psicomachia:
    Caro psicomachia, apprezzo come nelle versioni precedenti il tuo commento ma sinceramente non me la sento di elencare tutti gli elementi che durante la visione del film per me non hanno funzionato, anche perchè visto che non mi è piaciuto direi di aver compiutamente, anche troppo, spiegato la mia personalissima posizione.
    Sinceramente vista la tua ammissione di aver capito il grosso della storia nella prima parte del film (commento nr.107) e visto che Andrea, Alfa, ed altri reputano questa una cosa impossibile, elenca tu gli elementi che ti hanno fatto svelare la storia nella prima parte del film (ripeto punto debole per un thriller), forse partendo da un giudizio positivo del film risulterai più credibile.
    In merito ad Alta Tensione, che spero tu abbia visto, si può considerare thriller psicologico con l’ammiccamento allo splatter, perchè la patologia psichiatrica è il nodo fondamentale che alla fine genera quel colpo di scena necessario in un thriller e per questo l’ho citato.
    Il fatto che il film abbia chiare connotazioni splatter, non lo riduce e ascrive in toto in quel genere perchè gioca molto sulla trama, sull’impossibilità dello spettatore di cogliere il grosso della storia per buona parte della durata del film e devo dire che la patologia psichiatrita è trattata in modo più che apprezzabile, cosa diversa per uno splatter classico come la serie dei cannibali Wrong Turn, chiaramente splatter.
    Sul chiarirsi le idee mi trovi perfettamente d’accordo e concordo che leggendo le affermazioni di Scorsese questo si possibile.
    Ciao
    Ip

    @ Alfa:
    Scusami Alfa ma non ho letto il libro di Faletti, e sinceramente non ho la possibilità di continuare questo interessante dibattito, che ritengo essere andato molto fuori tema, direi anche per forza di cose visto che abbiamo superato ampiamente i 140 messaggi.
    Se vuoi riportare degli elementi che tu ritieni attinenti al film, che pensi si possano ricollegare alle mie affermazioni, anche smentendole in qualche modo, tratti da libri o altro, fallo pure io ti leggerò volentieri come faccio con tutti.
    Ciao
    Ip

  146. Alfa

    @ Ipercritico:
    sarà contento Scorsese…di un film l’importante è che se ne parli e che susciti curiosità a chi l’ha visto e a chi deve ancora andare a vederlo.
    vorrei proprio vedere se altri film, cinepanettoni per esempio, possano contenere così tante argomentazioni e opinioni! io ne dubito…
    lascio stare il riferimento al libro, perchè non si può capire più di tanto se non lo si conosce e non ho voglia di partire dalle origini per argomentare la mia tesi!

    concludo i miei pensieri e torno alla mia vita.
    sto aspettando che il film esca in buona qualità per godermelo un’altra volta e cercare di estrapolare qualcosa di più rispetto alla prima visione.

    buona giornata a tutti!

  147. Ipercritico

    @ Alfa:
    Peccato, sarei stato contento di leggerti come faccio con tutti.
    Avrei sicuramente imparato qualcosa su Faletti, autore di cui ho sentito molto perlare in positivo ma che non conosco per motivi di tempo che mi impediscono di leggerlo.
    Magari ci ritroveremo su questo blog per discutere su di un prossimo film tratto da uno dei suoi libri.
    Sul vuoto dei cinepanettoni mi trovi perfettamente d’accordo, soprattutto ripsetto gli ultimi veramente eccessivi nella vogarità e insensatezza.
    Buona giornata anche a te!
    Ip

  148. Milya

    @ Ipercritico:
    Caro Ipercritico, non è una gara a chi capisce prima le cose. Ho letto questa imprecisione e dato che c’erano alcune persone che chiedevano insistemente se ci fosse stato un incendio o meno, ho voluto condividere ciò che avevo capito e che magari ad altri era sfuggito.
    Se poi a un certo punto te ne eri accorto anche tu non credo sia importante…tantomeno lo è il fatto che fosse marginale o meno per la trama, dato che c’era chi voleva saperlo.

  149. Andrea

    @ Ipercritico:
    Dicevo se potevi spiegarmi in quale momento hai capito che il paziente n°67 era Di Caprio. Qual’è stato il fattore che ti ha dato questa certezza. Io non l’avevo capito, l’ho sospettato quasi alla fine, quando prima di andare al faro compare il dottore con la siringa già in mano. Rimango della mia idea, chi sostiene che dopo mezzora aveva capito tutto, si atteggia. The Departed, Invictus, Gran Torino e Shutter Island non sono paragonabili, però se dovessi dare un voto, darei 9 a Shutter e Gran Torino, 8,5 a The Departed e 7- a Invictus. Invictus è bello, fatto benissimo, ma a livello di “emozioni” un documentario fatto molto bene poteva darne alla stessa maniera. Inoltre sembra come se Mandela con due discorsi e un’apoteosi di buonismo avesse risolto tutti i problemi del Sudafrica…Su Avatar…Siamo su fronti diametralmente opposti. Meravigliosi effetti speciali e scenografie, ma film orrendo. Storiellina banale e scontata (se è scontato Shutter, Avatar cos’è??), semplice semplice ed estremamente commerciale.

  150. Bob

    A me il film è piaciuto molto, anzi, moltissimo. Credo che tra gli aspetti più belli vi sia il passaggio, all’interno del film, da un genere all’altro. Prima si pensa ad un film su cospirazioni, investigazioni ecc, e poi si passa invece ad un film totalmente diverso, incentrato solamente sulla psicologia e sulla forza della mente.

    Riguardo alle critiche…è chiaro che non ci vuole un genio per capire, sin dall’inizio, che si tratta di allucinazioni. Da questo punto il finale può sembrare “prevedibile”. In realtà, il punto è un altro. Scorsese con questo film vuole dimostrare, in tutte le sue sfaccettature, quanto la forza della mente e i traumi della vita possano dominare su tutto il resto. E per come si sviluppa il film, credo che Scorsese non potesse mostrarlo in modo migliore…

    Lo spettatore “spera” fino alla fine che DiCaprio non sia pazzo e che le sue visioni siano la realtà. E proprio come lo spettatore, anche DiCaprio “lotta” per queste convizioni. DiCaprio va contro tutto e tutti e, sebbene da solo, continua a credere nel suo mondo, nelle sue idee e a cercare una via di uscita, una soluzione.

    Solo alla fine, esausto ma consapevole, preferisce prendere un’altra strada: dimenticare tutto e arrendersi, smettendo di lottare per un qualcosa che non potrà mai raggiungere…

    Sinceramente ne ho visto tanti film di Scorsese. Tutti molto belli (Quei bravi ragazzi, CapeFear, Gangs of NY, The departed, Taxi Driver ecc.), ma questo lo metto davvero in cima alla lista.
    E soprattutto non accetto paragoni con film come il sesto senso o the others. Qui siamo ad un altro livello.

    Estasiato

  151. mauro

    Per tutti:

    Forse il film scorre in 2 versioni quindi con due finali…….

    A) Di caprio agENTE fbi
    b) dI CAPRIO pazzo

    Questo si puo’ evincere, quando Di Caprio sogna la moglie che ha tra le braccia e gli muore sia con la schiena bruciata sia insanguinata!!!!

    Il regista ha creato con un solo film due versioni veritiere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Genialeeeeeeeee

  152. Sonia

    @ Ipercritico:E’ esattamente ciò che intendevo dire quando hai scritto: “Molto difficile per alcuni distinguere fra quello che è un giudizio nei confronti di qualcuno rispetto ad un giudizio sulle opinioni di qualcuno”.

    @Lucilla: i giudizi offensivi diretti alle persone in questo ambito mi danno un gran fastidio perché noi siamo qui a commentare un film e non a giudicare chi commenta. Sarebbe bello si mantenesse una certa “leggerezza” e per favore non fraintendermi, la parola leggerezza non é sinonimo di superficialità.
    Tu aspettavi una risposta da ipercritico e questa é la confema che il tuo era un attacco personale a lui. Ti ha irritata il mio commento che riportava al generale. Oltre tutto Iui ti aveva risposto, ….. La mia era una riflessione sul modo di porsi in generale quando ci si confronta con altre persone.
    A proposito di trasmissioni già citate, quello stile porta a non riuscire più a stare in un sereno ed educato confronto ma a cercare la rissa a tutti i costi.
    Come vedete se si comincia a rispondere dando giudizi su chi commenta e non sulle motivazioni date, il discorso passa dalle argomentazioni sul film ai giudizi sui commentatori, cosa che non credo interessi a molti.

  153. psicomachia

    Bob, la lettura del film che hai espresso nel tuo ultimo commento è da applausi. Nella prima parte del film mi sentivo a disagio perché i dettagli (alcuni li ho elencati in un mio intervento precedente) che non collimavano con le premesse del film (un agente dell’FBI cui è morta la moglie dopo un tragico incidente ed il suo compagno indagano sulla scomparsa di una paziente di un istituto psichiatrico) erano troppi. Nella seconda parte, esattamente come hai detto tu, speravo che il colpo di scena che si fa via via sempre più prevedibile, alla fine non accadesse. Ed è questo il vero colpo di scena! E ripensando allo sviluppo del personaggio di Di Caprio a distanza di qualche giorno dalla visione del film, il suo percorso è stato più o meno lo stesso.

    Mauro, il particolare del sogno in cui la moglie ha sia la schiena bruciata che il sangue che le esce dal ventre è, a mio parere, l’ennesima prova che Scorsese ha operato una scelta precisa: gli indizi che “aiutano” lo spettatore (tra cui includo anche l’evidente difficoltà di Chuck nel maneggiare una pistola, cui accennava Alfa) sono troppi e troppo raffinati, per questo non riesco a rubricarli con un “Scorsese non ha dimestichezza col genere”.

    Ma vi rendete conto di quanti dettagli Scorsese ha inserito per far vedere che sia le menzogne create da terzi (la messa in scena dell’istituto psichiatrico) sia le menzogne autoindotte (la rimozione ed alterazione dei ricordi fatta dal personaggio di Di Caprio) per quanto elaborate non possono essere perfette?

  154. Ipercritico

    @ Andrea:
    Caro Andrea, ti assicuro che non mi sento splendido e non sono mosso dalla voglia di atteggiarmi, ho solo espresso quello che ho vissuto durante la visione del film, come ho detto sopra, per me quando vedo un thriller ho bisogno di essere sorpreso, di vivere emozioni e una tensione costante per tutto il film e questo, dal momento in cui ho capito il grosso della storia nella prima parte del film mi è mancato, e sottolineo ancora una volta che è solo il modo in cui io ho vissuto il rapporto con questo film durante la visione.
    Rispetto alla tua domanda, il dubbio che Di Caprio fosse il paziente 67 l’ho avuto dopo una trentina di minuti e me ne sono convinto (mentre guardavo il film speravo di essere smentito ma non è stato così) quando fanno la conta dei pazienti a cui assiste Di Caprio ed è proprio lui a sottolineare che manca dalla conta il paziente 67, ovviamente lui pensa che nascondano Leddis e non ha la consapevolezza che il paziente 67 sia lui.
    Per il resto abbiamo gusti diversi e forse anche per questo divergiamo sull’opinione rispetto a Shutter Island.
    Ciao
    Ip

    @ Sonia:
    Cara Sonia, condivido in pieno la tua posizione e il fatto che Lucilla ti abbia attaccato solo perchè l’hai invitata a non entrare in polemica con me in modo gratuito dimostra che il suo solo intento era quello di polemizzare a attaccarmi.
    Grazie del sostegno e rimaniamo fiduciosi che Lucilla torni per rispondermi visto che si è lamentata della mia mancata risposta con te quando le avevo risposto a tono un’ora prima del suo messaggio (stranamente non lo ha letto?!.
    Comunque grazie del sostegno e limitiamoci a parlare di cinema, anche se io vorrei lasciare spazio agli altri, ho già parlato anche troppo :-)
    Ciao
    Ip

  155. lucilla

    @Ipercritico
    Credo che i commenti siano moderati perchè quando ho risposto al commento di sonia, il tuo non c’era ancora. Quindi non potevo averlo letto.
    Non era ancora stato pubblicato. Tutto qua. Non sono qui a sparare giudizi sul personale… non ho idea di chi tu sia. Il mio appellativo “maestrino dalla penna rossa” era un modo (sicuramente sarcastico e antipatico, lo ammetto) di esprimere l’impressione che mi hai dato con i tuoi commenti: un “so tutto io, ora vi insegno io”. Mi è venuto spontaneo, non mi sembra comunque un epiteto così rude… infondo c’è da sorriderici su. Non critico il modo in cui scrivi; scrivi molto bene e probabilmente hai molti più strumenti di analisi di quanti non ne abbia io. Non mi sono piaciuti i toni. Non è questione di opinione, che come ripeto, non discuto. Non ti è piaciuto il film, va benissimo. Va benissimo anche che ci spieghi perchè. Ma a me non è sembrata una critica equilibrata. Ora vengo attaccata perchè ho dissentito dandoti del maestrino. Pazienza. Leggerò comunque i tuoi commenti se capita. E se mi verranno i nervi eviterò di scrivere gli “insulti” che mi sfornerà la mente. Mi dispiace di essere stata fraintesa. Non volevo assolutamente andare sul personale… era solo una frecciatina; sostanzialmente volevo parlare del film. Sarà per la prossima volta. Ciao

    @sonia
    come ho scritto sopra, non avevo letto il commento di ipercritico perchè non era ancora stato pubblicato. Nel frattempo sei intervenuta tu. Penso che qui si esprimano pareri e critiche, in generale e anche non. Sarò pur libera di riferirmi a qualcuno in particolare? O devo attenermi a un comodo generico così da non dover mai prendermi carico delle responsabilità di ciò che dico?
    Ho espresso il mio parere, non ho negato quello di altri ma ho criticato i modi di qualcuno (e ribadisco i modi, non i contenuti), a mio avviso fastidiosi. Ho scritto un commento perchè volevo parlare del film e di ciò che mi era piaciuto. E’ bastata la frecciata per scadere nella polemica più insulsa. Direi che la cosa può finire qui. saluti

  156. Ipercritico

    @ lucilla:
    Cara lucilla, accetto la tua ammissione di responsabilità nel notare che il tuo epiteto è stato antipatico, ti ringrazio per avermi riconosciuto un buon modo di scrivere e prendo atto che i tuoi non volevano essere commenti sulla persona ma sul modo in cui io mi sono espresso (le cose dette con chiarezza senza sarcasmo sono sempre quelle più comprensibili).
    Detto questo non ho mai negato a nessuno di criticarmi (cosa che è avvenuta frequentemente) e quando la critica è stata diretta ma cortese, perchè no, anche dura, ho sempre risposto in modo altrettanto cortese e garbato spiegandomi nel modo migliore possibile e sottolineo sempre che tutto quello che ho scritto sono mie personalissime opinioni e non vogliono imporsi su nessuno.
    Rispetto alla tua risposta a Sonia, non sono d’accordo sulla sua presunta volontà di limitare la tua libertà di riferirti a qualcuno in particolare, ti ha solamente invitato a moderare i toni, qui siamo tutti democratici, soprattuto Sonia e dirle che intendeva limitarti nella libertà mi sembra quantomeno improbabile.
    Ne io ne Sonia abbiamo fatto “polemica insulsa”, dal canto mio mi sono difeso, per quanto riguarda Sonia si è pemessa di farti notare che al tuo pari (vieni infastidita dai miei modi) lei si è infastidita per i tuoi nei miei confronti, lo trovo una splendido esempio di equità e democrazia.
    Ti faccio notare che nel tuo primo commento nr.124 tutto traspare meno che la tua voglia di parlare del film come ribatti a Sonia (hai ammesso nel tuo ultimo messaggio che potevi evitare certi toni per non rischiare di essere fraintesa e questo è un merito e te lo riconosco), come se io e lei fossimo delle persone che cercano la “polemica insulsa”, quando nel commento è palese e centralissima la tua irritazione nei miei confronti, ben rimarcata da un atteggiamento aggressivo, non mi sembra un buon modo per parlare del film senza pensare che avresti quantomeno ottenuto una mia reazione, a cui poi si è legata quella di Sonia.
    Perdona il mio ricambiare la difesa a Sonia, ma mi sembrava quantomeno doveroso, se non fosse che ho apprezzato la sensibilità che ha dimostrato.
    Il proposito di non sfornare “insulti” anche se ti irriterai è veramente lodevole e lo condivido pienamente, non è facile mantenere una linea cortese e pacata ma la considero un’ottima strada per rendere l’ambiente in questo blog quasi immune da atteggiamenti sopra le righe, offensivi o peggio, come accade in altri blog e sempre all’insegna della possibilità per tutti di esprimersi senza il rischi di essere etichettati in alcun modo.
    Sono convinto che hai molto da dire sul film e ti inviteri a farlo, ti leggerò con piacere.
    Ciao
    Ip

  157. Sonia

    @lucilla: colgo una punta di aggressività e la polemica che hai cominciato tu ora la attribuisci a me. Inoltre con una certa supponenza decidi anche che “Ora può può finire qui”. Io non ho diritto di replica a tuo avviso? Invece ho ancora una risposta da darti. Il mio commento rivolto a te voleva solo suggerire di concentrarsi sul commento e non sull’autore del commento per non trasformare questo blog in un luogo dove si giudica e si etichetta come ha detto bene ipercritico chi scrive e non il film. Ci sono già troppi blog di questo genere dove i toni cadono nella maleducazione e nell’opposizione di punti di vista acompagnati da evidente ostilità (non mi riferisco a te) e il livello quindi dei commenti cade inevitabilmente verso il basso.
    Ad esempio, con ipercritico abbiamo cominciato con un confronto di due punti di vista differenti (molti commenti fa :-) ) ma quando ho notato che argomentava con intelligenza, riflessione acuta e competenza non ho potuto che aprirmi a una riconsiderazione del film da quel punto di vista. Anzi gli ho chiesto di argomentarmi vari passaggi del film dal suo punto di vista e lui con grande disponibilità l’ha fatto. Questo lo ritengo un bellissimo confronto, che nel mio caso mi ha portata ad avere una comprensione più completa dl film perchè ho potuto vedere anche cosa ha visto l’altro che io non ho visto e quindi alla fine ne sono uscita più arricchita. Naturalmente ci sono stati anche altri che hanno scritto commenti molto interessanti seppur in opposizione tra loro o con ipercritico stesso) Poi ci sono anche pesrone che usano un modo maleducato e che si fermano alla polemica.
    Il mio commento era rivolto in generale a te come agli altri e non era nulla di personale nei tuoi confronti, ma solo un invito a tenere sempre i toni sulle motivazioni senza dare giudizi critici o “frecciatine” come tu le hai definite, perché soprattutto nello scritto (mancando tutta la parte espressiva della gestuaità) rischiano di essere fraintese e quindi rsultare sgradevoli.

    @ipercritico: grazie ipercritico perché hai capito cosa intendevo dire e lo hai epresso molto meglio di quanto abbia saputo fare io. Grazie della solidarietà :-)

  158. Pietro Ferraro

    @ psicomachia:
    E’ chiaro che le mie opinioni, le tue come quelle di chiunque altro transiti in questo blog sono soggettive, il mio intervento è stato la conseguenza di una domanda aperta e ad una tematica che andava oltre le varie letture dello Scorsese-pensiero, finali alternativi e via discorrendo, ampliare troppo il discorso richiede di contro un approfondimento che va oltre “il film mi è piaciuto o no”, oppure “secondo me DiCaprio era realmente folle o vittima di un arzigogolato complotto”.
    Non vi era nessuna polemica nel mio intervento, ma solo l’intento di chiarire certi aspetti dell’analisi di un film che vanno oltre la fruizione di pancia, o l’entusiasmo per un attore, piuttosto che per un regista.
    Riguardo “Alta tensione”, sicuramente Ipercritico si riferiva al film di Aja che però debbo contraddirti, ed è chiaro che qui si palesa la tua difficoltà, cui tu stesso accennavi. nell’incasellare un film in un genere specifico, “Alta tensione” non è uno splatter tout court, lo splatter non è solo un genere, in quel caso bisognerebbe far riferimento a pellicole come Evil dead, Bad taste, Street Trash o Splatters, ma anche un elemento fortemente caratterizzante che un nuovo filone di pelicole tutto francese, e di giovani registi d’oltralpe cresciuti a pane e splatter anni’80, utilizzano per dare un impronta iperviolenta alle loro pellicole e che miscelano a generi come il thriller e l’horror, “Alta tensione” come peraltro il recente “Martyrs”, quest’ultimo dal finale tanto irritante quanto geniale, hanno nel ritmo e nella successione degli eventi la connotazione tipica del thriller, definirli film “Splatter” non è corretto, sia per il contesto/genere filmico in cui li si vuole inserire forzosamente, sia perchè in questo caso lo splatter è un elemento visivo ed una connotazione come lo poteva essere il “gore” a suo tempo negli horror anni ’60 e ’70, elemento che da vigore a quello che a tutti gli effetti è un film thriller-horror, con tanto di suspense, brividi del caso, e immancabile colpo di scena da manuale, il “bagno di sangue” è un elemento amplificante nel palesare sia i gusti e il background filmico del regista, sia fuorviante per scioccare lo spettatore e distrarlo da una trama che corre parallela agli accadimenti sullo schermo, quella del doppio malvagio in puro stile dr.Jeckyll e mr. Hyde, e che il regista ci svelerà in un momento ben preciso e studiato, in cui la suspense ha raggiunto il giusto climax, scatenando una catartica sorpresa nella platea, sino ad allora impegnata a tifare per la vittima di turno. Senza dimenticare che l’elemento psicopatologico/psichiatrico del film è costante, ed è alla base di tutta la pellicola. Non so se li hai visti, ma ci sono esempi lampanti di questo genere di approccio ai meccanismi tipici del thriller, naturalmente escluso l’elemento “splatter”, vedi L’uomo senza sonno, Memento piuttosto che The Prestige o Identità, ed è naturale che se hai visto questi film e ti approcci a Shutter Island potresti restare spiazzato dalla scelta di Scorsese, vedi Ipercritico, di raccontare la follia di un uomo a tutto tondo, e infatti molti in cerca del colpo di scena finale a tutti i costi, lo hanno creato ad arte rileggendo soggettivamente alcuni indizi ed allucinazioni lasciati lungo la strada da Scorsese, che sono quasi certo non voleva essere assolutamente ne ambiguo o criptico, il mio paragone con Linch è più che calzante, ma tutt’altro, voleva solo creare una suggestione visiva straniante in cui calare il personaggio/paziente, e in cui mostrare visivamente il terrore e l’isolamento che possono connotare l’elemento follia.
    Per quanto riguarda gli stralci dell’intervista al regista non vi è alcun particolare contesto che possa dare un’altra chiave di lettura alle frasi da me postate, se vuoi consultare l’intero articolo è tratto da un servizio della rivista CIAK di marzo, in cui il regista racconta il dietro le quinte del suo film e le suggestioni cinefile che lo hanno portato a ricreare su schermo il romanzo di Lehane.

    P.S. Il punto in cui mi riferisco a Wikipedia era appunto riferito al voler dare per forza una definizione da enciclopedia ai vari generi cinematografici, esercizio di stile un pò sterile, ma necessario per chi non ha la voglia, ne il tempo per approfondire una tematica vasta, complessa e in costante divenire.

    Grazie della chiacchierata e buon proseguimento. :)

  159. Ipercritico

    @ Pietro Ferraro:
    Di tanto in tanto, commenti conditi di notevole competenza arricchiscono molto il dibattito.
    E’ stato un piacere leggerti.
    Ciao
    Ip

  160. psicomachia

    Pietro, ti ringrazio per la risposta molto dettagliata.
    In questo mare di eccezioni, trovare la regola mi risulta davvero difficile. Ma a questo punto è un problema dovuto alla mia scarsa conoscenza della materia.

    Grazie a tutti per la chiacchierata.

  161. ildieffe

    Ciao a tutti.
    Ho letto con interesse tutti i post e credo che la spiegazione più plausibile del film sia fornita dal commento N.44 postato da ipercritico; il cerotto sulla testa sembrerebbe confermare che le presunte indagini sulla donna scomparsa sono una messa in scena per far rinsavire il paziente, che evidentemente deve aver già subito un intervento alla testa.
    Ho però due grossi dubbi relativi a due indizi di inizio film: il primo riguarda LA SIGARETTA. Di Caprio non trova le sigarette e il suo collega gliene offre una (ovviamente “farmacologica”, come scopriremo nella restante parte del film). Ma che bisogno c’è di “drogare” Di Caprio se lui fino a poche ore prima è stato sull’isola (con fornitura illimitata di sigarette alterate)? Il secondo indizio riguarda la conoscenza tra i due agenti: d’accordo che Di Caprio non è lucido, ma è credibile che si presenti all’uomo con cui è stato per 2 anni come se fosse un perfetto sconosciuto?

  162. lucilla

    @ipercritico
    Va bene, ammetto la predominanza di “veleno” nei miei toni (ho riletto il mio commento). Però ribadisco che, in realtà, lo scopo principale era parlare del film. Che tu ti sia sentito attaccato è una reazione normale che probabilmente non avevo considerato in questi termini; insomma non pensavo che avresti reagito così caldamente. Il punto è che non amo essere ipocrita e finchè posso cerco di essere diretta. Nè mi pare di essere stata così violenta. Ho scelto l’appellativo “maestrino” perchè mi sembrava efficace, ma probabilmente avrei dovuto lasciar perdere o esprimermi diversamente. Come dice Moretti, le parole sono importanti. Inoltre è facile fraintendersi, come dice giustamente sonia; le sfumature dei toni spesso si perdono scrivendo (se non si è molto bravi, e io non lo sono). E’ chiaro che non posso avercela con te, non ti conosco. Diciamo che sono stata aggressiva un pò “a priori”. Inoltre la “polemica insulsa” non è tua e di sonia ma di tutti e tre. Non che tu (e sonia, ma spiegherò a lei qui sotto) non avessi diritto di replica, anzi! Era ciò che mi aspettavo e che speravo. Ma converrai con me che poi queste discussioni possono diventare noiose. Spero quindi che potremo resettare la questione (io per prima cercherò di rimettermi sui binari giusti). Mi piace questo blog, ho trovato molti commenti (anche i tuoi eh!) interessanti e stimolanti e anche io (da amante del cinema) cercavo, come sonia, un posto dove poter confrontare le mie opinioni. Del film ho parlato nel mio primo commento; quanto meno di ciò che mi ha colpito. E come dicevo, ognuno ha le sue esigenze in fatto di gusti. Nel caso di Shutter Island, ciò che mi ha maggiormente entusiasmata in positivo è qualcosa di “marginale” (si fa per dire, ovviamente) rispetto alla trama che, come te, ho trovato un pò prevedibile. Più che sfilacciata, a tratti mi è sembrata debole. Per esempio penso che, nella fase conclusiva, troppe cose catalogate come semplici “allucinazioni” rendano la spiegazione un pò precaria (l’incontro nella grotta con il medico di cui non si fa il minimo accenno, per dirne una; il famoso incendio che è poi una proiezione giustificatrice creata dal protagonista lo dobbiamo supporre noi un pò forzatamente). Ho trovato invece maggiormente d’impatto l’aspetto visivo e sonoro. Alcuni particolari “divertenti” che forse ho notato solo io, penso. Ma forse sono matta e ho le allucinazioni, perchè in una scena c’è davvero qualcosa che non mi quadra. Durante l’interrogatorio che Di Caprio fa con il collega ad un paio di “pazienti” una di questi chiede un bicchier d’acqua; una scusa per scrivere qualcosa sul blocchetto di Di Caprio. Quando il collega le porta il bicchiere, lei beve ma la mano è vuota (è un attimo), poi il bicchiere viene postato vuoto sul tavolo (2° stacco), poi è mezzo pieno (3° stacco). Io e il mio ragazzo ci siamo guardati con l’aria di chi ha sopra la testa un punto interrogativo: errore di montaggio? Vezzo voluto? Siamo matti? O semplicemente abbiamo visto male? Forse è un modo per coinvolgerci, qualcosa diretto allo spettatore (come ama fare anche Lynch) per rendere anch’esso un personaggio attivo. In effetti dovrei rivederlo per capire e confermare tutta una serie di prime impressioni. A volte basta rivedere un film per la seconda volta per cambiare completamente parere. Almeno, a me è capitato.
    Per quanto riguarda eventuali inesattezze medico/scientifiche, francamente non saprei, non è il mio campo. Ma credo che il cinema conceda le famose licenze poetiche, infondo a me non è cambiato nulla, non sono medico. Ma capisco che per un medico sia fastidioso sentire certi strafalcioni, possono persino compromettere tutto. Detto questo, mi pare di aver esaurito per il momento gli argomenti. Alla prossima, spero. Ciao!

    @sonia
    mi dispiace di essere stata aggressiva ma non è esatto dire che la polemica, con te, l’abbia iniziata io. Semmai con ipercritico, e fin qui ci sto, l’ho provocato e ha reagito. Nel tuo caso è diverso. Sei intervenuta (liberissima di farlo) prima ancora che io potessi leggere la risposta di ipercritico (non è colpa di nessuno, non era ancora stata pubblicata, i miei commenti infatti li leggo parecchie ore dopo averli inviati). Hai ritenuto di dover difendere ipercritico, sicuramente anche a ragione (arriva la sconosciuta di turno e la prima cosa che scrive è un attacco diretto rivolto a una persona specifica) e ho capito il senso dei quanto hai scritto. Ciò nonostante la polemica tra noi due (io e te), l’hai innescata tu. Io ho risposto a te. Quando ho detto “ora può finire qui” non volevo assolutamente dire che non hai diritto di replica, ma che spero di concludere questa discussione, se possibile al positivo. Ho avuto un blog anche io, per diverso tempo (ora l’ho lasciato perdere per vari motivi), so che spesso nei commenti c’è il pericolo di una degenerazione di toni. Condivido come te la speranza di mantenerli sempre a un buon livello. E non intendo scadere nel volgare o nel maleducato, mai. Quando dici che dovevo concentrarmi sul commento e non sulla persona, capisco che c’è stato un fraintendimento di base. Colpa mia aver dato l’accento (effettivamente) sull’acidulo termine “maestrino…”. Come dicevo a ipercritico, il mio scopo era parlare di quanto mi era piaciuto del film. Mi sono espressa male, forse dominata dalla passionale voglia di contrappormi a un tono che mi sembrava categorico. Ciao

  163. Pietro Ferraro

    @ psicomachia:
    Le eccezioni erano riferite in gran parte all’elemento genere cinematografico, ho voluto esaurire l’argomento in maniera esaustiva, ti ringrazio per gli interventi sempre interessanti. :)
    :
    @ Ipercritico:
    Grazie a te per la serie di commenti sempre puntuali e per la pazienza dimostrata verso gli eccessi d’entusiasmo degli utenti più “vivaci”. un saluto :)

  164. Sonia

    @lucilla: Apprezzo laparte del tuo commento dove ammetti di aver usato dei toni aggressivi sia con me che con ipercritico dispiacendotene e certamente anch’io io desidero concludere questa discussione al positivo.
    Lasciami però risponderti per dissipare ogni incomprensione che mi sembra del tutto inutile a questo punto che tu voglia sottolineare chi abbia innescato la “polemica insulsa” (naturalmente sono stata io a tuo avviso) . Inoltre sembra dal tuo commento n. 162 che io sia colpevole di aver sovvertito un ordine prestabilito (permettendomi di fare un commento dove invitavo solo a usare toni più sereni) e il motivo che adduci é che ho commentato prima di ipercritico, che era la persona che volevi ti ripondesse avendolo oltre tutto attaccato…. Un blog non é una discussione a due, i commenti sono pubblici quindi ci si espone ad avere risposte da parte di tutti i partecipanti e non esiste un ordine prestabilito anche perché io non posso sapere cosa tu abbia letto e cosa abbiano pubblicato. L’unica regola é l’educazione e il rispetto. Alcuni scrivono, altri rispondono, poi nasce un confronto e poi ne nasce un altro e intanto i punti di vista aumentano ed é tutto un divenire e questo é il bello. E’ dal 7 di marzo che ci stiamo confrontando su questo film, 162 commenti e parecchi interessanti. Trovo invece una perdita di tempo ed energie (e stasera ne ho perso anch’io) se a causa di giudizi o attacchi alle persone i commenti si staccano dal motivo per cui siamo tutti in quest blog che é l’amore per il cinema.
    Dopo averti risposto, mi auguro almeno ciò sia servito ad un chiarimento e sono ben disposta verso di te e conservo un atteggiamento positivo.
    Ciao

  165. Ipercritico

    @ ildieffe:
    Ciao, ho notato che mia hai citato quindi mi permetto di darti le mie interpretazioni dei due particolari a cui ti riferisci.
    Non ritengo assolutamente la sigheretta “farmacologica”, quella che DiCaprio vive nella grotta è solo una allucinazione (compresa la grotta, visto che nessun uomo può scalare a mani nude una parete verticale, e nessuna donna può vivere a piedi nudi, circondata da baratttoli di latta vuoti, per giunta in una grotta che inizialmente è un foro molto piccolo dal quale escono migliaia di topi) e la psicosi di DiCaprio è accompagnata da stati paranoici, che ti portano ad essere diffidente verso tutti (prima di vicere l’allucinazione della grotta diffida del collega/psichiatra che lo mette in guardia sull’edera velenosa ma lui tenta lo stesso di raggiungere il faro “da solo”) e tutto (quindi pensa di essere drogato attraverso le sigherette).
    Ti ricordo che siamo negli anni ’50, anni in cui si stavano affacciando i primi psicofarmaci come la Torazina (citata dal direttore della struttura psichiatrica) e pensare che si potessero somministrare psicofarmaci con le sigherette non mi sembra credibile, mi sembra più credibile associarlo allo stato paranoico generale di DiCaprio.
    Per il secondo punto, direi che va preso per quello che è, una licenza legata al romanzo più che ad una logica complessiva della storia (questo è uno degli elementi che personalmente considero un limite).
    Stiracchiando la lettura del secondo punto (ma la ritengo una forzatura) potremmo pensare che DiCaprio soffra di uno stato schizofrenico-paranoico condito da allucinazioni tale per cui ogni volta che rivive la mensainscena si resetta e torna ad attribuire al suo psichiatra il ruolo di collega (considerando che di solito si stabilisce un rapporto di fiducia con lo psichiatra è un soggetto potenziale per essere considerato un collega).
    Un saluto!
    Ip

    @ lucilla:
    Cara Lucilla, ho letto attentamente la tua risposta e al di lù delle parte che riguarda la falsa partenza che ci ha contraddistinto, direi che possiamo metterla da parte, rimango piacevolmente stupito nel trovare un’alleata nel sottolineare dei limiti evidenti del film, anche se, come successo per altri commentatori nel blog, tu dai al film un giudizio complessivo positivo mentre io assolutamente negativo.
    Trovo la tua analisi assolutamente puntuale, concordo pienamente sulla prevedibilità della storia (che come anche troppo spesso ho detto, per me è un grosso limite) sull’uso di termini come sfilacciata e debole.
    Concordo anche su quello che per me è un pasticcio, legato a pseudo stati allucinatori, conditi di potenziali parziali flashback, che raccontano molte storie ma non si legano insieme in alcun modo, lasciando un senso di incompiuto, almeno io l’ho vissuto così durante la visione.
    Sull’effetto visivo e sonoro posso concordare ma purtroppo per i miei gusti, non è sufifciente per un thriller psicologico poggiare sugli elementi visivi e sonori, cosa invece che mi ha fatto definire Avatar un capolavoro anche di fronte una storia non eccezionale (in una commedia fantascientifica la trama può essere debole e prevedibile soprattuto di fronte un simile impatto visivo e sonoro), ma non voglio sconfinare, era solo per far capire, dal mio punto di vista, il giudizio assolutamente negativo su Shutter Island nel suo complesso nonostante la qualità visiva e sonora.
    Per il resto alcuni momenti sono divertentissimi (anche questo mi ha distratto dall necessaria tensione che dovrebbe tramettere un thriller) tipo su tutti, la frase ” … ti mangio l’occhio…”, ma che vuol dire ??? :-) … il dialogo con lo pseudo capo di tutta la sicurezza alla sergente di Full Metal Jacket è tanto insensato quanto divertente, sempre secondo me.
    Sul particolare del bicchiere non so cosa dirti, diciamo che non lo vedrò una seconda volta quindi non potrò aiutarti.
    Le nostre posizioni non sono poi così diverse, chissà come mai leggere i miei commenti in modo passivo ti ha irritato tanto ?! mentre avere uno scambio con me anche deciso, in modo attivo, alla fine ha fatto emergere punti di contatto ?! Potrebbe essere un buono spunto per Shutter Island 2 :-)
    Ciao
    Ip

    @ Pietro Ferraro:
    Di nulla Pietro, dietro la vivacità si nasconde sempre la passione che a volte è difficilmente circoscrivibile in canoni di buon gusto e raziocinio :-)
    Ciao
    Ip

  166. Giorgio

    Il cinema è bello perchè come l’arte in genere è interpretazione e sopra ogni cosa nasce dall’incontro tra il lavoro dell’autore e la fantasia del pubblico.
    Mi permetto di dire a tutti coloro che ritengono il film scontato o che sono convinti di averne compreso in pieno il senso dai primi 30 minuti che peccano di mancanza di fantasia.
    Vi suggerisco due particolari che secondo me orientano la visione del film in tutt’altra direzione rispetto a quella che si vuol far credere…
    1 all’inizio c’è l’incontro tra Di Caprio e il collega del medico,quello seduto sulla poltrona,il quale parla di “caso Kafkiano” o qualcosa di simile;non è una frase a caso:sapete perchè?perchè Kafka scriveva di situazioni in cui un individuo può essere portato a credere qualunque cosa(anche di essere colpevole di un reato senza nemmeno conoscere quale come nel caso de il Processo di Kafka,o di essere pazzo…) se tutti quelli intorno a lui si comportano in questa direzione…non vi fa pensare nulla?!
    2 l’ultima scena evidenzia fortemente il faro, dove il Di Caprio ancora lucido credeva si praticasse la lobotomia o cose simili mentre il dottore lo negava;bene,se Di Caprio fosse realmente un pazzo e paziente del manicomio da tanto tempo,allora perchè il dottore dovrebbe negare?
    La frase finale è chiara…meglio vivere come un mostro (e quindi lasciare che lo facciano passare per pazzo,il che non era difficile) o morire come persona per bene (cioè come agente federale che sta scoprendo troppe cose…) ?
    Ovviamente è sempre una mia interpretazione,una delle possibili…
    Infine la mia convinzione è che la mano di Scorsese sia straordinariamente presente e visibile in scene memorabili (ed è soprattutto questo il lavoro di un regista), e che la grandezza di questo film sia proprio nell’essere come un contenitore al quale chiunque,con un pò di fantasia,può attribuire la forma che desidera!

  167. criveland

    grandissimo di caprio!!
    ma nn ho kapito una cosa….
    lui era un agente e lo han fat andar fuori d testa perkè sapeva troppo….
    o-
    era veramente fuori di testa si è inventato tutto e il faro è la sua fine..??-..
    ….
    grazie

  168. Sonia

    @ Giorgio:Mi é piaciuto molto il tuo commento e concordo su gran parte della tua interpretazione come avevo scritto appena visto il film (il 6 marzo 2010). Pur consapevole del dubbio che Scorsese ha voluto lasciare, ho visto un memorabile Di Caprio sanissimo ma che consapevole di non riuscire più a uscire da lì si finge pazzo per farsi lobotomizzare.
    Per mi é piaciuto molto il tuo riferimento Kafkiano e potrebbe benissimo essere che entrato sanissimo lo abbiano fatto credere pazzo anche a se stesso. Il bello di questo film é proprio che secondo me lascia aperte più strade e secondo me é interessante rivedere il film una seconda volta per rivalutarlo in un ottica diversa considerando ogni elemento partendo da un diverso presupposto. Infatti nel corso dei vari commenti,(dal 6-7 marzo scorso se vai indietro a leggere) ho apprezzato molto anche coloro che invece hanno letto una vera pazzia di Di Caprio paziente (non mi dilungo ma se leggi parecchi commenti in particolare quelli di Ipercritico sono esaustivi e completi).

    Per questo il film mi ha appassionato moltissimo e ringrazio molto anche te per il tuo apporto con il riferimento a Kafka che trovo molto attinente.
    Ciao a tutti

  169. Bob

    @ giorgio
    Bellissima la tua interpretazione e, soprattutto, il punto su Kafka. Pensandoci, però, questa citazione può essere letta come “ok, guarda che si tratta di un role play”..e quindi rientrerebbe nella versione secondo cui DiCaprio è pazzo e vive nel suo mondo…con gli altri attorno che giocano con lui.

  170. ildieffe

    @ ipercritico
    grazie della risposta, io però credo che il pacchetto scomparso a Di Caprio ad inizio film e la sigaretta subito offertagli dal collega (della stessa marca di quelle offerte dall’inserviente quando i due agenti rimangono senza vestiti dopo il nubifragio) non può essere solo un indizio per confondere lo spettatore. Inoltre, nell’ottica di un Di Caprio paziente da due anni, non riesco ad inquadrare la figura del carcerato che lo accusa di essere lì per colpa sua..
    Siamo sicuri che Di Caprio, impazzito dopo l’uccisione dei figli e la morte della moglie, non sia diventato un piromane pericoloso mandato con un inganno sull’isola e poi costretto a rimanerci?
    Il fatto che tutti avessero paura di lui può significare che era un ospite di cui si conosceva la pericolosità, non necessariamente che fosse stato già sull’isola per due anni

  171. Irma

    Ho visto che il film di Scorsese ha suscitato tanti ma tanti commenti, favorevoli o meno, interessati soprattutto al “senso” complessivo del film ( secondo Scorsese o secondo lo spettatore : sono, mi sembra, due prospettive legittime). L’impressione, estremamente soggettiva, che ho avuto è di una difficoltà, da parte di Scorsese, di tradurre le sue “paure” ( poi mi spiego più chiaramente) in un film capace di trasmetterle al pubblico e di proporre i temi che lo hanno coinvolto leggendo il libro di Lehane ( perchè è anche da quello che è partito). Infatti abbiamo tutti discusso, più o meno, del gioco psicologico di ruolo, che dovrebbe guarire Teddy- Di Caprio, dalla sua malattia ( psicosi, schizofrenia o altro ancora) ,della possibilità che fosse, invece, un gioco volto a farlo impazzire ( o a convincerlo di essere pazzo, per potere continuare , in quella istituzione, a combattere il “male” , identificato nel comunismo o, più liberamente, nello spirito critico). Come osservava un utente , abbiamo visto due film che scorrono paralleli ma che si intrecciano anche: se Di Caprio è sano, la “malattia” è in quell’istituto, nei suoi metodi e nei suoi obiettivi; se Di Caprio è pazzo, l’istituto è il luogo in cui ricordare, elaborare, superare il trauma.Nel primo caso, però, Di Caprio è anche un uomo che rigetta il male tutto all’esterno, che non ammette l’esistenza, anche dentro di sè, della colpa, almeno della corresponsabilità e dell’errore ( e, in questo senso, è quasi votato alla paranoia); nel secondo caso, Di Caprio è il male da correggere, con questo o quel rimedio ( la lobotomia, la cura della parola, la lobotomia). Insomma, se guardiamo al possibile senso, il film ci chiude in un vortice. Ho letto che Scorsese è stato impressionato, leggendo il libro di Lehane, dai sogni del protagonista, pieni di violenza ( la violenza: ecco uno dei temi del film: la violenza dell’istituzione, dei campi di concentramento, della vendetta , dell’autodifesa,del gioco di ruolo, dell’inganno, dell’ossessione amorosa, dell’indifferenza, del fuoco, delle armi, della lobotomia…la violenza che il Teddy sano non può, non vuole ammettere nè in sè, nè negli altri, a cui non vuole rassegnarsi. E , allora, perchè l’accettazione finale della lobotomia?) ; ho anche letto che , prima della realizzazione del film, Scorsese ha fatto conoscere alla troupe la realtà dei manicomi negli anni ’50 del secolo scorso, anche attraverso la visione di un documentario su un manicomio criminale (‘Titicus Follies’): questo è un altro possibile tema del film ( quali trattamenti, quali terapie, quale comprensione , quale giustificazione dare a interventi violenti e disumanizzanti?); sappiamo anche che Scorsese è un autore sensibile al tema della colpa , forse oggi al tema della responsabilità dei singoli e delle istituzioni: un altro possibile tema, dunque ( l’indifferenza di Teddy per la malattia della moglie, l’indifferenza dell’America di fronte alle prime notizie sulla persecuzione degli ebrei, l’indifferenza di medici e infermieri per le condizioni di vita dei malati di mente). Violenza, vendetta, colpa, responsabilità individuale e sociale…Il film traduce in immagini, dialoghi, espressività tutto questo? Mi scuso per la lunghezza del commento. Ciao a tutti

  172. Pietro Ferraro

    @ Irma:
    davvero esaustivo e ricco di riferimenti, grazie del commento. :)

  173. lucilla

    @sonia
    lietissima di ricominciare da capo!

    @ipercritico
    sì è vero, di base siamo daccordo (ma questo lo avevo pensato da principio, nonostante i miei attacchi). Almeno per ciò che riguarda lo svolgimento della trama. Da parte mia (per gusto personale) di solito noto molto anche l’aspetto visivo, in particolare quando si tratta di registi come Scorsese, sempre attenti alla cura dell’immagine e del particolare (oltretutto le colonne sonore sono sempre grandiose… vedi le scelte di Goodfellas, ma anche The Departed o Taxi Driver). A volte capita che trama e tecnica audiovisiva non vadano di pari passo. Quando succede il contrario invece il risultato è un film “perfetto”, a mio avviso Goodfellas ne è un esempio o come dici tu Avatar (che purtroppo ancora non ho visto). Leggendo quanto ha scritto Giorgio devo dire che mi trova daccordo, comunque. Il cinema ha anche bisogno della nostra fantasia (Kubrick, Lynch ci insegnano). Io cerco sempre di vedere il film per quel che è… nella sua totalità. In genere ci metto un pò a metablolizzare. In questo caso ho avuto l’impressione che la storia in se fosse un pizzico banale, per i miei gusti. Nel senso… proprio alla base! Per quanto sia innegabile il tocco di classe del regista. Insomma, diciamo che non mi sento di dire che il film non mi è piaciuto… mi è “piaciucchiato” ;)
    Alla prossima, ciao

  174. Giorgio

    @ Sonia
    sono felice che tu abbia apprezzato il mio riferimento, e come te io ho interpretato il film in un senso ma sono consapevole che ci possano essere altre di strade da percorrere. Su una cosa siamo daccordissimo: il film è davvero bello e ben costruito,dalle immagini ai dialoghi,dalla musica alla trama,perchè al di là dei meccanismi propri del genere thriller (che a mio parere a volte sono stravolti e gonfiati intenzionalmente) lascia tanto spazio al pensiero e alla discussione, e finisce con un colpo di scena “celato” piuttosto che fin troppo appariscente come in moltri altri film di questo tipo.
    @ Bob
    Ottima osservazione, in effetti è possibile leggerla così…
    @ Irma
    Ma fai la critica cinematografica di mestiere?hai scritto un commento bellissimo,molto profondo…questo significa che il film ti deve essere piaciuto davvero tanto, come a me!

    Per tutti quelli che hanno apprezzato questo film (e credo siano tanti) oppure che amano il genere un pò “complesso”,vi consiglio di guardare “STAY”,un film non molto conosciuto di qualche anno fa,ma stravolgente!

  175. Sonia

    @Giorgio: “Stay” …. Accolgo il tuo sugerimento! Grazie

    @Irma: concordo con Giorgio, ci hai dato tanti nuovi spunti di riflessione!

  176. Irma

    Spettatrice di professione…Ho visto con quanta curiosità e passione vi interrogate intorno a questo film e mi piace contribuire a questo dialogo ( in cui ci chiariamo le idee a vicenda). Riporto, per questo, una parte della recensione di Roberto Escobar, apparsa sul”Sole 24 Ore” di domenica scorsa ( da cui si capisce che, per il critico, Teddy compie, nell’isola, un viaggio nella memoria e viene a contatto con rimorsi e ricordi sepolti. A suo modo, Escobar risponde alla mia domanda:”Perchè Teddy accetta di farsi lobotomizzare?”). Resta anche vero, come qualcuno ha osservato, che il film è fatto anche di una colonna sonora, di un uso della macchina da presa, di rapporti anche visivi con gli altri film di Scorsese e con una serie di film del passato ( per ammissione dello stesso regista, non so se l’ho già detto: Tourneur, ‘Le catene della colpa’, Hitchcock, ‘Vertigo’, altri hanno ricordato Sam Fuller,’Il corridoio della paura’ e altri titoli del genere noir o “manicomiale”). Comunque trascrivo la parte finale della recensione ( è un punto di vista tra gli altri):

    “Forse, Teddy non è che un paziente del dottor Cawley. Forse, le sue allucinazioni – e l’antico rimorso di Dachau- si legano a un fatto terribile, sepolto nel profondo. Se così fosse, il manicomio non sarebbe che una ” struttura di normalizzazione”, un luogo in cui si producono esseri umani liberi dal peso della colpa ( e dunque pronti a ripeterla). Che cosa dovrebbe fare Teddy? Dovrebbe accettare di riemergere alla normalità, appunto? O dovrebbe restare fedele ai suoi incubi, e alle sue responsabilità? Nel primo caso, imparerebbe a convivere con il mostro che c’è dentro di lui, e sarebbe come se niente fosse accaduto . Nell’altro, verrebbe lobotomizzato, e in questo senso ammazzato. Alla fine , la sua scelta è netta: E a noi pare sia anche l’unica morale”. Se ho capito bene, se Teddy accettasse l’esito del gioco di ruolo del dottor Cawley, quindi la guarigione, dovrebbe convivere con i suoi ricordi e continuare a vivere come se tutto avesse una giustificazione ( Dachau, la malattia della moglie, la morte dei figli, l’omicidio della moglie), se invece sceglie di “non guarire” e si fa lobotomizzare, riconosce che la sua colpa deve essere punita con la morte ( la lobotomia) perché non potrebbe vivere come se non fosse successo niente.

  177. Ipercritico

    @ Irma:
    Grazie Irma, questa recensione ricalca perfettamente l’idea che mi ero fatto del film, l’ultima parte collima perfettamente con un mio commento di qualche giorno fa.
    Con questo ovviamente non voglio dire che il mio giudizio negativo sia più valido dei giudizi positivi, voglio solamente far notare che anche sul fronte dei recensori c’è un diffuso realismo sulla trama, senza lasciarsi andare a voli pindarici di fantasia (seppure dote senza alcun dubbio lodevole in ognuno di noi) che a volte allontanano sia durante la visione sia a posteriori, lo spettatore dalla valutazione critica del film, ponendo al centro l’esercizio stesso dell’interpretazione del particolare, più che la valutazione critica del generale.
    Grazie comunque dell’interessante contributo che ho letto con molto piacere.
    Ciao
    Ip

  178. Ipercritico

    @ lucilla:
    b>@ Giorgio:
    (Lucilla) Concordo su tutti e tre i film, in particolare adoro Quei Bravi Ragazzi e come ho già detto sopra li trovo inparagonabili per qualità complessiva a Shutter Island.
    (Lucilla e Giorgio) Sulla fantsia non posso che essere d’accordo con Giorgio ma sinceramente non può diventare uno strumento che durante la visione del film o a posteriori ce lo rende migliore di quello che è.
    Come ho scritto diversi commenti fa, potrei dire che visto l’atteggiamento strano di tutti i presenti sull’isola, potremmo trovarci di fronte ad un colossale artefatto messo in piedi dagli alieni che per studiare la psiche umana, le reazioni allo stress ecc, hanno innestato false memorie in Teddy, immerso quindi in uno psicodramma ultraterreste, è plausibile tanto quanto molte delle interpretazioni che ho sentito.
    Di fantasia ognuno di noi n’è ha da vendere ma a mio avviso siamo lontanissimi dalla reale trama del film, perchè ragazzi, per quante migliaia di versioni vogliamo dare al film, per quanti protagonisti vogliamo trovare, dal mangiatore di occhi ai topi della scogliera, al collega “capo, capo,capo . . .”, la trama è sempre una con un finale a due letture.
    Comunque come sempre in definitiva questo film che a me non è assolutamente piaciuto, a te è piaciucchiato (Lucilla), agli altri è piaciuto tantissimo, può essere letto attraverso la lente del realismo oppure con tanta fantasia, il succo in questo caso come vediamo da molti messaggi a questa parte non cambia, c’è a chi piace e a chi no :-) , a volte le risposte più semplici sono quelle più difficili da trovare!!
    Ciao a risentirci alle prossime recensioni!
    Ip

  179. Irma

    @ Ipercritico:

    Ho riletto un tuo commento del 10 marzo ( credo che si tratti del 44) e vedo che lì avevi già messo in luce le due possibili interpretazioni della situazione di Teddy alla fine della vicenda. Poi ci sono tante sfumature, che possono interessare o meno ( per esempio il dialogo di Teddy, in una fase anteriore, col capo delle guardie , che è tutto un tentativo di fare riconoscere e accettare la natura “violenta” dell’essere umano ). Come hai notato anche tu, Scorsese non è “fesso” e tiene insieme più cose nel suo film: che il risultato sia riuscito o meno, è un altro discorso. Saluti

  180. Davide

    Darei questa interpretazione della scena finale: scegliere la strada dell’inconsapevolezza è il destino dell’uomo di oggi; di fronte all’impossibilità di accettare la colpa dello sterminio che sta alle proprie spalle, ma soprattutto nel proprio presente, sceglie di non pensare…..finale senza speranza!
    Grandezza e limite del nostro tempo…..

  181. Matti

    Secondo me questo è un ottimo film, l’ultima pellicola a farmi pensare così tanto una volta termianata era stato Match Point di Allen.
    Io credo che il film non sia poi così scontato… ad essere sincero anche io avevo capito presto che Landis fosse DiCaprio e che il suo collega fosse lo psichiatra partito col traghetto proprio al loro arrivo… ma ci sono stati indizi velati che alludevano a ciò ma anche all’esatto contrario… Resto dell’idea che il finale dimostra come DiCaprio con la sua ultima battuta voglia far intendere al suo psichiatra che è perfettamente conscio della realtà delle cose (ovvero che lui è un mostro che ha ucciso sua moglie) ma che preferisca morire come essere umano (venendo lobotomizzato) piuttosto che vivere consapevolmente e con il rimorso. Al tempo stesso l’idea che tutto possa essere stato architettato per internarlo non mi abbandona completamente ed è proprio per questo motivo che ho molto apprezzato il film.
    Per quanto concerne gli attori niente da dire… dicaprio, è noto, non è mai stato molto espressivo se proprio gli si vuole trovare un difetto, cmq si è dimotrato ancora una volta un ottimo attore a prescidere dalla parte che ha dovuto interpretare.

  182. MIRCHE

    Il film merita di essere visto, ma non è niente di eccezionale. Non ne farei un caso, nè in positivo nè in negativo. In effetti i segnali sono subito troppo evidenti, quindi il finale è un pò scontato. Pensiamo già alla “seconda scena” quella della sigaretta, quando Di Caprio uscito dal bagno della nave, non trova il suo pacchetto, lasciato in tasca della giacca.

  183. Marco

    ho letto tutti i vostri commenti e alla fine ho deciso di riguardarlo per la seconda volta… noi stiamo cercando di dare più finali… ma il finale è uno. dicaprio è pazzo, punto e basta. la conferma l ho avuta dopo 2 minuti di film (la seconda volta che l’ho visto chiaramente).. quando lui è sulla barca, esce dalla cabina dove sta male a causa del “mare”… esce e incontra per la prima volta il suo partner a cento metri dall isola. Ma vi pare che 2 agenti non si conoscano prima?.. anche perchè sulla barca praticamente ci sono solo loro 2 e quello che la guida… dicaprio aveva resettato tutto e la sua pazzia stava ripartendo proprio da li… e poi se lo si riguarda è tutto moooolto più chiaro.. e a questo punto più bello… visto che non si tratta di “pasticcio”..tutto sta in piedi in questo film…non c’è nulla da interpretare… alla fine lui è lucido ma fa finta di essere ancora pazzo perchè non vuole vivere con la consapevolezza di quello che ha fatto.. e lo lobotomizzano(forse per la seconda volta pverino!… visto che già all inizio del film aveva il cerotto) ciao a tutti..

  184. Marco

    p.s. e poi c’è anche la scena del recinto elettrificato… sempre all inizio quando sono sulla gip… dicaprio nota questa cosa e il suo collega gli chiede come fa a saperlo… risposta: ho già visto una cosa del genere una volta…infatti era già li da 2 anni….

  185. Marco

    p.s.2 poi cè la scena nell ufficio del dottore pelato per capirsi…sempre all inizio quando dicaprio chiede informazioni sulla paziente scomparsa. per provocarlo il dottore dice che la tipa era in cura perchè aveva ucciso i suoi 3 figli annegandoli.. ed è li che di caprio ha le prime allucinazioni e si sente male.. e poi rincara la dose dicendogli che questa tipa “scomparsa” è li da 2 anni(stesso periodo di dicaprio)e che vede il manicomio a modo suo(ovvero che è convinta di essere a casa,di vedere il postino ecc. ecc.)… che è quello che sta facendo dicaprio,ovvero vedere il manicomio dal suo punto di vista.. da “agente” che chiaramente non è… in realtà la tipa scomparsa non esiste.La camera vuota è di dicaprio..infatti il suo collega chiede quante scarpe vengono date ai pazienti… risposta: 2 paia!.. il federale le tira fuori dall’armadietto…peccato fossero da uomo!!! quella era la stanza di dicaprio…In un altra scena dicaprio si arrabbia con il collega del pelato(un tale Geremia) quello che sta seduto davanti al camino,alla fine della discussione(i dottori non volevano consegnare i fascicoli ai 2 “federali”) dicaprio dice basta! domani ce ne andiamo!!! scriveremo il nostro rapporto e lo consegneremo a…… a…..a…. non gli veniva! non sapeva a chi poterlo consegnare visto che non è un agente… per questo interviene il suo collega che dice: all FBI!!!… volendo ne avrei tante altre da scrivere per farvi capire la sola e unica conclusione del film… ma penso siano più che suff.. riguardatelo! sarà tutto più chiaro… e fico! ;)

  186. Vorrei aggiungere il mio punto di vista a questa lunga serie di commenti.
    Sarà che oramai, avendone visti di parecchi di film che giocano sul meccanismo dell’agnizione finale (Il Sesto Senso, Primal Fear, Fight Club, I Soliti Sospetti…e recentemente il meraviglioso e purtroppo sconosciuto Moon) Shutter Island non mi ha di certo impressionato per quanto riguarda l’intrico o l’originalità della trama.
    Di Caprio è pazzo e il post qui sopra tra l’altro fornisce spiegazioni che dovrebbero convincere anche il più reticente e disattento degli spettatori, non credo che in questo senso vi sia molto da discutere. Quello che mi sembra invece che molti non abbiano colto (nemmeno nella recensione) è che probabilmente Scorsese in questo suo film tenta proprio di percorrere quel tortuoso percorso immaginifico che nell’articolo viene negato.
    Shutter Island è la rappresentazione della mente malata di Andrew, del suo tormento eterno e devastante che si tramuta nell’incessante tempesta, dell’impossibilità di una via di fuga dal proprio status mentale così come dall’isola, della consapevolezza sepolta nei meandri della coscienza e che emerge di tanto in tanto come lampi di luce accecante o nello sguardo di Di Caprio che, guarda caso, ogni volta che si nomina lo psichiatra di Rachel si sposta sul proprio compagno.
    Il film è un excursus allegorico nel dedalo di una mente distrutta e credo che l’intento sia assolutamente palese quando nell’ultima scena, acquisita consapevolezza del proprio male, Di Caprio sceglie, anche questo è evidente, l’oblio e il definitivo rifiuto della realtà. Ma quel breve e ultimo momento di lucidità è rimarcato dalla visione finalmente REALE dell’isola, che si mostra per quello che effetivamente è: un posto pacifico, assolato e tranquillo, ben lungi dall’inferno delle ore passate.
    L’intendo del film non è sorprendere, ma descrivere, rappresentare. E tra i due punti di vista c’è una differenza abissale, secondo me.

  187. Marco

    @ Momo:
    grandeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! finalmente uno che spiega bene tutto!!!!! Era ora!…é quello che avrei voluto scrivere io… ma non mi venivano le parole ;) ….. Non so chi sei caro Momo, ma ti invidio parecchio…hai un bel vocabolario, mi piacerebbe saper scrivere come te…tutto chiaro e condivisibile quello che hai scritto… beh, almeno per me…miglior commento fino ad ora!… complimenti davvero!

  188. Grazie…ma sono una lei eh eh eh :)
    Ho trovato questo video su Youtube (anche se di scarsa qualità) dell’ultima scena.

    http://www.youtube.com/watch?v=hKsgUa5m1yk

    Siccome a volte un’immagine vale più di cento parole…credo sia abbastanza esemplificativo per il mio discorso.

  189. Marco

    @ Momo:
    ecco.. la mia solita figura…
    in questo caso complimenti a lei miss Momo;)
    Però mi permetta.. voleva depistarci tutti!
    Voleva giocare sul meccanismo dell agnizione finale…
    voleva impressionarci per quanto riguarda l’intrico o l’originalità del nome. ;)

  190. Pietro Ferraro

    @ Momo:
    Solo una puntualizzazione, il mio riferimento nella recensione è alquanto chiaro:

    il suo è un “cinema” che punta al realismo, i suoi “personaggi” ed i suoi “film” non intraprendono mai un tortuoso percorso immaginifico,

    E’ palese che Scorsese intraprenda un percorso immaginifico, il problema è che nel suo “cinema” e nella sua “filmografia” non è ne una costante, ne un’impronta distintiva, da qui il suo approccio lineare alla narrazione, e quindi la mancanza di alcune tipicità del genere stesso.

    Concludo con altri due estratti chiarificatori:

    “…trasformandoli in una lenta e inesorabile discesa in una mente allucinata”

    “…sono quasi certo non voleva essere assolutamente ne ambiguo o criptico, il mio paragone con Linch è più che calzante, ma tutt’altro, voleva solo creare una suggestione visiva straniante in cui calare il personaggio/paziente, e in cui mostrare visivamente il terrore e l’isolamento che possono connotare l’elemento follia”. (riferito a Scorsese nel commento n..158).

    Aggiungo che la visione di “Allucinazione perversa” di Adrian Lyne potrebbe fornire elementi utili per analizzare meglio il film di Scorsese, ed evidenziarne tanto i pregi quanto i difetti.

    un saluto e grazie per il commento :)

  191. sole

    Dopo tutto un bel film….

  192. albertob

    @ lucilla:
    ciao! tu nn sai quanto io t capisca… ma sui muri d gomma nn si può far altro k rimbalzare:-D

  193. @Pietro
    Adesso capisco meglio il punto di vista della recensione, della quale questa parte:

    “Il difetto del film, se proprio di difetto vogliamo parlare, e proprio questo voler svelare troppo, questo scardinare, se non ignorare alcuni meccanismi classici del genere, scelta che non sempre paga, così c’è un fastidioso e non richiesto surplus di informazioni nella prima parte con suggestivi, ma invasivi flashback/allucinazioni che ci raccontano molto, forse troppo, del protagonista, per poi calarci in un ottima seconda parte immersa nella follia e nel caos post-uragano che però perde inevitabilmente molta della sua forza proprio perchè ormai c’è ben poco da scoprire e da svelare.”

    aveva un po’ falsato la mia ottica. Grazie per il sunto degli interventi alcuni dei quali, sinceramente, non avevo letto (ce ne sono davvero troppi :) ).
    Rimango dell’idea che il film tutto sommato abbia diversi meriti e appena avrò occasione vedrò quello suggerito.

    @Marco
    E’ vero il mio nick tra più in inganno della trama di Shutter Island e probabilmente la rivelazione è altrettanto sconvolgente :D
    Però nel mio caso non è voluto, nel modo in cui la intendo io “momo” è semplicemente la parola giapponese che indica “pesca” ;)

  194. albertob

    @ Cinematto:
    ciao! ovviamente anch’io concordo con le tue affermazioni e mi fa piacere tu ti sia divertito, è stato molto divertente anche per me:-) mi sembra che la nostra sensibilità nei confronti del film sia piuttosto simile, anche se io non ho le tue competenze tecniche che deduco dall’ottima recensione. e naturalmente nn possiedo la tua diplomazia:-D
    senti un po’, che ne pensi tu della figura così luminosa della moglie nei sogni/allucinazioni? a me ha ricordato un virgilio che lo guida nel suo inferno personale di rimozione (ricordi come tenta di dissuaderlo dall’andare al faro? e com’è disperata mentre lui ascolta impotente la verità? “ti avevo detto di nn venire qui” gli dice). e qnd l’abbraccia? lei dietro brucia (la realtà creata) davanti sanguina (la realtà e basta..). indizi certo, dettagli, di cui è pieno il film, come in un puzzle che solo alla fine (o nei giorni a venire) si riesce a ricomporre corettamente (i tardi come me almeno..). e la bambina e la donna tra i cadaveri (la figlia e la “moglie”)? solo loro “svettano”, tra tanti corpi, come se la sua mente stesse cercando di seppellire tra altre morti (inventate forse, ricordi che il dottore gli dice che forse neanche c’è andato al campo di concentramento?) una realtà troppo estrema per essere accettata e metabolizzata. un ultimo particolare che mi è riemerso: il responsabile della sicurezza, quello coi capelli bianchi, mentre lo accompagna con la jeep gli dice “loro dicono che sei buono, che sei recuperabile, ma io lo so che tu sei come me…”. io l’ho interpretato come una prova a sostegno del fatto che stiano cercando di curarlo (di cui ovviamente sono sempre stato fermamente convinto). pensa k proprio ieri l’ha visto una mia amica psicologa e ha detto che sia la parte psicologica (sconvolgente a suo dire) che quella psichiatrica sono molto ben fatte. ma si sa, la psicologia nn pretende d essere una scienza esatta, quindi lasciamo ad ognuno le sue;-)
    benebene, ho molto apprezzato la tua competenza e la tua “diplomazia”, a risentirci!
    albertob

  195. Matti

    Molto bella l’immagine di Michelle Williams come una sorta di guida, mi fa molto pensare…
    Giusto un appunto riguardo ai dettagli disseminati lungo il film: io forse non sarò lo spettatore più attento (non sono neanche lo studente più attento) però dal mio punto di vista tutti i dettagli sono tanto evidenti quanto nascosti. Mi spiego meglio: non metto in dubbio che rivedere il film mi possa essere d’aiuto però l’impressione che ho avuto io è che per ogni indizio che mi spingeva a credere una cosa c’era anche la sua controparte che mi spingeva a credere l’opposto (spesso mi interrogavo chiedendomi “questo significa che…” e subito dopo “o forse è quello che vuole farci credere…”. Insomma, scusate la confusione… spero vi sia arrivato in un qualche modo il mio concetto…
    Per concludere volevo porvi una domanda: cosa ne pensate del fatto che lui veda il suo “collega” caduto in mare sugli scogli e che questo poi scompaia… semplice allucinazione? Perchè proprio in quel momento? Forse per farci capire che il personaggio di DiCaprio è sensibile al senso di colpa per via dei fatti del suo passato che sono nel suo inconscio ma che non vuole accettare???? Secondo me è una spiegazione plausibile ed anche un buon punto di riflessione.
    Grazie a tutti per l’attenzione

    PS: qualche film tipo questo (intricato e che fa riflettere) da consigliarmi?? Io ho adorato A Beautiful Mind, Il sesto Senso, Match Point e I Soliti Sospetti e ritengo invece sopravvalutato Donnie Darko…

  196. mauro

    Ragazzi ieri ho visto il film per la 2 volta………..
    La mia teoria si rafforza sempre di piu’ vedi post 99.
    Di caprio non e’ pazzo:
    Sul traghetto Chuck gli offre subito le sigarette “mediche”, mentre DI Caprio si lamenta dicendo di essere sicuro di averle portate!!!!!!!!!!
    Appena entra per la prima volta nello studio del Dottore, con un mal di testa fortissimo, gli vengono offerte per la prima e non ultima volta pillole”mediche”!!!!!!!!!!!!!
    Infatti dopo il traghetto incominciano le allucinazioni che ovviamente peggiorano sempre di piu’!!!!!!!!!!!!!!
    La pazza che aveva ucciso il marito con l’ascia riconosce il Dottorre Scia, infatti scrive nel taccuino di teddy RUN.

    la dottoressa incontrata nella cava…………dice tutta la verita’………….infatti e’ l’unica persona che dopo non ricopre un ruolo diverso. Es. la pazza criminale ritrovata ricopre in un secondo momento il ruolo di infermiera!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    meditate e ragionate……il regista ha voluto spezzare la linea logica del film per manipolare la vs mente e condurvi sulla pista sbagliata!!!!!!!!!
    Nei 10 minuti finali ha stravolto tutto il film premeditatamente……….

  197. Marco

    @ mauro:
    mi dispiace ma sei completamente fuori pista… prova a leggere post 183 184 185…se vuoi ne ho altre di motivazioni per sostenere che Di Caprio è pazzo dall inizio…e leggi anche il post 186 di momo(per gli amici pesca).. così avrai un idea ben più chiara del film…

  198. mauro

    @marco

    Mi dispiace ma sono convinto della mia tesi!!!!!!!!!! vedi bene il conrtario……..sei caduto nella trappola di Scorsese………….spezzare la linea logica e manipolare la mente umana…
    Ma non ti chiedi perche’ all’inizio chuck ha difficolta’ a levarsi la pistola e poi perche’ portarlo sulla nave e mettere in scena tutto…a pro di cosa???’ ma dai????? se era pazzo veramente non perdevano tutto questo tempo verso di lui……figurati su e giu’ con il traghetto…………..guardie che tenevano il gioco di un pazzo…..mi dispiace per te!!!!!!!!

  199. Ipercritico

    @ albertob:
    Vedo che sei tornato carico di maturità e buon gusto, cosa che ti ha già contraddistinto molti commenti fa … spero che tu non ti riferisca a me quando capisci così bene lucilla, definendo “qualcuno”, non si sa bene chi, un “muro di gomma”.
    Nel caso in cui ti riferissi a me, non sai nemmeno leggere i commenti visto che se avessi continuato avresti scoperto che con lucilla (persona intelligente e capace di riconoscere una falsa partenza) siamo partiti con il piede sbagliato ma ci siamo trovati perfettamente in sintonia nel commento nr.173 che ti inviterei a leggere.
    Nel caso tu non ti riferissi a me ti invito e penso che anche lucilla farà la stessa cosa, ad essere più chiaro nei tuoi commenti e soprattutto a limitarti a commentare il film, perchè di polemiche ne hai fatte anche troppe in precedenza e penso proprio non interessino a nessuno.
    Nel commento a Cinematto ti riferisci alla visione in compagnia della tua amica psicologa e affermi che “ognuno ha le sue” non voglio nemmeno entrare nel merito del tuo modo indiretto di parlare di qualcuno o qualcosa senza nominarlo, non credo sia utile.
    Cerca di imparare la diplomazia, che tu stesso dichiari di non avere, perchè è una gran dote apprezzata da tutti e che ti permette di stare in società e questo, anche se è un blog, è allo stesso tempo una piccola società di persone che chiacchierano e scambiano idee, a volte con decisione, ma mai cercando la polemica sterile e fine a se stessa.
    Con questo spero di non leggere più allusioni più o meno camuffate in commenti ad altri, semplicemente perchè non credo sia utile conversare fra di noi e spero tu condivida almeno questo punto, quindi vorrei non doverti più interpellare in alcun modo.
    Ip

  200. Marco

    @ mauro:
    e poi rileggendo quello che hai scritto non sta in piedi quello che dici… le sigarette che offre a DiCaprio sono le stesse che si fuma lui… perchè dovrebbe impazzire solo il povero Leo? Nello studio del dottore DiCaprio ha il primo mal di testa quando il dottore gli racconta quello che ha fatto la paziente “scomparsa”… ovvero annegare i 3 figli…è una provocazione del dottore e DiCaprio accusa il colpo…(doveva ancora prendere l’aspirina)poi dici che la pazza riconosce il dottore Scia… dottore appunto!!! non un federale!…e poi la tipa nella grotta appena vede DiCaprio dice: sei tu il federale?… e come faceva a saperlo visto che era scomparsa due giorni prima che DiCaprio arrivasse sull isola???… scusa se ti ho smontato un finale che ti eri costruito guardando ben 2 volte il film… pure io avrei preferito la fine che dici tu…ma purtroppo non sta in piedi(ho cercato inizialmente pure io di sostenere la tua teoria).. e se lo guardi attentamente vedrai che mi darai ragione.. ciao

  201. Momo

    @ mauro:

    Il perché si affannino tanto con lui si spiega più o meno a metà film quando il direttore dell’istituto espone due diverse correnti di pensiero in ambito psichiatrico. Da una parte chi auspica il reintegro dei pazienti mediante terapie a base di medicinali, dall’altra chi ritiene indispensabile l’intervento fisico sul malato di mente.
    Quello che fanno con Andrew è proprio cercare di avvalorare la prima tesi, che sarebbe anche valida se lui alla fine non decidesse di sfruttare i meccanismi della sua, ormai superata, pazzia per liberarsi.
    Io lo trovo molto logico, più della teoria del complotto, che invece identifica le paranoie di Andrew come reduce della seconda guerra mondiale.

  202. Marco

    @ mauro:
    ha difficoltà con la pistola perchè non è un federale ma un dottore!..finge di essere un federale per controllare di caprio… lo dicono alla fine… e dicono anche che hanno messo su una bel teatrino per assecondare dicaprio e provare a guarirlo in modo “soft”.. senza lobomotobotomotobotizzarlo;) (non mi ricordo più come si scrive…) che è la filosofia del dottore pelato… dai su non sta mettermi confusione in testa che poi mi tocca rivederlo per la terza volta! ;) …. mi ero convinto delle mie teorie… e poi spunti tu.. :)
    però ammetti che molte cose che ho scritto son vere?… che poi abbiano mobilitato mezzo mondo per Dicaprio.. beh lo trovo esagerato pure io… ma non ti chiedi perchè la storia parte dal traghetto?… mai visto di caprio sulla terra ferma…e conosce il suo collega su una barca deserta a 100 metri dal isola? e il suo collega appena lo vede gli dice ciao Capo!… ancora primi di presentarsi?

  203. Marco

    @ Momo:
    brava!!!!!!!!!sei la mia idola!…riesci sempre a dire quello che io penso e non riesco a scrivere!… ora mi devo calmare, mi fumo una sigaretta “medica” prendo un aspirina tarocca e una pillola a caso tra quelle che ha nel comodino mia nonna perchè sto impazzendo!..;) questo film sta facendo diventare matto me.. altro che Di Caprio..ciao;)

  204. mauro

    beh……..non penso che tutto il manicomio faccia da teatrino per un solo paziente, specialmente le guardie del carcere…….ma dai!!!!!!!!!!!! e allora si dovrebbe fare con tutti i pazienti?????
    Poi la SIg.ra della Caverna dove sparisce??? non e’ un’allucinazione, questo e’ sicuro!!!!!!!!!!!!!
    E’ un complotto!!!!!!!!!!come lo dice anche George lo studente socialista finito nel manicomio 2 volteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee…
    I pazzi non possono fingereeeeeeeee

  205. albertob

    @ Ipercritico:
    ciao! grazie per la paternale! le polemiche nn sono mai sterili, io ad esempio ho imparato ad essere più diplomatico all’interno dei blog, anche se devo ammettere che il politically incorrect mi stuzzica! spero così di nn offendere più nessuno e di non trovarmi descritto con epiteti che non gradirei, ma di discutere su alcuni film di cui credo valga la pena parlare rispettando l’opinione di tutti!
    ciaociao
    a

  206. ildieffe

    io credo che in dubbio non ci sia la pazzia di Di Caprio ma solo la permanenza di quest’ultimo sull’isola per due anni: Di Caprio è palesemente “disturbato” sin dall’inizio del film a causa del suo tragico passato; questo fatto, unito alle sue conoscenze relative alle oscure pratiche effettuate sull’isola, potrebbero aver indotto i suoi superiori a ricoverarlo con l’inganno. Da notare che il suo “socio” già sta fumando quando gli offre la sigaretta, quindi le due sigarette potrebbero non provenire dallo stesso pacchetto.
    Inoltre mi sembra improbabile che, come dice Marco, lui non sia mai stato un agente: la differenza nella consegna delle due pistole è un indizio che non può essere stato messo lì per depistare, anche nei flashback Di Caprio porta una pistola. Credo che consegnare un’arma ad un pazzo, farlo salire su un traghetto e farlo ritornare sull’isola sia una pantomima assurda; inoltre credo che la lobotomia su personaggi scomodi, essendo in pieno Maccartismo, non possa essere una traccia da scartare, conoscendo anche la mentalità del regista

  207. Matti

    Ragazzi non tralasciamo un dettaglio importante però:
    se sull’isola ci fosse del marcio e DiCaprio non fosse pazzo che senso avrebbe avere una guardia a sicurezza del faro con un fucile scarico????

  208. Ipercritico

    @ albertob:
    Prego, c’è sempre bisogno di paternali verso chi crede che il “politcally incorrect” possa essere un atteggiamento corretto da tenere verso gli altri (e comunque la risposta te la sei cercata tirando in ballo lucilla e non solo, ecco perchè la polemica è sterile).
    Detto questo e visto il tono che desidero considerare pacato del tuo messaggio e voglio assolutamente convincermi che il tuo tirare in ballo lucilla sia stata una svista e non una provocazione verso di me, direi che non vedo ulteriori motivi di polemica.
    Ciao
    Ip

  209. ildieffe

    @matti:
    il fucile è scarico perchè Di Caprio è disturbato e in preda alle allucinazioni. Come dicevo nel mio precedente post il dubbio secondo me non è il suo stato mentale, ma il fatto che fosse o meno un paziente dell’isola. E poi scusate.. ma che senso ha consegnare una pistola ad uno psicopatico, farlo salire in barca con il suo psichiatra, e poi ritirargliela appena varca il cancello del manicomio? gliela si fornisce scarica e non si corrono rischi

  210. Marco

    @ ildieffe:
    guarda… forse mi sono espresso male… io credo che Di Caprio sia stato un agente!…ma nel passato…sicuramente non sull isola dove è ricoverato da 2 anni!..è ovvio che non danno una pistola ad un matto..infatti è finta(come viene dimostrato alla fine)..e il suo socio recita la parte di un federale perchè dovevano trovare una persona che sorvegliasse Di Caprio 24 ore su 24..(e chi meglio del suo psichiatra poteva farlo?)…psichiatra appunto! per questo non sa come sganciare la fondina della pistola(finta)…circa a metà film ti spiegano che esistono varie metodologie per curare i pazienti.. e questo lo spiega bene Momo nel post 201 (prova a leggerlo).. alla fine del film ti dicono appunto quello che hanno fatto per curare Di Caprio… ovvero di assecondarlo, lasciandolo vivere nel suo mondo ecc ecc terapia che sembra funzionare,peccato che poi si resetta!…e poi mi spieghi come fanno 2 agenti uno di Boston e uno di Portland a trovarsi sullo stesso traghetto (vestiti uguali) e conoscersi praticamente a pochi metri dall isola?… su una barca dove erano in 3!… i due “agenti” e il capitano del traghetto… senza considerare come si sono conosciuti!.. il federale vede DiCaprio uscire dalla cabina della barca e senza averlo mai visto (incredibilmente) prima gli dice: ciao capo!?!?!?e comiciano a parlare subito della morte della moglie dovuta all incendio dell appartamento? ma dai! ;) alla fine ti spiegano perchè Di Caprio fa finta di essere un federale all interno dell’isola.. è spiegato bene anche!…Si crea quella personale e finta realtà per sfuggire al dolore, al passato…e per dare un senso alla sua permanenza forzata sull isola…quello che dice Matti nel post 207 è vero! ed è uno dei mille dettagli che ti portano ad una sola conclusione…la tipa nella grotta è un allucinazione! infatti perchè dovrebbe dire : tu sei il federale? appena vede entrare Di Caprio….. in teoria era scomparsa 2 giorni prima del suo arrivo… come faceva a sapere che era un federale…solo il fatto che nella stanza della paziente scomparsa ti fanno vedere 2 paia di scarpe da uomo e non da donna dovrebbe farti capire tutto(ovvero che è la stanza di Di Caprio, il famoso paziente che manca all’appello)…senza considerare la legge del 4!!! come avrebbero fatto i dottori a scoprirla se Dicaprio non fosse stato in cura su quella stramaledettissima isola?…prova a riguardarlo attentamente..è l’unico modo per convincersi che purtroppo è pazzo ed è li da 2 anni!… dico purtroppo perchè anche a me sarebbe piaciuto un altro finale… tipo quello che cerchi di dare tu… ma non sta in piedi!….sempre secondo me vero… Poi io non sono Scorsese ne tanto meno, un genio,o un detective…… o un federale!!! ;)

  211. Marco

    @ ildieffe:
    avrebbe anche poco senso come dici tu… ma è il film così…fa parte di un meccanismo che mettono in piedi per provare a curare Di Caprio… può sembrare strano… esagerato… ma è il film!..

  212. albertob

    @ Ipercritico:
    :-D sei forte! certo k sono pacato!

  213. albertob

    @ Ipercritico:
    ops, scusa, ho premuto per sbaglio senza salutare..
    ciao!

  214. ildieffe

    Che l’agente fosse in realtà il suo psichiatra l’avevo capito, tanto è vero che avevo scritto la parola socio tra parentesi. Ho i miei dubbi che la pistola alla fine del film sia la stessa che lui ha consegnato all’inizio del film: come ripeto è assurdo lasciare un’arma carica ad un pazzo che sta per essere lobotomizzato. Anzi, adesso che mi ci fai pensare, Di Caprio dice che la pistola è la sua perchè ha dei segni di riconoscimento: potrebbero averla sequestrata all’inizio proprio per fargliene trovare una identica (ma di plastica) alla fine.
    Sono d’accordo con te che la donna nella caverna (come pure i topi e il suo “socio” morto) sono frutto delle sue allucinazioni. Per quanto riguarda le scarpe e il foglietto possono far parte del progetto per internarlo e confonderlo. Io sostengo che lui sia già disturbato all’arrivo sull’isola, inizia ad essere drogato con la sigaretta sulla barca, viene disarmato ed ingannato sull’isola. Il fatto che i due agenti vengano da posti così diversi non è importante: non conosciamo nemmeno la lunghezza del tratto percorso via mare, Di Caprio potrebbe essersi sentito male immediatamente.. E’ solo un’altra ipotesi oltre alla tua, probabilmente seminare indizi discordanti è un modo per farci andare al cinema due volte ed incassare di più! ah ah ah

  215. ildieffe

    lapsus del post precedente: non il suo psichiatra, ma uno psichiatra del manicomio!

  216. Marco

    @ ildieffe:
    mmmm….che stresss!!! appena mi convinco delle mie teorie spunta uno come te che mi incasina nuovamente tutto… ti odio! :) :) :)
    basta questo film mi sta facendo andare in paranoia…
    ora mi guardo Alice nel paese delle meraviglie così non ci penso più…spero che li non ci sia nulla da capire o da interpretare…Poi se mi drogano anche la povera Alice…vorrà dire che mi butterò sui Teletubbies!

  217. mauro

    RAGAZZI BASTA…………..DI CAPRIO NON ERA PAZZOOOOO!!!!!!!!!!!!!
    MA E’ MAI POSSIBILE CHE TUTTO IL PERSONALE DEL MANICOMIO SI SIA MESSO A FARE IL TEATRINO PER UNA SETTIMANA O PIU”’…………ANCHE LE GUARDIE????? MA DAI………….PER UN PAZIENTE QUALUNQUE POI???

  218. Matti

    @mauro

    Ascolta, premettendo che anche a me piace restare nel dubbio bisogna ammettere che DiCaprio non è un paziente qualunque… ma IL paziente. Quello più cattivo temuto anche dagli altri pazienti…

    Cmq come ripeto la frase finale è abbastanza autoesplicativa… lui ha capito la sua situazione, è consapevole di ciò che ha fatto ma non lo accetta e quindi preferisce morire come un uomo (facendosi lobotomizzare) piuttosto che vivere da mostro (col rimorso di ciò che ha fatto che lo accompagnerà per sempre…)

    Io la vedo così…ma naturalmente rispetto il parere di tutti, anzi lo apprezzo!!!

  219. mauro

    ma secondo voi…un paziente cosi pericoloso si fa uscire dal manicomio solo con un Dottore??? senza guardie??? ma stiamo scherzando??? che cosa era una gita??? al parco??? ma di cosa stiamo parlando??? se era cosi pazzo non sarebbe mai uscito al di fuori dalle mura… Non si puo’ fare uscire un criminale pazzo al di fuori dalle mura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    ragazziiiiiiiiiiii il regista e’ un grande ci siete cascati tuttiiiiiiiiiiii
    ha stravolto la vs mente in solo 20 minuti finali…questo vi fa’ capire come e’ facile plagiare la gente!!!!!!!!

  220. marco

    @ mauro:
    Di Caprio non poteva andare da nessuna parte..era su un isola ti ricordo… con un dottore sempre vicino proprio per controllarlo…senza guardie??? le guardie sono sempre presenti nel film…e poi dicono che era un violento.. il paziente più volento… ma non uno che si mangiava le persone per colazione e che a tempo perso girava indisturbato per il manicomio a squartare i pazienti… mi dispiace ma l’unico che è stato plagiato in soli 20 minuti di film sei tu…e poi non è vero che TUTTO il personale del manicomio si è messo a fare il teatrino… l’unico che ha fatto il teatrino è proprio Di Caprio per rimuovere quello che ha fatto e tutto quello che gli è successo…… rispetto il tuo pensiero,ma se lo porti avanti vuol dire che non hai capito il senso del film…guardie e dottori non possono aver messo su un teatrino per aiutare un paziente… però per incastrarlo come sostieni tu si???… cosa cambia?…ho letto anche altre 100 recensioni e tutte vanno in unica direzione… poi vedi tu….

  221. ildieffe

    @marco
    io credo che mauro volesse dire che è assurdo mettere un pericoloso paziente armato su una barca insieme ad altri due uomini, uno dei quali è lo psichiatra che si finge agente e che infatti non è a suo agio con le armi (vedi la scena della fondina). Nella stessa scena si vedono tutte le guardie impaurite quando Di Caprio non vuole lasciare la sua pistola, il che testimonia due fatti:
    1) la pistola è carica, quindi non può essere la stessa di plastica alla fine del film
    2) Di Caprio è comunque una persona disturbata (per motivi personali che tutti sappiamo), per questo viene chiamata sull’isola con la scusa dell’indagine, e forse anche perchè vuole indagare sulle “strane ” cure del manicomio (è lui stesso a dire successivamente che ha cercato in tutti i modi di ottenere quel caso).
    Secondo me la grandezza del film è che proprio nel momento in cui il regista (utilizzando Ben Kingsley al faro) fa finta di svelarci la trama, ci porge su un piatto d’argento la pistola che ci porta alle conclusioni opposte.
    LA PISTOLA è l’indizio determinante, l’hanno sequestrata (carica) ad inizio film e l’anno riprodotta, con gli stessi segni di riconoscimento, in plastica per far credere a Di Caprio di non essere un agente e di essere stato lì per due anni.
    @matti
    il finale del film non contraddice la mia versione: lui capisce che è stato ingannato, ma invece di stare al gioco e rimanere (cosciente) sull’isola, preferisce continuare a dire la verità e farsi lobotomizzare rimuovendo così tutti i suoi incubi e le sue frustrazioni

  222. Marco

    @ ildieffe:
    ciao!… ma infatti io non ho mai detto che Di Caprio ha una pistola vera sulla barca… anzi!….e poi io non vedo le guardie così impaurite come dici tu…strane si ma impaurite no!…ma poi scusa se c’è un agente disturbato come dici tu, gli togli il distintivo e provi a curarlo in caso… O c’è bisogno di mandarlo su un isola di matti con una scusa,con un finto agente, e fare tutto quel casino?.. a me sembra che a tutti i costi state cercando di far stare in piedi un finale che sicuramente sarebbe stato più bello…pure io all inizio la pensavo come te…

  223. ildieffe

    se la pistola è falsa è assurdo togliergliela all’entrata del manicomio. Le guardie sono tutte molto nervose (lo dicono anche i personaggi del film), è assurdo che fingano tutto quel nervosismo sapendo che la pistola di Di Caprio è falsa: non sta in piedi.
    Di Caprio è disturbato, ma per essere ricoverato in “quella” struttura ha bisogno di essere “trattato”, cosa che avviene puntualmente con le sigarette e tutto il resto: solo uno stato psichiatrico grave può giustificare la permanenza a Shutter Island. Non dimenticare che Di Caprio era a conoscenza di ciò che succedeva realmente sull’isola.
    Anch’io ha cambiato idea, vai a vedere il mio post 161 in cui davo ragione alla vostra versione ufficiale; avendo rivisto il film sono convinto che il regista abbia volutamente lasciato aperte due porte (rispetto al libro).
    Una cosa è certa: la versione ufficiale è affascinante ma meno credibile

  224. mauro

    @ marco
    Scusate ma gli agenti( che conoscono tutti i pazienti) che motivo avevano di sflirare le pistole? questo non ti sembra un teatrino???
    e poi che motivo c’e’ di salire su di una nave per farsi un giro andata e ritorno……….
    ma stiamo scherzando???
    PAROLE TUE :e poi non è vero che TUTTO il personale del manicomio si è messo a fare il teatrino…
    io penso invece che tutti hanno fatto il teatrino, altrimenti che motivo c’e’ di assecondare un Di Caprio Agente?????

    Caro Marco, rispetto il tuo pensiero ma non lo condivido….guarda bene il film sotto un’ottica diversa…………

  225. ildieffe

    concordo con Mauro. Un discorso è organizzare una messinscena per far credere ad un agente, già disturbato, di essere pazzo; un altro discorso è coinvolgere l’intero personale in un teatrino assurdo nel quale un paziente finge di entrare per la prima volta in un posto in cui è stato fino al giorno precedente ed in cui conosce praticamente tutti…
    Tra l’altro ho rivisto con attenzione le scene del carcerato e della caverna e ormai credo di aver risolto anche l’ultimo dubbio che avevo in riferimento all’anagramma del nome della donna

  226. mauro

    ah qualcuno che ha capito il film…………..
    NON SIAMO SOLI……..

  227. ildieffe

    in realtà se vai a vedere i vecchi post siamo circa la metà a credere al complotto per farlo internare.
    Un altro indizio clamoroso in tal senso è la sorpresa di Di Caprio nel vedere il carcerato: il suo stupore testimonia chiaramente che non poteva essere stato lì negli ultimi due anni. Il carcerato gli dice “sono qui per colpa tua” perchè è evidente che è Di Caprio ad averlo fatto arrestare (aveva già detto di conoscerlo al suo finto collega ). Quando Di Caprio dice “scappa” il carcerato risponde che già lo ha fatto una volta ed è proprio dopo quella fuga che ha messo in giro le voci sulle magagne del manicomio di cui è venuto a conoscenza lo stesso agente.

  228. ivano

    @ Ipercritico:
    ipercritico, blablablablabla,
    quanta paranoia nelle tue frasi, il film è bello, girato con maestria da parte di un regista tra i migliori in circolazione e rimane avvincente e carico di suspense sino alla fine!
    Ti consiglio di cercarti qualche altra recensione per dare sfogo alla tua voglia di dimostrare di essere veramente all’altezza di poter dare un giudizio critico a qualche pellicola cinematografica.
    Non me ne volere, ma …..ci azzecchi veramente poco!

  229. Marco

    @ ildieffe:
    il carcerato non esiste.. è un all’ucinazione… lo si capisce dal fiammifero…Di Caprio lo accende in continuazione per illuminare la stanza.. ad un certo punto però il fiammifero si spegne e la stanza rimane illuminata ugualmente…è un allucinazione di Di Caprio.. per questo il carcerato dice “sono qui per colpa tua”….Di Caprio dice scappa! il carcerato risponde che lo ha già fatto una volta..ovvero quando Di Caprio era guarito… ma poi resetta tutto… e torna a vivere nel suo mondo con tanto di carcerato…più chiaro di così…. oppure vuoi dirmi che la scena del fiammifero è un errore del regista?? come tutte le altre magari… voi ce l’avete con il fatto che non possono aver fatto un teatrino per una persona e allora escludete tutti i dettagli chiari e ben evidenti che dimostrano che Di Caprio è pazzo… e invece hanno proprio fatto un teatrino come lo chiamate voi… anzi non è un teatrino bensì una metodologia di cura.. e lo spiegano 3 volte nel film! che poi può sembrare strana o eccessiva è un altro discorso… il dottore(il pelato per capirsi) provoca più volte Di Caprio nel film per ottenere una sua reazione..guarda all’inizio quando sono nello studio del dottore…Di Caprio chiede cos ha fatto la “paziente scomparsa” per finire sull’isola.. risp. ha annegato i suoi 3 figli ecc ecc… e subito inquadrano di caprio che ha una reazione strana.. e ha le prime allucinazioni…prima di prendere l’aspirina!… ah ma dimenticavo…sarà colpa della cicca che si è fumato sulla barca che fatalità ha fatto effetto proprio in quel momento… le coincidenze della vita…

  230. Marco

    p.s. all inizio sulla barca “il socio” di Di Caprio gli chiede della moglie… risposta: è morta nell incendio dell apartamento ecc ecc. però poi vuole precisare: sono morte 4 persone!!!! ovvero moglie e 3 figli… lui vuole rimuovere tutto!..più chiaro di così.. e inventa la soria dell incendio ma mantiene esatto il numero delle persone morte…nella casa al lago però!!!! Combatte con questa cosa per tutto il film..basta dire che è impossibile che abbiano fatto tutto questo teatrino per Di Caprio! A voi non piace la trama! e questo un altro discorso…ma non dite che è impossibile! strano lo accetto impossibile no…solo che su quello che dite voi ci si può discutere e ognuno può dire la sua… io invece ti faccio esempi oggettivi di scene reali che ci sono nel film!..e di facile interpretazione…

  231. Luca

    Ciao a tutti!
    Vorrei dividere con voi la mia personale interpretazione:
    Credo che il tema del film siano la “verità” e la “realtà” e come queste vengano alterate…non è semplicissimo spiegarvi qual’è il mio pensiero, ma cercherò di farmi capire…

    Penso che dietro la trama ci sia un discorso politico e sociale.
    Viviamo in un mondo in cui la verità ci viene continuamente negata e con essa la nostra percezione della realtà e del mondo.
    Il sistema non gradisce gli elementi che camminano nella giusta direzione e tende a reprimerli o ad eliminarli per paura che questi inneschino un risveglio collettivo, minacciando gli interessi di chi ha potere.
    Non voglio dire che la trama del film agisca proprio in questo senso, ma sono convinto che tutto il film comunichi un messaggio di fondo che tende in questa direzione.

    Penso che il protagonista non fosse pazzo, non si è inventato nulla e si stava muovendo nella giusta direzione, ma tutte le forze attorno a lui (un sistema) cercano di convincerlo, di confonderlo e di allontanarlo dalla soluzione e dalla verità…ma invano…nel finale il <> che lo “psicanalista” suggerisce al direttore dell’ospedale, a mio avviso, non significa “E’ malato di mente, non c’è niente da fare”, secondo la mia ottica significa una specie di “No, non ci ha creduto, non siamo riusciti ad ingannarlo”…e quindi, come per tutti gli elementi che si muovono verso una direzione sconveniente, le soluzioni sono poche: o eliminarli o renderli docili.

    A portarmi verso questa ipotesi non solo la domanda emblematica che il protagonista si pone prima di andare incontro al suo destino, ma soprattutto l’inquadratura finale del faro…che lascia una sospensione, un dubbio…che altera nuovamente ciò che abbiamo creduto fino a quel momento o quello che ci hanno indotto a credere…forse aveva ragione il protagonista!…forse la verità era dalla sua!…ma l’hanno costretto (educatamente) alla resa.

    Mi sembra che l’intenzione di Scorsese fosse quella di mettere alla prova le percezioni del suo pubblico, distorcendo continuamente la trama attraverso immagini e parole…chissà chi si lascerà ingannato e chi no…

    Questa è l’impressione che ho avuto per tutto il film…così d’istinto!
    Ammetto di doverlo rivedere e la mia non vuole essere una recensione di nessun tipo, solo un opinione da condividere, ma sicuramente mi è piaciuto!!!

    Grazie a tutti!
    Ciao!

  232. ildieffe

    @marco:
    la scena del fiammifero è chiarissima: la luce non va via SOLO quando lui vede la moglie nell’allucinazione! il carcerato esiste e lo dice anche Ben Kingsley…

  233. Momo

    Scusate però, solo una domanda…voi ritenete illogica la partecipazione di tutto lo staff dell’ospedale al role-play, ok, potrebbe sembrare un po’ forzato…ma invece la connivenza, se non proprio la complicità di qualche centinaio di persone tra personale medico e di sicurezza in un complotto per incastrare un agente federale vi sembra logico??
    E se uno si pentisse e parlasse?? Ri-organizzano il teatrino per incastrare anche lui?
    Avanti non è credibile, se proprio di complotto si parlasse a conoscenza ne sarebbero al massimo gli alti vertici. Ne incastri uno e fornisci le prove a 100, non sta in piedi no?
    E tra l’altro, se Di Caprio è pazzo non c’è tanto da spiegare sul perché non riconosca i suoi compagni malati, non riconosce nemmeno il suo dottore. Lui vive nella sua allucinazione, gli altri non li considera proprio o al massimo sono comprimari nella sua messa in scena.
    Ultima cosa: l’isola! Guardate l’isola nell’ultima scena, ho anche postato più su un video, vi sembra un luogo post-uragano??
    Ammesso che abbiano messo in scena la farsa della finta pazzia secondo voi sarebbero riusciti a simulare anche quella tempesta? Ma su :)

  234. mauro

    E’ piu’ facile mettere su un teatrino complottista che un teatrino “guaritore”……………………..Il regista vuole solo spezzare la linea logica per confondere e alterare la realta’ e come vedo c’e’ riuscito con molti!
    Il regista vuole far capire che la societa’ ci manipola e questo puo’ andare contro di te come singolo individuo!!!!!!!!!!!!! UNO CONTRO TUTTI NON VALE NIENTE…………ANCHE SE DICI LA VERITA!!!!!!!!!!!!!

  235. Momo

    @ mauro:
    Che sia più facile incastrare un uomo sano convincendolo di essere pazzo, piuttosto che guarire un pazzo ricordandogli che un tempo era sano mi sembra un po’ azzardata come teoria!!
    Tra l’altro i farmaci possono creare allucinazioni, ok, ma far si che la mente costruisca un falso ricordo dettagliato come quello del flashback finale sulla moglie…
    Altro indizio (ma questo è l’ultimo perché tanto mi rendo conto che alla fine ognuno crede quello che vuole a discapito dei fatti): Di Caprio nel primo ricordo vede la casa avvolta dalle fiamme, giusto? Ma la moglie inspiegabilmente sanguina…come lo spieghi? Alla luce della sua consapevolezza della realtà dei fatti sepolta da qualche parte nella coscienza, l’immagine è chiarissima. Nella chiave della tua interpretazione sembrerebbe un particolare posticcio ed illogico (a meno che i farmaci non abbiano anche il potere miracoloso di farti intuire la menzogna che di lì a poco ti avrebbero raccontato e condizionarti di conseguenza…!).

    Ma a parte questo, qualcosa di sbagliato c’è comunque in tutto il sistema del manicomio. Solo il fatto di pensare di lobotomizzare un paziente, malato o sano che sia, è profondamente disumano e forse nell’altro medico, il sostenitore dell’intervento fisico (perdonate ma non ricordo il nome), c’è una sorta di intrinseca soddisfazione nel veder trionfare le proprie teorie.
    Io tutt’al più il complotto lo vedrei in questo (anche se per quest’ultima parte dovrei rivedere il film).

  236. ildieffe

    @ momo:
    in uno dei primi flashback, quando Di Caprio abbraccia la moglie, quest’ultima sanguina dal ventre e un istante dopo diventa di cenere e si dissolve. Questo secondo me sta a dimostrare che il regista lascia volontariamente aperte due porte, a seconda del fatto che è lui ad uccidere la moglie con un colpo di pistola (con tutte le conseguenze penali del caso) oppure che la moglie muoia in un incendio (appiccato da lei oppure dallo stesso Di Caprio), come quest’ultimo racconta al suo falso collega sulla barca, sottolineando che è morta per il fumo e non per le fiamme.
    Quando avrò più tempo posterò quella che mi sembra la trama più plausibile, sarà un pò lunghetta… sto rivedendo tutte le scene singolarmente e vi assicuro che la versione “ufficiale” fa acqua da tutte le parti: se invece mi sbaglio io e lui è un paziente della clinica a questo punto ha ragione l’utente Ipercritico a definirlo un brutto film. Non regge, basta l’indizio della pistola che ho postato ieri e che nessuno ha commentato: che senso ha dare una pistola carica ad un pazzo e lasciarlo in barca con il rischio che può puntarla alla tempia dei due uomini a bordo? e se è scarica, che senso ha toglierlela al cancello con tutto il nervosismo e la tensione di contorno degli agenti? alla fine, al faro, si capisce perchè…
    saluti a tutti

  237. Matti

    Scusata solo una cosa:

    quando DiCaprio è al padiglione C e parla con George questi gli dice che Laddies non è più lì e che c’è solo un posto in cui si possa trovare, ovvero il faro. Ma quando DiCaprio raggiunge il faro non c’è nessun Laddies, e nemmeno delle stanze segrete in cui possa trovarsi…
    Inoltre, se DiCaprio non fosse pazzo che senso avrebbe tutto il gioco sull’utilizzare le stesse lettere per i vari nomi?
    Queste mie constatazioni non vogliono avere nessun tono polemico, vorrei solo avere delle risposte da voi…

  238. Momo

    Aspetto allora queste incongruenze. :)
    Comunque forse non ci incontreremo mai perché la mia visione è diametralmente opposta. Se Shutter Island fosse fondato sulla vostra teoria allora per me sarebbe stato un brutto film, retorico e banale, nonché poco plausibile.
    Il bello, per quanto mi riguarda, è proprio il fatto che Scorsese lasci presagire questa possibile direzione dell’opera, salvo poi rivelarne gli intenti solo alla fine.
    Ho trovato molto più interessante calarmi nella prospettiva allucinata di Daniels e condividerne gli effetti senza esserne tuttavia per buona parte del film consapevole. Splendida anche la fine in questo caso, perché al cambiamento dello stato mentale di Di Caprio consegue un cambio di prospettiva dello spettatore (tra l’altro anche a me è venuto in mente Lynch, se non altro negli intenti).
    Se solo di complotto si fosse trattato, non l’avrei trovato molto interessante. Insomma, non basta l’intrigo per fare un bel film, o meglio, non basta l’intrigo per rendere bello QUESTO film perché in effetti mi vengono in mente degli esempi dove l’intrigo basta eccome :D

  239. Momo

    @ Matti:
    Infatti giusto, altro punto. Come dici tu George lo manda al faro perché lì si svolge l’ultima parte della terapia e quindi del “gioco” ed essendone lui stesso parte si sta comportando come probabilmente gli è stato detto di fare.

  240. ildieffe

    Secondo me non è un caso che Di Caprio venga lasciato libero di girare da solo nel padiglione C; quando vede George si meraviglia (e ciò testimonia che non può essere stato lì fino al giorno prima..), e viene mandato proprio dal carcerato (in lacrime) nella direzione del faro. Io penso che anche George, sotto minaccia (magari della lobotomia), faccia parte dell’inganno. Non dimentichiamo che è George che ha fatto scoprire a Di Caprio le nefandezze commesse sull’isola

  241. marco

    @ ildieffe:
    le pistole sono faaalseeeeeee!.. dall inizio del film!!!!… ma secondo te ritirano pistole vere e ne fanno una copia falsa di plastica nel negozio di “riproduzione armi in vera plastica” che c’è sull isola tra il bar shutter e il negozio di vestiti da sposa?… anzi no, c’è un incaricato che la porta a boston con il traghetto..fanno una replica perfetta in plastica e la riportano sull isola??? quello ha senso??? e poi secondo te se un agente è disturbato devono mandarlo sull isola e fare tutto quel casino??..non fanno prima a sospenderlo dal servizio e curarlo?… e poi se come dici tu fosse un agente vero e disturbato non gli dai un arma!…perchè poteva usarla anche sul traghetto prima di arrivare sull isola giusto???…poteva fare una strage su quella barca.. anzi no al massimo ne uccideva 2… eh si perchè è normale che sulla barca ci sia solo lui e un collega di un altra città,vestiti uguali… che non si cagano per tutto il viaggio…tranne quando sono davanti all isola…il tipo di portland sarà dovuto andare a boston per imbarcarsi!?!?!?.. o viceversa!?!?!?… oppure si sarebbero dovuti trovare in qualce cavolo di porto/molo…. no!!!! si cagano per la prima volta a cento metri dall isola,dopo un viaggio su una barca vuota!… è normale no??? c’è un motivo se il film parte dalla barca davanti all isola!….perchè è sempre stato li!… fa parte del teatrino come lo chiamate voi.. compresa la consegna delle armi FINTE!… anche perchè se fosse stato un agente vero la pistola poteva tenersela… o pensi che sarebbe andato in giro per il manicomio a sparare ai matti???…

  242. Matti

    Un altro aspetto:

    cosa ne pensate del paziente con cui DiCaprio ha una colluttazione nel padiglione C? Sa chi è in realtà DiCaprio e lo teme? Pensa sia un vero federale? Lo scambia per qualcun altro?

    E poi scusate una cosa?? Già è difficile fare un teatrino convincente con persone normali… figuriamoci con una gabbia di pazzi….

  243. ildieffe

    @marco:
    io ho cercato sempre di usare un tono civile senza facili ironie, cercherò di continuare in questo senso:
    1) se le pistole sono false mi devi spiegare perchè le guardie, tutte visibilmente tese e con le mani sui fucili, sequestrano le armi;
    2) la pistola finta sulla quale hanno fatto le tacche per renderla simile alla sua fa parte del complotto che è architettato dai superiori di Di Caprio insieme ai gestori del manicomio; usando il tuo metro potrei dirti: anche i vestiti degli agenti dove li hanno comprati? alla boutique di shutter island? è OVVIO che è sia la pistola che i vestiti sono una fornitura esterna dell’FBI.
    3) il film inizia con lui che vomita in bagno e poi raggiunge il suo collega che lo chiama “Capo”: se ci fai caso non si stringono la mano ma parlano delle loro vite; probabilmente la conoscenza iniziale è avvenuta mentre salpavano dopodichè Di Caprio si è sentito male. Il fatto che uno sia di Portland e l’altro di Boston non vuol dir niente: potrebbero essere due molto in gamba che vengono da posti diversi per decifrare un caso difficile

  244. marco

    @ ildieffe:
    Ora..lascia stare quello che dico io che potrei essere matto o ingenuo…;)leggi quello che scrivono Momo e Matti… come fai a contraddirli? ti spiegano tutto in modo chiaro… io cerco di descriverti le scene per farti capire ma loro fanno molto di più.. ti spiegano il vero significato del film…il messaggio del film… continuate a portare avanti le vostre teorie sul fatto che non possono aver messo su un teatrino… ma quella è un idea tua… per carità sei libero di pensarla come vuoi vero?… ci mancherebbe… ma non puoi non vedere tutto quello che succede realmente nel film (e che non ha bisogno di essere interpretato perchè è chiarissimo) solo perchè ti può sembrare strano!… sono il primo a dire che è strano ma questo è un altro discorso!…poi sai, la vera vera verità probabilmente la sa solo il regista…. forse! perchè alla fine un pò di casino ce l avrà pure lui in testa..:)
    secondo me ci sono almeno dieci indizi oggettivi che ti portano a pensare che Di Caprio è matto e che è nell isola da 2 anni… contro forse un paio soggettivi che non lo sia… Però ognuno è libero di pensarla come vuole… tanto mi sembra di capire che non ne veniamo fuori!..;) rispetto il tuo punto di vista… ma non lo condivido… cmq su cento persone 50 la pensano in un modo e 50 in un altro… sembra una sfida tra sognatori e realisti… anche a me piace sognare.. e ho cercato in tutti i modi di pensarla come voi prima di convicermi del contrario…mi sarebbe piaciuto forse di più… ma non è il film giusto!…perchè non c’è nulla da interpretare…c’è solo da guardarlo e coglierne il forte messaggio finale….

  245. marco

    @ ildieffe:
    scusa se ti è sembrato che abbia usato un tono sbagliato… non era certo mia intenzione e non c’è motivo di farlo…

  246. ildieffe

    @ matti:
    osservazione intelligente. In realtà se ci fai caso i pazzi con cui ha a che fare Di Caprio sono pochi e abbastanza lucidi (quelli dell’interrogatorio e George). La signora che scrive “Run” sul foglio che bisogno ha di farlo se Di Caprio è un paziente del manicomio? lei sa che a Di Caprio vogliono far credere che si chiama “Ladder”, perciò, appena sente il nome è turbata e in un attimo di umanità scrive quella parola sul foglio.
    La scena del pazzo con cui ha la colluttazione è solo messa lì per rendere verosimile il padiglione C in cui c’è gente che circola libera: sarebbe stato assurdo che avesse incontrato George senza nessun inghippo

  247. ildieffe

    @ marco:
    non ti preoccupare per il tono, quando si scrive può capitare che ci siano dei fraintendimenti.
    Io cerco di usare un metodo scientifico (per deformazione professionale) per cui dagli indizi e dalle prove cerco di arrivare ad una tesi: non ho una verità a cui voglio arrivare per forza, tanto è vero che io all’inizio la pensavo come te (vedi mio post 161). Rivedendo più volte le scene del film sto cambiando idea, tutto qui.
    Magari il pazzo sono io e in tal caso so in quale isola andare in vacanza quest’estate..!!!

  248. marco

    @ ildieffe:
    ma i matti sono matti!… quelli non fingono…e sono gran pochi(come dici tu) quelli che interagiscono con Di Caprio e non influiscono più di tanto secondo me… quando entra nel manicomio lo salutano pure… perchè lo conoscono! e poi Di Caprio vede quello che vuole vedere nella sua pazzia… la tipa scrive run… della serie scappa se puoi perchè se continui così va a finire che ti lobotomizzano… come poi succede… però vedi… quante strade aperte ci sono alla libera interpretazione… probabilmente è il bello del film…

  249. ildieffe

    @ matti:
    piccola aggiunta all’ultimo post in risposta a te. Proprio perchè quella è una gabbia di matti è inverosimile organizzare una pantomima del genere con un paziente: immagina quanti di loro avrebbero potuto dire, vedendolo: “ciao Ladder, che ci fai vestito in quel modo!” dai, ragazzi, è assurdo…

  250. marco

    @ ildieffe:
    ahaha allora chiamami che andiamo a farci una vacanza insieme… speriamo di non finire nel faro però.. ;)
    p.s. la pistola ce la portiamo?.. vera o falsa? ;) ;) …..guarda che io fumo, le sigarette me le porto da casa.. e fumerò solo le mie;)….

  251. Momo

    @ Tutti:
    Non c’è da stupirsi che questo film sia controverso perché a quanto pare anche il libro non l’ha capito nessuno XD
    Ho cercato su Wikipedia dicendomi “leggo la trama del libro e capisco quella del film” ma ho trovato il primo articolo in assoluto nel quale il wiki non spoilera il finale, più una decina di altri articoli che dicevano “film fantastico ma il finale non ve lo dico perché non si svela la conclusione di un giallo” con annessi commenti di gente disperata tipo noi che chiedeva delucidazioni in proposito.
    Però il meno criptico di tutti è stato questo post:

    http://angolonero.blogosfere.it/2010/03/shutter-island-lisola-della-paura-il-film.html

    Se lo leggete, capirete che il finale che si fa intuire del libro (pur non rivelandolo apertamente) è congruente con l’interpretazione che stiamo portando avanti io, marco e matti…penso che il romanzo sia la prova del nove, no?
    Ah tra l’altro si fa esplicitamente il paragone con “Il Sesto Senso”, se lo avete visto…insomma…2+2…

  252. marco

    @ Momo:
    momo… sei invitata sull isola pure tu… ora mi accordo sulla data di partenza con ildieffe e poi ti facciamo sapere…partiamo da Boston cmq… ;)
    Ho letto il post che dici… secondo me non fa una piega.. non male e come dici tu 2 + 2 fa 4…. almeno in Italia… a shutter island non lo so…. ;)
    Oddio fa 4!…. la famosa teoria del 4! ;) ……ecco ci risiamo :)

  253. Momo

    Ahahaha…è vero senza saperlo prima ho fatto credere di essere quello che non ero…adesso tiro fuori la legge del quattro…questo film mi ha plagiata e parecchio O__O
    Non sono tanto sicura di voler venire su Shutter Island…troppe analogie con Teddy, non credo mi lascerebbero tornare…

  254. ildieffe

    @momo:
    fai bene a non venire, anche perchè l’anagramma di “ildieffe marco momo” fa “mimo offre melodica”: resteremmo sull’isola a vita a cantare o esprimerci a gesti..!!

  255. Irma

    254 commenti! Il Sesto senso era ( come Memento o The Others e altri film del genere – per cui c’è anche una definizione ma non la ricordo ) un invito a rivedere tutto quello che si era visto fino a quel momento in un’ottica rovesciata : quindi, in questo caso, quello non è più ( o forse non è mai stato ) un agente federale, nessuna donna è fuggita dall’istituto, nessuno ha appiccato il fuoco provocando la morte della moglie di Teddy e così via. Il film traspone fedelmente il libro di Lehane ( che ha un finale “leggermente” diverso , perchè Teddy riprende a “fare” l’agente federale e il collega o psichiatra fa un cenno al dottore quasi per dire:”Non c’è niente da fare”. Nel film c’è la famosa frase di Teddy: messa lì per caso? Come una firma d’autore? Che ci sta a fare quella frase? Voglio dire: Teddy non è guarito dal suo delirio? Teddy è guarito ma finge di non esserlo? Perché? E perché mai non potrebbe essere una vittima di un qualche complotto?). Guardando le cose un po’ dall’esterno dell’isola ( perché lì dentro niente è come sembra) copio un piccolo brano da una dichiarazione di Scorsese a proposito del film ( poi, si sa, una cosa sono le intenzioni dell’autore, un’altra quello che lo spettatore coglie o riesce a cogliere, anche con un po’ di libertà). Saluti a tutti i commentatori

    “Il film è tratto da un libro di Dennis Lehane, autore anche di Mystic River e Gone Baby Gone. Il materiale ha avuto un grande impatto su di me perché conosco un certo senso di paura e paranoia: avevo 10 anni nel 1952, vivevo a New York e sono cresciuto insieme a queste cose, lo stesso feeling che poi viviamo oggi. Poi sono sospettoso delle autorità, sono sospettoso di chi è al potere, non ci sono dubbi, anche perché è un lavoro molto difficile. Ovviamente tutto ciò si riflette sui soggetti che scelgo per fare i miei film.”

  256. ildieffe

    Ciao ragazzi, come promesso vi posto quella che secondo me è la trama più plausibile del film; ho cercato di essere il più possibile breve ma nello stesso tempo anche esaustivo, cercando di non dimenticare i dettagli più significativi e riportando concetti già da me espressi.
    Premessa d’obbligo: come già accennato in un mio precedente post in uno dei primi incubi Teddy abbraccia la moglie che perde sangue dal ventre e subito dopo diventa di cenere e si dissolve; per questo motivo rimane il dubbio sulla reale dinamica della morte della donna e sulle modalità dell’incendio: io ho dato quelle che ritengo più funzionali alla storia, ma non ne escludo altre.

    1) La moglie psicolabile di un agente federale reduce della seconda guerra mondiale uccide i suoi 3 figli annegandoli nel laghetto della loro casa di campagna; la donna poi morirà nell’incendio della loro abitazione (provocato da lei) oppure viene uccisa dal marito il quale ne simula il suicidio appiccando un incendio nella loro abitazione. Teddy, distrutto dall’accaduto, diventa instabile e per questo motivo riesce sempre con maggiore difficoltà a proseguire con profitto e lucidità il suo lavoro di agente; nel frattempo è venuto a conoscenza di strani esperimenti che si verificano nel manicomio di Shutter Island dopo l’evasione di un paziente socialista, ricoverato sull’isola, che Teddy stesso aveva fatto incarcerare (questo lo si scopre nella scena del padiglione C ed è lo stesso agente che lo rivela al suo “collega”). La sua difficoltà a lavorare e le sue scomode conoscenze sull’isola convincono i suoi superiori, in collaborazione con i gestori del manicomio, ad ordire un complotto nei suoi confronti facendolo andare a Shutter Island con un pretesto allo scopo di internarlo, sfruttando le sue fragilità e i suoi scheletri nell’armadio (tragedia familiare e atrocità della guerra, in particolar modo il fatto che in entrambi i casi non è riuscito a salvare vite umane).
    2) A questo punto inizia il complotto con la creazione del personaggio del criminale Laeddis, che viene ritenuto responsabile dell’incendio dell’appartamento e che, guardacaso, si troverebbe sull’isola. Teddy accetta senza esitazione il caso della paziente scomparsa proprio perché vuole incontrare Laeddis e vuole indagare su ciò che succede nel manicomio, come rivela anche al suo “collega”. Viene affiancato a Teddy, sotto mentite spoglie, lo psichiatra del manicomio, che viene spacciato per un agente dell’FBI di Seattle, città molto lontana da Boston, il luogo da dove viene il personaggio interpretato da Di Caprio. La notevole distanza tra le due città (situate su lati opposti degli Stati Uniti), secondo me non è casuale perché rende più credibile il fatto che i due agenti non si conoscano (pur lavorando per lo stesso apparato statale) non provenendo da ambienti lavorativi facilmente interconnessi. Sulla barca inizia la somministrazione di droghe a Teddy tramite la sigaretta offerta dal “collega”, il quale in quella scena sta già fumando per cui è possibile che le due sigarette non provengano dallo stesso pacchetto: inoltre Teddy sostiene di essere sicuro di aver portato le sue ma non le trova, per cui gli sono state sottratte dai suoi colleghi di Boston.
    3) All’arrivo sull’isola vengono sequestrate le pistole degli agenti dalle guardie le quali sono molto nervose e preoccupate con le mani ben salde sui fucili: evidentemente l’arma di Teddy è carica, altrimenti avrebbero acconsentito a lasciargliela; in questo caso cade l’ipotesi che lui sia un paziente del manicomio, non essendo possibile lasciare un’arma carica ad un pazzo, il quale potrebbe puntarla alla testa dei due uomini sulla barca e scappare oppure ferirli o ucciderli; se fosse scarica non si spiegherebbe la tensione delle guardie e il sequestro dell’arma. Il caso della donna scomparsa è ovviamente una montatura, e a questo proposito è interessante la scena della ricerca di Rachel: ad un certo punto Teddy chiede al capo degli agenti se hanno controllato le grotte (usa il plurale) sotto la scogliera; la risposta è negativa, in quanto quella zona è infestata da erbe pericolose, il che è palesemente una risposta ridicola (e premeditata) che non fa altro che aumentare la curiosità dell’agente (il quale ovviamente successivamente ci andrà). Il caso della donna scomparsa si risolve; le scarpe da uomo nella cella e il ritrovamento del foglietto sono entrambi step per incastrarlo, cioè per fargli credere (in futuro) che il paziente è lui e che quella era la sua stanza; naturalmente la storia che la donna abbia ucciso i suoi figli è per fargli rivivere i fantasmi del passato.
    4) Passiamo ai rapporti con le persone presenti nel manicomio. Nell’interrogatorio dei pazienti vengono scelti quelli più lucidi (o meno pazzi, fate voi), che stanno al gioco; in particolar modo la donna assassina, non appena sente il nome Laeddis, scrive “run” sull’agenda approfittando dell’assenza del “collega”di Teddy; questo fatto secondo me testimonia che lei, sapendo che quello è un nome di fantasia, tira fuori la sua umanità e tenta di salvare l’agente: riflettendoci bene non ha senso scrivere “scappa” sull’agenda di qualcuno che, come te, è paziente nello stesso istituto da due anni. Molti altri pazienti non vengono ascoltati perché sono matti da legare, e proprio questo fatto secondo me è l’assurdità della versione ufficiale della storia: come si fa ad organizzare una pantomima con il rischio che un matto possa far scoprire tutto? Tra i 66 pazienti è verosimile che non ce ne sia nemmeno uno che dica “ciao Laeddis, come ti sei vestito oggi?”. (C’è una donna all’inizio del film che si mette il dito sulla bocca come fosse un invito a tacere, ma non riesco ad interpretarlo come un indizio a favore del Di Caprio paziente lì per due anni). Nel frattempo continua la somministrazione di droghe a Teddy tramite pillole e sigarette; da notare che quando i due agenti rimangono senza vestiti dopo la tempesta un inserviente offre loro due pacchetti dandoli in mano al “collega”, il quale naturalmente sa quale dei due pacchetti dare a Teddy…
    5) Siamo ora alla visita del padiglione C, dove Teddy immagina sia imprigionato il presunto Laeddis; l’agente viene lasciato volutamente da solo e raggiunge, non senza difficoltà l’ultima cella: qui, con sincero stupore, incontra George (il socialista) che lui stesso aveva fatto incarcerare la prima volta, tant’è vero che il carcerato gli urla che lui è lì per colpa sua; da notare che George è molto lucido ed anche lui, impaurito e probabilmente minacciato, è parte del complotto: deve infatti spingere Teddy ad andare al faro, cosa che puntualmente accade. In questa scena l’agente incomincia ad avere le allucinazioni e , appena appare la moglie, c’è luce nonostante lui spenga l’ennesimo fiammifero (non è un caso e nemmeno un errore del regista). L’apparizione della moglie scompare dopo pochi secondi, e allo stesso modo scompare il suo collega morto sotto al scogliera ed i topi che escono da una fessura della roccia; queste tre sono palesemente delle allucinazioni, a differenza della dottoressa nella caverna la quale, al contrario, non solo non scompare ma interagisce con Teddy per diversi minuti, addirittura lo tocca svegliandolo e dicendogli di andare via; io credo che la donna nella caverna non sia un’allucinazione: la bocca della caverna non è in una posizione particolarmente impervia per cui è credibile che sia stata messa lì (con il fuoco a fare da specchietto per le allodole); in quest’ottica i conti tornano con una delle scene iniziali in cui il capo delle guardie ammoniva di non recarsi nelle grotte. Qualcuno potrebbe obiettare che non è logico ed è addirittura controproducente far dire alla donna che in quel posto si praticano esperimenti sugli umani; io rispondo che anche il finto collega di Teddy, nella cappella del cimitero, gli insinua il dubbio che sia stato mandato sull’isola con l’inganno, il che contraddice la versione “ufficiale”, secondo cui lui è un paziente dell’isola da due anni; secondo me queste due scene, apparentemente inutili, riguardano aspetti psicologici che non conosco, magari per confondere le idee a Teddy, ma questo bisognerebbe chiederlo a chi ha scritto la sceneggiatura o il libro.
    6) Il faro. Qui, secondo me, si compie il capolavoro del regista; Ben Kingsley rivela il giochetto dei due anagrammi (l’agente-Laeddis e la moglie-la dottoressa Dolores) e svela a Teddy che è stato lì per due anni; l’agente scopre che il suo collega è un bluff e che quindi è stato ingannato; prende la pistola che riconosce come sua ma che in realtà è una finta arma con dei segni di riconoscimento che la rendono simile alla sua (Teddy lo dice espressamente); adesso si capisce perché gli è stata sequestrata all’inizio del film.
    7) Il finale è ovvio: Teddy potrebbe far finta di essere impazzito ma non lo fa, preferisce la lobotomia pur di non vivere con i rimorsi ed i sensi di colpa.

  257. Ipercritico

    @ ivano:
    Grazie, terrò sicuramente conto di un commento così ben scritto, articolato e ricco di spunti di riflessione, evidentemente scritto da un fine conoscitore di cinema rispetto al quale non potrò mai competere.
    Ciao
    Ip

    @ Gianni:
    Per te c’è solo una parola:
    VERGOGNA per come ti esprimi;
    VERGOGNA per la gratuità e la violenza che trasmetti con le tue parole;
    VERGOGNA per l’inadeguatezza del tuo commento, assolutamente maleducato e fuori luogo che non offende solo me ma anche tutti i lettori del blog;
    VERGOGNA per la tua codardia che ti permette di esprimerti così solo perchè ti nascondi dietro l’anonimato di un blog.
    Se non l’avessi capito bene, devi solo VERGOGNARTI!!!
    Ip

  258. Anthony

    Sono fresco di cinema, ho appena visto il film e ho deciso di scrivere il mio commento subito, fresco fresco.
    Innanzitutto premetto che ho gradito il film e l’ho trovato molto interessante, tutto tranne che scontato. La trama lascia molti indizzi lungo la sua corsa, è vero, e permette allo spettatore di intravedere il finale, vero anche questo, però Scorsese non ha fatto un errore in tutto ciò, e semplicemente perchè il film può essere visto con 2 interpretazioni, entrambe imperfette e ciò fa si che una non ESCLUDA l’altra. Lo scopo del film è quello di farvi uscire con un dubbio, in un certo senso lo spettatore esce dalla sala sentendosi proprio come il protagonista. La storia della malattia mentale è la più convincente, ma lo è perchè i medici hanno architettato bene il piano oppure perchè il protagonista è veramente diventato pazzo? Vi ricordo che ci sono scene che sono molto ben costruite e che fanno anche quadrare la versione del complotto. Prima: L’inizio del film è molto chiaro, il protagonista arriva al manicomio in veste di Agente federale e non di paziente e mi sembra improbabile che i medici l’abbiano lasciato girare così per l’isola. Secondo fatto: L’incontro nella grotta con la ex dottoressa è forse la scena che spezza in 2 il senso del film, è la scena chiave e quella che lascia davvero lo spettatore col dubbio. Se lei è vera, il complotto c’è stato, se lei è falsa, il protagonista è impazzito. Con ciò affermo che il film non è vero che è scontato o brutto ma anzi, bello e necessita di una visione accurata.
    Se poi lo si vuole confrontare con the departed beh, the departed è the departed.

  259. Pietro Ferraro

    @ Ipercritico:
    Caro Ip come avrai notato il commento di tale Gianni è stato cancellato per ovvi motivi, a chiunque altro abbia intenzione di “sfogarsi” nella zona commenti del blog, sappiate che le volgarità gratuite e non, non saranno tollerate visto che sino ad ora, per quanto in alcuni momenti vivace, la discussione è rimasta sempre su un piano civile e così vogliamo che resti. Grazie e un saluto a tutti.

  260. mauro

    BRAVO DIEFFE……………QUESTA E’ LA VERA TRAMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA….

  261. Ipercritico

    @ Pietro Ferraro:
    Caro Pietro, apprezzo la politica del blog mirata a impedire che la discussione scada di qualità e buona educazione, purtroppo entrambe le cose sono qualità sempre più rare da trovare.
    Concordo sul fatto che fino ad ora seppure in alcuni momenti la discussione si sia accesa, a volte anche senza una ragione, la totalità dei commenti sono più che rispettabili e soprattutto meritevoli di trovare spazio e permanere sul blog e vi faccio i complimenti per la selettività nei confronti di quei commenti che nulla hanno a che fare con lo spirito che anima un blog, in particolare un blog di cinema.
    Grazie dello spazio!
    Ip

  262. Irma

    In effetti non c’è motivo per trasformare la discussione su un film in una polemica. Un film può piacere o meno, può sembrare riuscito o meno, ognuno può leggerlo secondo la sua esperienza e , soprattutto nel caso di un film abbastanza problematico come questo di Scorsese, proporre degli spunti, accettarne altri. Adesso, per esempio, letti i vari commenti , mi interessa riproporre le considerazioni del regista sul libro di Lehane, per capire cosa lo ha stimolato in particolare a fare questo film e per verificare fino a che punto è riuscito a comunicare certe idee e certe emozioni agli spettatori. Tutto qui. Il dubbio sulla “vera” storia fa parte dello spettacolo ( e non c’è niente di male ) e fa parte anche di un “senso” che il regista ha voluto esprimere ( e anche in questo non c’è niente di male). Magari se non assolutizziamo i punti di vista ne guadagna lo spirito critico. Ciao

    “…in Shutter Island ci sono diversi riferimenti al cinema tedesco e americano degli anni Quaranta e Cinquanta… Billy Wilder, innanzitutto, ma anche Otto Preminger, di cui ammiro un film intitolato ‘Vertigine’ che ho fatto vedere ai miei attori e alla troupe. Giocare con tutte queste citazioni è stato divertente, anzi, è stata l’unica parte divertente dell’intero processo, perchè mi sono spesso scoraggiato… mi è capitato di trovarmi insieme ai miei attori e di non sapere quale direzione prendere o cosa efettivamente stessimo cercando”.

    “Mi piaceva l’angoscia che si respira nella storia ” – ha spiegato il regista -. “Mi riconosco nella paura e nella paranoia che vengono descritte. Sono cresciuto a New York, e ricordo gli anni Cinquanta… quell’atmosfera inquietante, di pericolo incombente… farà sempre parte della mia vita”.

    “Qui …la violenza nasce dalla sofferenza. Leggendo il libro di Lehane mi sono chiesto: chi siamo noi come esseri umani? Siamo tutti destinati a fare del male al prossimo? C’è violenza dentro ognuno di noi? E se scoppia, come facciamo ad arginarla?”

  263. mauro

    ma secondo voi un pazzo ha piu’ periodi di lucidita’ o di pazzia??? sicuramente teddy era un soggetto borderline ma non un pazzo……………………………………………………!!!!!!!!!!!!!

  264. marco00

    Io ho trovato il film gradevole..non un capolavoro di Scorsese ma un prodotto di intrattenimento più che piacevole..non mi soffermo molto sul piano critico che può ovviamente essere soggettivo, a livello interpretativo ho notato una generale tendenza a ricercare soluzioni quantomeno fantasiose e forzate(innestate forse da una certa confusionarietà in alcune fasi del film),ci tengo però a sottolineare che il regista alla fine del film ha voluto palesare un finale che alle interpretazioni soggettive lascia ben poco spazio(tesi avvalorata da alcune dichiarazioni di Scorsese)..il protagonista sembrerebbe preferire il rifiuto dei crimini di cui si è macchiato rifiutando di vivere come il mostro che ha ucciso la moglie e abbandonandosi ad una realtà più confortante(ad un finale più confortante si sono abbandonati anche molti spettatori rifutando ,come il protagonista del film, la veridicità di determinati avvenimenti)..ovviamente si tratta di un’ interpretazione molto superficiale..la pellicola di scorsese per le sfumature di carattere sociale, politico, psicologico meriterebbe un analisi di tutt’altra profondità..
    Ho invece molto apprezzato l’apparente prevedibilità del film..la trama e si, prevedibile, ma non prevedibile verso una soluzione univoca, dal momento che il regista è bravissimo a tenere vive due diverse possibilità per quasi tutta la durata del film, è bravissimo a suscitare nello spettatore il dubbio, o la speranza che in effetti Di Caprio sia al centro di una cospirazione, ogni gesto, ogni indizio a disposizione può essere letto in maniera ambigua fino alla soluzione finale che sembra sciogliere ogni dubbio e a lasciare lo spettatore non stupito, ma intristito, deluso nel momento in cui le sue speranze si dimostrano illusorie, e il peggiore dei due possibili sviluppi diventa realtà.
    Per queste capacità di insinuare il dubbio nello spettatore e per l’elevato coefficiente di emozioni suscitate considero Shutter Island un ottimo thriller(ma non un capolavoro).

    @ ipercritico
    non capisco il motivo delle scelta del nome ipercritico, dal momento che del critico hai ben poco e se posso permettermi palesi sia scarse capacità retorico-formali che poca competenza cinematografica..le tue argomentazioni sono spesso fallaci e lacunose..esprimi pareri non supportati da strumenti argomentativi idonei..manca qualsiasi esemplificazione o riferimento autorevole..troppo facile dire che il film è noioso senza dare spiegazioni..troppo riduttivo dire che il tema psicologico è trattato male senza spiegare come..infine troppo superficiale dire che i personaggi sono pessimi senza spiegare perchè..
    La mia vuole essere una critica costruttiva, ti prego di non scambiarla per un attacco personale, rispetto i contenuti da te espressi ma non certo i modi in cui li hai espressi.
    Ti sei posto nei confronti degli altri in maniera supponente, presuntuosa e con una superficialità che personalemente considero inaccettabile..non mi stupirei quindi al posto tuo di essere stato spesso al centro di attacchi all’interno del blog.
    Ti pregherei ti assumerti le responsabilità di una cattiva scelta della modalità comunicativa e di chiedere scusa a tutti quelli che come me hanno letto nelle tue parole delle lampanti provocazioni(oltretutto prive di qualsiasi spessore)

  265. albertob

    @ marco00:
    chapeau

  266. Ipercritico

    @ marco00:
    Carissimo Marco, condivido buona parte della tua prospettiva rispetto al film ma sono veramente dispiaciuto nel prendere atto che come è successo ad altri non puoi resistere nel criticare in modo aspro i miei moltissimi commenti, spessissimo reazioni a persone che mi chiamavano in causa e non alla supponenza di saperne più degli (in moltissime occasioni ho ribadito che tutto quello che ho scritto sono miei personalissimi pensieri, mie opinioni che hanno tutto il diritto di cittadinanza sul blog tanto quelle di tutti gli altri).
    Non capisco come fai a giudicare, perchè mio caro Marco non so se te ne sei accorto ma hai GIUDICATO i miei commenti con frasi del genere “scarse capacità retorico-formali che poca competenza cinematografica” oppure “troppo facile dire che il film è noioso (ma perchè non posso essermi annoiato??, ma il diritto di esprimere le proprie emozioni durante un film è vietato??sarò troppo democratico ma non capisco proprio la tua prospettiva)” e non sottolineo parole come “superficiale”.
    Perdonami so che sembrerò supponente ma nella parte del tuo commento rivolta a me non ci vedo nulla di costruttivo non ci vedo nulla perchè hai avuto un tono dispregiativo rispetto al mio pensiero e quindi non so proprio cosa ci sarebbe di costruttivo ?!?.
    Quello che più di tutto mi fa sorridere è che tu di fondo mi accusi di aver voluto fare il critico cinematografico (cosa che ho sempre ribadito con forza non mi compete proprio) e massacri (nella tua ottica costruttiva i miei commenti che sono convinto tu non abbia letto nella loro totalità) premettendo però che la tua è una interpretazione “ovviamente si tratta di un interpretazione superficiale” ma allora come fai a criticare i miei commenti nel contenuto, nella forma e nella sostanza se ti limiti ad una interpretazione superficiale, fatta credo da te che sicuramente non sei un critico cinematografico tanto quanto me??
    Comunque ho letto il tuo messaggio, ovviamente non lo condivido, come ho ripetuto sopra ho detto moltissimo sul film e lascio volentieri spazio agli altri.
    Non ti piacciono i miei commenti, democrazia vuole che puoi non leggerli.
    Diciamo che nelle mie parole ognuno può leggere quello che vuole, tu hai letto delle lampanti provocazioni, altri lettori del blog, piacevoli spunti di conversazione.
    Ti inviterei ad occuparti di altro e non pensare a chi dovrei o no dovrei chiedere scusa, visto che in più di un occasione ho subito attacchi personali, fino all’insulto (fortunatamente cancellato) di qualche giorno fa.
    Spero non vorrai più interpellarmi avendo tu espresso benissimo la tua opinione su di me di cui sicuramente i lettori del blog avevano proprio bisogno.
    Ciao
    Ip

  267. il numero 7

    ma questo ragazzi è un filmone! vabbene la perfezione alla kubric ma sindacare oltre il dovuto credo non sia giusto,il film doveva pur iniziare allora perchè chiedersi:Ma come hanno fatto a mettere di caprio su di una nave e resettarlo come una macchina? Acuta l’osservazione di chi faceva notare che all’ingresso del manicomio di caprio venga salutato..ciò nonostante questo credo non voglia dire nulla(e voglia dire tutto) avete mai pensato all’ipotesi che neanche scorsese abbia la soluzione della sua creatura? Gli è uscita così.E basta.

  268. marco00

    @ Ipercritico:

    caro ipercritico..Hai tutto il diritto di esprimere la tua opinione su un blog democratico come questo..sicuramente una persona democratica come te riconoscerà che io(come altri prima di me) possa avere tutti i diritti di esprimere la mia opinione relativamente ad un modo di fare che non condivido perchè l’ho soggettivamente considerato inappropriato(come tu hai fatto con altri)..esprimere un parere quindi,come dici tu,è espressione della democrazia..sei liberissimo di annoiarti durante la visione di un film..sebbene non mi sia molto chiara l’equazione il film mi ha annoiato=il film è noioso..perchè vedi..la seconda è un giudizio di valore (assoluto), solo la prima rappresenta un opinione personale..ora questo modo di comunicare da parte di una persona che sostiene di esprimere solo pareri e pensieri personali è inappropriato..Ripeto..è la differenza profonda che passa tra l’esprimere un parere soggettivo e uno assoluto..Se ho sbagliato a considerare le tue frasi provocatorie ti chiedo scusa, ma mi permetto allora di consigliarti una scelta comunicativa diversa..Ho considerato inoltre superficiali alcune tue affermazioni..è forse falso che hai espresso giudizi di valore senza addurre alcuna plausibile giustificazione o valida argomentazione?quindi se ti chiedi il perchè di un certo ostracismo da parte di alcuni lettori ribadisco che troverai la risposta rileggendo i tuoi post e riflettendo in maniera più attenta sul tuo modo di porti.Non capisco dove hai potuto leggere delle critiche alla sostanza e al contenuto dal momento che mi sembrava evidente che la mia fosse una critica relativa alla forma, al modo in cui hai scelto di porti nei confronti del film e degli altri lettori..non essendo tu un critico e non avendo quindi la competenza e l’autorevolezza che legittimi la tua opinione e ti consenta di porti al di sopra degli altri lettori dovresti scegliere con cura i termini che usi e la portata delle tue affermazioni ed evitare situazioni in cui non a caso ti è stata fatta notare una certa presunzione..come dici tu nemmeno io sono un critico e confermo in effetti la superficialità della mia analisi cinematografica..la differenza è che io ho espresso un parere, tu hai espresso un giudizio di valore..
    inoltre,ripeto, le mie osservazioni nei tuoi confronti erano relative solo ed esclusivamente alla forma utilizzata..alla comunicazione..campo in cui posso dire di avere una certa preparazione.
    Per dirlo con parole semplici e dirette..se non sei un critico, se non hai la competenza cinematografica e retorica del critico,se sei superficiale nella tua analisi non dovresti porti con la supponenza di chi conosce la materia ma possibilmente scegliere una modalità comunicativa diversa..ciao

  269. Ipercritico

    @ marco00:
    Caro Marco, ripeto e spero di concluderela qui perchè personalmente (nota che ho scritto personalmente) reputo la tua una polemica sterile avendo io anche scritto le tue frasi alle quali ovviamente non hai risposto le ripeto

    “dal momento che del critico hai ben poco e se posso permettermi palesi sia scarse capacità retorico-formali che poca competenza cinematografica..le tue argomentazioni sono spesso fallaci e lacunose..esprimi pareri non supportati da strumenti argomentativi idonei..manca qualsiasi esemplificazione o riferimento autorevole..troppo facile dire che il film è noioso senza dare spiegazioni..troppo riduttivo dire che il tema psicologico è trattato male senza spiegare come..infine troppo superficiale dire che i personaggi sono pessimi senza spiegare perchè..”

    secondo te dire che uno palesa scarse capacità retorico formali è un giudizio nella sostanza o un opinione soggettiva?Secondo te dire che mancano esemplificazioni o riferimenti autorevoli è un giudizio nella sostanza o un opinione soggettiva?

    Non continuo perchè mi sembra chiaro il tono del tuo commento ma forse se io critico o ipercritico non posso farlo perchè esprimo un “giudizio di valore”, mentre tu puoi perchè massacri i miei commenti con queste frasi salvo poi nasconderti distro al fatto che secondo te è solo un opinione.
    Caro Marco anche quando si insulta una persona è un’opinione ma non per questo è lecito farlo.
    In merito al concetto che credo tu usi weberianamente temo si fuori luogo in un blog di cinema, anche perchè credo (sempre molto personalmente) che nessuno abbia voglia di una disssertazione sul concetto di “giudizio di valore” che tu sicuramente sapresti fare con maestria a tutto il blog.

    Sempre molto personalmente se ho qualcosa da dire a qulcuno mi prendo la resaponsabilità di quello che dico, quindi se hai un problema con il mio con cui mi sono espresso nei miei commenti fallo presente a chi gestisce il blog e se verrà ritenuto opportuno ti assicuro che saranno rimossi, per il resto ti chiederei di non farmi soggettivamente (come ti piace definire il tuo approccio alla mia persona) notare come dovrei comportarmi perchè ti assicuro che nessuno su questo blog può lamentarsi di essere stato attaccato da me direttamente, iniziando io una polemica sterile, ripeto sono sempre state reazioni a te ed altri e sinceramente se le persone non accettano “soggettivamente” che alcuni si possano esprimere in un modo alle quali non piace, direi che non può essere un problema mio.
    Non ti elenco tutte le persone con le quali ho serenamente conversato dall’inizio o con le quali dopo una piccola falsa partenza ho comunq

  270. Ipercritico

    @ marco00:
    segue dal precedente:

    comunque conversato pacatamente e serenamente di cinema perchè mi sembra superfluo, mentre ti posso assicurare che chi mi ha attaccato da subito, rappresenta una minoranza, quindi reputo che non ci sia nulla di scandaloso nel mio modo di rapportarmi agli altri.
    Ti invito di nuovo a non citarmi più in causa e a non consigliarmi nulla come io non mi sono mai permesso di fare con nessuno a meno di reagire ad attacchi diretti alla mia persona e epiteti o giudizi espressi su di me.
    Ripeto ho letto con interesse la parte in cui commenti il film per il resto siceramente direi a tutti:

    - basta parlare con o di ipercritico non credo di essere interessante quanto il film!!

    Saluto tutti e avverto per evitare di essere di nuovo chiamato in causa: fate attenzione a leggere i miei commenti possono ingenerare intolleranza in alcuni soggetti.
    Ciao Marco!
    Ip

  271. marco

    @ marco00:
    oh! finalmente!… bravo! per tutto!
    voto al tuo post 264…. 10!

  272. marco00

    @ Ipercritico:

    Caro ipercritico, io non la definirei una sterile polemica, ma un semplice scambio di vedute..ho manifestato il mio disappunto in merito ad un atteggiamento che non ho gradito da parte tua..non ritengo peraltro che ci sia qualcosa di male nel dibattere in un blog oltre che dei contenuti anche delle forma con cui gli stessi vengono proposti..anche perchè l’ho fatto sempre col massimo rispetto..mi rammarico della tua mancanza di interesse nel volerti confrontare civilmente e pragmaticamente sulle questioni da me sollevate..ma rispetto il tuo punto di vista e metto fine al dibattito..prima vorrei tuttavia precisare la portata delle mie parole da te sottolineate dal momento che sembra ti abbiano particolarmente colpito..ti sembrerò ripetitivo ma probabilmente hai travisato il senso di alcune mie affermazioni che potrei riassumere in estrema sintesi come una critica relativa alla tua superficialità nell’analisi della pellicola..hai espresso una serie di critiche del tutto immotivate, non argomentate al film di scorsese, il tutto accompagnato da una supponenza che per qualcuno che non ha l’autorevolezza e la competenza del critico appare decisamente eccessiva..di conseguenza dovresti adeguare il tuo stile comunicativo a quelle che sono le tue conoscenze in materia..detto questo aggiungerei che nel momento in cui sottolineo la tua mancanza di capacità retoriche-formali chiaramente non esprimo un opinione ma un giudizio di sostanza, ma esprimo un giudizio di sostanza relativo ad una materia(la comunicazione), nella quale, come dicevo nel post precedente, ho una certa esperienza, cosa che tu non puoi dire a livello cinematografico..quindi io esprimo un cosiddetto giudizio di sostanza solo e soltanto se ho la competenza per farlo..a livello cinematografico ho espresso un parere, tu hai espresso un giudizio di sostanza, nessuno dei due ha la competenza per esprimere un giudizio di sostanza o perchè no un giudizio di valore.
    In altre parole mi sono permesso di dire che hai dimostrato scarse capacità formali e retoriche e che hai espresso critiche che non posso che definire superficiali.. l’ho fatto in virtù di una conoscenza della materia comunicazione superiore alla media..quindi in definitiva ritengo che il mio giudizio di sostanza sul tuo modo di comunicare non possa essere messo sullo stesso piano del tuo giudizio di sostanza sulla materia cinematografica..il mio è un giudizio legittimato da una profonda conoscenza, il tuo giudizio per tua stessa ammissione non ha la stessa autorevolezza.ciao

  273. ildieffe

    @ipercritico
    io credo che andrebbero evitate frasi come quella del tuo post N.17 rivolta ad un utente:
    “io avevo capito il 90% del film dopo 30 minuti (quindi per me pessimo thriller psicologico e scontato), tu sei rimasto nel dubbio fino alla fine”.
    E’ chiaro che in questo modo non sempre crei le premesse per una discussione civile, specialmente per un film che offre varie interpretazioni; anche la tua affermazione di non voler vedere il film due volte secondo me non va nella direzione giusta per un tuo possibile (e umano) dubbio interpretativo.

    Saluti a tutti

  274. Ipercritico

    @ ildieffe:
    Caro ildieffe, mi spiace che anche tu cada nella polemica costringendomi a puntualizzare.
    Ti invito a notare che il mio post numero 17 è la conclusione di uno scambio di opinioni civilissimo iniziato con un attacco da parte di Arturo con il post nr.2, a cui ho risposto con durezza, ma sempre nel rispetto della persona, nel post nr.8 (non so se tu avresti ringraziato se io ti avessi detto “ma che film hai visto? fallo tu il regista!!) al quale è seguito il post nr.11 di Arturo che io ho apprezzato e a cui ho risposto con il post nr.17.
    Lo stralcio della frase che tu hai citato è contestualizzata in una frase pià ampia in cui riconosco ad Arturo rispetto al suo post nr.2 la possibilità di confrontarsi e infatti io dico per intero
    Mio post 17: “Caro Arturo, APPREZZO MOLTO questa tua specifica, sicuramente migliore di “..fallo tu il regista!!!”, ora capisco che siamo semplicemente su due posizioni completamente opposte: 1) io avevo capito il 90% del film dopo 30 minuti (quindi per me pessimo thriller psicologico e scontato), tu sei rimasto nel dubbio fino alla fine; 2) per me Di Caprio è stato trascinato in un ruolo che non gli si addice affatto ma in buona parte è stata colpa del copione secondo me, per te è stato impeccabile.
    Grazie delle specifche!”
    Non capisco cosa ci trovi di negativo?Io ho esrpesso la mia opione rispetto a due punti del film, ho scritto serenamente in risposta a due post di Arturo “siamo su due posizioni completamente opposte” e ho ringraziato Arturo per le specifiche rispetto al primo post che era diretta a me.
    Cosa ci trovi di inadeguato?
    Non ho chiuso lo spazio ai dubbi interpretativi, ho solamente espresso la mia idea, fra l’altro poi ripresa in molti altri post dialogando con altri lettori potresti leggere tutti i post ma sinceramente non te lo consiglio, sicuramente risulterebbe noioso :-) ho sempre lasciato liberissimi tutti di spiegare, interpretare e dare tutte le spiegazioni che vogliono al film.
    Faccio notare, come ho già fatto in molti altri casi, che già nei primissimi posto scrivevo fra aprentesi “(quindi per me pessimo thriller psicologico e scontato)”, per me significa che non pretendo che gli altri la pensino come me.
    Caro ildieffe come ho detto in precedenza vorrei uscire da qualsiasi polemica e mi spiace che dopo diversi tuoi post in cui ti sei occupato giustamente, liberamente del film, ora tu vada a cercare cose che sinceramente poco hanno a che fare con il cinema.
    Grazie e buona giornata!
    Ip

    @ marco00:
    Perdonami Marco, ma personalmente io non ti conosco e purtroppo come spesso accade la presunta conoscenza di qualcosa non significa conoscerla realmente.
    Alla fine del tuo ultimo intervento chiudi con un palese “giudizio di valore”, ripeto concetto weberiano (ecco le citazioni erudite che cerchi ma non ne capisco il senso in questo blog) visto che con questa bellissima frase conclusiva praticamente mi dai un’insufficienza rispetto una presunta capacità comunicativa che una persona dovrebbe avere, perchè tu hai le competenze per valutare le persone da questo punto di vista:
    “In altre parole mi sono permesso di dire che hai dimostrato scarse capacità formali e retoriche e che hai espresso critiche che non posso che definire superficiali.. l’ho fatto in virtù di una conoscenza della materia comunicazione superiore alla media..quindi in definitiva ritengo che il mio giudizio di sostanza sul tuo modo di comunicare non possa essere messo sullo stesso piano del tuo giudizio di sostanza sulla materia cinematografica..”
    Per favore Marco direi che tu non sai chi sono io, e sinceramente io non voglio sapere quale incredibile specializzazione in comunicazione tu abbia per essere “superiore alla media” e per venire a fare lezione di “retorica-formale”, di approccio ecc.
    E’ evidente che mentre io in questo blog ho parlato di cinema, condivenddo con molti altri un dibattito lungo, a volte acceso ma su temi di cinema come hanno fatto tutti non vedo perchè la critica (anche se non si è critici di professione) sia vietata mentre fare affermazioni apparentemente competenti sul cinema a sostegno del film è permesso.
    Tu invece a differenza di me che ho parlato di cinema, sei venuto a usare la tua presunta “competenza superiore alla media” nell’ambito della comunicazione per fare una lezioncina a me, ti invito ancora a desistere perchè ti assicuro che non ne ho bisogno e di persone con competenze “superiori alla media” nell’ambito della comunicazione ne conosco molte e non mi hanno mai fatto lezioncine però se ne dovessi avere bisogno chiederò a loro e non a qualcuno che fa lezioni di comunicazione su un blog di cinema.
    Non capisco la tua obiezione, ma purtroppo non sono un esperto di comunicazione, basata sul fatto che siccome non sono un critico il mio modo di pormi è sbagliato??Sinceramente sono convinto, pur non essendo un critico, di saperne qualcosina di cinema e sullo base di quello che so esprimo le mie opinioni positive o negative su un film (hai visto ho scritto MIE), ti assicuro argomentandole al meglio delle mie capacità, come hanno fatto molti altri in questo lungo dibattito, mentre tu in 3 commenti ti sei occupato principalmente di far sapere a me e a tutti quelli del blog che sei un esperto di comunicazione…che dirti, complimenti!!
    Rinnovo il mio disinteresse per questo aspetto che non riguarda minimanente il cinema, non ti ringrazio ovviamente per un “giudizio di valore” sulla mia persona in relazione alle mie capacità comunicative (assolutamente opinabile e non richiesto) e ti inviterei a riflettere sul fatto che non ho mai svelato a nessuno in cosa io sia esperto proprio perchè l’arroganza e la supponenza non mi competono (a meno che io non venga attaccato direttaemente come persona), sono sempre rimasto su di un livello dialogico di confronto (a volte scontro ma sempre educato) accessibile a tutti proprio perchè ritengo che qui si chiacchieri e non si facciano esami di scienze della comunicazione, psicologia, criminologia, economia ecc ecc ecc.
    Caro Marco, accetto (non posso fare altrimenti in un blog in cui metto a disposizione di tutti i miei pensieri così superficiali) la tue critiche ma non le condivido minimamente, mi spiace di aver preso un’insufficienza nell’esame di comunicazione da te che sei un esperto di comunicazione che è anche in grado di giudicare quanto io ne sappia o non ne sappia di cinema pur non essendo un esperto di cinema.
    Dopo 3 tuoi post in cui sostanzialmente mi hai bocciato per la mia capacità di pormi da un punto di vista della comunicazione e altretttanti miei in risposta a queste tue critiche possiamo finirla qui o continui a pensare che sia sensato occupare spazio nel blog in questo scambio di opinioni??
    Perchè ci tengo a chiudere dicendoti che le tue sono opinioni tanto quanto le mie, e qui non è il caso di portare titoli, siamo tutti uguali caro “esperto della comunicazione”.
    Prometto a tutti che qualsiasi sia la tua risposta (non è richiesta o necessaria) la mia sarà di 3 righe.
    Di nuovo ciao a tutti spero di chiudere qui con questo film e passare ad un’altra recensione!!!!.
    Ip

  275. ildieffe

    @ipercritico
    non volevo fare polemica, credo solo che sui film più complessi si dovrebbe essere più cauti, tutto qui. La tua certezza sullo svolgimento della trama si evince anche da altri tuoi post, non solo da quella frase; questo film ha avuto 274 commenti, qualcosa vorrà dire.
    Comunque spero sinceramente di risentirti in commenti di altri film, sei un interlocutore capace: non iniziamo però da “Mulholland drive”, sennò si litiga sul serio, ah ah ah!!

    con stima

  276. Ipercritico

    @ ildieffe:
    Caro ildieffe, rispetto e apprezzo la tua prospettiva che non mi sono mai permesso di criticare.
    Direi che la cautela non mi compete quando mi annoio in sala ma commento sulla base di quello che ho vissuto durante la visione del film per il resto, tutto quello che di interpretativo segue alla visione è ammissibile e rispettabilissimo ma posso comunque dissentire ;-)
    Concordo sulla numerosità dei commneti, fra i quali purtroppo forse 80 sono i miei :-) , che fatica!!!
    A risentirci in altre recensioni!
    Ricambio la stima!
    Ciao
    Ip

  277. marco00

    @ Ipercritico:
    come promesso metto fine al dibattito, non se ne verrebbe mai a capo e a questo punto mi sembra stia scivolando,come hai giustamente sottolineato, verso una direzione che con l’analisi del film ha ben poco a vedere.
    mi scuso quindi con i lettori del blog per questa digressione..

  278. Momo

    @ ildieffe:

    Ho letto solo oggi il tuo lunghissimo commento…quindi tu pensi comunque che in parte lui fosse pazzo? Allora abbiamo discusso per parecchio senza motivo!
    La tua versione è molto più logica di altre che ho letto anche se comunque io continuo a trovare certi passaggi troppo artificiosi.
    Il fatto delle sigarette e dei medicinali lo spiegano alla fine parlando dell’astinenza di Teddy: era il modo che i medici hanno usato all’inizio per continuare a somministrargli i suoi farmaci, quando Teddy comincia a rifiutare di prenderli le allucinazioni, guarda caso, diventano più “concrete” ed appare la fantomatica dottoressa.
    E anche la donna dell’inizio che fa cenno di stare zitti che hai menzionato, è importante. Proprio come hai detto, è difficile far stare dei pazzi ad una farsa (e in effetti Teddy ne incontra pochi) a meno che tu non li persuada in qualche maniera, magari trattandoli come ragazzini proponendogli un gioco.
    Ecco…l’atteggiamento di quella donna all’inizio non ti sembra proprio quello un po’ infantile di una che “sa” che c’è una specie di gioco in corso e vuole far vedere che sta eseguendo bene le istruzioni? Come se qualcuno le avesse detto “adesso passa Laeddis ma tu non dirgli nulla”.
    Non ti sembra molto logico?
    Comunque…hai un talento per gli anagrammi…ma alla luce del film non so quanto questo possa essere positivo :D

  279. Ipercritico

    @ marco00:
    Come promesso a tutti i lettori del blog, rimango in 3 righe di risposta. Concordo, nell’inutilità di proseguire la “digressione” che hai innescato e ti saluto!
    Ciao
    Ip

  280. marco00

    a me personalmente sembra che ogni dubbio venga fugato dall’ultima visione della moglie(purtroppo non ricordo esattamente le parole che scambiano), la quale avvalora la tesi che effettivamente Di Caprio è pazzo e si trova sull’isola da 2 anni..attraverso la visione il protagonista riconosce la propria follia e sembrerebbe accettare quelli che sono i demoni del passato..

  281. ildieffe

    @momo e marco00
    in realtà in tutti i miei post ho sostenuto sempre che Di Caprio fosse schizofrenico e disturbato mentalmente: il dubbio riguarda solo la sua permanenza o meno sull’isola nei due anni precedenti. Le scene da voi citate alimentano il suddetto dubbio, ma secondo me non lo fugano.
    Per quanto riguarda la scena della moglie penso che marco00 si riferisca alla penultima apparizione (in sogno) nella quale la donna dice al marito di uccidere Laeddis e di farlo subito.
    Per quanto riguarda invece l’ultima allucinazione (nel padiglione C) la donna dice le testuali parole:”diglielo Teddy, digli perchè. Digli del giorno che mi hai comprato il medaglione; quando ti ho detto che mi si spezzava il cuore, tu mi hai chiesto perchè: ed io ti ho detto perchè sono troppo felice”.
    Magari potremmo trovare altri spunti di discussione da queste frasi, ma non penso che il protagonista riconosca la propria follia, dato che continua fino alla fine a sostenere di essere Teddy.
    Saluti

  282. ildieffe

    @marco00
    forse ti riferivi all’ultimissima allucinazione, in cui Lei dice “liberami” e lui spara. Ne avevamo già discusso precedentemente, per questo l’avevo mi sono concentrato sulle altre.
    Sorry

  283. marco

    ciao a tutti… qualcuno mi spiega il cerotto?… l’ho visto ormai 3 volte il film…ho la presunzione di aver capito quasi tutto (sempre che sia possibile in un film così…)… ma quel cerotto proprio non mi va giù… non l’hanno messo sulla fronte di Di Caprio per niente, giusto?… allora le cose sono 3:
    1) non c’entra nulla con il film… Di Caprio si è fatto male giocando a calcetto il giorno prima delle riprese…. ;)
    2) lo hanno già lobotomizzato una volta…(se è li da 2 anni come io credo)…anche se sarebbe molto più vegetale e meno pazzo credo…(quindi questa la scarterei)
    3) il regista mette il cerotto sulla fronte del protagonista senza un perchè… solo per creare ancora più confusione…
    Ildieffe…. Momo…. Marco00…. avete qualche idea a riguardo?… potrebbe essere collegato ai suoi mal di testa?…. o alla guerra?…. nel libro dicono qualcosa a riguardo che voi sappiate?…. help me!…. secondo me è un dettaglio importante ma se ne parla poco…

  284. albertob

    @ ildieffe:
    ciao! scusa se mi intrometto ma le visioni della moglie mi hanno molto affascinato. credo si riferisca non a quella in cui lei chiede di essere liberata ma a quando gli appare nel faro disperata dicendogli “ti avevo detto di non venire qui”, e in effetti aveva tentato di farlo desistere anche prima che facesse esplodere l’auto. credo che la moglie, quella delle visioni, fosse una sorta di guida nella “realtà parallela” che si era creato, una sua proiezione mentale che lo aiutava ad ancorarsi, per non riconoscere quanto realmente accaduto, alla sua “nuova vita” o meglio, più che nuova, parallela ad alternanza, essendo lui schizofrenico in seguito al terribile trauma. quella che citi tu più che una visione era un ricordo.
    a me sconquinferla…

  285. ildieffe

    @marco:
    potrebbe essere un cerotto per smettere di fumare, che sarebbe doppiamente utile considerando il tipo di sigarette che gli vengono fornite!! scherzi a parte io propendo per la 3. Escluderei la lobotomia per i motivi che hai citato, come l’elettroshock (inventato negli anni ’30), che non mi risulta lasci cicatrici ed inoltre viene praticato su entrambi i lati della fronte. Chi ha letto il libro mi dice che il cerotto non compare: credo sia un’invenzione del regista per farci credere che lui sia stato un paziente del manicomio (nella mia versione della trama).. Ovviamente se la ferita fosse un malriuscito tentativo di lobotomia sarebbe certa la sua permanenza sull’isola per due anni, ma questo indizio mi sembra troppo banale per essere vero (me lo dici all’inizio del film che lui è un paziente?)
    @albertob:
    hai ragione: non conoscendo esattamente a quale scena si riferisse marco00 ho fatto un pò di confusione; la scena dello sparo, a differenza delle altre, è un ricordo (o almeno dovrebbe esserlo..). Condivido la tua analisi, il fatto è che la schizofrenia non implica necessariamente il ricovero.
    Ciao

  286. Momo

    @ marco:
    Anche la presenza del cerotto dal mio punto di vista si spiega alla fine, quando il dottore rivela a Teddy della sua presenza per due anni nell’ospedale gli spiega che è un paziente turbolento e che sta causando parecchi problemi aggredendo gli altri ricoverati per questo devono farlo assolutamente guarire o ricorrere alla lobotomizzazione come extrema ratio.
    Quindi il cerotto è probabilmente il segno di qualche colluttazione passata che Teddy ha avuto nella clinica prima che il film (e il “gioco”) iniziasse.

  287. albertob

    @ Momo&marco
    ciao,
    il cerotto l’ho notato ma nn ci avevo dato grande importanza, forse sbagliando, in un film di dettagli.. in effetti la spiegaz di momo ci sta, teddy aveva anche appena menato, e di brutto, il povero “socialista”… per quanto riguarda il ricovero e la schizofrenia, beh, mi meraviglierei di meno a vedere uno schizofrenico con tendenze violente ricoverato che a zonzo:-) anche se in effetti ormai si vede di tutto in giro!

  288. albertob

    @ marco00:
    personalmente credo che il tuo commento al film fosse impeccabile e, se io dovessi continuare a frequentare questo blog, per me sarebbe davvero un piacere continuare a leggerti ed eventualmente confrontarmi con te. tutto ciò che hai detto era cmq legittimo. e finisco con una massima di mia invenzione: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”:-D
    ciao

  289. ildieffe

    @albertob:
    per la seconda volta oggi mi sono espresso male: quando ho scritto che la schizofrenia non implica necessariamente il ricovero intendevo dire che la realtà parallela che il protagonista si era creato non testimonia necessariamente che fosse sull’isola da due anni; il peggioramento delle sue condizioni di salute e la conoscenza delle pratiche poco ortodosse dell’isola “sarebbero” state il motivo dell’inganno ordito ai suoi danni e quindi del ricovero forzato

  290. albertob

    @ ildieffe:
    e io ho sbagliato a rispondere.. mi pareva che l’avesse scritto marco invece eri tu k gli rispondevi.. sorry.
    nn credo tu ti sia spiegato male, prob se avessi letto tutti i tuoi post avrei capito k portavi avanti anche la tesi del complotto. personalmente sono portato a credere che l’uccisione della moglie da parte sua sia una delle chiavi che portano a smontare tale tesi. diciamo che così tutte le sue “visioni”, o allucinazioni, assumono un senso ben preciso. devo ammettere però che molti altri dettagli possano far propendere per il complotto, potendo essere letti in modi diversi, e qui sta la bravura del regista (o dell’autore, ma nn avendo letto il libro..)

  291. ildieffe

    @albertob
    io ho espresso la mia versione “alternativa” al post 256: se non l’hai letta e hai voglia di farlo magari puoi mostrarmi eventuali imprecisioni o darmi ulteriori spunti

  292. albertob

    @ ildieffe:
    ora c vado, volevo prima fare un’altra osservazione: su un post è riportata una delle intenzioni del regista, che sarebbe quella di far rivivere il clima che si respirava negli anni ’50, gli anni del maccartismo, dell’inizio della guerra fredda, di spie, controspie, controcontrospie, complotti, anni in cui nn serviva essere delinquenti, se venivi considerato anche potenzialmente pericoloso lo diventavi un delinquente (comunista, ricorda qualcosa?:-D), grazie a denunce anonime, leggi speciali e altre ingegnose amenità, il tutto per il “bene” della nazione. ecco, a mio parere il fatto che si respiri così tanto nel film quest’incertezze tra complotto e attinenza a quanto raccontato ufficialmente è una prova di quanto scorsese sia riuscito nell’intento. si è pazzi perchè si è pazzi o perchè qln decreta che lo si è? e se lo hanno decretato poi sei effettivamente pazzo o rimani normale? possiamo far qualcosa dinanzi a certi poteri occulti? e il fastidio e l’impotenza di sentirsi inermi.. l’allucinazione nella grotta (o quello k secondo me è un’allucinazione) è incredibile. la dott.ssa fa un discorso spiazzante che fa crollare convinzioni e convenzioni. t dirò che qnd ho visto teddy accettare la lobotomia ho pensato “bastardi, l’hanno fregato alla fine..!” poi, raccogliendo le idee davanti a un paio d birre invece i pezzetti del puzzle hanno raggiunto una forma. la mia,certo:-)

  293. ildieffe

    @albertob:
    ed io, dopo tre birre, ho fatto il percorso inverso al tuo.. il maccartismo, i metodi di Hoover, la precedente visione del film “changeling” (tratto da una storia vera), ed infine il post dell’utente con le affermazioni del regista mi hanno portato su una strada diversa da quella ufficiale: ha contribuito a ciò ovviamente anche la seconda visione del film

  294. Martin Scorsese

    buon sera ha tuti
    scusatemi il mio itagliano ma parlo poco vostra lingua
    siete arivati quasi ha 300 post, questo volere dire che siete più matti di mio protagonista di film
    se continuate così tra 2 anni ancora qua siete.
    volevo svelare vera trama di mio capolavoro
    Di Caprio è vbvbhbvvinhviu ed è sull’ isola da hhvfierhvfiehvfefcnjefruh
    alla fine lui fhfhfvhfvfvjffl
    tutto chiaro?
    ora vediamo se smetterete di scrivere tante cavolatine su mio capolavoro, e sottolineo capolavoro(capito ipercritico?) se non ti piacere mio film lobotomizzati da solo.
    AHAHA io scherzare, non ti ofenderre ipercritico, solo però cerca di riposare un pò dito,perchè tra un pò tu fondere tastiera di tuo pc
    un caro saluto a tutti miei fan
    con afetto Martin Scorsese

  295. albertob

    @ ildieffe:
    fatto:)
    allora, ovviamente avendo io “abbracciato” la tesi della pazzia di teddy la mia interpretazione è diametralmente opposta alla tua, ma nn mi chiedere un riassunto del mio punto di vista! mi dilungherei troppo.. riguardo la genesi della vicenda (la morte della moglie) io credo all’ultimo ricordo di teddy: la moglie è ferocemente depressa, lui è sempre in giro e in più beve (nel suo ricordo la prima cosa k fa è prendere la bottiglia). lei tenta il suicidio dando fuoco alla palazzina in cui vivono (episodio k lui attribuirà a laddys o come si chiama) e lui trasferisce tutti in una casa sul lago. lui torna a casa e trova i figli annegati da lei. lei è fuori del tutto, lui disperato. sono morti i suoi figli uccisi dalla donna che ama e probabilmente si rende conto di essere parte in causa (ha trascurato una donna fragile). poi, in una scena bellissima, lei gli chiede “liberami, t prego, liberami” e lui le spara. una specie di eutanasia. quest’episodio lo ripercorre nel, credo primo, sogno: lui le si avvicina e a lei sta bruciando la schiena (la morte nella versione che si è creato per rimuovere la tragedia), poi l’abbraccia teneramente e a lei sanguina il ventre (la morte reale, il suo proiettile). secondo me poi anche i ricordi dal campo di concentramento sono manipolati da quella parte della sua mente che cerca di “coprire” l’accaduto. se noti infatti dai mucchi di cadaveri o in giro per il campo, appare sempre sua figlia, l’unico personaggio (assieme alla proiezione della moglie) a colori in alcune scene, che gli chiede sempre “perchè nn mi hai salvata”, e guarda caso è la figlia che lui ha provato a rianimare. riguardo l’interrogatorio ai pazienti: hai notato che teddy infastidisce il pazzo che aveva sfregiato una donna? lo fa in un modo particolare, con il rumore della matita sul foglio e inizia a farlo con un’espressione quasi sadica sul volto, come se sapesse benissimo che stava per farlo innervosire.
    a risentirci! appena potrò nn mancherò d leggerti e magari d continuare il confronto, ciao!
    a

  296. mauro

    tra poco leggero’ il libro…ma rimango fermo e deciso su un Di Caprio AGENTEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!

  297. jackdaniele84

    BASTAAAAA ;-)

    Tutte le volte che un film divide la platea sembra di stare allo stadio. E così come allo stadio ci sono anche qui i tifosi (o meglio, gli spettatori) che amano il bel calcio e chi è contento anche solo se si è portato a casa il risultato, ma c’è anche chi allo stadio non ci va perchè pensa che sia uno sport troppo di massa e preferisce sedersi in tribuna a Wimbledon.
    Il film può essere stato bello o anche brutto, intrigante o noioso, scontato dopo 29 minuti, 40 secondi e 4 fotogrammi del quarantunesimo o pieno di suspense (o suspance?saspens?sospenz?…meglio essere Bolognesi così con tutte quelle esse si evita di dire la parola e si cerca un sinonimo) fino all’ultimo titolo di coda per sapere se quei poveri topolini calpestati da Di Caprio sulla scogliera sono stati maltrattati e se sì, quanti sono affogati in quelle fredde acque.. dove qualcuno avrebbe pure il coraggio di farci l’amore, pur non essendo un lago, ma ci sta la citazione.. tra l’altro si potrebbe proprio chiedere all’autore della greatest song di Sanremo l’eventuale versione dei fatti sull’annegamento dei 3 pargoli di Di Caprio, quello sì avvenuto in un lago, perchè pare che nella gonna della bambina sia stato trovato un preservativo e dei capelli maschili molto lunghi e mossi.
    Sicuramente i maestri e i fan dei thriller e dei film a contenuto altamente psicologico avrebbero riempito forum e riviste di critiche, se al posto di Scorsese e Di Caprio ci fosse stato chiunque altro… alzi la mano chi ha criticato Valentino Rossi quando ha preso decimi o secondi rispetto ai tempi di Schumacher, o chi ha criticato il mitico Kristian Ghedina quando appesi gli sci.. al.. ai ganci a u sul muro.. si è messo a far corse in macchina… o chi ha sbuffato quando ha visto la pubblicità dei biscotti Divella… oh no, quelli no, quelli forse potevano evitarli, a me ad esempio vanno già bene i finti abbracci dell’Eurospin.
    Proprio perchè si tratta di Scorsese è probabile che da una parte molti spettatori apprezzino l’ennesimo impegno del Maestro e lo inseriscano in una lista di pellicole meritevoli, ma non al primo posto. Dall’altra proprio perchè si tratta di Scorsese qualcuno può risultare deluso nelle aspettative o nella deviazione dai soliti generi del Maestro. Lo stesso discorso può essere fatto per Di Caprio, per la psicologia, per le similitudini con altri film, per le teorie del complotto (c’è chi scrive che Scorsese con questo film abbia voluto tranquillizzare l’America sul fatto che non esistano ospedali-laboratorio per fare test sulle psyops), per l’uso o abuso del nazismo e dell’olocausto (ci manca solo che Boldi o De Sica per le prossime feste facciano “Natale ad Auschwitz”), per l’uso dei flashback o anche per l’uso o meno di parole scurrili (tra l’altro non mi pare di aver mai sentito pronunciare la parola “c***o” o “s*****o”.. magari se qualcuno lo sa, son ben accette le risposte, magari da quelli che hanno capito il film subito e per il resto della riproduzione hanno avuto il tempo di controllare altre cose, o quelli che andranno a vedere il film per la seconda volta.. o anche la parola “p******a”.. e dire che quella paziente che Di Caprio cercava se lo poteva meritare l’appellativo, cavolo, hai voglia a trovarla, non esisteva.. si sarebbe arrabbiato chiunque).
    Concludo sottolineando che quello che ho scritto potrebbe non essere una mia opinione.. ovunque ho inserito commenti in terza persona proprio per evitare citazioni personali. Potrà essere criticato quel che ho scritto ma non quel che penso, accetto solo critiche da chi sostiene che i biscotti dell’Eurospin fanno schifo e non aiutano l’industria italiana a girare, chi non ritiene che Kristian Ghedina sia stato e sia ancora mitico e querelerò prontamente chi userà il mio pseudonimo per mettere in dubbio la mia sobrietà durante la stesura di questo testo, ma soprattutto sporgerò denuncia a chi, offeso dalle mie parole, userà contro di me l’orario di pubblicazione del post.. le 5 del mattino passate.. col cavolo che mi metto a dormire per rivedere la moglie che ho ammazzato 2 anni fa dopo che aveva avvelenato sua suocera, io son mancino, mi hanno lobotomizzato la parte di cervello ke usavo meno, ti ho fregato Ben!!

  298. [...] premio Oscar, e adatta un romanzo di Dennis Lehane, lo stesso autore scelto da Scorsese per il suo Shutter Island, sfornando un thriller scomodo, mai compiaciuto e per nulla convenzionale, anche se fruisce dello [...]

  299. [...] premio Oscar, e adatta un romanzo di Dennis Lehane, lo stesso autore scelto da Scorsese per il suo Shutter Island, sfornando un thriller scomodo, mai compiaciuto e per nulla convenzionale, anche se fruisce dello [...]

  300. ildieffe

    Mystic River è in programmazione stasera su Raitre. Lo vedrò.

    Ciao a tutti

  301. Antonio

    Ma per favore. Un film pessimo che sfiora in più punti il ridicolo involontario. Scorsese se ne esce nel 2010 con un film che vorrebbe essere inquietante e innovativo. In realtà è scontatissimo e dà tremendamente di già visto. Weir conThe Truman Show e persino Verhoeven con Atto di forza hanno, per citarne i primi film che mi vengono in mente, hanno raggiunto risultati di gran lunga più alti nel rappresentare il dramma di vivere in una realtà diversa da quella che si crede, e infine di scoprirlo. E poi basta con questi poveri ebrei piazzati ormai in ogni sceneggiatura!

    La scena in cui DI Caprio torna a casa e trova i bambini morti ha fatto ridere tutti nel cinema, e a ragione. Ma forse Scorsese pensava di commuovere.

    Salverei solo la scena in cui Di Caprio, nel faro, sfonda la porta e si trova davanti il direttore seduto ad una assurda scrivania, che lo accoglie con uno sbalorditivo “Ciao amore”. Una rara goccia di humour in un mare di tronfiezze.

  302. Matti

    @ Antonio @

    Ciao,

    innanzitutto penso che ognuno sia liberissimo di avere la propria idea e di esprimerla, comunque mi spiace ma non condivido affatto il tuo punto di vista (d’altronde il mondo è bello perchè è vario…). Credo che Scorsere non lasci proprio nulla al caso, anzi credo semini indizi volontariamente, indizi che in una scena ti portano a credere una cosa e nella seguente l’esatto opposto. Non metto in dubbio che può essere che tu abbia condiviso un punto di vista dall’inizio alla fine del film vedendo tutti i dettagli portare alla medesima conclusione, comunque io ritengo sia un film ben riuscito.
    Per quanto concerne le scene degli ebrei hanno 2 scopi: uno per far capire il motivo per cui DiCaprio, una volta tornato dalla guerra, beve (lo scempio che ha potuto vedere con i suoi stessi occhi nei campi di concentramento lo ha colpito profondamente); e due per non far capire immediatamente il ruolo della bambina (infatti DiCaprio parla della moglie ma non nomina mai la bambina con l’appellativo “figlia”).

    Chiudo qui perchè il mio parere su trama e film già lo sapete per via dei miei post precedenti… un salutone a tutti!!!

  303. fra88

    giàArturo dice:

    Ma che film hai visto?! Fallo tu il regista!!

  304. fra88

    nella prima parte del film le visioni mostrano la moglie che brucia xke le info che di caprio ci da fino a quel punto ci dicono che Dolores è morta nell’incendio appiccato dal tizio con la cicatrice.
    andando avanti scopriamo che (forse) Di Caprio le ha sparato e che quindi il piromane, così come l’incendio, non sono mai esistiti.
    @ Sonia Di Cosmo:

  305. fra88

    la tua interpretazione della recitazione di dicaprio che “sembra recitare xke è il suo inconscio che recita” è fantastica!!! nn so se è effettivamente così, ma in ogni caso complimenti x l’intuizione!
    @ albertob:

  306. Ma la smettiamo di crederci tutti dei critici-registi-psicologi di fama mondiale!!???
    Ecco che cosa ha fatto internet, sta creando recensioni-spazzatura….limitatevi a vedere il film e a dire se vi è piaciuto o no, e lasciate il lavoro di critico-psicologo-regista ai diretti interessati!!
    Pensa un po’ se devo decidere di vedere un determinato film o meno leggendo dibattiti dove la signora Anna del piano di sopra, col nick “cuore_amore73″, ha espresso il suo giudizio alternando termini tecnici da laureato a errori di grammatica da terza elementare…

  307. Matti

    @ albe84

    1) Non vedo perchè non si possa giocare anche un pò a fare i critici… dato che ognuno di noi ha una propria opinione ed è quindi libero di esprimerla

    2) Questo è un FORUM, ed è fatto per accogliere le opinioni degli utenti, se non ti sta bene non accedervi o non leggerle… mica sei costretto.

    3) Se vuoi l’opinione di un esperto comprati il giornale

    4) La cosa + bella dei forum è poter dibattere e confrontarsi, magari anche per cambiare la propria opinione

    Buone feste

  308. lucilla

    @albe84
    aahhahha e dai! Che esagerato! Il bello di internet è proprio questo. Forse l’unico posto rimasto dove si conserva una discreta libertà di espressione (purtroppo spesso abusata ahimè, ma questa è un’altra storia). Non credo che chi scrive qui i suoi pareri si senta un critico di professione. Siamo tutti spettatori e tutti abbiamo voluto confrontarci, ognuno a suo modo. Se preferisci una recensione ufficiale, i giornali ne sono pieni e molti giornalisti ci mettono del loro comunque, opinioni personali e spesso irritantemente assolutiste. Almeno qui ci rispondiamo e possiamo chiarire dei dubbi. Ciao

  309. Fabio

    @ Ipercritico:
    salve a tutti. è la prima volta che scrivo su questo forum, su cui in realtà mi sono imbattuto stasera stessa, dopo aver visto la pellicola di Scorsese ed essere rimasto confuso.
    Ho letto i vari interventi e non voglio entrare nella discussione di merito. Una sola cosa davvero non riesco a capire di quello che dice Ipercritico? Come diavolo hai fatto dopo trenta minuti ad aver capito tutto? Non ci sono colpi di scena? Il film, attenzione, vuole essere proprio un colpo di scena. Se poi tu lo hai intuito 30 minuti dopo l’inizio della proiezione, non so di chi sia la colpa.Mi spiego, non so se questo possa considerarsi un bel film, forse no, però di una cosa sola ero convinto prima di leggere la tua opinione: che il ribaltamento del punto di vista fosse l’unica cosa degna veramente di nota. Sarò stato poco attento io, ma vi giuro che quando mi sono seduto nel cinema io non sapevo nulla di questo film, non avevo letto o visto nulla e diamine, mi ha fregato. Per tutta la prima parte io mi sono immedesimato nel punto di vista di Di Caprio – federato, ero malato come lui, cioè lo ero ma (ancora) non lo sapevo. Poi, solo dopo, all’improvviso, ho subito il ribaltamento del punto di vista e mi sono “guardato”…malato. Cioè che dire, con me ha funzionato ed il meccanismo è piacevole. Invece torno a casa accendo internet e leggo che il film è scontato.
    Boh, onestamente sono perplesso.
    Spero di essermi spiegato.

    E cmq, sicuramente non un film degno di Scorsese: però qualcosina..

  310. Ipercritico

    @ Fabio:
    Caro Fabio, che ci posso fare è andata così..come ho detto in alcuni commenti non mi reputo particolarmete intelligente o perspicace quindi critico il film per la prevedibilità e lo considero scontato, se per te addirittura tutto il film è stato “un colpo di scena” buon per te, sono contento che il film sia riuscito a spiazzarti completamente almeno lo hai apprezzato più di me durante la proiezione.
    Non aggiungo altro perchè c’è anche troppo del mio pensiero su questo film nei 310 commenti, comunque te ne segnalo uno in particolare il nr.154, dove rispondevo ad un obiezione simile alla tua.
    Per il resto, almeno siamo d’accordo sul fatto che non sia assolutamente un film degno di Scorsese (qui c’è stato chi lo ha considerato superiore a Taxi Driver, Quei Bravi Ragazzi e The Departed, come dire “il mondo è bello perchè è vario” :-) ) e come ho detto in un altro commento, anche per questo sono particolarmente critico, magari con un regista esordiente sarei stato più comprensivo.
    Alle prossime recensioni! Un saluto!
    Ip

  311. Fabio

    @ Ipercritico:
    grazie per la risposta..Certo, certo..In effetti mi sto chiedendo se non sia stato io troppo distratto ieri sera..Ad ogni modo in effetti, almeno a livello psicologico, sono stato coinvolto. Diciamo che qualcosina di buono c’è. L’idea di base, peraltro non originalissima, è cmq del tutto valida e ricca di interesse. Il binomio salute:malattia e il ribaltamento dei suoi poli secondo me funziona. Testimonianza ne sono i 310 commenti lasciati su questo forum da persone che credono chi alla pazzia chi al complotto, etc, etc..Personalmente non mi interessa nemmeno trovare una risposta. Il film pone un interrogativo. Non importa se non lo risolve. Anzi, non deve risolverlo. Deve solo insegnare a farsi domande.

  312. alcinemapercaso

    Salve a tutti , ho visto il film ieri sera , senza avere la minima idea della trama , degli attori e nemmeno del regista . Un amico mi ha chiesto di accompagnarlo e mi sono trovata li’ : l’ultimo film di Scorsese con Di Caprio .
    Ho trovato il film noioso , la trama messa insieme in modo molto approsimativo e gli attori pessimi , stavano recitando e si vedeva lontano un miglio . E’ stata una vera delusione e non capivo come avesse potuto Scorsese fare un film cosi’ brutto , insomma c’erano Ben Kingsley e Max von Sidow e recitavano male pure loro . Poi il colpo di scena e allora ho capito perche il film era stato fino a quel punto cosi’ finto …… era una recita ! Che devo dirvi ? Secondo me Scorsese e’ un grande e’ riuscito a rendere benissimo la grande sceneggiata …… poi resta sempre il dubbio sull’effettivo finale : Di Caprio era pazzo o no ? lo dimettono o lo lobotomizzano ?
    Insomma il mio giudizio sul film e’ estremamente positivo e , a proposito , l’”ex attrice di Dawson Creek ” come alcune persone l’hanno definita’ ha un nome e un cognome . Si chiama Michelle Williams ed e’ un’attrice cimetografica con un curriculum di tutto rispetto , ha avuto una nomination all’oscar e ha lavorato con grandi registi tra cui Wim Wenders

  313. dreamtree

    Per Ipercritico:
    Recensione in tre righe (alla Feneon…)
    Recente film di Scorsese che costringe lo spettatore Antoine Marselus, di Ivry, alla noia/
    cast carente, entusiasma la prestazione di Von Sydow, perchè è quello che parla meno/
    finale con frase post-romantica e pre-vedibile: una pena….
    Una critica , caro Ipercritico : sei quasi palloso come il film di Scorsese. Ciau

  314. Elenai

    Ciao a tutti,
    volevo spezzare un paio di lance a favore sia del pubblico più critico, sia degli interpreti:
    1 Di caprio secondo me in questi ruoli è adattissimo, dovrebbe fare più cose di questo genere.
    2 E’ vero, come dicono alcuni, che dopo una prima parte (fai che siano 30 minuti per qualcuno, 40 per qualcun altro) si inizia già ad intravedere quale sarà il finale…o lui è veramenmte chi dice di essere e quindi, di conseguenza, verrà incastrato e rimarrà li, oppure è pazzo…purtroppo l’errore unico di questo film – che io trovo ben strutturato, più che guardabile, ragazzi, avete visto 7 anime??Du palle per 3 ore!!!Prevedevo ogni singolo dialogo, uno schifo…quindi qualche minuto in più per questo bel filmetto lo accetto – dicevo, l’unico errore è che questo tipo di film deve essere più “paranoico”, mi spiego:
    quando si tratta di follia, bisogna che il film trasmetta esattamente questa sensazione (ad esempio, è ciò che succede in piccoli capolavori come A SCANNER DARKLY), dandoti le sensazioni di paranoia claustrofobica, in modo da raggiungere esattamente il suo scopo, e cioè, mostrare la follia.
    Purtroppo, mi ripeto, questo è un bel film, ma avrebbe potuto essere moooolto di più, perchè dopo metà diventa scontato: o di qua (agente sano di mente incastrato alla fine) o di là (pazzoide).
    Troppo “lineare”, tutto qui.
    Credo cmq che per ricreare la pazzia come la intendo io, o il regista è uno psicopatico, oppure è veramente molto molto difficile…
    Quindi, diamogli un 7, per l’impegno e per Di Caprio che crescendo è migliorato tanto! (per farvi un’idea, A SCANNER DARKLY è un 9, nella mia personale pagellina!)

  315. Elenai

    Ah, scusate…
    “Il sonno della ragione genera i mostri” è un’opera del Goya della metà del ’700(circa), periodo Illuminista, qua siamo proprio su”profondi” confini umani, ecco perchè, ancora di più, il film doveva essere geniale, e non modestamnte carino, com’è stato… – è sempre il mio modesto parere!-
    Un saluti a tutti!

  316. Elenai

    @ alcinemapercaso:
    non lo dimettono…non ha un finale aperto, la fine è chiarissima: viene lobotomizzato e punto (però lui ne sembra consapevole – la frase che dice – e decide per quella soluzione)
    Forse un finale aperto sarebbe stato più coinvolgente però… bè, sarà per la prossima volta!
    Ciao ciao

  317. Elenai

    Ragazzi, una domanda rivelatrice per tutti, per capire più o meno come e chi siamo:

    dopo quanto avete capito che Bruce era morto, nel Sesto Senso??
    Ehi, non vi arrabbiate con me, adoro Il Sesto Senso, uno dei thriller-horror più carini in assoluto, me la sono fatta sotto…ma secondo voi è normale che io l’avessi capito all’inizio??
    Giuro che tutti quelli che conosco mi dicono…nooooo, è impossibile!!!
    Non me ne faccio un vanto, davvero, è solo per capire se sono io che “smonto” troppo le trame dei film fin da subito (insomma, è un problema mio??!) o se è una cosa normale…
    Dai, dai, rispondete tutti, facciamo questo piccolo test!

  318. Ipercritico

    @ dreamtree:
    Caro non ho capito granchè, e non capisco il tuo attacco diretto in chiusura ma come ho detto in altre occasioni, complimenti per il commento, dopo 317 commenti le tue ” 3 righe” sono state veramente illuminanti e ne sentivamo un gran bisogno .. direi che a volte essere pallosi ha più senso e sicuramente più gusto del tuo essere ricco di / …. / …. / ma poco comprensibile (alla Feneon .. fai pure le citazioni, ma per favore!!!!).
    Comunque concordo sul contenuto, potevi risparmiarti l’attacco personale e il darmi immotivatamente del palloso ma ripeto il buon gusto non si impara, “signori si nasce e tu non lo nacqui proprio!!”.
    Ciao
    Ip

  319. sara

    Non fatevi fuorviare anche voi dai medici :-) )
    esistono cose certe reali non immaginate che fanno capire quel’è la
    verità! di caprio arriva insieme al suo compagno (mai visto prima) sull’isola! chiamati
    per risolvere il caso di una donna fuggita e scomparsa!
    le sue visioni incominciano quando appena arrivati
    lui chiede un’aspirina per il mal di testa! che nel passato
    avesse avuto dei traumi è fuor di dubbio ma chi non li hai mai avuti?
    il dottore ne era a conoscenza e ha voluti sfruttarli!
    sapevano che stava indagando su quell’istituto che
    il piromane aveva ucciso sua moglie e che avesse
    spifferato sulle tecniche bestiali che utilizzavano per
    far guarire i pazienti e la scomparsa di questa
    ragazza era il movente per poterlo incastrare!
    alla fine vincono in qualsiasi modo loro! da quell’isola non si può più sfuggire,
    lui vuole allontanare per sempre i suoi ricordi dolorosi e alla fine
    cercano di fare di tutto per convincerlo che è realmente pazzo che ha ucciso
    sua moglie perchè aveva annegato i figli! ma come fai a non ricordare di avere
    dei figli??! e poi è da 2 anni che ti trovi in questo manicomio perchè i pazienti
    non ti riconoscono? infatti mentre interrogano una paziente
    mentre il suo collega si alza per prendere l’acqua gli scrive
    di scappare!! altra cosa non assolutamente immaginata! l’incontro con la dottoressa!
    anche lei intenta a scappare ma intrappolata oramai da tempo su quell’isola!
    gli svela le stesse cose sentite dal piromane! e poi alla fine la ragazza scomparsa
    che aveva ucciso i suoi figli alla fine si vede che è una d.ssa e il suo caro
    amico collega un dottore! ma cavoli già da lì capisci che è un complotto!
    non lo sta immaginando! hanno fatto finta di essere delle persone diverse
    interpretando una parte per la solita questione dei soldi!
    è da pazzi avere dei sogni o delle visioni di tua moglie? no non credo!
    o avere dei traumi per aver visto cose assurde durante la guerra?!
    li hanno sfruttati come modo per farlo uscire pazzo!
    questa per me è la verità! e non quella che gli hanno fatto immaginare e far credere!
    lui alla fine mette insieme dei puzzle di pezzi di storia presi ed inseriti in
    una testa già cmq abb.za malata violenta fino a farlo diventare pazzo!

    il motivo che cmq l’ha spinto verso l’isola è sua moglie e il fatto che lì
    potessero utilizzare tecniche naziste simili a quelle dei campi di concentramento
    è un’altro motivo!
    non per aver ucciso sua moglie perchè avesse annegato i figli!
    il piromane è reale, la sentenza che ha condannato quest’uomo è reale il fatto che
    lui fosse stato un’alcolizzato e che per quello si sentisse in colpa nei
    confronti di sua moglie è reale!
    la casa sul lago i bambini la ragazza scomparsa e poi ritrovata senza alcun graffio
    il suo collega mai visto tutta una falsa sfruttata per poterlo incastrare e trattenerlo!
    c’è qualcosa di più grosso rispetto un semplice pazzo che è rinchiuso da 2 anni si è immaginato tutto!

  320. ildieffe

    @sara
    finalmente un post in linea con il mio commento N.256.. cari complottisti, dove siete finiti?
    @elenai
    in questo weekend vedrò “A scanner darkly”: il tuo post mi ha incuriosito

  321. alcinemapercaso

    @ Elenai:
    Per quanto riguarda Il Sesto Senso , io sono una di quelle che l’ha capito solo alla fine , quando lui trova la moglie addormentata sul divano che guarda il filmino delle nozze e sono rimasta talmente stupita che me ne sono uscita con un ” Oddio ma Bruce Willis e’ morto ….” facendo ridere gran parte della platea .
    Ma io sono una di quelle persone che di solito va al cinema impreparata ……. quindi non so mai cosa posso trovare e mi lascio molto prendere dalla storia .

  322. il numero 7

    L’unica cosa obbrobriosa di questo film sono i tatuaggi di Teddy…a chi non è piaciuto questo film lo rinchiuderei in una stanza e gli sparerei tutta la filmografia di Vanzina in cuffie per punizione!

  323. il numero 7

    il numero 7 dice:

    L’unica cosa obbrobriosa di questo film sono i tatuaggi di Teddy…a chi continua a parlar male di questo film lo rinchiuderei in una stanza e gli sparerei tutta la filmografia di Vanzina in cuffie per punizione!

  324. Andrea

    Questo film ha una fotografia bellissima e location di grande impatto mediatico. Per l’ottanta percento del film lo spettatore resta incollato alla poltrona… poi.. poi la fine. Mai avuta una delusione cosi’ cocente. Scorzese disorienta lo spettatore e rende un potenziale capolavoro… in un film senza un suo perchè.
    Vedere il film e vedere i volti degli spettatori alla fine della stesso.. ho detto tutto.
    Peccato…

  325. dreamtree

    PerIper
    Dai , se troppo permaloso !!! ovviamente al mia era una provocazione, il gusto di guastare a volte è irrefrenabile.Comunque devo confessarti che se ho scritto, è perchè condividevo il tuo commento.Dove la metti la “distruzione generatrice”? Eppoi, è meglio essere Shiva – come me – o Brahma – come te?dipende dal carattere…Al di là di quello che hai preso per un “attacco personale”, scrivi bene. Addio a Chissaquando (location d’elezione del prossimo film su Quetzalcoatl…)

  326. Ipercritico

    @ dreamtree:
    Caro, la tua non era una provocazione, dire che uno è palloso non è provocare è offendere e non si tratta di essere o meno permalosi ma semplicemente di essere costretto a rispondere ad attacchi vuoti, privi di alcuna “provocazione generatrice” per dirla come piace a te.
    Se posso permettermi di darti un consiglio fai meno citazioni e rifletti meglio sulla sostanza delle tue affermazioni e magari la prossima volta partorirai una “provocazione” che sia tale e non un attacco personale, per il resto, ognuno ha il suo modo di porsi e nel tuo non ci trovo nulla di mistico, anzi.
    Perdonami se non accetto il buon giudizio sul mio modo di scrivere ma avrei preferito “scusami se hai interpretato il mio come un attacco, non voleva esserlo … ” non darmi anche del permaloso dopo avermi dato del palloso, ma sai a volte è difficile accorgersi di attaccare le persone.
    Addio a chissaquando vorrebbe essere un paradosso ?!?
    Sinceramente quando vorrai riguardo qualsiasi altro film un confronto realmente cotruttivo sarò disponibile ma ti prego evita in futuro di farmi oggetto del tuo “misticismo generatore”, in quel caso preferirei fosse un addio.
    Lasciamo spazio a chi vuole ancora commentare il film, questa non è una chat.
    Ciao
    Ip

  327. raffaele

    Innanzi tutto saluto tutti coloro che hanno avuto il buon gusto di vedere questo film preferendolo magari ai “nuovi mostri” che siamo soliti vedere nelle locandine dei cinema.Premetto che sono un grande appassionato di film di Scorsese e lo considero uno dei più grandi registi di tutti i tempi perchè in tutta la sua carriera è stato capace di offrirci sempre film di alto livello e anche questa volta non si è smentito.Non sono daccordo infatti con tutti coloro che tentano di sminuire questo film classificandolo come uno dei peggiori fatti dal regista magari perchè lo considerano un film scontato e prevedibile fin dall’inizio.Al contrario io credo che questo sia un film di alto livello e per nulla banale e non lo classificherei come un film adatto solo alla grande platea!Infatti secondo me Scorsese ha voluto di proposito lasciare allo spettatore il dubbio sulla condizione mentale del protagonista, dividendo la platea fra complottisti(Edward Daniels è stato raggirato da una losca congiura perchè considerato un personaggio scomodo) e, come li definirei io, superficiali( Andrew Laeddis-Di Caprio è pazzo ed è stato costruito intorno a lui un complesso role play al fine di migliorare la sua condizione mentale).A mio giudizio sia la prima che la seconda sono ipotesi ugualmente attendibili in quanto non è possibile trovare nel film degli elementi validi che pemettano di avallarne completamente una e di scartarne l’altra.Personalmente preferisco pensare ad un complotto perchè nel film ci sono degli eventi che mi inducono a questo pensiero…(perchè inserire la scena delle pillole se alla fine il protagonista doveva essere visto come pazzo?e perchè ricorrere alla lobotomia se il paziente rifiutava nel finale la sua pazzia quando poteva essere rinchiuso ed innocuo nella terza ala?e il dialogo con George Noyce?anche la scena iniziale, IN BARCA, era anche quello parte del gioco dei dottori per farlo guarire?…)Con tutto il rispetto credo che coloro che hanno trovato nel film un unico ed inequivocabile finale debbano rivederselo un’altra volta, anche alla luce di queste considerazioni.Infatti un film come questo può essere apprezzato a pieno se si vedono queste due possibili chiavi di lettura che non chiudono un lavoro realizzato attorno ad un argomento delicato come questo dentro ad una scatola.Un solo finale sarebbe come chiudere la pazzia in una banalità incredibile, cosa che Scorsese ha perfettamente evitato!Dunque, in conclusione, chiedo a tutti coloro che hanno visto e che dovranno vedere questo film di non seguirlo con leggerezza e di non giungere a concluioni affrettate e troppo banali.Spesso bisogna ricordare che sono gli altri che lo decidono quando uno deve diventare matto!!

  328. Sonia

    @ Elenai:
    Riguardo alla tua domanda sul film Il Sesto Senso io l’ho capito verso la fine, comunque dopo la prima metà del film che B. Willis fosse morto, come anche in The Others ho capito molto avanti quando ci sono stati dati gli elementi del “denudement” (lo svelamento) che la Kidman e i figli erano morti. Stessa cosa in Orphanage ma avevo avuto qualche sentore in più.

    Nel caso del film in questione Shutter Island, sono rimasta spiazzata quando il nostro Di Caprio ci è stato mostrato come pazzo e non vittima di un complotto.
    @Raffaele: Sono pienamente d’accordo con te (comment. 327) che é un film da vedere lasciando aperte più interpretazioni e con tutto ciò che hai scritto.
    (avevo già commentato in questo senso all’inizio ai numeri 4-6-13-28-29-38-42 e 46) prima di leggere tutte le interpretazioni e critiche di tutti coloro che poi hanno scritto.
    Ciao

  329. Davide

    @ Ipercritico:
    Caro Ipercritico,
    ma che film hai visto??? Shutter Island è senza dubbio la MIGLIOR pellicola di scorsese! la tensione che vuoi tu la trovi all’ENEL e comunque da critico e da spettatore credo che diCaprio sia stato Magistrale!

  330. Ipercritico

    @ Davide:
    Che dire, sono costretto a ripetermi, ognuno ha le sue opinioni e io rispetto la tua, non posso che complimentarmi con il tuo ficcante commento che come in precedenti casi, ha veramente illuminato il blog arricchendo il dibattito di spessore s capacità analitica.
    Complimenti anche per come hai motivato la tua opinione, sicuramente condivisa da tutti quelli che amano il cinema che senza dubbio alcuno, in pellicole come Taxi Driver, Quei Bravi Ragazzi, Cape Fear, Al di là della vita, non individuano il genio di Scorsese ma vedono solo pellicole modeste al cospetto di questo impareggiabile capolavoro.
    I gusti sono gusti, ma al cattivo gusto non c’è mai fine.
    Perchè scrivi da critico e da spettatore?? Non credo che tu sia un critico, non lo sono nemmeno io, quindi limitati ad esprimere la tua opinione da spettatore, perchè per quello che ci hai fatto leggere, di critico hai veramente poco.
    La prossima volta raccontaci qualcosa in più su quello che consideri un capolavoro e non interpellarmi per metafore energetiche.
    Ciao
    Ip

  331. Sabnock

    -= Contiene spoiler =-
    A livelli differenti potrà anche piacere, non lo metto in dubbio, ma sinceramente lo trovo povero sotto molti aspetti; se lo si confronta ai film pattume che girano, indubbiamente è superiore alla feccia, ma da qui a consacrarlo come capolavoro (anche escludendo confronti con precedenti opere di Scorsese) lo trovo eccessivo.
    Come thriller è piuttosto scontato, visto che chiunque abbia visto un po’ di film annovera sicuramente tra i possibili finali il fatto che il protagonista fosse un paziente, quindi non brilla certamente da questo punto di vista avendo il colpo di scena che non colpisce affatto: non colpisce il fatto che lui sia mentalmente instabile visti gli indizi dati, non colpisce l’identità dello psichiatra personale ovvero la più scontata tra le possibilità e da un punto in poi lo spettatore difficilmente si farà “fregare” dalla possibilità della macchinazione.
    Sui fatto che il film abbia un finale aperto ad interpretazioni diverse non sono assolutamente d’accordo. Un conto è avere un film con un netto finale aperto, come potrebbe essere Blair Witch Project per fare un esempio (in cui alla fine del film può effettivamente esserci la strega o il serial killer o sa il cielo cosa, dietro), nel nostro caso invece abbiamo il protagonista che è affetto da schizofrenia che in un momento di lucidità ricorda cosa sia effettivamente accaduto, mentre il giorno successivo si è resettato per l’ennesima volta e l’unica soluzione è la lobotomia. Mentre valutando il film dal punto di vista della macchinazione, ci sono troppe incongruenze dai sogni che puntano verso una direzione diversa, all’anagramma dei nomi sulla lavagna, all’ammissione finale da parte delle sue personalità (la moglie e la figlia) ed infine del protagonista stesso sul lettino per poter essere consistente.
    Motivo per cui non vedo tutta questa libertà interpretativa.
    La frase finale del film “Cosa sarebbe peggio…vivere da mostro o morire da uomo per bene?” non è una frase buttata lì, non è un commento sui pazienti che vede, ma è la dimostrazione che Di Caprio sappia quale sia la scelta (scelta che non avrebbe, se fosse tutta una macchinazione) non che la chiave di lettura del film. Benchè sia una domanda, il protagonista ha già fatto la sua scelta, inconscia all’inizio del film, ovvero di rifugiarsi in una fantasia per morire da persona per bene, piuttosto che vivere nella realtà come mostro; limite mio ma non vedo altre letture ugualmente consistenti.

    Badate bene, questo non esclude affatto che non possa piacere, quindi capisco i molti che l’hanno apprezzato visto che in ultima analisi Scorsese è e rimane un ottimo regista, e vedendo lo schifo di produzione che gira è ovvio che questo film possa risaltare, tuttavia vedendo molti punti vista qui espressi mi sembra che i “contro” giustifichino meglio il perchè del proprio disappunto, rispetto ai “pro” che alludono troppo vagamente al capolavoro senza entrare nel merito della questione.

  332. albertob

    @ Sabnock:
    ciao, nn entro nel merito se sia o meno un capolavoro. ho avuto anch’io fin da quasi l’inizio l’impressione che il protagonista fosse in qualche modo legato alla clinica ma non per questo ho trovato il film scontato. il fatto che uno dei possibili finali immaginati sia quello effettivo è segno di prevedibilità? che poi il di caprio paziente è solo una componente del finale, nn il finale in sé.
    con questo nn voglio assolutamente dire che tu nn possa averlo trovato prevedibile, per carità, tra l’altro concordo con gran parte di quello che hai scritto, solo che (opinione personalissima) non condivido l’indice di prevedibilità (alto) che vi hai attribuito, ma tant’è, ognuno ha la propria sensibilità, e ci mancherebbe pure.
    sulla frase finale la penso diversamente: il “vivere da mostro” è il vivere con la sua schizofrenia alternando le sue personalità, con le fasi violente che ne conseguono; il “morire da persona per bene” è il vivere (morto cerebralmente) lobotomizzato. e non credo si fosse ancora “resettato” ma che fingesse, tanto che sceglierà consapevolmente di farsi lobotomizzare.
    ciao, alla prox
    ab

    @pietro: ciao, perchè ho deselezionato l’opzione per avvertirmi dei nuovi commenti ed invece continuano ad arrivarmi? grazie

  333. @ albertob:
    Per disattivarti non devi deselezionare l’opzione, ma cliccare sul link che ti viene mandato nella mail del commento!

  334. albertob

    @ Diego Odello:
    ammazza quanto sò ignorante:-)
    grazie!

  335. Simone

    Shutter Island è identico ad un film chiamato: Lazarus Project del 2008

  336. veronica

    @ipercritico

    secondo me di caprio non era schizofrenico perchè la frase che dice alla fine è peggio vivere da mostri o morire da uomo normale,dimostra che lui ha capito che vivere li equivale a vivere da mostro cioè che tutti ti fanno passare x pazzo e sa con certezza che dicendo questo al suo amico traditore inevitamilmente verrà ucciso ma da uomo normale.

  337. Ipercritico

    @ veronica:
    Cara Veronica, non ho capito perchè hai indirizzato la tua interpretazione solo a me e non genericamente a tutti i lettori del blog ma visto che lo hai fatto ti rispondo ringraziandoti per l’interpretazione che ho letto con piacere. Come ho detto più volte ognuno in un film può vedere ciò che vuole ma io personalmente sono per la concretezza e la coerenza rispetto alla trama o in generale rispetto una tenuta complessiva del film.
    Ciao
    Ip

  338. Slowburn

    Mi meraviglio dei commenti negativi degli pseudo esperti di cinema…rispetto alle cagate pazzesche che stanno sfornando registi e produttori negli ultimi anni definirlo un capolavoro è poco!

  339. giuli

    @ mago:
    Anch’io concordo con Mago, a mio avviso Teddy è stato incastrato e preferisce morire da persona perbene, piuttosto che essere considerato un mostro…
    L’altra versione, affascinante pure quella, è troppo scontata, noiosa e prevedibile.

  340. Sabnock

    Il punto è che il film non ha un finale aperto. Anche se potrebbe piacere la cosa.
    Indi capisco l’ostinazione di cercare di vedere un finale inesistente, visto che è l’unico modo per migliorare un film altrimenti mediocre, ma concretamente non è niente più che un fantasticare sui depistaggi di trama, più che una reale analisi oggettiva del film.
    Poi ciascuno è libero di credere quello che vuole, ciascuno è libero di vedere Alice nel Paese delle Meraviglie e decidere che in realtà alla fine Alice viene catturata dalla Regina di Cuori e viene decapitata, anche se non è quello che è accaduto. Per quanto possa essere un’interessante punto di vista però è a mio modo di vedere irrilevante nell’analisi del film.

  341. Dario

    Ciao a tutti! :) allora..ieri mi sono “divertito” a leggere i vostri commenti…in particolare i primi di “ipercritico” e “albertop”…
    da come la vedo io.. ipercritico è una persona molto preparata, che fa commenti interessanti, anche se a volte un pò duri, perchè credo abbia una grande conoscenza (sei un giornalista o un critico per caso?).
    Per quanto riguarda il film anche io ero restato un pò deluso, anche io avevo intuito come andava a finire (forse mi aspettavo un colpo di scena!)…
    D’altro canto rileggendo i commenti e riguardando il film ho capito che il fatto che questo film fa molto discutere (300 commenti solo qui) è molto indicativo…questo film in effetti lascia spazio a molte interpretazioni e non credo che NON sia una cosa voluta dal regista…
    il regista ha voluto fare un film che lascia spazio a varie interpretazioni, però forse non l’ha saputo fare bene!… quindi ad un occhio esperto di cinema questo film può apparire banale e con una sola interpretazione ( quella di ipercritico ad esempio)… secondo me, in realtà il regista ha proprio voluto lasciare spazio a più interpretazioni ( 2 le principali) ! ..questo blog dimostra che solo in pochi (magari i più esperti) trovano questo film brutto e banale…la maggior parte lo trova affascinante e misterioso…forse Scorsese ha centrato l’obbiettivo? forse voleva proprio che si discutesse sul film!
    la sua mancanza di esperienza in quest’ambito a provocato quegli errori tecnici di cui parlano alcuni, ma considerando che è il suo primo triller psicologico per me ci può stare…
    considerando che la maggior parte del pubblico non è esperta di cinema forse questo film è un film riuscito ( non il migliore di Scorsese però)…magari è un pò troppo commerciale…

    albertop! a me è piacuta la tua ironia e mi ritrovo in alcune tue interpretazioni :) ..

    iperctitico! mi sono piaciute le tue considerazioni..non mi è piaciuto a volte il modo in cui le hai esposte (ma è una mia opinione), e il fatto che escludi categoricamente che il film lascia spazio ad altre interpretazioni…non è vero! per la maggior parte della gente lascia spazio a più interpretazioni…solo i più “critici” :) …appunto, lo considerano banale…
    per finire: il film è troppo commerciale (per intenderci fatto per il pubblico di massa) e paga la poca esperienza di Scorsese…ma per me è un film “riuscito”..non è vero che è brutto o pessimo..
    scusate se ho tirato in ballo solo voi due! ma mi siete sembrati i più interessanti da commentare… (senza offesa per gli altri!)

    (non sono un esperto, quindi le mie sono solo considerazioni personali|!!)

  342. Ipercritico

    @ Dario:
    Ciao Dario, grazie per aver considerato i miei commenti caratterizzati da preparazione e conoscenza ma io non sono un giornalista o un critico sono semplicemente uno spettatore che commenta un film.
    In merito al mio modo di esprimermi ho notato che non ha raccolto favori soprattutto in chi non condivide le mie posizioni e non c’è niente di male, ognuno ha le sue idee e le esprime nel modo che gli è proprio.
    Un saluto!
    Ip

  343. Davide

    @ Ipercritico:
    Qual’è il tuo problema?? interceptor è un film di merda che nessuno vedrebbe perchè è PALLOSO…e poi finiscila di dire che non sei un critico perchè occupi tre quarti di pagina a dire che questo o quel film sia brutto, per colpa tua, seguendo le tue cazzate ho speso soldi per un film Scocciante e Stupido e non sono andato a vedere Iron Man 2 e mi hanno detto che è fantastico…FINISCILA DI SCORAGGIARE LE PERSONE E FAI COMMENTI PIU’ DEL TIPO:il fil è indicato per adulti che cercano un film semplice da capire…Ok ?
    Dv

  344. Ipercritico

    @ Davide:
    Ahahhahaha!!
    Caro Davide perdona le risate ma il tuo commento è veramente incommentabile (ahahaha), ma proverò comunque a darti una risposta facile da capire.
    Mi spiace se leggendo i miei commenti (sono solo commenti e/o opinioni personali che non vogliono condizionare menti suggestionabili) tu non sia andato a vedere Iron Man 2, cosa che fra l’altro non capisco visto che è un film molto bello e l’unico commento che ho fatto, lo trovi nella recensione in anteprima al film (è facile è il nr.1) e dichiaravo “che sarei accorso al cinema per non perdermi Micky Rourke” cosa che ovviamente ho fatto.
    Per il resto che dirti, se non capisci il valore che fa di Interceptor (secondo ovviamente per qualità al primigenio Mad Max) un cult assoluto è un tuo problema, non vedo cosa centro io.
    Chiudendo citando gli adulti forse è un modo per farci sapere che sei un adolescente?
    Ti faccio notare che anche se così fosse, non è una giustificazione ad essere maleducato, dovresti sforzarti di essere educato nei tuoi commenti, argomentarli per essere il più possibile comprensibile a tutti e soprattutto usare meno parolacce e non tacciare i mei commenti o quelli di chiunque altro di essere delle stupidaggini (tu sei stato mooolto più volgare, almeno te ne rendi conto?), perchè solo solo opinioni.
    Ci sono ragazzi che sanno argomentare ed esprimersi educatamente e riescono a confrontarsi sul cinema serenamente, quindi non ne farei un distinguo adulto/adolescente.
    Comunque ti invito a non andare più al cinema leggendo prima i commenti sui blog e ascoltando i giudizi delle altre persone, costruisci una tua identità e usala per confrontarti educatamente con gli altri, così vedrai che non ti dovrai più arrabbiare con persone come me che danno solo opinione libere e legittime ma potrai confrontarti articolando le tue idee sulla base della tua identità
    Ciao
    Ip

  345. Deborah Peruzzi

    Film veramente molto bello e intrigante anche se a volte un po monotono comunque un incredibile capolavoro! Mi congratulo con il regista e gli attori! Non ho mai visto in vita mia una cosa del genere e assolutamente non mi sarei mai aspettata un finale del genere!!!!! Non so come possa essere venuta in mente al regista(sul quale mi informerò nel particolare)un’idea così straordinatamente perversa!… WOW! Solo una parola può riassumere questo grandioso film: GENIALE

  346. luisella gigli

    @ Ipercritico:
    Caro Ipercritico, mi spiace che i tuoi commenti al film non abbiamo trovato molti consensi perchè a tutti piace essere conformisti e non distruggere gli artisti giusti, mi riferisco a Scorsese ! Io, che non sono una studiosa di cinema, non azzardo critiche di alcun tipo, come osano fare in molti in questo blog. Dal mio punto di vista il film va giudicato solo per le emozioni che riesce a darti e, se non te le dà diventa una noia mortale ! Non vedevo l’ora che finisse le scene erano forse impeccabili per la fotografia ma sempre uguali… la storia un pasticcio di cui forse ognuno di noi vuole vedere ciò che più lo aggrada. Ripensandoci, forse è questa è l’unica vera trovata del film infatti come si evince dal blog, molta gente passa il proprio tempo, me compresa, a diaquisire su: dov’è la follia, chi ha fatto cosa, io, l’avevo capito subito, io mi sono emozionato e giù di lì… La mia verità è che per fare un bel film ci vuole senz’altro una bella trama e, le storie belle ad un certo punto si esauriscono e si ripetono. Per me è geniale chi sa immaginare una storia, anche banale perchè descrive qualcosa di scontato, ma che coglie particolari intriganti che solo i veri conoscitori della società e dell’animo umano sanno vedere. Dirò di più, per me può essere più difficile e impegnativo fare un film ironico e ancor più comico piuttosto che un film drammatico che si avventura nelle ombre della coscienza.
    ciao a tutti
    Luisella

  347. Ipercritico

    @ luisella gigli:
    Cara Luisella, ho letto il tuo commento con piacere.
    Diciamo che lo condivido nel momento in cui lasci a noi lettori “la tua verità” definendola appunto tua e non un valore assoluto.
    I film per me, non sono solo emozioni che trasmettono e una bella trama, ma anche (come avrai visto in altri commenti sopra) il tentativo di collocarsi in un genere o più generi, il tentivo di stupire lo spettatore con l’immagine e/o i colpi di scena, indovinare gli attori giusti per interpretare i personaggi che si vogliono mettere in scena e non solo.
    Non posso che essere d’accordo con te sulla noia mortale di molte scene ripetitive e nel definire la storia un pasticcio da cui ognuno trae quello che vuole, la questione è che un pasticcio è un pasticcio e non migliora in base alla capacità immaginifica di chi in quel pasticcio, vede un pranzo luculliano:-), ma questa è forse una qualità del cinema, ossia, attrarre persone molto diverse fra loro (i commenti a questo film ne sono un esempio perfetto).
    Ciao!
    Ip

  348. e’ chiaro che Scorsese abbia optato per un cinema che fa coincidere la commissione con il suo amore per il cinema americano di cui questo e’ un palese omaggio (il cinema della RKO e quello espressionista)…Le Gang NewYorkesi e l’epoca d’oro del cinema americano…le storie criminali di stampo maccartista e quelle clonate dal cinema orientale..ed in futuro un carrozzone delle meraviglie sul modello di quelli messi in piedi da Tim Burton, un altro che ha deciso di vivere di rendita..sono la testimonianza di un disimpegno necessario dopo anni di cinema ulceratico….non si fa peccato di lesa maesta’ nel denifire non riuscito un film come Shutter Island…

  349. Massimo

    Molto interessante ed articolata la discussione.
    Ritengo che la lettura del libro di Lehane, dal quale il film è tratto, potrebbe aiutare la valutazione del film.
    Ciao a tutti.
    massimo

  350. claudia

    @ Ipercritico:
    Ipercritico dice:

    @ jacki:
    Non credo tu mi possa dare del prevenuto avendo io più volte palesato nei miei commenti una stima e un apprezzamento sconfinato per Scorsese, motivo di critiche più dure che se fosse stato un regista esordiente.
    Rispetto il tuo commento positivo sul film come ho fatto con tutti gli altri, ma credo di poter dissentire sia sull’interpretazione di Di Caprio sia sul film.
    Ciao!
    Ip

    Fabio dice:

    @ Ipercritico:
    grazie per la risposta..Certo, certo..In effetti mi sto chiedendo se non sia stato io troppo distratto ieri sera..Ad ogni modo in effetti, almeno a livello psicologico, sono stato coinvolto. Diciamo che qualcosina di buono c’è. L’idea di base, peraltro non originalissima, è cmq del tutto valida e ricca di interesse. Il binomio salute:malattia e il ribaltamento dei suoi poli secondo me funziona. Testimonianza ne sono i 310 commenti lasciati su questo forum da persone che credono chi alla pazzia chi al complotto, etc, etc..Personalmente non mi interessa nemmeno trovare una risposta. Il film pone un interrogativo. Non importa se non lo risolve. Anzi, non deve risolverlo. Deve solo insegnare a farsi domande.

    DA CLAUDIA A IPODERMICO

    Partendo dal fatto che il tono che hai usato tutto il tempo nei commenti è uno di que tipici toni che certi boriosi attegiosi come tè unsano perchè credono di dire la loro indiscussa verità su opinioni di trame e finali di film, stessi film che non possono mai avere una sola risposta anche se si tratta di di una vicenda ovvia come ”cappucccetto rosso” (citazione).
    Io credo che Scorzese sia un grande regista è come il visionaio Tim Burton, con Depp, lui ha trovato la sua ultima ”bambola – musa” infatti usa la bravura di Di Caprio per far uscire il personaggio che lui stesso ha inventato ! ovvero quello dell’ uomo confuso che attraversa molte peripezie sia pazzi (Shutter Island) che sanguinari e sadici (the Departed).
    il punto cmq mio caro ipodermico e che tu dici di aver capito il 90% del film prima che la stessa verità della storia venisse fuori ! E probabilmente hai ragione perchè anche io nella prima parte del film sono stata abbagliata dalla verità, ma la cosa che secondo me tu sbagli è essere cosi sicuro nel ammettere e correggere sempre tutti, alchè io ti dico, datti una calmata, poichè non sei l’onnisciente narratore, ugnuno di noi qui può dare la sua versione, e forse tu non se stato attento, perchè dici di aver capito tutto ma hai mancato dei passaggi che io ho interpretato a mio modo,
    OVVERO:
    1) la moglie del protagonista è morta si uccisa da lui ma perchè lei stessa aveva annegato i loro figli, infatty lui nel diciamo viaggio per ritornare ad avere senno, ideato dai dottori per provare di tutto prima della scelta drastica della lobotomia, gli fanno rivivere i momenti che in passato lui ha dimenticato per quel famoso fenomeno dell’annebbiamento mentale,giacchè aveva avuto il trauma psicoogico.
    quindi la moglie già pazza di suo ammazza i figli, lui lo scopre, la uccide, e la sua mente crea un altro personaggio ”il piromane” che lui continua a dire di dover trovare per riscattare la sorte della moglie, quando invece è stato lui stesso, alla fine infatti quella infermiera che lui vede quando cercano di spiegargli che lui stesso era un poliziotto ma che ora è schizzofrenico, è la stessa che la sua mente a trasfomato nella prigioniera fuggita, che guarda caso ha anchessa ammazzato i 3 figli, e che lui vede nelle visione con il volto di quella infermiera quando invece è stata la moglie ma che allo stesso tempo la sua mente a voluto far morire da un incendio in modo da togliersi il peso del suo gesto dal cuore e dalla mente, —– perciò l’ncendio che tu dici di non capire !!!!!!!!!!——
    Teddy (di caprio ) ha trasformato tutto quello che vedeva come la sua mente gli diceva di fare ! infatti appena qualcuno vicino a lui come il presuto aiutante (il medico) gli metteva pezzetti di verità davanti agli occhi la sua mente, inventava storie nuove per giustificare la sua diciamo pazzia, come la dottoressa nascosta nella grotta perchè ricercata per la scoperta degli esperimenti di lobotomia ( tralaltro vietati perchè appunto incidere i lobo fa perdere la memoria e all’epoca del dopo guerra era una pratica ancora usata ma conosciuta come il rimedio più pericoloso).
    2)ci sn poi molti indizzi che fanno capire che quello che succede è una semplice recita di tutto lo staff del penitenziario, per esempio la donna che ha ucciso il marito con l’accetta, quella con la bandana sulla sessantina, interrogata, alla domanda di Teddy su come fosse questo dottore per un secondo (per me che ho guardato il film 2 volte è + facile che mi è balzato all’occhio) guarda il comagno di teddy che altri non è che il dottore che lo accompagna nella farsa visionaria, la donna non lo descrive dice solo che è uno apposto, e non solo lo manda via con un pretesto per scrivere nel libretto rosso , ”RUN” = ”CORRI” ;”SCAPPA”, se era davvero un polizziotto lo avrebbe detto anche a lui di scappare.
    3)tu IPODERMICO dici che un film dove il fuoco non centra niente, mentre centra tutto invece, ebbene io non so che dire, ti posso rispondere così però: fai meno lo sbruffone e cerca di capire che ci possono essere tanti finali in questo film, ed è proprio questa la bravura del regista a lasciare il dubbio in tutti noi come farebbe uno schizzofrenico ” ma quello che ho capito è vero? sarà così? sarà colà?” perchè quello che lui vede in continuazione ovvero lo sfrantumarsi del corpo della moglie in cenere è solo un altra finzione della sua mente perchè lui ha ucciso la moglie e semmai appiccato il fuoco !! non esiste nessun piromane con la cicatrice e occhi di colore diversi !!
    Quindi non dare pareri affrettati sul finale di questo film perchè tu critichi poiche in realtà non hai capito il vero monito del film !
    io non metto in dubbio che il genere può non piacere, perchè anche ai miei amici non è piaciuto, come a tè, ma da dire non mi piace il genere, a criticare l’idea del regista che nessuno alla fin fine può con certezza conoscere !! ebbene questo non lo puoi proprio fare !!
    ti credi un appasionato del cinema citando tutti quei film, solo per far vedere che sai qualcosa in più, ma non è così giacchè il cinema si può capire o anche non capire !! è l’utopia umana !! perciò cambia sempre !!!
    e questo dovresti saperlo se sei un appassionato o e come lo vuoi fai intendere dai modo in cui hai discorso nei commenti precedenti !!!
    quindi lascia stare gli altri e pensa che ognuno può arrivare alla conclusione del film che preferisce !!
    perchè qua nessuno è profeta siamo solo uomini !!!! XP

  351. Ipercritico

    @ claudia:
    Cara Claudia,
    in primo luogo il mio nick è ipercritico e non ipodermico.
    In secondo luogo non condivido il tuo tono nei miei confronti e sinceramente ho scritto troppo sul film per rispondere al tuo lungo commento.
    Grazie per avermi dato del borioso, dell’atteggione ecc ecc, cosa che io non farò con te e non ho mai fatto con nessuno perchè lo trovo un atteggiamento offensivo fuori luogo in un blog di cinema.
    Non capisco perchè hai riportato lo stralcio dello scambio fra me o Fabio visto che è stato molto sereno e poco rappresentativo di tutto quello che tu mi imputi e comunque non trovo corretto riportare le frasi di altri visto che è stato uno scambio fra me e lui risolto con un chiarimento in poche righe.
    Comunque come ho detto spesso ad altri, Claudia commenta il film, racconta al blog perchè ti è piaciuto io ti leggerò volentieri.
    Se non ti piace il mio tono, ci sono talmente tanti commenti (sia positivi che negativi) che non capisco perchè tu voglia confrontarti con un borioso atteggione.
    Parli di utopia ecc ecc sinceramente ho difficoltà a capire cosa vuoi dire ma, sicuramente, è un mio limite.
    Non sono un esperto di cinema e l’ho ribadito spesso, sono uno spettatore che non ha apprezzato questa pellicola e quando mi dici di “lasciare stare gli altri” ti faccio notare che ho sempre e solo risposto a chi mi ha attaccato e non ho mai, di iniziativa, criticato nessuno e soprattutto non mi sono mai permesso di additare con sgradevoli appellativi nessuno (cosa che hai fatto tu, come altri, nei miei confronti).
    Oltre questo, il tuo commento è legittimo, mi fa piacere che tu abbia apprezzato questa pellicola di Scorsese, la vediamo semplicemente da due punti di vista diversi.
    Concludo ribadendo che tutto quello che penso del film l’ho scritto sopra, quindi lascio spazio agli altri e ribadisco che non ne parlerò più sperando di non attirare di nuovo sterili polemiche sul mio modo di esprimermi da parte di chi non riesce proprio a confrontarsi senza attaccare gli altri per sostenere le proprie idee.
    Ciao!
    Ip

  352. Giovanni

    Salve a tutti, mi sono imbattuto in questo blog e ho letto molti dei messaggi inviati…..dio mio che accanimento!!!

    Secondo la mia opinione è un gran bel film, se non per il fatto che gia nel 2008 John Glenn con il suo film “Lazarus Project” anticipava nell’idea Martin Scorsese. Questo purtroppo mi ha deluso parecchio….Scorsese è uno dei migliori registi al mondo ma credo che con questa figuraccia abbia perso qualche punto!!!

    Cosa ne pensate??????????

  353. Ipercritico

    @ Giovanni:
    Caro Giovanni, non posso che essere d’accordo con te ma per questo mio punto di vista ho attirato le ire di molti :-)
    Se vuoi saperne di più, sopra ci sono tantissimi commenti e punti di vista anche molto diversi sulla pellicola, va riconosciuto al film che almeno ha innescato un sano e acceso (forse eccessivo) dibattito.
    Un saluto!
    Ip

  354. Fabrizio

    Ho letto quasi tutti i commenti e molti di questi li ho trovati stimolanti per una proficua discussione.

    Premesso che ho visto il film ieri pomeriggio, vorrei qui scrivere la mia personale interpretazione della trama.

    Per prima cosa, quando vedo un film, cerco di capire il ruolo che il regista ha riservato allo spettatore: stiamo vedendo il film in terza persona, stiamo vedendo il film nei panni del protagonista o altro?

    Ovvio che nella mia semplice e forse banale analisi sto giudicando il film a posteriori e non in tempo reale come quando si sta vedendo un lungometraggio.

    Il film si apre con una sorta di schermata di colore bianco sporco da cui, dopo pochi secondi, emerge il traghetto che trasporta il protagonista Di Caprio.

    Questa prima immagine, non so perché, mi ha subito riportato alla mente la scena di “The Others” dove la Kidman, tra la nebbia, vede emergere la figura di suo marito…

    Ho subito avuto la sensazione che questa scena (il traghetto che spunta fuori dalla nebbia ma che, concretamente, spunta dal nulla…) stesse raccontando un ricordo, come se il protagonista del film (di cui lo spettatore ignora completamente il personaggio e il ruolo, fino a quel momento) stesse ricordando, a posteriori, come è iniziata tutta la storia che, da spettatori, ci apprestiamo a vivere.

    In sostanza, ho la sensazione che il film descriva la storia nel modo in cui essa si è svolta e non nel modo in cui si sta svolgendo.

    Le sequenze sul traghetto sembrano del tutto inutili dato che lo spettatore è convinto che la vera storia inizierà non appena Di Caprio metterà piede sull’isola ma come ho detto, a posteriori, sono stato colpito da alcuni particolari.

    Il primo di questi è il “mal di mare” di Di Caprio laddove, nelle successive immagini, il mare risulta calmo e non c’è alcun tipo di moto ondoso rilevante.

    E’ evidente che egli sta male ma non penso proprio che sia il mare il responsabile del suo stato.

    Subito dopo, lo stesso Di Caprio si sciacqua la faccia e da qui inizia una sorta di filo conduttore che permarrà per tutta la durata del film: l’elemento acqua.

    Lo sciacquarsi la faccia per riprendere la giusta concentrazione, la pioggia, la tempesta, il mare che s’infrange contro le scogliere, l’acqua che cade sopra le mani di Di Caprio, l’acqua per prendere l’aspirina, l’acqua del lago ed altri episodi mi fanno intuire che l’elemento acqua è fondamentale per la comprensione della vicenda.

    Il momento in cui Di Caprio si guarda allo specchio, dopo essersi sciacquato, sembra essere il punto di partenza della storia; “è solo acqua, tanta acqua”: la recita ha inizio.

    Il dialogo sul ponte del traghetto è quanto meno insolito se non addirittura illogico; si presuppone che i due abbiano fatto conoscenza sul traghetto il quale, come viene spiegato successivamente dalla guardia (se non ricordo male), deve percorrere appena 11 miglia di mare, partendo da Boston.
    11 miglia nautiche (ossia 20,3 Km) senza moto ondoso rilevante si percorrono in pochissime ore (direi che andando volontariamente a bassissima velocità bastino 3 ore).

    Quindi, prendendo per buona questa ipotesi, i due agenti dell’FBI si trovano sul battello da pochissimo tempo e sicuramente il tempo utilizzato per discutere ed iniziarsi a conoscere è ancora meno (dato che Di Caprio si trova nella cabina mentre il collega è sul ponte da chissà quanto tempo…); eppure i due non sembrano essere entrati in confidenza (“quindi tu saresti il mio nuovo partner?” chiede Di Caprio) al punto tale che il collega, tra le migliaia di domande che poteva proporre a Di Caprio, gli chiede se ha una ragazza..mah, a me non mi passerebbe mai dalla mente di chiedere della moglie o della ragazza ad una persona che conosco da circa 2 ore o forse meno.

    Le sigarette assenti: Di Caprio cerca le sigarette nel soprabito e nelle tasche dei pantaloni ma poi dice che è sicuro di averle lasciate nella giacca (che indossa); perché non le cerca anche lì?

    Di Caprio dice che un incendio nel loro condominio uccise 4 persone ma sua moglie è morta per il fumo e non per le fiamme…

    Andiamo avanti.

    Le guardie (incluso il comandante) hanno tutto l’aspetto di ex militari tedeschi, sia esteticamente che come comportamento (ricordiamoci del colloquio che lo stesso comandante/direttore ha con Di Caprio) e non è dato sapere se questa verosimiglianza sia frutto della mente del protagonista o che essi stessi siano ex prigionieri di guerra di cui gli USA stanno usando la loro esperienza nell’affermare la disciplina e il rigore…

    Al molo, solo Di Caprio mostra il tesserino (vero, falso?) dell’FBI , non il collega (scopriremo in seguito che questi lo tiene attaccato alla cintura dei pantaloni vicino alla fondina della pistola) e il nervosismo degli agenti è percepibile come Di Caprio afferma.

    La scena della consegna delle armi non è così chiara come appare: il collega che dimostra, in modo esplicito, di essere imbranato nell’usare armi da sparo non rivela necessariamente che egli non sia un agente FBI; esistono tantissimi agenti e poliziotti che fanno “lavoro di scrivania” e che non sono abituati ad usare le armi (tranne per le esercitazioni di tiro obbligatorie da fare 2-3 volte all’anno); d’altronde, in quella missione, ci sarebbe stato poco da sparare e non c’era bisogno di cecchini o tiratori scelti. Occorreva abilità nell’indagare e non un occhio infallibile o una mano immobile (lo stesso collega afferma, sul traghetto, di lavorare “all’ufficio di Seattle”.

    La frase riferita al filo spinato elettrificato (nella quale Di Caprio ammette che non è la prima volta che vede questo tipo di recinzione) credo si riferisca al filo spinato del campo di concentramento nazista e non al fatto che egli sia già stato in quel luogo (questo non vuol dire che lui non sia già stato lì ma significa che lui non ricorda o ha completamente rimosso il fatto che egli abbia già vissuto in quella struttura).

    Molto più rivelatrici sono le immagini seguenti: Di Caprio viene salutato da uno dei “pazienti” e un’altra paziente lo invita a non parlare e gli sorride.
    Quest’ultima immagine è davvero singolare: un cespuglio di fiori rigogliosi nel mezzo di cespugli di fiori appassiti; cosa vuol dire?

    Davvero è la prima volta che Di Caprio entra in questa struttura?

    Il colloquio con Kingsley sembra quasi essere rivelatore: apprenderemo in seguito che la donna fuggita dal penitenziario circa 12 ore prima dell’arrivo dei 2 agenti (“cosa mi sa dire della donna fuggita 24 ore fa?”, “è scappata la notte scorsa dopo le 10”) ha ucciso 3 figli affogandoli esattamente come la moglie di Di Caprio ma il marito di questa fuggitiva è morto in Normandia: perché provocare e mettere alla prova il “paziente” Di Caprio raccontandogli particolari dei suoi ricordi rimossi e poi asserire che il marito è morto…invece che essere ancora vivo?

    Kingsley dice che la Solando, in 2 anni, non si è resa conto di essere in un penitenziario ma che, al contrario, è convinta di essere a casa: qual è, quindi, la motivazione che l’ha fatta scappare da “casa”?

    la cosa più illogica che mi ha colpito è stata la scena all’interno della stanza di Rachel Solando.

    Il Comandante, se non ricordo male, afferma che la struttura psichiatrica si divide in 3 padiglioni: quello maschile, quello femminile e quello di “massima sicurezza”.

    E’ evidente che la stanza della Solando debba trovarsi nel reparto femminile e quindi bisogna dare per scontato che Di Caprio e il collega vengano accompagnati al padiglione femminile: com’è che, aprendo l’armadio della cella, ci si imbatta in un paio di scarpe dichiaratamente maschili e nessuno, da Di Caprio al collega, da Kingsley all’inserviente, si chiedano il motivo di questa assurdità?

    Nulla, tutto sembra essere normale: una paziente donna portava scarpe da uomo (di misura alquanto grande da quello che mi ricordo).
    E’ questa la scena che mi ha fatto capire che il film stava diventando una sorta di “Session 9″ o anche, perché no, di “The Village”.
    E’ troppo illogico il fatto per non essere commentato ed analizzato dagli “agenti” dell’FBI.

    Il tutto risulta letteralmente assurdo quando i 3 (Di Caprio, il collega e Kingsley) scendono nell’atrio del padiglione per riflettere su come la Solando possa essere fuggita senza essere vista: i “pazienti” che vengono fatti vedere sono tutti uomini perché siamo nel padiglione maschile e non in quello femminile dove la Solando si dovrebbe trovare.

    Perché gli agenti dell’FBI non chiedono spiegazioni di questa assurdità?

    Andiamo avanti.

    Quando Di Caprio si reca sugli scogli per partecipare alla ricerca insieme alle guardie, quest’ultime tutto fanno tranne che sforzarsi di dare il massimo per impegnarsi, sembrano quasi che siano consapevoli di stare partecipando ad una farsa e non vedono l’ora di tornare ai loro posti.

    Nell’interrogatorio che Di Caprio fa agli inservienti e alle infermiere emerge che lo psichiatra che ha in cura la Soldon è assente perché si è imbarcato la mattina stessa con il traghetto per andare in ferie.
    La mia mente ritorna alla scena iniziale del molo: il capitano del traghetto che dice ai due agenti di sbrigarsi a lasciare la nave perché è in arrivo una tempesta; al molo, ad attenderli, ci sono le guardie e il comandante. Non mi risulta che ci siano personaggi in attesa di imbarcarsi per il ritorno alla terra ferma: quando è partito questo dottore???

    Una infermiera dice anche che la Soldon si lamenta sempre del vitto della struttura: Di Caprio non mangia mai durante l’intero film.

    Arrivati nella sala dove si trova Von Sydow, la musica di Mahler è subito riconosciuta da Di Caprio e i suoi ricordi si spostano sul campo di concentramento: anche li suonavano la stessa musica e come mai giusto quell’opera viene fatta ascoltare all’agente?

    Quando Von Sydow afferma che Di Caprio è una persona esperta di interrogatori, la mente dell’agente torna al momento in cui egli s’incontra con il gerarca nazista che si è ferito quasi mortalmente senza però morire definitivamente (“ci vorrà un ora per morire” dirà in seguito quando rimane bloccato al cimitero); la cosa interessante è che in quel momento si stanno confrontando 3 “filosofie” mediche: quella farmacologica (Kingsley), quella chirurgica (Von Sydow) e quella terapica (il “collega” psichiatra).

    Scopriamo che Von Sydow è un tedesco emigrato, sembra legalmente, negli USA e che Di Caprio c’è stato realmente nei campi di concentramento dato che conosce abbastanza bene il tedesco.

    Quando Von Sydow rifiuta di far accedere gli agenti dell’FBI ai fascicoli dei “pazienti” è logico che Di Caprio si arrabbi: l’FBI ha tutto il diritto di andare in fondo alla vicenda (altrimenti perché lo Stato Americano avrebbe mandato 2 agenti ad investigare…solo perché un medico possa opporsi, senza problemi, alle loro legittime richieste di accesso ai documenti?) e loro hanno, in un certo senso, carta bianca in relazione all’attività investigativa.

    Al termine di questo colloquio, Di Caprio afferma che l’indagine è chiusa e che trasmetteranno la documentazione all’FBI (ma, concretamente, non hanno scoperto assolutamente nulla): come mai si arrende solo dopo poche ore dal suo arrivo all’isola, sta bleffando?

    Dopo l’interrogatorio con la paziente che ha ucciso il marito con l’ascia, Di Caprio rivela al suo collega le sue impressioni: la donna ha semplicemente interpretato una parte, ripetendo a memoria ciò che gli era stato imposto di dire.
    Subito il collega cambia discorso e gli chiede di Laeddis e Di Caprio afferma che ha chiesto, specificatamente, ai suoi superiori di farsi affidare questo “caso”: santa pazienza, il “caso” è nato appena 24 ore prima questo colloquio con l’agente di Seattle, come fa a dire che ha chiesto ripetutamente di farsi affidare l’incarico?

    Dalle sue parole sembra che ci abbia messo delle settimane per riuscire nell’intento…

    Forse mi sto dilungando troppo nella disamina e quindi mi fermo qua; spero che qualcuno sia d’accordo con alcune mie riflessioni.

  355. giovanni

    @ Fabrizio:
    in tutto cio non hai evidenziato…che il film è una ripetizione di Lazarus project……e non è affatto un dettaglio!!!!!

  356. Fabrizio

    @ giovanni:
    Mi dispiace ma non conosco quel film ma spero di procurarmelo al più presto.

  357. Luca

    Ciao , ho visto il film poco fa , ho alcuni ricordi ancora freschi.
    Premetto che non sono un Cinefilo e nemmeno voglio esserlo perchè trovo che ad essere esperti ci si “perda” tanta emozione che ad un occhio poco atento questo film regala (sono un musicista e per questi motivi tendo a fare la radiografia ad ogni cosa che sento godendomi raramente la musica).
    Lo dimostra il fatto che alla fine ci si trova davanti ad “un altro” Memento , nel senso che alla fine il protagonista era vittima dei suoi stessi pensieri (non cito Laarus project perchè non l’ho visto).

    @Fabrizio .
    Interessanti i tuoi punti di vista .
    Trovo però tu ti ti sia fatto troppe domande . In un film che parle di malati di mente io non cercherei la razionalità nella regia anche se condivido che certe cose col senno di poi sono alquanto strane.
    Quanto alla tua domanda :
    Al termine di questo colloquio, Di Caprio afferma che l’indagine è chiusa e che trasmetteranno la documentazione all’FBI (ma, concretamente, non hanno scoperto assolutamente nulla): come mai si arrende solo dopo poche ore dal suo arrivo all’isola, sta bleffando?

    Nella scena successiva Di Caprio ed il collega sono nelle rispattive brande ques’utimo chiede proprio se si è trattato di un bluff.
    Al che, Di Caprio risponde una cosa tipo “Si e no, vorrei fare in modo che il dottore stia sveglio a riflettere su ciò che ci ha detto e magari domani cambi idea” .

    Ciao !
    Luca

  358. Lele

    SENZA DUBBIO IL PEGGIOR FILM NELLA STORIA DEL CINEMA DOPO DONNYE DARKO,NON HO VISTO TUTTO IL FILM PERCHE’ ERA TALMENTE BANALE E SCONTATO CHE DOPO I PRIMI 40 MINUTI ME NE SONO ANDATO:7 EURO SPRECATI.
    PIUTTOSTO DI RIVEDERE IL FILM SONO DISPOSTO A GUARDARMI 4 ORE DI TELETTUBIES SENZ’ALTRO MEGLIO DI QUESTO FILM,SE NON CI FOSSE DI CAPRIO FORSE LA PELLICOLA DI QUESTO FILM SAREBBE BUONA COME CARTA IGIENICA.

  359. Edo

    @Ipercritico probabilmente troppo Lynch ha precluso la tua capacità di godere di una trama improntata più sul realismo che sulle visioni oniriche e le simbologie indecifrabili che oggi giorno fanno tanto pseudo intellettualoide con la puzza sotto il naso. E’ vero che il film è praticamente svelato, con i suoi molti indizi, già nella prima parte ma, affermare che questo sia una mancanza, credo equivalga a tacciare il regista di troppa superficialità nella realizzazione. Io voglio credere, invece, che questa sia una precisa scelta stilistica di Scorsese (non trovi sarebbe stato troppo scontato un thriller ricco di capovolgimenti e colpi di scena?), frutto anche del volersi discostare da un tipo di cinema (vedi Lynch di Inland Empire) sempre più ermetico e impenetrabile e sempre meno criticabile. Voglio credere che Scorsese abbia invece, coraggiosamente, voluto creare un opera, piaccia o meno in maniera soggettiva, di indubbia e oggettiva fattura. Il film, comprensibile ai più, è questo: piace o non piace, senza troppi mezzi termini. E poi, diciamoci la verità, ad incasinarci il cervello bastava un Vanilla Sky ;) Saluti

  360. Edo

    @ Ipercritico:
    @Ipercritico probabilmente troppo Lynch ha precluso la tua capacità di godere di una trama improntata più sul realismo che sulle visioni oniriche e le simbologie indecifrabili che oggi giorno fanno tanto pseudo intellettualoide con la puzza sotto il naso. E’ vero che il film è praticamente svelato, con i suoi molti indizi, già nella prima parte ma, affermare che questo sia una mancanza, credo equivalga a tacciare il regista di troppa superficialità nella realizzazione. Io voglio credere, invece, che questa sia una precisa scelta stilistica di Scorsese (non trovi sarebbe stato troppo scontato un thriller ricco di capovolgimenti e colpi di scena?), frutto anche del volersi discostare da un tipo di cinema (vedi Lynch di Inland Empire) sempre più ermetico e impenetrabile e sempre meno criticabile. Voglio credere che Scorsese abbia invece, coraggiosamente, voluto creare un opera, piaccia o meno in maniera soggettiva, di indubbia e oggettiva fattura. Il film, comprensibile ai più, è questo: piace o non piace, senza troppi mezzi termini. E poi, diciamoci la verità, ad incasinarci il cervello bastava un Vanilla Sky ;) Saluti

  361. plv

    Probabilmente sara stato detto nei 360 messaggi, ma lo dico lo stesso.
    La prova schiacciante che la “tragedia greca” fosse vera, e che lui fosse li da 2 anni etc etc, sta tutta nella fine, ovvero negli ultimi 2 min del film contrapponendoli a tutto il resto del film…ovvero, per tutta la durata del film lui è convinto di essere cio che è e fa di tutto per provarlo, , arrivando ad usare sempre la VIOLENZA, addirittura sparando (con l immaginazione) al dottore… e allora perchè mai, alla fine, quando parla con il collega/psicologo, dice: c”‘è ne andremo da qui” e quindi fa capire che non è guarito, e che è sempre lo stesso federale ponto con la violenza a fare luce su questa faccenda…non si fa mettere la camicia di forza dall’ infermiere? anche se sa che sta andando al faro per farsi lobomotizzare? Perchè appunto oramai è Rassegnato, e come è stato detto molto bene da voi, preferisce(come ha fatto automaticamente il suo cervello) DIMENTICARE, inventarsi un altra storia, ma dopo che il bravo dottore gli fa fare tutta la storiella per far venire finalmente alla luce la verità, ora che di caprio non puo piu dimenticare autonomamente, ecco che preferisce la lobotomia,pratica tanto orrenda quanto efficace, e allora ecco: meglio vivere da mostro (in caso lui vivesse con il ricordo di nn aver salvato la moglie e i suoi 3 figlioletti) o morire da brav’ uomo, caso in cui finga ancora per poco di essere un federale”boicottato” e che venga lobotizzato.

    cosi credo sia la trama, se nn fosse cosi vi pregherei di rispondermi.
    Grazie e complimenti per i commenti

  362. simone

    @ Andrea: Andrea vedo che citi film di max un anno fa…che ami questo Scorsese e soprattutto questo film. Quali film del vecchio Martin hai visto e soprattutto, rimanendo nelle turbe psichiche, hai mai visto film come Persona o Sussurri e Grida di Ingmar Bergman?

  363. simone

    @ Lele: No…immagino il di capretta faccia di caciotta rimpiazzato da un Adrien Brody o anche meglio da un Ralph Fiennes, quello di Spider di Cronenberg!! Daje non avete capito che c’è qualcosa di strano tra Scorsy e Leo?? Leo se la comanda e produce e fa botteghino…ma non è nessuno!!

  364. Giuliolinuz

    @ Ipercritico:

    una sola cosa … da quale scranno ti proietti nelle percezioni degli altri relative alla visione del film?

    Perche scrivi a Luciana:

    “Ok! Sicuramente non ti sembrerà di essere al cinema da due mesi” ?

    Da buon critico, quale si evince pensi di essere, proietta le tue impressioni ma non attribuirle agli altri.

    Faresti sicuramente cosa a me (non scrivo ‘ci faresti’ !!) grata, aumentando il coefficiente di professionalita’ – purtroppo mi sto riferendo a quella da te presunta – di cui non sembri proprio dotato.

  365. Ipercritico

    @ Edo:
    Caro Edo, un thriller che disvela tutto se stesso non è un trhiller (come approfondito sopra con altri partecipanti al dibattito riguardo ai generi) ma è qualcosa di abbastanza scontato e poco coinvolgente, che non trovo affatto coraggioso, anzi (è molto più difficile mantenre la suspance, il mistero e la tensione che rifilarci tutta la trama in 20 minuti).
    Direi di non tirare in ballo il povero Lynch che con i limiti di questo film, sempre a mio parere, non ha nulla a che fare, è tutto demerito di Scorsese.
    Rispetto comunque la tua opione ma dato che hai trovato il film piacevole e coraggioso temo che le nostre posizioni non possano incontrarsi, grazie comunque per aver cercato di spiegarmi perchè mi sono annoiato mostruosamente in sala, ne terrò conto :-)
    Saluti!
    Ip

    @ Giuliolinuz:
    Caro Giuliolinuz,
    mi fa piacere vedere un cavaliere che accorre in soccorso di una ragazza attaccata così duramente da un tipaccio come me, ma non ho sinceramente capito cosa mi imputi di così terribile e nemmeno in che senso io mi “proietterei nelle percezioni degli altri”(??), perchè l’estratto che mi hai proposto è completamente fuori contesto se preso separato dal resto (ti invito a rileggere tutto lo scambio fra me e lei ma non capisco cosa ci trovi di così interessante da leggere i miei scambi con gli altri lettori??).
    Comunque come già ho specificato sopra non sono un critico cinematografico ma un semplice spettatore (vedi commenti sopra) che esprime la sua opione liberamente e sempre nel rispetto degli altri e della buona decenza.
    Se posso permettermi, come ho detto ad altri in vena di sterili polemiche, io mi sono espresso moltissimo su questa pellicola e non vorrei farlo più e lasciare spazio a nuovi interventi e ti invito a leggerti se vuoi tutti i 360 e oltre commenti (io l’ho fatto partecipando compiutamente a tutto il dibattito) e ad esprimere la tua opinione sul film che è l’argomento di interesse del blog, mentre il mio modo di esprimermi o le presunte carenti capacità critiche che mi attribuisci non interessano a nessuno.
    p.s.: trovo sgradevole il tuo consiglio di aumentare il mio coefficiente di professionalità (cosa sarebbe??) per fare cosa a te gradita (ma chi sei per giudicare e per pretendere qualcosa a te gradito??), se non ti piace come scrivo o i miei confronti con gli altri lettori, semplicemente non leggermi e farai tu cosa gradita a me e a tutti gli altri evitando di lasciare commenti di scarso interesse e non attinenti al tema del blog.
    Ciao!
    Ip

  366. Frankmoro

    Secondo me Di caprio non ha fatto proprio un bel niente ma lo hanno manipolato perchè cercava di scoprire la verità. lo dimostra l’ultima frase del film..che dite?

  367. ildieffe

    X frankmoro:
    io la mia trama “complottista” l’ho spiegata al post 256, se ti va da leggerla tutta..

  368. Moiko

    @Plv
    Bravissimo…..pensa che stavo scrivendo la tua stessa conclusione sul film…..ero quasi pronto a terminarla e per puro caso leggo la tua!!!
    Evito di riscriverla perchè hai esattamente detto TUTTO ciò che stavo per scrivere io…..infatti consigliavo di rivedere tutto il film partendo dagli ultimi minuti del film e rivederlo con l’ottica che quello che spiegava il dottore alla fine ,fosse tutto vero!!!
    Nessun doppio senso… libera interpretazione…..viene spiegato tutto ,veramente, in quegli ultimi minuti!!!
    Provateci a rivedervelo seguendo la spiegazione che dà il dottore!!!
    Poi,per chi ama le libere interpretazioni…..nessun problema….questo può essere d’aiuto a chi vuole darsi una spiegazione sul film…senza troppe menate!!!
    Nessuna offesa per nessuno…..rispetto tutti quelli che la pensano diversamente o che nn concordano con me.
    Ognuno crede a ciò che gli va di credere
    Ciao

  369. Mimmo

    hai ragione, ma bisogna vederlo due volte…

  370. Fleance

    tra quelli da me letti, il post 256 (@ildieffe) mi piace anche se nn concordo sul finale. nn ho potuto leggere tutti i post, mi dispiace.
    Io ho rifiutato la lettura “ufficiale”, e cioè quella secondi cui Teddy fosse pazzo, fin dagli episodi iniziali in cui Teddy ha messo piede al manicomio (Chuck ke da imbranato nn si sa sfilare la pistola – un poliziotto nn fa cosi -, i pazienti che salutano solo Teddy come a conoscerlo, il timore che i fili spinati elettrici provocano a Teddy e i flash associati). L’ho rifiutata prima di tutto xkè di semplice (sospetta) interpretazione, secondo perché i temi prospettati subito dal film e cioè la storia della psichiatria da una parte e la violenza del potere che ne fa uso per piegare e sopprimere il dissenso (la caccia alle streghe del MacCartismo, gulag russi, lager nazisti), erano troppo interessanti perchè venissero polverizzati al primo metro di pellicola con l’assunzione della versione “ufficiale”. Discorso a parte merita il fatto se Scorsese sia riuscito o meno a trattare bene questa relazione tra psichiatria e potere, io credo di no, in questo senso il film non è pienamente azzeccato e riuscito perchè lascia sotto determinata di dati storici l’ipotesi messa in campo. Tuttavia, l’idea suggerita da Scorsese potrebbe essere grande, forse non ha avuto il coraggio di andare oltre. La violenza inumana dei lager nazisti di sterminio, quella dei gulag russi per la soppressione del dissenso, la ricerca e la persecuzione dei dissenzienti durante gli anni 50 in Usa etc. sono espressioni (anche se molto diverse tra di loro per grado e atrocità) di una comune violenza attraverso cui si riproduce ogni potere autoritario. NON è banale l’ipotesi di ricerche ed esperimenti fatti sugli esseri umani per creare “mostri” al servizio della violenza del potere. Non vi dice nulla il colloquio del direttore-poliziotto sulla jeep con Teddy? e non vi dice nulla alcuni degli orribili fatti accaduti negli ultimi anni? – fine -

  371. Valerio

    Carlo dice:

    Io dico che invece il film si pone come uno dei più riusciti di Scorsese. Sola una cosa era ovvia già a metà del primo tempo, ovvero che Di Caprio fosse già stato un paziente, e lo si capisce da molti indizi. Ma scommetto che nessuno avesse capito che cosa centrasse il fuoco con tutta la storia. L’errore potrebbe essere quello, che se si sapeva che era stata la sua moglie a dare il fuoco al condominio dove abitavano, cosa ci faceva ancora in libertà l’ex attrice di Dawson’s Creek? Tutto il resto non sono come dite voi errori, ma particolari che portano alla soluzione del film. Sono sicuro che nessuno lo ha rivisto 2 volte. Bene, fatelo. Poi mi dite se sono errori o cose volute.
    Comunque chi dice che il film è pessimo o mal riuscito… perché ancora non è un regista di fama mondiale? In un sito americano, tutti da Spielberg a Cameron hanno definito il film un capolavoro…. E con questo ho detto tutto…

    Condivido pienamente il tuo commento, ieri ho visto il Film in lingua originale (Di Caprio usa un leggero accento scozzese e parla benissimo il tedesco) e la prima cosa che ho fatto oggi è stata rivederlo.
    Il film è un capolavoro e rtivedendolo te ne accorgi subito sopratutto guardando il personaggio di Chuk e la sua mimica.

  372. ildieffe

    @carlo
    in realtà il mio commento 256 l’ho postato dopo aver visto due volte il film e più volte altre singole scene. Tutti quelli che pensano che lui fosse un paziente non hanno commentato l’indizio della pistola, che secondo me fa pendere la bilancia verso l’ipotesi dell’inganno

  373. Valerio

    Ho letto tutti i commenti:
    Metà giudicano il film un capolavoro e l’altra metà (Più articolatamente) lo giudicano banale, scontato copiato e piatto.
    E facile capire chi guardando un film lo guarda passivamente, e positvamente lo accetta in tutti gli errori che gli passano davanti gli occhi, giudicandolo una volta spento il DVD o uscito dalla sala, e chi guarda un film attivamente e fin dalla prima scena inizia a interpretarlo in una sorta di analisi personale Giudicandolo minuto per minuto.
    I primi spettatori hanno trovato il film Bellissimo, e si sono accorti che il protagonista era pazzo solo nella scena rivelatrice, e anche li hanno continuato a sperare in una seconda scena riveltrice che svelasse il complotto.
    I secondi (più cinefili) hanno capito la pazzia del protagonista dalla scena di apertura e hanno notato tutte le discrepanze. A metà film hanno iniziato a paragonarlo a questa o quella pelllicola che gia avevano visto.

    Sinceramente mi va di stare dalla parte di chi guarda il film passivamente (è più bello).

    Una cosa è certa, gli errori del film sono tutti voluti dal regista, mi ha colpito la scena in cui la donna che ha ucciso il marito chiede un bicchier d’acqua a Chuck, Dopo aver sritto RUN le viene passato il bicchiere, ma quando beve non ha in mano niente, in sequanza si vede il bicchiere che viene appoggiato (nel ipotesi dell’errore sarebbe stato inutile il primo piano del bicchiere) e quando scappa via il bicchier non ce.
    Addirittura a metà film viene rivelato allo spettatore e al protagonista che è tutta una messa in scena e che il protagonista ha un nome differente ed è pazzo (il bello e che se sei un sognatore non ci credi ancora).

    Scorsese ha girato un film impotante e ha voluto fare degli omaggi ad altre pellicole del passato (sparsi qua e la nel film), la fotografia e la scenografia sono di altissimo livello, discreta la colonna sonora ed una buona interpretazione dei protagonisti, tutto qua.

  374. costa

    Io ho visto il film 2 volte nel giro di una settimana e lo trovo davvero un bel capolavoro…ben curato nei particolari; si sente nel film la mano del grande martin scorsese……..cmq………….io sono convinto che di caprio non è pazzo x nnt lui è li x scoprire gli esperimenti che fanno sui pazienti e x scoprire la verità e raccontarla al una volta tornato sulla terra ferma.
    Ci sono una miriade di particolari che mi hanno fatto tendere x quest’ipotesi…se qualcuno nn la pensa come me me lo dica che vi spiego come mai io sono sicuro di questa interpretazione…di caprio alla fine con quella frase dice a chuk che preferisce andare a morire da uomo x bene piuttosto che vivere da mostro come sta facendo lui che l’ha tradito

  375. Absalon

    Salve, a me sembra che ci potrebbe stare anche un’ interpretazione simbolica, se qualcuno non l’ha già evidenziata. Shutter Island è la mente del protagonista
    Lo psicologo che si finge compagno di lavoro di Di Caprio lo accompagna al molo che è l’unico acccesso all’isola, —- starebbe per una seduta di ipnosi

    L’isola è divisa in ala maschile, ala femminile, carcere di massima sicurezza e faro—-
    maschile e femminile rappresentano le polarità, più e meno, bello e brutto, caldo e freddo che sono le basi della nostra percezione;
    il carcere di massima sicurezza starebbe per l’inconscio, dove cacciamo i ricordi dolorosi coi quali non vogliamo aver a che fare
    Il faro starebbe per la coscienza, lo stato cosciente

    La tempesta corrisponde alla crisi mentale del protagonista

    Di Caprio compare subito con un cerotto sulla testa, problemi fisici e forse anche di memoria, cosa vuol dire questo?
    La mia interpretazione è che Di Caprio sia una persona scomoda che ha subito qualche manipolazione mentale per fargli credere di avere un passato tragico ( i pensieri della moglie e dei figli morti sono stati innestati nell’incosncio). Tutto il film rappresenta il processo mediante il quale quei ricordi e i relativi ricordi di copertura vengono riportati alla coscienza per far credere al protagonista di essere pazzo.

    Persona scomoda che indaga- innesto di ricordi fasulli – manipolazione mentale – è il soggetto stesso a dichiararsi pazzo.
    O forse è tutta una gran cazzata e Scorsese ha messo un pò di fumo per creare un pò d’ambiguità che fa sempre fico. Cmq l’innesto di ricordi fasulli è una realtà ragazzi miei Ciao Grazie

  376. Absalon

    Nessuno si è accorto del mega omaggio a Shining sui primi secondi del film? La stessa identica musica. Mi sembra che anche il musicista sia lo stesso.. Penderecki? O forse il musicista non ha più idee..

    Per chi fosse appassionato di analisi approfondita di film consiglio questo sito

    http://www.collativelearning.com

    Il tizio è di Liverpool, ed è semplicemente un mostro di bravura. Analizza fotogramma per fotogramma. Obbligatorio se vi piace Kubrick

  377. Absalon

    mi è venuto in mente: La prima cosa che Di Caprio fa è lavarsi la faccia, lavarsi la testa, lavarsi la mente, lavaggio del cervello….. “E’ solo acqua, è solo tanta acqua….”

  378. Stick

    Il film è davvero un disastro dall’inizio alla fine,non si capiscono molte cose,il partner/psichiatra?Ma loro non erano stati mandati ad indagare in quell’ospedale?Cioè quello come diavolo fa ad essere sia un federale che uno psichiatra?Sembra tutto uno strano gioco ma ci sono una marea di errori,per esempio alla fine si capisce che in realtà è tutto un piano e i due siano ancora colleghi ma,di caprio due minuti prima non aveva finalmente accettato la realtà dei fatti?Oddio che casino sto film…
    p.s. Divertente che Scorsese abbia deciso di far soffrire Di Caprio di mal di mare,bel riferimento a Titanic.

  379. filippo

    io credo che molti di voi non abbiamo capito una cippa del film. Non voglio prendere in giro nessuno, ma consiglio di riguardarlo.

    Anche secondo me ci sono troppe informazioni sul passato però a mio avviso Scorsese voleva proporre il punto di vista del protagonista. Se la scelta è stata questa, ci stanno i flashback e tutto il resto. Quindi secondo me è un ottimo film.
    Di Caprio è bravissimo nei ruoli “angosciati”

  380. lucia

    @ albertob:
    sono d’accordo con te lui ha ucciso sua moglie perchè la amava da morire. sul finale poi dò 2 interpretazioni. 1 lui guarisce e preferisce di morire 2. che in quel momento vivono in lui2 personalità il mostro e la persona per bene. e infatti lui si sente sia mostro che persona per bene (da qui la frase che dice) e preferisce morire

  381. dario

    visto in dvd ieri, forse esageratamente o volutamente incasinato per renderlo interessante ma mi è sembrata una forzatura.
    bello però per tecnica e fotografia ma pure Di Carpio m’è piaciuto.

    all’inizio un particolare fatto notare bene dalla regia è la difficoltà del suo partner nel togliersi pistola e fondina, voleva farci capire da subito che non si trattava di un vero agente?

  382. ninni

    Shutter island l’ho visto due volte:per primo perche’ mi e’ piaciuto,secondo:per capirlo meglio.Penso sia un gran bel film,che lascia spazio a varie interpretazioni;e credo fosse proprio questo l’intento di scorsese:quello di lasciar spazio a varie interpretazioni,affinche’ lo spettatore si scervellasse a capire dove voleva arrivare il regista.

  383. ninni

    Shutter island l’ho visto due volte:per primo perche’ mi e’ piaciuto,secondo:per capirlo meglio.Penso sia un gran bel film,che lascia spazio a varie interpretazioni;e credo fosse proprio questo l’intento di scorsese:quello di lasciar spazio a varie interpretazioni,affinche’ lo spettatore si scervellasse a capire dove voleva arrivare il regista.@ Carlo:

  384. Maurizio

    A me il film è piaciuto. Dal punto di vista contenutistico, è la storia di un fallimento apparente, almeno dal punto di vista degli psichiatri che curano il protagonista. Hanno cercato di guarirlo curandolo con metodi d’avanguardia, senza ricorrere alla lobotomia, e non sapranno mai di esserci riusciti. Il protagonista alla fine è consapevole della propria follia, è consapevole di ciò che ha fatto, ma preferisce farsi lobotomizzare per liberarsi dai ricordi.
    Vuole morire nell’anima, e lo dice chiaramente al proprio psichiatra, quando gli fa capire che è meglio morire da persona per bene che vivere da mostro. Ha ucciso sua moglie e si è assunto la responsabilità della morte dei figli, per non aver fatto curare l’adorata consorte dopo che lei diede fuoco alla casa in cui la famiglia viveva. Piuttosto che metterla nelle mani di qualche psichiatra o farla rinchiudere, il marito – che all’epoca era davvero un agente dell’FBI -cercò di trasmetterle serenità trasferendo la loro residenza in una villetta vicina a un lago, dove la moglie poi farà annegare le tre creature. Disperato, lui la uccide.
    Per farlo rinsavire, dopo due anni di cure, gli psichiatri assecondano le sue fantasie trasmettendogli ogni tanto qualche indizio che possa fargli recuperare il senso della realtà. Lui alla fine guarisce, ricorda tutto, ma finge di essere ancora malato per farsi lobotomizzare e liberarsi dei fantasmi che lo ossessionano.
    Per me è un film bellissimo, e Leonardo Di Caprio è strepitoso. Direi comunque che a livello interpretativo è una grande prova di squadra. Certo, ci sono riferimenti ad altri capolavori del brivido, a cominciare da “La donna che visse due volte” di Hitckcock (anche in quel caso la matassa si dipana in un faro), ma Scorsese rende omaggio ad altri maestri, senza imitare nessuno.
    Una grande prova d’autore..

  385. &lI

    Ciao a tutti…io e la mia famiglia ieri sera abbiamo visto questo film…ma non ci è chiara la fine…non abbiamo capito se lui si è inventato tutto perchè era pazzo…o se noin si era inventato niente e poi i dottori l’hanno fatto diventare pazzo….

    Rispondete per favore!
    Grazie mille!

  386. lackofironic

    @&lI
    Benvenuti. Il quesito che proponete è stato il punto centrale delle discussioni di questo post. Esistono due correnti di pensiero. Tra i tanti commenti vi consiglio il 256 di DIEFFE (versione complottista: Di Caprio vero agente ingannato dai dottori) e il 44 di IPERCRITICO (Di Caprio già paziente).

    Saluti

  387. robbo

    Il finale e’ aperto e si possono ricavare varie interpretazioni.
    Quella piu’ verosimile e’ che Dicaprio fosse un paziente dell’ospedale psichiatrico in cura per aver ucciso la moglie che a sua volta aveva ucciso i suoi figli. La cura funziona e Dicaprio torna a ricordare tutta la verita’ e nel finale preferisce far credere di essere ancora matto ,in modo da farsi lobotomizzare e dimenticare cosi’ l’orrore della morte dei suoi figli e di sua moglie ( preferisce cioe’ non vivere da mostro , nella consapevolezza )@ &lI:

    Altra intepretazione ( piu’ inverosimile, ma anche piu’ affascinante ) sarebbe quella del mega complotto teso dai medici ed infermieri in modo da indurlo alla pazzia e a ricordare cose non vere, in modo da internarlo e lobotomizzarlo. Questa intepretazione giustificherebbe alcuni punti oscuri ( il finale, nel quale il suo collega lo chiama con il nome sbagliato…..Teddy , il biglietto con scritto RUN fatto da una paziente, l’incontro con la vera paziente scomparsa nella grotta etc…).

    In ogni caso un film bellissimo, solo il colloquio finale tra Dicaprio e Mark Ruffalo vale il prezzo del biglietto ……

  388. claudio

    Ragazi…..non avete capito un cxxx….chi mi spiega perchè lui arriva con una nave???se fosse stato pazzo nn l avrebbero mai fatto uscire da li’……

  389. Matteo

    X Claudio: Infatti NON arriva con una nave e NON lo fanno uscire da lì. Erano tutte allucinazioni che lui aveva creato nella sua testa per nascondere la realtà di aver ucciso la moglie che a sua volta aveva annegato i figli.

    In ogni caso non concordo con chi dice che si tratti di un brutto film perchè è scontato. Sarò io particolarmente arguto, ma i film che mi hanno veramente sorpreso si contano sulla punta delle dita di una mano.
    Sarà che ho visto migliaia di film e letto migliaia di romanzi, ma a me i cosiddetti “colpi di scena” sembrano quasi sempre scontati. Ho capito la trama di The Prestige, per menzionare un film i cui colpi di scena vengono usualmente considerati geniali, dopo 10 minuti. Pertanto non giudico il valore di un film da quanto sia scontato o meno, ma dalla qualità della recitazione, la solidità della trama e dalle emozioni che trasmette. A me Shutter Island in alcune scene ha saputo trasmettere profonda inquietudine. Chi dice che il film non sa confondere lo spettatore non ha capito una mazza. Il film non VUOLE confondere lo spettatore. Non è quello lo scopo del regista. Quello che vuole fare è trasmettere il concetto di quanto sia semplice scivolare nella follia e nella paranoia e di quanto sia sottile il confine tra la follia e la lucidità. E a mio avviso riesce perfettamente. Ottimo film.

  390. Veronica

    Ho appena visto questo film…
    Beh, ne avrei veramente tante di cose da dire, anche avendo letto qua e là un po’ di commenti, ma non mi va di dilungarmi; non conosco la regia di Scorsese quindi su questo non mi esprimo a parte per ciò che ho visto, quindi una regia decisamente molto apprezzabile e una fotografia STRE-PI-TO-SA.
    Rispetto la posizione di chi lo stronca, perchè in effetti anch’io avevo già valutato l’ipotesi del complotto o quella che lui fosse un paziente, il paziente 67… PERO’: il fatto che comunque non se ne esca e ci siano posizioni diverse, dà atto al fatto che il film è riuscito nello scopo!
    Questo film è fatto ed opera fondamentalmente su tre livelli (che non è per niente facile!)… 1) la realtà dei fatti così com’è (più che altro all’inizio del film) 2) trama del complotto 3) Laeddis paziente da sempre.
    E il fatto è che queste tre versioni, pur sì svelandosi tutte praticamente subito, sono la stessa forza del film, perchè ti si impalla il cervello non capendo quale è quella reale, sono tutte plausibili se lo si sa guardare… il regista mescola continuamente le carte! E onestamente a me il dubbio è rimasto anche dopo la fine…

    Per me, quindi, oltre ad essere un film godibilissimo e ben realizzato, molto positivo anche sotto quel punto di vista.

    C’è differenza tra vedere e guardare :)

    PS grazie per i commenti perchè mi avete fatto notare anche magari dettagli che mi erano sfuggiti, e avvalorano la mia ipotesi ;)

  391. antonio

    questo film è stupendo.
    forse il più bello che abbia mai visto. rispetto chi la pensa diversamente.
    non conoscevo il finale ed è stato davvero drammatico.
    rivederlo la seconda volta sembra un altro film e si capisce quando un dolore nell’anima possa annullare ogni realtà.
    bellissimo

  392. ENRICO

    Ho visto questo film 2 volte, mi piacevano tantissimo le fotografie e i colori.Questo film è un cinema stupendo,spettacolare!Il film è molto profondo,ti fa riflettere,il reale si confonda con il immaginare.Il senso del film,anche del libro è di presentare una storia poliziesca che piano ,piano arriva al soggetto,meglio dire alla persona.Forse non è molto chiara la storia,forse neanche non ha bisogno di spiegazioni perché qualche volta la vita non presenta sempre la verità.L’autore manda un messaggio potente,quello di riflettere se veramente siamo così di innocenti( per esempio se pensiamo alle vittime della seconda guerra mondiale,fino un paio di anni fa abbiamo detto e cosi ci hanno insegnato di accusare come i criminali solo i fascisti….ma poi si è scoperto che le vittime del comunismo nei tanti paesi è arrivato ai numeri pazzeschi…oppure pensando a tante bugie americane riguardo alla guerra in Iraq e le teorie del terrorismo….Scorsese parla di q cose in un intervista.
    Se Teddy è un mostro, non è di più di tanti altri….pensate che non è facile convivere con l’idea di essere un criminale,oppure con l’idea di essere colpevole….parlando dei regimi dittatoriali oppure di guerre!
    è un film che merita visto per le fotografie stupende,per le grande interpretazioni e anche perché è un film interessante! Di Caprio diceva che è stato il suo ruolo più difficile…era molto, molto stanco perché non sapeva più quello che era reale nel film oppure no! questa è la magia del film!

  393. [...] Mark Wahlberg, già produttore e showrunner di Entourage e il regista di Quei bravi ragazzi e Shutter island Martin scorsese, che  per l’occasione ha diretto anche il pilot, uno più costosi della storia [...]

  394. Filo

    Un film assolutamente straordinario, da vedere e rivedere secondo me.
    L’idea più semplice è che Di Caprio alla fine sia un paziente dell’isola da due anni e che sia stato tutto architettato per permettergli di tornare alla realtà in maniera graduale ed accettabile, prima di intervenire con la soluzione finale e decisamente più invasiva della lobotomizzazione..a supporto di questa tesi ci sarebbero vari indizi sparsi qua e là per tutta la pellicola, a partire proprio dalla poco riuscita interpretazione del suo psichiatra come agente federale che non riesce nemmeno a slacciarsi il cinturino della pistola (potrebbe anche essere maldestro di suo però), arrivando ai medici interrogati da lui, che si comportano come se fossero seccati e impauriti allo stesso tempo da questa farsa (potrebbero esserlo anche se non fosse una farsa), alla sua camera con scarpe da uomo ed un biglietto con la Legge dei 4 e il numero 67 (scarpe e biglietto potrebbero essere stati messi lì apposta per fargli credere al momento rivelatorio che quella sia la sua stanza), il fatto che George gli parli come se fosse Laeddis e non Daniels, la spiegazione finale di Cauley che convincerebbe chiunque…PERO’………
    Senza dubbio sono più deboli gli indizi a supporto della tesi che lui sia un vero agente federale sbarcato sull’isola per scoprire la verità sugli esperimenti ai quali vengono sottoposti i pazienti e che venga, infine, fatto impazzire con l’innesto di ricordi non suoi (a supporto ci sono gli orrori di guerra che ha vissuto e la morte della moglie in un incendio) per impedirgli di rivelare tutto, ma non penso sia una cosa così campata per aria..e se l’intento di Scorsese fosse proprio quello di far passare per colpo di scena ciò che invece dovrebbe essere scontato?.. Cioè che lui è un agente federale, che è stato ingannato, che gli sono stati innestati ricordi che alla fine percepisce come suoi (e che piano piano si sovrappongono ai suoi ricordi reali, come quando la moglie nel sonno brucia e perde sangue allo stesso tempo o la bambina che vede nel campo di concentramento e che poi diventerà sua figlia) e che soprattutto il suo collega lo ha tradito, fingendo di essere il suo medico da due anni, quando invece lo conosce da poco (va bene soffrire di allucinazioni, però non riconoscere il tuo psichiatra che ti tiene in cura tutto il giorno da due anni, appare un po’ eccessivo, secondo il mio modesto parere), ma SOPRATTUTTO che gli indizi sparsi dovunque fungono proprio da supporto alla tesi di Cauley che lui sia veramente pazzo?
    Finora si è quasi sempre ipotizzato che la frase finale che lui rivolge al collega, sia effettivamente rivolta a se stesso..e se invece la sta rivolgendo PROPRIO a lui perchè lo ha tradito?…
    La scena della grotta viene definita un’allucinazione, però un conto è vedere qualcosa che non c’è, un conto è parlarci per un bel po’, dormirci di fianco ed esserne addirittura svegliati..del resto la Solando glielo dice….che sfrutteranno il suo trauma passato sostenendo che ha perso la sanità mentale per quella ragione, così quando i suoi amici e colleghi lo verranno a trovare diranno…naturale che è crollato. La Solando, inoltre, non ha scelta..o fugge per l’isola oppure finisce male se la trovano (ha fatto troppe domande), quindi il fatto che si sposti di qua e di là per l’isola ci può anche stare (del resto è fuggita da qualche giorno, non da mesi, il che renderebbe la cosa meno credibile e ,ad ogni modo, non ha molte speranze di salvarsi, però cerca di sopravvivere finchè può..).
    All’inizio la guardia gli dice di non andare alla grotta perchè pensa che sia VERAMENTE pericoloso (se sapessero che la Solando è lì andrebbero certamente a prenderla, ma non lo sanno anche perchè lei continua a spostarsi).
    Di Caprio inoltre può andare in giro liberamente per tutta l’isola perchè è un agente federale e nessuno glielo può impedire, del resto se lo volessero morto, lo potrebbero uccidere in qualsiasi momento..ma la questio è logicamente un po’ più delicata e così mettono in moto tutto questa sceneggiata (improbabile, a mio avviso, sia per farlo rinsavire se pazzo che per farlo impazzire se normale però va ammesso che appare più logica se serve ad evitare di essere sputtanati che non per assecondare le follie di un paziente) per portarlo alla decisione finale di compiere un atto di lobotomizzazione volontaria.
    In conclusione, se lui fosse veramente pazzo non potrebbe godere della libertà che gli viene concessa, anche se di fianco c’è quasi sempre il suo psichiatra, ma non sempre…quando va al faro e stordisce la guardia sulle rocce..potrebbe ucciderla..e il viaggio all’inizio?..e la pistola che consegna all’inizio è diversa da quella che gli si sgretola in mano nel faro..insomma, magari la tesi che lui sia un agente federale è più pionieristica di quella che sia un matto, però gli indizi a supporto non sono pochi nemmeno per questa, poi dipende anche da come si interpreta il film…bellissima, per esempio, la visione dell’isola come la mente del protagonista, la bipolarità, l’inconscio, la tempesta e la quiete finale con la definitiva presa di coscienza..
    Comunque è un film strepitoso e se fa parlare così tanto di sè un motivo ci sarà..credo che Scorsese sia un regista incredibile.
    Bellissimo topic.
    Un abbraccio

  395. Filo

    Ho dimenticato di sottolineare che l’unica cosa che non mi ha convinto della tesi vero agente federale è che lui alla fine decide di farsi lobotomizzare, consegnandosi alle mani dei suoi nemici, invece di fare di tutto per salvarsi, comunque a prescindere dalla veridicità di una o dell’altra tesi resta un film splendido, visionario, indimenticabile, sono rimasto veramente colpito, non mi era mai capitato di partecipare ad un forum di discussione cinematografica e di scrivere tutto sto polpettone.:)

  396. Kiky

    @ Ipercritico:
    Ciao.. Ho appena finito di guardare il film con il mio ragazzo… Abbiamo girato su internet per vedere chi aveva ragione sulla fine del film.. Io avevo capito che lui era pazzo mentre lui pensava che era tutto calcolato per farlo diventare pazzo ed era tutta una cosa governativa dato che hanno fatto vedere il molo alla fine del film.. Vabbè… Cmq ti ho scritto per dirti che in realtà ho visto film molto più brutti di questo! Ci ha contorto la mente fino alla fine.. Non è stato ovviamente uno dei migliori ma non si può dire che fa pena! Anzi… Era lungo ma il tempo è passato senza noia… Secondo me hai TROPPO esagerato… Anche sui personaggi! Hanno recitato molto bene… Vabbè scusami per la critica ma volevo specificare che nn e una schifezza come hai detto… Ciao Bacio

  397. Marco

    e un gran film ma con un unico finale… Di Caprio e sempre stato li… hanno cercato di curarlo con il metodo soft per capirsi… assecondando il paziente invece di usare altri metodi piu cruenti. non capisco perche la gente continua a vedere doppie o triple interpretazioni… il film e pieno… e dico pieno di momenti dove ti fanno capire che di caprio non e un agente ma e sempre stato li… posso elencarne almeno 20… se qualcuno vuole essere illuminato me lo dica che inizio a scrivere.

  398. Kiky

    @ Marco:
    Io la penso esattamente come te!!!!!! Ma molte persone che l’hanno visto pensano che il finale e lasciato alla libera interpretazione xD Comunque gran bel film! :)

  399. Ipercritico

    @ Kiky:
    Mai detto che è una schifezza, ho semplicemente criticato quelli che per me sono punti di forte debolezza, grazie comunque di aver condiviso con me la tua idea.
    Onestamente dopo tutto questo tempo non sono nemmeno più sul tema.
    Ciao!
    Ip

  400. Lùthien

    Ipercritico dice:

    Caro Pietro,
    direi che la tua recensione coglie a pieno tutti i difetti del film anche se, in alcuni tratti sei stato fin troppo buono con questa pessima pellicola.
    Da spettatore e non certo da critico cinematografico ti dico che a me 138 minuti sono sembrati 2 mesi, il film è scontatissimo e il fatto che lo abbia girato Sorsese è ancora più grave visto che anche tu hai citato pellicole che io ritengo monumenti alla cinematografia come Taxi Driver, The Departed o comunque un ottimo lavoro com Al di là della vita.
    Scorsese tratta la schizofrenia come fosse un optional plasmabile per poterla circoscrivere alla trama del film (commettendo errori grossolani che non voglio nemmeno accennare) e questo non va assolutamente in uno pseudo trhiller psicologico (non mi ha mai dato la sensazione di esserlo e non mi ha trasmesso alcuna tensione necessaria in questo genere di film).
    Credo che quando il regista decide di cavalcare l’onda della malattia mentale deve essere molto attento a far girare il film intorno ad essa e non intorno ad uno pseudo intrigo, frasi e eventi detti o immaginati ecc ecc.
    Non commento i pessimi personaggio perchè avrei bisogno di due pagine .
    Senza prendere troppo spazio, reputo questa la peggiore pellicola in assoluto che io abbia visto di Scorsese, il film mi ha annoiato e non ci ho trovato nulla di eccezionale.
    Grazie dello spazio!!!
    Ip

    Io stra quoto ciò che dice Ip perché sto film è veramente…una delusione

  401. Jonny

    Grandissimo film, l’ho visto ieri sera in DVD e mentre la mia ragazza a metà film aveva già capito che il 67simo paziente fosse proprio lui io ancora non avevo colto parecchi indizi.
    Sposo la tesi del Di Caprio paziente da due anni, confermato anche nei contenuti extra del DVD, riproponendomi di rivedere il film una seconda volta con una diversa chiave di lettura.

  402. Gabriele Cinti

    finale per niente banale e prevedibile: conclude egregiamente un film bellissimo.dicaprio quindi era pazzo sin dall’inizio oppure no? risposta: potrebbero essere vere entrambe.sta allo spettatore decidere da che “parte stare” e come interpretarlo. chi dice che “si capiva sin dall’inizio che dicaprio diventava pazzo” non ci ha capito un tubo (a parte che cmq si sarebbe capito anche dal trailer).a parte tutto: è appunto da pazzi riassumere questo film ad un “ma era pazzo o no allora?”.e tutto il resto del film non vi ha saputo far emergere nessun’altra domanda???



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