La partita lenta: sport e fiducia
Eccoci al secondo appuntamento con il progetto perFiducia, stavolta a cimentarsi con il tema della fiducia e della solidarietà il regista dell’acclamato Il divo, Paolo Sorrentino, che sceglie il rugby come metafora di vita colpendo nel segno e sfoggiando una tecnica veramente impressionante.
La partita lenta è una miscela di tecnica ed espressione artistica veramente coinvolgente, Sorrentino sceglie un suggestivo bianco e nero per una serie di immagini rarefatte e al contempo fortemente realistiche, quello del regista è un cinema fatto di volti, silenzi e di luoghi dell’anima che ogni tanto è giusto esplorare e raccontare,
Che lo sport sia un mezzo per raccontare la vita risulta come in questo caso un appropriato e sorprendente escamotage narrativo di rara efficacia. Per la realizzazione del cortometraggio il regista ha utilizzato veri giocatori di rugby, tutti partecipanti al campionato di serie B dell’unione rugby della città di Roma.
4 Commenti









































Sono d’accordo con l’autore, le critiche che ho sentito in giro riguardo al corto di Sorrentino (incomprensibilità del messaggio, esercizio di stile, etc.) non sussistono. Il migliore del lotto, e di gran lunga, chiarissimo nel veicolare un’idea di gioco di squadra, nello sport come nella vita. Ottimo lavoro, Paolo (legge il blog, vero
?).
[...] ricordo che La partita lenta, di cui vi aveva già parlato e mostrato le immagini mesi fa Pietro Ferraro, racconta la vita [...]
[...] di una nuova trilogia di cortometraggi, il progetto dopo il debutto con i veterani Olmi/Salvatores/Sorrentino punta anche stavolta, come nel precedente trittico Celli/Camaiti/Mezzapesa, su tre giovani registi [...]
[...] di una nuova trilogia di cortometraggi, il progetto dopo il debutto con i veterani Olmi/Salvatores/Sorrentino punta anche stavolta, come nel precedente trittico Celli/Camaiti/Mezzapesa, su tre giovani registi [...]