WikiLeaks, tocca a Michael Moore e Steven Spielberg?

di Pietro Ferraro 2

Mentre WikiLeaks, il fenomeno mediatico del momento, continua a centellinare il rilascio delle compromettenti documentazioni in suo possesso e il suo fondatore Julian Assange guadagna la libertà su cauzione dopo essere stato arrestato in Inghilterra confessando di temere per la sua vita, ecco che arrivano un altro paio di rivelazioni che sinceramente di sensazionalistico hanno ben poco, ma visto che riguardano il mondo del cinema non potevamo esimerci dal riportarvi.

Sembra che alcuni dei comunicati incriminati riguarderebbero i registi Michael Moore e Steven Spielberg, entrambi presunte vittime di due tentativi di boicotaggio che a onor del vero se per Spielberg potrebbero rappresentare  normale amministrazione,  per il battagliero documentarista americano rasentano l’imbarazzante.

Andiamo per ordine iniziando da Steven Spielberg, pare che un’ingente donazione fatta al governo israeliano dal regista abbia fatto scattare una ritorsione da parte di alcuni paesi della Lega degli Stati Arabi che avrebbero, a detta di Wikileaks che fa riferimento al consueto segretissimo fascicolo dell’ambasciata statunitense, boicottato le vendite e la distribuzione delle opere di Spielberg in quattordici paesi, naturalmente un portavoce del regista smentisce su dati di vendita e distribuzione e non commenta in alcun modo la fonte.

Il secondo di questi documenti top-secret verterebbe invece sul sorprendente film Sicko, denuncia del documentarista militante Michael Moore sulle innumerevoli falle del sistema sanitario americano, documentario che al suo interno conteneva invece una sorta di promozione a pieni voti per la sanità cubana, che però a sentire il contenuto di un altro segretissimo documento, sarebbe invece risultata particolarmente indigesta allo stesso governo cubano che avrebbe di contro boicottato il film proprio perchè eccessivamente roseo nel descrivere la situazione nel paese castrista, insomma a sentire il sito australiano e lo stesso Moore, si tratterebbe di un altro geniale piano di disinformazione ordito dal governo americano visto che Sicko è stato trasmesso addirittura dalla tv nazionale cubana.

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