The Amazing Spider-Man, recensione

di Pietro Ferraro 2

Peter Parker (Andrew Garfield) ha solo sette anni quando i suoi genitori lo affidano alle amorevoli cure dello zio Ben (Martin Sheen) e della zia Mary (Sally Field), per poi sparire misteriosamente e non fare più ritorno. Anni dopo Peter è diventato un adolescente con una grande intelligenza e un’innata predisposizione per le materie scientifiche, ma con un carattere solitario e introverso che lo trasforma in un facile bersaglio per i bulli della scuola che frequenta.

Peter, che è innamorato della graziosa Gwen Stacy (Emma Stone) una sua compagna di scuola che è anche la figlia del capo dellla polizia, scopre per caso in casa degli zii alcuni fascicoli di una ricerca scientifica che collegano il padre al Dr. Curt Connors (Rhys Ifans) e alle industrie OsCorp. La sua curiosità lo porterà sino ai laboratori della OsCorp dove Peter farà la conoscenza del dottor Connors, un brillante e tormentato esperto in genetica privo di un braccio e dove verrà morso da un ragno radioattivo.

Il morso subito modificherà geneticamente il DNA di Peter ibridandolo con quello del ragno radioattivo donandogli straordinari superpoteri, poteri che Peter dopo svariate vicissitudini e la tragica morte dello zio Ben deciderà di sfruttare per aiutare il prossimo, indossando una maschera e seminando il terrore tra i criminali della città, diventando il vigilante e supereroe Spider-Man.

Impresa ardua quella del regista Marc Webb che dopo l’exploit del suo esordio, la commedia romantica 500 giorni insieme, si cimenta con il suo primo film ad alto budget, con un iconico personaggio dei fumetti tra i più amati di sempre e inevitabilmente con la rutilante trilogia di Sam Raimi che dal canto suo non ha mai nascosto di essere un fan sfegatato del supereroe Marvel.

L’operazione reboot di Webb è in gran parte riuscita e non è un’impresa da poco visto che su schermo  troviamo una storia che è ormai un vero e proprio patrimonio immaginifico stampato a fuoco nell’immaginario collettivo di milioni di spettatori senza contare diverse generazioni di fan del fumetto.

L’impronta realistica, l’orchestrazione emotivamente coinvolgente delle sequenze drammatiche, un cast di alto profilo nuovo di zecca, gli elementi dark e la scelta di esplorare il mistero che si cela dietro la scomparsa dei genitori del protagonista,, sono tutti elementi a favore che donano una certa freschezza alla messinscena.

Meno efficaci invece risultano le numerose digressioni umoristiche, anche se rappresentano un elemento presente nel fumetto originale e permettono di alleggerire l’impatto drammatico di alcune sequenze del film a favore di una platea di famiglie con bambini. Quelle medesime digressioni slapstick che nell’universo di Raimi erano parte integrante ed intrigante della voluta fumettosità della messinscena, qui in parte stridono con l’intento di narrare uno Spider-Man altro, ci sarebbe piaciuto vedere su schermo la medesima evoluzione che ha avuto il Batman della D.C. partito con il gotico Tim Burton, evolutosi nell’universo ipercolorato e fastidiosamente kitsch di Joel Schumacher per approdare infine al Cavaliere oscuro adulto e nichilista del reboot di Christopher Nolan, ma comprendiamo che una scelta del genere avrebbe significato cassare preventivamente una corposa parte della potenziale platea di spettatori paganti.

Premesso ciò The Amazing Spider-Man resta comunque un’operazione coraggiosa e fondamentalmente vincente. Il reboot di Webb è tecnicamente impeccabile nella sua vertiginosa magnificenza visiva (il 3D si dimostra efficace la dove ne è richiesta la capacità ludica), capace di regalare un nuovo suggestivo capitolo all’universo dei cinecomic e soprattutto di non farci rimpiangere troppo le iperboli cresative di Raimi, permettendoci così di voltare virtualmente pagina e intraprendere un nuovo viaggio nell’iconica opera di Stan Lee, che siamo certi ha ancora molto da raccontare.

Nelle sale a partire dal 4 luglio 2012

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Note di produzione: nel cast figurano anche Denis Leary, Campbell Scott e l’attore indiano Irrfan Khan; insieme ad Andrew Garfield in lizza per il ruolo di Peter Parker c’erano anche Jamie Bell, Josh Hutcherson, Aaron Johnson, Anton Yelchin, Logan Lerman e Michael Angarano; il regista Marc Webb per movenze e look del nuovo Spider-Man si è ispirato al lavoro di Mark Bagley per la serie Ultimate Spider-Man; il film ha fruito di un budget di 220 milioni di dollari.

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