Inception, recensione

Dom Cobb (Leonardo DiCaprio) è un abile estrattore di sogni, la sua abilità è creare architetture oniriche nelle quali inscenare dei veri e propri furti all’insaputa del sognatore di turno, rubare idee e segreti direttamente dal subconscio nel momento in cui il soggetto scelto abbassa le proprie difese.

Stavolta Cobb non dovrà affrontare il solito furto su commissione da spionaggio industriale, un magnate giapponese gli chiederà di instillare un’idea nel subconscio di un giovane che sta per diventare unico erede di una potente multinazionale, le cui azioni una volta acquisiti i diritti ereditari dal padre morente potrebbero cambiare le sorti dell’economia globale.

Cobb accetterà il lavoro in cambio della possibilità di tornare in patria dove ha lasciato i suoi figli dopo una fuga e l’esilio, conseguenza dell’accusa di aver ucciso la moglie. Ad aiutare Cobb in questa operazione ad alto rischio un team di specialisti, ognuno con specifiche capacità indispensabili per penetrare nel subconscio prescelto ed allestire una messinscena credibile.

Leggi il resto

Categorie Senza categoria

Locarno 2009, nono giorno

get.do []

Oggi il programma del Locarno International Film Festival avrà una corposa selezione di film provenienti dalla Cina ad arricchire il già vasto programma dedicato all’oriente. Ieri comunicati i nomi dei vincitori della sezione speciale Open doors che prevede un bando di concorso pre-festival ed un workshop, al termine del quali tra dieci progetti selezionati di un singolo paese, quest’anno la Cina, ne verranno premiati tre con un riconoscimento e un impegno produttivo.

Quest’anno i cineasti premiati sono: Wang Xiaoshuai con il suo Who Shi Yi (Eleven Flowers), Yang King per Gong Lu Ba Hao (Bus No.8) e Yang Jin per Zhan Mein Cong Ming (Don’t expect prises).

Leggi il resto

Locarno 2009: quarto giorno

Ieri il Locarno International Film Festival ha premiato Toni Servillo, in Piazza Grande l’attrice Anna Bonaiuto ha consegnato all’attore napoletano il prestigioso riconoscimento Excellence Award-Moet & Chandon 2009. In occasione della premiazione è stato proiettato il film Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino

Prima di passare al programma odierno segnaliamo che oggi in mattinata l’attore parteciperà al forum Spazio Cinema dove incontrerà il pubblico del festival e gli addetti ai lavori per una discussione pubblica.

Leggi il resto

Mamoru Oshii

In questi giorni abbiamo citato alcuni tra i personaggi più in vista del panorama artistico giapponese, almeno per quello che riguarda cinema e anime. La carrellata, ovviamente, non finisce qui. Di artisti da citare ce ne sarebbero moltissimi, lo spazio è limitato, e di conseguenza la selezione appare come un necessario mezzo di sopravvivenza.

Ma un nome come quello di Mamoru Oshii non può essere assolutamente tralasciato, e questo per vari motivi. In prima istanza, si tratta, come di consueto, di una personalità originale e poliedrica, di quelle di cui si racconta, indipendentemente da quello che ha prodotto.

In più, la produzione di Mamoru Oshii è spaventosamente bella. I suoi lavori risuonano nelle anime degli spettatori come accordi prodotti da uno strumento perfettamente accordato, raggiungendo rapidamente l’indimenticabilità.

Leggi il resto

Festival di Venezia dalla cinquantunesima alla sessantesima edizione: da Abel Ferrara a Robert Rodriguez

A un certo punto mi sono reso conto di quello che significa “progresso”. Non sono ancora del tutto convinto che si tratti di un sinonimo di evoluzione. Tuttavia in un certo senso è come cadere dal letto mentre si sta giocando col proprio padre, o fratello, e, invece di fracassarsi completamente la testa, rompersi “semplicemente” un braccio.

Spesso, quando mi aggiro per le vie di Venezia, alla ricerca di tracce del festival, mi rendo conto che la gente ha l’ombrello aperto, ma non riesco a capire se lo fa perchè piove o per ripararsi dal solo. Sono così tante le cose che confondo, con questa confusione di auto e di novità. Anche i colori sono cambiati, non c’è più la discriminabilià di un tempo, dentro e fuori le persone.

E’ come se per qualche motivo le cose si siano complicate in modo esponenziale, abbastanza all’improvviso. Il mio unico timore è quello di non poter assistere, col fiato sospeso e i violini che stridono sadici nelle mie orecchie, a scene di vendetta, in terza persona, quasi bidimensionali, in cui il sangue del riscatto schizza orizzontalmente sulla neve, colorandola in modo caotico.

Leggi il resto