Gabriele Muccino contro la movida con una foto sui social, ma c’è chi parla di fake

L’accusa di Gabriele Muccino contro la movida esplosa in Lombardia con Milano epicentro degli assembramenti 2.0 è sulla bacheca di tutti. Il regista di Sette Anime, infatti, ha pubblicato sui social un’istantanea che mostra una via del capoluogo lombardo costellata di persone, alcune delle quali senza la mascherina.

Il regista ha aggiunto la didascalia: “Milano, abbiamo un problema”, e se da una parte sono piovute le accuse contro il comportamento dei milanesi e dei lombardi tutti, dall’altra c’è chi accusa il regista di aver diffuso una fake news. Tra i commenti più inviperiti, infatti, c’è chi fa notare a Gabriele Muccino che nelle stesse ore in cui lui postava quella foto a Milano pioveva a dirotto.

Il regista ha poi postato la stessa foto su Instagram dove ha aggiunto la didascalia:

Milano ieri sera. Non si può più commentare col numero di contagi ancora oggi in crescita. Resta da far affidamento solo alla fortuna e alla divina provvidenza davanti a tanta assenza persino di spirito di sopravvivenza e di quella cosa nebulosa chiamata ‘ragione’.

Era marzo quando Gabriele Muccino aveva annunciato sui social l’intenzione di scrivere un film sul Coronavirus, e nell’annunciarlo aveva usato le parole Il Grande Caos. Per questo il regista aveva chiesto ai suoi follower di raccontare le proprie esperienze che sarebbero servite alla stesura della sceneggiatura. C’è chi sostiene, a tal proposito, che il post in cui Muccino prende di mira i milanesi possa far parte di una campagna di guerrilla marketing con il preciso intento di far parlare di sé e sollevare un polverone diradato il quale verrà fuori la vera intenzione del post.

In effetti il regista aveva risposto alle prime critiche in un’intervista rilasciata a Leggo:

Non ho paura dei detrattori: ci saranno, come sempre. Ma un regista deve saper leggere il presente. Rossellini ha fatto Paisà quando ancora avevamo i tedeschi dentro casa.

Tra i commenti più feroci, inoltre, c’è chi nel contesto dell’accusa di Gabriele Muccino contro la movida lamenta un eccessivo accanimento contro Milano e la Lombardia, specialmente da quella notte in cui tantissimi passeggeri avevano affollato la stazione centrale poco prima che il DPCM chiudesse i battenti a ogni spostamento.

Coronavirus, Giacomo Poretti lo ha contratto a marzo: “Ne sono certo, ma non ho fatto il tampone”

A proposito di Coronavirus Giacomo Poretti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo lo avrebbe contratto a marzo. Questo è quanto afferma l’attore comico in un’intervista rilasciata al Corriere della SeraOggi l’attore sta bene ed è totalmente guarito, ma nel corso dell’intervista ha raccontato quei giorni drammatici.

I primi sintomi

Era il 7 marzo quando Giacomo Poretti, di ritorno dalla settimana bianca, ha accusato i primi sintomi della malattia. Sono seguiti giorni in cui l’attore aveva una febbre che non scendeva sotto la soglia dei 39 e come lui la moglie Daniela Cristofori che tuttavia ha reagito meglio di lui. L’attore, 64 anni, ricorda specialmente una mattina in cui si è reso conto di avere carenza di forze: “Tantissima stanchezza: un mattino non sono riuscito neppure a svitare la moka del caffè, per darti l’idea di come mi sono sentito”.

Nonostante i sintomi che convergevano verso una diagnosi da Coronavirus, Giacomo Poretti non si è mai sottoposto al tampone.

Suppongo che fosse Covid, non mi è mai venuta una febbre così: 8 giorni di febbre a 39. Il tampone ora è negativo e non vedo l’ora di fare il test di sierologico e sono disposto a donare il plasma. In quella fase nessuno ti mandava in ospedale, ti dicevano di riempirti di Tachipirina. Ho passato giorni a controllare il respiro. Io non ho perso il gusto e l’olfatto, mia moglie sì.

La ripartenza

Ora che è guarito dal Coronavirus, Giacomo Poretti sogna di riprendere a lavorare. Vorrebbe tornare in teatro, Giacomino, con il suo ultimo spettacolo Chiedimi se sono di turno nel quale racconta i suoi 11 anni di esperienza come infermiere:

Mi piacerebbe ripartire portando lo spettacolo negli ospedali, con un nuovo prologo magari dedicato a questa vicenda: perché io so che cosa possono avere passato. Sarà un modo per stare vicino a tante donne e tanti uomini che hanno vissuto settimane intere in trincea.

Il trio è da poco tornato al cinema con il film Odio l’estateQuando tutto riaprirà dopo l’emergenza Coronavirus Giacomo Poretti, dunque, potrebbe riprendere i suoi spettacoli ripartendo dagli ospedali con un copione aggiornato sulla sua esperienza, e magari offrire nuovi spunti per i prossimi spettacoli del trio.

I consigli di Samuel L. Jackson sul Coronavirus: “State nella vostra ca**o di casa”

Photo by Cineflos.it

L’isolamento globale è motivato anche dalla partecipazione del mondo dello spettacolo: i consigli di Samuel L. Jackson sul Coronavirus non lasciano spazio a interpretazioni. L’attore di GlassPulp Fiction e tanti altri film memorabili era in collegamento con lo show Jimmy Kimmel Live dal suo cinema privato e tra le mani teneva un libro di Adam Mansbach dal titolo bizzarro: Stay the Fu** at Home.

Adam e io abbiamo parlato di quello che avremmo potuto fare per ricordare alle persone di adottare le misure consigliate in un periodo come questo, e così lui ha pensato a questa nuova poesia. L’ho letta in anteprima, e vogliamo presentarla al pubblico proprio ora.

Con questa premessa Samuel L. Jackson è esploso in una serie di consigli sparati in modo colorito:

Ora, tecnicamente non sono un dottore, ma figli di pu**ana, ascoltate quando vi leggo una poesia. Eccomi qui, Sam fot*********o Jackson a implorarvi di rispettare ‘sta ca**o di quarantena, andiamo! Tenete il cu*o a casa.

E ancora:

Restate nella vostra ca**o di casa. Il Coronavirus è ovunque, questa me**a non è uno scherzo. Non è tempo di lavorare né di andare in giro. Il modo in cui potete combattere è semplice, amici miei: state nella vostra ca**o di casa. Se volete che tutto torni alla normalità non fatevi prendere dal panico. Usate il cervello. Lavatevi le mani, smettete di toccarvi il viso e state nella vostra ca**o di casa.

Il tutto è avvenuto con un sottofondo musicale adatto ai bambini e i numerosi “bip” che coprivano le parolacce contenute nella pseudo fiaba letta a voce alta da Samuel L. Jackson.  Anche negli Stati Uniti, a quanto pare, nonostante le direttive governative c’è chi si ostina ad agire di testa propria ignorando i decreti e riversandosi per strada come se si trovasse nella vita di tutti i giorni.

Sarà per questo che dal mondo dello spettacolo, della musica, dagli influencer e dagli YouTuber arrivano continuamente appelli che invitano le persone al buonsenso. A questo punto si spera che l’aggressività giocosa dei consigli di Samuel L. Jackson sul Coronavirus ottenga l’effetto sperato.

Jared Leto non sapeva del Coronavirus, era in meditazione

Jared Leto non sapeva del Coronavirus. Sì, può sembrare divertente o una battuta, se ricordiamo che solamente pochi giorni fa l’attore di Requiem For a Dream nonché frontman dei 30 Seconds to Mars ha rischiato la vita mentre si arrampicava sulle montagne di Red Rock, in Nevada, dal momento che la corda aveva iniziato a consumarsi per l’attrito provocato dal contatto continuo con le rocce.

Nelle ultime ore l’attore e cantante ha ammesso di non essere stato a conoscenza dell’emergenza Coronavirus fino al giorno 17, quando è uscito dalla sua meditazione. Lo ha scritto sui social:

Wow. 12 giorni fa ho iniziato una meditazione nel deserto durante la quale siamo stati totalmente isolati. Non avevamo a disposizione i telefoni, o altri mezzi di comunicazione. Non avevamo idea di cosa stesse accadendo al di fuori. E quando sono ritornato ieri ho ritrovato un mondo completamente cambiato.

Si tratta di una di quelle cose che creerà un cambiamento totale. Sto mandando messaggi agli amici sparsi in tutto il mondo per capire cosa sta succedendo. Spero che stiate bene. Cerco di mandarvi energie positive. State a casa, e state al sicuro.

La pandemia scoppiava proprio mentre Jared Leto si trovava nel deserto a meditare, dunque decisamente fuori dal mondo delle news virali, dei numeri del contagio, dei post sui social network. Per questo l’attore e cantante ha voluto recuperare il tempo e contattare tutti i suoi cari e scrivere ai suoi fan per invitare tutti alla calma e al rispetto delle disposizioni governative.

C’è da dire, però, che l’emergenza è scoppiata ben prima di 12 giorni fa e probabilmente Jared Leto non immaginava che il mondo si sarebbe ritrovato in uno stato di costrizione a restare nella propria dimora per scongiurare nuovi contagi dal Covid-19. Al suo ritorno dalla meditazione, dunque, l’attore e cantante è sicuramente stato travolto dalle notizie sugli ospedali gravidi di pazienti, sulle vittime e sulle indiscrezioni circa la cura contro l’infezione da Coronavirus.

Eppure Jared Leto non sapeva del Coronavirus e probabilmente se n’è accorto per tempo, infatti in uno degli ultimi post ha fotografato alcuni interni aggiungendo la didascalia: “Il mio ufficio per la durata della quarantena”.

Arriva Corona Zombies, il film della Full Moon Features sul Coronavirus in tempi record: sarà vero?

Sì, siamo talmente tanto scossi dalle mura domestiche che qualsiasi notizia a riguardo può farci sussultare o ridere: ci sarà un film sulla pandemia del Coronavirus dal titolo Corona Zombies?

La notizia è stata ripresa anche da MoviePlayer che riporta che il nuovo film della Full Moon Features arriverà il 10 aprile e sarà proprio ispirato all’avanzare del COVID-19, ma con un occhio più leggero. Sul profilo Twitter della casa di distribuzione, in effetti, sono comparsi dei post di riferimento che mostrano fotomontaggi che interessano anche Donald Trump.

I dubbi in merito sono tanti, e la Full Moon potrebbe aver trovato l’espediente per attirare l’attenzione su di sé. MoviePlayer parla anche di una piccola sinossi:

Un governo dormiente al comando. I ricchi se lo scrollano di dosso. Un virus che spinge le sue vittime a rialzarsi e uccidere. E le persone che vengono uccise… si rialzano e uccidono!

Per il momento sul sito ufficiale della casa di produzione non si trovano riferimenti, dunque non è dato conoscere di più su Corona Zombies, un film che dovrebbe essere stato girato in tempi record ma anche molto facilmente, dal momento che anche una buona produzione home made – o un mockumentario – potrebbe funzionare rimanendo sul pezzo.

Addirittura la Full Moon Features ha riportato che i lavori sono già in post produzione, dunque proprio ai tocchi finali prima di completare l’opera. Non mancano le prime critiche sui social“Ragazzi, potevate aspettare”, scrive qualcuno, mentre altri manifestano apprezzamento per i continui riferimenti al presidente degli Stati Uniti: “Amo il modo in cui trollate Donald Trump!”.

Che aspettarci, dunque? La Full Moon pare voler rispondere a tutti quelli che all’inizio della pandemia ripetevano che il clima che si percepisce è lo stesso di un’apocalisse zombie, specialmente con tutte le notizie che riportavano di casi di veri e propri assalti ai supermercati.

In un tweet, infatti, la Full Moon Features crea una fake breaking news con il titolo: “Toilet paper panic!”, ovvero: “Psicosi per la carta igienica!”. Chi sopravviverà vedrà, in ogni caso questi Corona Zombies erano già nella nostra testa: la Full Moon ci ha soltanto rubato l’idea.