Set Up, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Tre amici d’infanzia Sonny (50 Cent), Vincent (Ryan Philippe) e Dave (Brett Granstaff)) organizzano il colpo di una vita ai danni di un corriere che trasporta diamanti, il piano è ben orchestrato, l’autista che trasporta l’uomo è della partita, tutta dovrebbe filare liscio, una toccata e fuga di quelle pulite, ma qualcosa va storto, anzi tutto va in malora, perchè Vincent non solo ammazza il corriere a sangue freddo, ma al momento di spartire i soldi spara a Sonny e Vincent senza batter ciglio, quello che non fa e che gli costerà caro è non accertarsi che i due siano morti.

Se Vincent morirà sul colpo, l’amico Sonny se la caverà grazie ad un crocifisso che porta al collo e che devierà il proiettile quel tanto che basta per rimandare a data da destinarsi  l’appuntamento con il creatore, permettendo a Sonny di raggiungere con le proprie gambe un luogo sicuro, sistemare la ferita, rimettersi in piedi e cominciare a dare la caccia all’ex-amico per riprendersi ciò che gli spetta.

Sulla strada che porterà Sonny ai diamanti e a Vincent però si frapporanno un paio di ostacoli di quelli che rischieranno di mandare a monte la ricerca, il primo è un boss della mala (Bruce Willis) infuriato con Sonny che ferito e in cerca di contanti ha rapinato un tavolo da poker di quelli che è meglio non toccare, il secondo è un killer prezzolato assoldato dai legittimi proprietari dei diamanti che sta dando la caccia a Vincent e darà a Sonny una settimana di tempo per rintracciarlo, prima che torni a chiudere il lavoro per cui è stato profumatamente pagato, eliminare Sonny nel modo più lento e doloroso possibile.

Il Set Up di Mike Gunther è una di quelle occasioni in cui ci si trova di fronte ad un direct-to-video di notevole livello, Gunther confeziona un solido crime di quelli di una volta, senza fronzoli, asciutti, ben scritti e con un cast che non ha nula da invidiare a più blasonate e costose produzioni made in Hollywood.

Set Up è un crime in stile Payback, confezionato con indubbio gusto per il genere, curato nei minimi particolari, dall’azzeccata fotografia di Steve Gainer alla colonna sonora tra cui spicca la notevole Remembered dei BBoss featuring Class (clip in coda  al post), senza naturalmente dimenticare l’oculato casting su cui svettano un efficace 50 cent e un notevole Bruce Willis in versione malavitoso che sfodera una performance credibile ed ironica. Insomma pur palesando qualche evidente limite che ne giustifica, ma solo in parte il rilascio in patria direttamente in home-video, che da noi Set Up approdi in sala o in videoteca il film di Gunther è uno di quei titoli da non perdere.

 Note di produzione: nel cast figurano anche il Randy Couture de I mercenari e lo James Remar papà di Michael C. Hall nel televisivo Dexter.

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