Safe, recensione in anteprima dell’action con Jason Statham

di Pietro Ferraro Commenta

Luke Wright (Jason Statham) è un lottatore di arti marziali miste con un passato nebuloso alle spalle e una gabbia dove combattere per un po’ di adrenalina e qualche soldo per sbarcare il lunario. Purtroppo per Luke un incontro non va come come gli era stato imposto, lui vince l’altro finisce in coma e un losco allibratore e un boss della mafia russa si trovano con parecchi soldi in meno. La vendetta sarà atroce, la moglie di Luke verrà uccisa e lui sarà costretto ad un esilio come senzatetto senza alcuna possibilità di legarsi a qualcuno che finirebbe in poco tempo morto ammazzato. Disperato, svuotato e sull’orlo del suicidio Luke trova la sua via di redenzione e uno scopo per tornare a lottare diventando angelo custode e guardia del corpo di Mai (Catherine Chan), una ragazzina cinese con capacità matematiche sbalorditive e un codice cifrato in suo possesso a cui sono interessati la mafia russa, le Triadi cinesi e una squadra di poliziotti corrotti…

Dopo il taciturno Danny Bryce del sottovalutato Killer Elite, il rude Jason Statham indossa un altro personaggio cucito su misura e si cimenta in un action-thriller della vecchia scuola diretto dal veterano Boaz Yakin che di film d’azione vecchio stile ne sa qualcosa, visto che ha scritto la prima trasposizione del fumetto The Punisher (quella con Dolph Lundgren) e l’action La recluta con la coppia Clint Eastwood/Charlie Sheen, oltre ad aver diretto il dramma sportivo Il sapore della vittoria.

Il Safe di Yakin è un action di quelli duri e puri, che un po’ ci mancano e che ci ha ricordato lo Steven Seagal dei bei tempi andati, quello di Nico e Giustizia a tutti i costi tanto per intenderci. Yakin mette in scena brutali corpo a corpo, coreografiche sparatorie sciorinate a profusione, inseguimenti in macchina da manuale, una regia muscolare che regala anche qualche ricercato ed intrigante movimento di macchina (vedi il rapimento di Mei da parte dei russi) e naturalmente il repertorio che contraddistingue il genere con battute telegrafiche alla Callaghan, sfrontati sbirri corrotti, spietati gangster cinesi e violenti mafiosi russi.

Safe che sembra a tutti gli effetti una versione riuscita del mediocre Codice Mercury con Bruce Willis, non deluderà chi ama l’action e in particolare quello anni ’80 e ’90 e chi cerca un film che arrivi subito al sodo anche rischiando di essere prevedibile, ma anche senza la pretesa di voler essere qualcosa di più di un solido ed onesto film di genere. Naturalmente chi cerca introspezione psicologica, dialoghi a profusione e cervellotici colpi di scena basteranno le prime fratture scomposte su schermo per capire di aver sbagliato film.

Note di produzione: Safe è il primo di tre film nati dalla collaborazione di IM Global e Lionsgate, gli altri due sono il reboot Dredd di Pete Travis  e l’action Protection di Simon West. Il film girato tra Philadelphia e New York ha fruito di un budget di 30 milioni di dollari. Nel cast figurano anche i veterani James Hong (il Lo Pan di Grosso guaio a Chinatown) e Chris Sarandon (il vampiro Jerry Dandrige di Ammazzavampiri).

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