Recensione: Miami Vice

di Redazione 3

Dopo il suicidio di un informatore passato dalla polizia di Miami all’FBI, Sonny crockett (Colin Farrell) e Ricardo Tubbs (Jamie Foxx), poliziotti sotto copertura, cercano, seguendo la pista apertasi con la morte dell’informatore, di infiltrarsi in un’organizzazione criminale specializzata nel trasporto di droga dal Sudamerica agli Stati Uniti.

Dopo una riuscita ed un pò azzardata presentazione al capo dell’organizzazione, l’affascinante Isabella (Gong Li), i due riescono a far colpo e ad infiltrarsi, ma il braccio destro di Isabella, Josè Yero (John Ortiz), non si fida dei due e decide di sorvegliarli da molto vicino.

Durante la missione però, Sonny azzarda nuovamente ed intreccia una relazione con Isabella, la cosa potrebbe complicare non poco le cose, e mentre la relazione tra i due si rafforza, Yero scopre  la vera identità di Sonny e Rico e come ritorsione fa rapire la fidanzata di Tubbs, Trudy (Naomi Harris) organizzando uno scambio di droga in cambio della vita della ragazza.

Durante lo scambio Trudy viene ferita gravemente ed il conflitto a fuoco è inevitabile, Yero viene ucciso, nel frattempo Sonny copre la fuga di Isabella verso Cuba e Tubbs assiste al risveglio di Trudy dal coma in cui era caduta dopo la sparatoria…

Il regista Michael Mann realizza un film che si discosta totalmente dalle atmosfere patinate e colorate che hanno reso la serie tv Miami Vice un cult, quindi un’operazione rischiosa che ha senza dubbio influito negativamente ai botteghini sul successo della pellicola e fatto inevitabilmente storcere il naso ai puristi della serie originale.

Se ci allontaniamoper un momento dalla Miami pop e plastificata degli anni ’80, e mettiamo da parte l’indubbio fascino di una serie che è divenuta fenomeno e che ha cambiato radicalmente il look dei telefilm americani, aprendo la strada alle serie odierne, ci troviamo di fronte ad un fascinoso poliziesco a tinte noir che coinvolge ed attualizza il concetto Miami Vice tralasciando intelligentemente il datato look.

L’accoppiata Jamie Foxx/Colin Farrell funziona, i due ben si calano nei panni più cupi di questo newquel, un nuovo inzio per il duo di infiltrati, purtroppo non molto apprezzato dai fan della serie, ma comunque con tutto il fascino e lo stile di un regista che ci mostra con una strabiliante abilità tecnica e visiva una Miami nuova e perfettamente calata nella realtà odierna.

Quindi se riuscite a dimenticare per un paio d’ore il lontano prototipo e amate il cinema di Mann, vi godrete questo solido poliziesco dalle affascinanti e suggestive atmosfere che ricordano un’altro film del regista il bellissimo Collateral.

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