Piranha 3DD, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

E’ passato un anno dall’attacco sul Lago Vittoria dell’orda di feroci piranha preistorici liberati da una scossa sismica e una campagna di eradicazione puntata a sterminare gli zannuti pesciolini ha lasciato il lago prosciugato e inabitabile, l’ecosistema irrimediabilmente compromesso e la stessa città in gran parte abbandonata dagli abitanti a causa dell’esaurimento della loro principale fonte di sostentamento, il turismo. In un vicino lago due contadini liberano accidentalmente alcune uova che creeranno un nuovo sciame altrettanto famelico ed aggressivo che punterà dritto ad un parco acquatico gestito da Maddy (Danielle Panabaker), uno studentessa di biologia marina e dal suo patrigno, il laido e avido Chet (David Koechner). L’inaugurazione si trasformerà in un efferato incubo quando i piranha penetreranno nel sistema di circolazione delle piscine trovando al loro arrivo un lauto ed ignaro pasto umano con cui banchettare a sazietà.

Dopo il buon remake di Alexandra Aja ecco che arriva l’immancabile sequel concepito per far cassa e che sfrutta in maniera sfacciata un 3D meramente ludico, alla Shark Night 3D tanto per intenderci. il regista John Gulager punta tutto su una pecoreccia auto-parodia tutta puntata al trash con discinte e properose bellezze al bagno, bikini microscopici e seni al vento, sanguinose digressioni splatter, piranha tridimensionali che si lanciano verso lo schermo (forse in cerca di una via d’uscita) e situazioni assurde che strappano volutamente la risata che però resta sempre fine a se stessa, come alcune delle sequenze orchestrate per sfruttare l’effettaccio facile, con i voraci pesciolini carnivori che si insinuano e mordono in ogni dove arrivando là…dove nessun pesce è mai giunto prima.

Il film dura quanto un ghiacciolo sotto il solleone di un’afosa giornata d’agosto, vista anche la risibile durata di poco più di un’ora che si è cercato di rimpolpare con alcuni bloopers e stralci di dietro le quinte inseriti alla fine del film tra i titoli di coda. Il formato è palesemente quello di un direct-to-video, ma la scusa del 3D ne prevede una fruizione in sala che sinceramente non vale il sovrapprezzo del biglietto, due elementi che fanno di Piranha 3DD materia prima per cultori del cosiddetto filone degli Z-movies, che apprezzeranno lo scorrere del sangue a fiumi, la mattanza libera che non risparmia neanche i bambini, l’utilizzo fumettoso e surreale del gore, la colonna sonora ridicolmente epicheggiante, senza dimenticare il memorabile cameo di David Hasselhoff versione Baywatch veramente spassoso.

Piranha 3DD ha in se la follia della parodia più truce che cerca di allontanarsi dalla seriosità del suo predecessore che al contrario si prendeva un po’ troppo sul serio, ma nel farlo eccede in senso opposto finendo per peccare di una compiaciuta idiozia nel senso più comico e delirante del termine, allontanandosi così anni luce dal suo predecessore, ma anche dall’originale di Joe Dante, prestandosi così ad una veloce e più consona fruizione casalinga.

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Note di produzione: nel cast figurano anche Ving Rhames, Christopher Lloyd e Gary Busey; il regista John Gulager ha diretto la trilogia horror-splatter Feast.

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