Le amiche della sposa, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

Annie (Kristen Wiig) è una ragazza che ha superato la trentina senza fidanzato e con un’attività fallita alle spalle in cui ha perso tutti i suoi risparmi. Lilian (Maya Rudolph) amica di Annie si fidanza con un uomo d’affari di Chicago e chiede all’amica se vuole essere la prima damigella d’onore al suo matrimonio e così Annie accettato l’oneroso incarico nuziale farà la conoscenze delle altre sue colleghe in rosa, Rita (Wendi McLendon-Covey) la cinica cugina di Lilian, l’idealista amica Becca (Ellie Kemper), la volgare futura cognata Megan (Melissa McCarthy) e la bellissima e altrettanto vanitosa Helen (Rose Byrne).

Seguiremo così Annie alle prese con i caotici preparativi pre-nuziali tra cui l’addio al nubilato per l’amica Lilian, evento che si rivelerà un disastro e la metterà in cattiva luce con la futura sposa, troppa responsabilità difficile da gestire in special modo con una delle altre damigelle che sembra intenzionata a fargli le scarpe.

Successo stratosferico in patria per questo sboccato, ma divertente chick flick a sfondo nuziale diretto da Paul Feig, tipica pellicola indirizzata ad un pubblico prettamente femminile in questo caso però, grazie al tocco demenzial-pecoreccio tipico delle produzioni made in Apatow, con un appeal piuttosto universale, naturalmente sempre che non vi scandalizziate troppo di fronte ad una corposa serie di volgarità che di rosa hanno ben poco.

Le amiche della sposa non è la versione al femminile di Una notte da leoni o almeno non a livello di trama o intenti comici, ma fruisce della tipica complicata ed intrigante complessità di uno script comedy tutto al femminile, la dove la demenzialità del blockbuster di Todd Phillips puntava al consolidarsi di un’amicizia virile, in un contesto coral-tragicomico, qui invece si esplora a fondo un unico personaggio ricco di sfumature, la damigella d’onore Annie interpretata da una memorabile Kristen Wiig anche co-autrice della sceneggiatura e le sue interazioni sentimentali ed emotive con il folle e caotico microcosmo nuziale, in cui si ritrova catapultata e in cui rischia ad ogni passo di perdersi, insomma c’è una certa intelligenza al di sotto del cazzeggio tipico di cui il genere vive e sopravvive e si comprende come la critica d’oltreoceano ne abbia così tanto tessuto le lodi.

Nelle sale a partire dal 19 agosto 2011

Note di produzione: Il regista Paul Feig proviene dall tv per lui all’attivo regia di serial di grande successo come Weeds, Mad Men e Parks and Recreation, il film ha stabilito più di qualche precedente ai botteghini rivelandosi una delle pellicole vietate ai minori più redditizie di sempre e la più redditizia in assoluto tra le produzioni di Judd Apatow. Nel film fa la sua ultima apparizione l’attrice Jill Clayburgh morta nel novembre del 2010 prima dell’uscita della pellicola nelle sale. Con un budget di poco più di 32 milioni di dollari in patria la pellicola ha superato i 150 milioni d’incasso.

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