La vita è una cosa meravigliosa, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

Il quotidiano tra fatti, misfatti e velleità di un gruppo di italiani da commedia: Cesare (Enrico Brignano) è un poliziotto che si occupa delle famigerate intercettazioni che scoprirà per puro caso durante una sessione di lavoro che Doina (Yulita Mayarchuk), la sua fidanzata ungherese fa la escort. Tra gli intercettati c’è Antonio (Vincenzo Salemme), presidente di un importante gruppo bancario, al quale i politici chiedono con insistenza copertura e fondi neri per finanziare i loro intrallazzi. Tra le personalità che Antonio copre ed assiste c‟è anche il proprietario di una clinica dove lavora Claudio (Gigi Proietti), un chirurgo sposato con Elena (Nancy Brilli), il quale finirà suo malgrado coinvolto nell’inchiesta insieme a Vanessa (Virginie Marsan) la figlia di Antonio, Marco (Emanuele Bosi) un giovane elettricista e Laura (Luisa Ranieri), una massaggiatrice che si innamora di Cesare senza sapere nulla ne dell’inchiesta ne del suo lavoro.

I fratelli Vanzina dopo aver inaugurato il filone del cinecocomero (Un estate al mare, Un estate ai Caraibi), versione estiva del famigerato ed indigesto cinepanettone, confezionano un’altra commedia corale, un tantinello più articolata del solito a livello di intenti, stavolta non si limitano al solito canovaccio a base di sketch, ma cercano di costruire un ritratto caricaturale e sconfortante di un Italia afflitta dalla piaga delle raccomandazioni e dall’imperante dilemma delle intercettazioni, costruendoci attorno un intreccio di storie unite dal fil rouge di una sorveglianza occulta messa in atto dal personaggio di Enrico Brignano, che finisce per confluire in un finale troppo consolatorio e stridente con una realtà nazionale sin troppo nota e sulla quale non avrebbe guastato un po’ più di sano cinismo.

La vita è una cosa meravigliosa è a livello di confezione uno dei film più televisivi dei Vanzina a partire da una regia oltremodo piatta e un recitazione quasi colloquiale, da cui stavolta non è immune neanche il bravissimo Gigi Proietti che dona verve ad suo personaggio che però non va oltre una godibile performance da battutista.

Note di produzione: Nel cast figurano anche Maurizio Mattioli, Rodolfo Laganà e Armando De Razza. Le musiche del film sono firmate del veterano Armando Trovajoli (Riso amaro, Matrimonio all’italiana) assente dal grande schermo dal 1996, anno in cui musicò Giovani e belli ultimo film per il grande schermo del regista Dino Risi.

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