Kill List, recensione in anteprima dell’horror di Ben Wheatley

di Pietro Ferraro 1

Jay (Neil Maskell) e Gal (Michael Smiley) sono una coppia di ex-soldati divenuti sicari dopo aver lasciato l’esercito. Jay soffre ancora dei postumi di una disastrosa missione in quel di Kiev e divenuto psichicamente instabile sono oltre otto mesi che non accetta incarichi, gravando economicamente sulla sua famiglia composta dalla moglie Shel (MyAnna Buring) e dal figlioletto Sam (Harry Simpson).

Shel organizza una cena a cui invita Gal e la sua ultima fidanzata Fiona (Emma Fryer) ed è dopo l’ennesima lite furibonda tra Jay e Shel che Gal decide di parlare all’amico di una nuova lista, tre soli obiettivi da eliminare, bei soldi per un lavoro che non gli prenderà troppo tempo. Jay esausto e stanco delle tensioni in famiglia accetta.

Dopo aver depennato il primo nome della lista accadrà quello che Gal si aspettava, a Jay crolleranno i nervi e la sua sarà un’escalation di violenza e furibonda follia, ma quando i due cercheranno di rescindere il contratto con i loro datori di lavoro, capiranno che da un accordo firmato con il sangue non si torna indietro e si trasformeranno da carnefici in vittime predestinate, in un terrificante e surreale percorso iniziatico tra occultismo e culti esoterici.

Kill List è la seconda prova su grande schermo del regista Ben Wheatley dopo la crime-comedy Down Terrace. Wheatley cambia decisamente registro e ammicca ad un horror dai tratti efferati e dalle atmosfere inquietanti che accompagna lo spettatore in una lenta discesa negli inferi tra occultismo, digressioni nel torture-porn e un intreccio ad orologeria che culmina in un finale da incubo, senza dubbio tra i più efficaci e disturbanti visti da tempo, che ricorda da molto vicino (SPOILER) quello dell’horror britannico The Wicker Man di Robin Hardy (FINE SPOILER).

Wheatley come accadeva nel classico Rosemary’s Baby di Polansky ci pone di fronte ad un percorso lungo il quale la realtà come la conosciamo andrà lentamente sgretolandosi, lasciando il posto ad una mostruosa realtà parallela in cui, appena sotto la superficie, si muovono forze oscure che tirano le fila di un destino segnato da un complotto infernale.

Kill List fruisce di un solido cast di attori di livello che riescono perfettamente a trasmettere quel senso di disagio che va oltre le atroci scoperte dei due protagonisti, l’ambiguità di fondo dei ruoli di supporto e la bravura di Smiley e Maskell danno un surplus di solidità ad un film che stimola nella stessa misura curiosità e inquietudine.

Quello di Jay è un sogno, l’odissea di un subconscio disturbato o un vero percorso iniziatico? Domande che portano ad altre domande, indizi e simboli sciorinati lungo la visione che si rivelano vicoli ciechi, ma forse è questo senso di incertezza, che secondo noi va ben oltre gli intenti del regista, a fare di Kill List uno dei migliori horror degli ultimi anni.

Dopo il memorabile The Children e l’ottimo Wake Wood ecco un altro gioiello horror arrivare dall’Inghilterra, unendosi alla lunga lista dei film che molto difficilmente vedremo distribuiti dalle nostre parti, ma che vi consigliamo caldamente di non perdere nel caso la pellicola fruisse di un’edizione in home-video o di qualche proiezione in lingua originale, naturalmente ci rivolgiamo esclusivamente a stomaci forti e cultori del genere.

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Note di produzione: il film girato in Inghilterra ha fruito di location a Sheffield nella contea del South Yorkshire ed ha ricevuto un premio per il Miglior attore (Michael Smiley) ai British Independent Film Awards 2011.

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