Intercambio, cortometraggio

di Pietro Ferraro 2

Oggi per lo spazio cortometraggi vi segnaliamo Intercambio, corto girato a quattro mani da Antonello Novellino e Antonio Quintanillla che ha ricevuto moltissimi riconoscimenti, tra questi cinque premi all’ultima edizione del festival Il giardino dei corti di Avellino, tra cui miglior regia, miglior fotografia e premio del pubblico.

In un Spagna sotto il giogo della dittatura si continua ad affamare la popolazione, in un piccolo paese di contadini la fame imperversa e i continui sequestri di grano e bestiame hanno portato gli abitanti sull’orlo di una consapevole follia, che li porterà ad intraprendere una strada da cui non vi è ritorno in nome della sopravvivenza, ripercorrendo ancestrali tradizioni che riportano alla luce oscure epoche di mostruosa disperazione.

Con Intercambio ci troviamo di fronte ad una confezione di alto profilo, una messinscena immersiva ed attori di calibro, per una storia che risveglia reminiscenze di povertà, disperazione e dittatura mai dimenticate e anche se non vissute incise a fuoco nell’immaginario collettivo, che raccontano di confini troppo spesso superati, dove l’istinto di sopravvivenza soverchia la morale e la logica, e gli istinti primordiali ci raccontano della nostra essenza più atavica e spaventosa.

Intercambio è senza dubbio uno dei migliori lavori visti da qualche tempo a questa parte, guerra e dittatura partoriscono figli folli e mostruosi e i due cineasti lo dimostrano utilizzando un racconto serrato, mai compiaciuto e dalle venature horror tanto impercettibili quanto efficaci, che solo nel finale si palesano regalando disturbanti frammenti di inquietudine, molto simili al confuso disagio che si prova al risveglio da un incubo che la mente ha in gran parte rimosso, ma che il corpo invece ricorda molto bene.

In coda al post il trailer del cortometraggio, mentre per visionarlo in versione integrale cliccate QUI.

Commenti (2)

  1. Gran film, storia pazzesca (e molto amara) e… grandissimo stile! Davvero un prodotto di ottima fattura, peccato che sia passato un po’ inosservato dalle nostre parti (solo mediante festival e circoli del cinema).

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