Face/Off-Due facce di un assassino, recensione

di Pietro Ferraro 1

Il terrorista freelance Castor Troy (Nicolas Cage) è di nuovo pronto a dispensare morte e distruzione, ma anche stavolta sulle sua strada troverà l’agente speciale dell’FBI Sean Archer (John Travolta) letteralmente ossessionato da Troy, a causa di una tragico evento che anni prima ha visto il figlioletto di Archer perdere la vita in seguito ad un attentato organizzato da Troy. L’FBI riceve informazioni che il fratello di Castor, Pollux (Alessandro Nivola), ha noleggiato un jet all’aeroporto di Los Angeles. Archer sa che Pollux non decollerà senza Castor, quindi organizza un’irruzione con una squadra congiunta composta da agenti FBI e poliziotti di Los Angeles. L’assalto all’aereoporto finirà con Pollux in manette e Castor in coma, che però ha il tempo di rivelare che un’ordigno esplosivo nelle prossime ore devasterà a Los Angeles.

Accadrà così che nell’ultimo disperato tentativo di localizzare l’ordigno prima della sua deflagrazione, Archer accetterà tramite un sofisticatissimo intervento chirurgico di assumere le fattezze della sua nemesi per infiltrarsi nella banda di terroristi in cerca di indizi sul luogo in cui verrà piazzata la bomba, quello che Archer però non ha messo in conto è il risveglio di Troy, che piuttosto irritato e non trovando più il suo viso, nel frattempo asportato e trasferito sul volto di Archer, si dovrà accontentare di assumere a sua volta le sembianze di Archer, indossando il distintivo e vivendo vita ed ossessione del suo nemico giurato.

Terzo film del periodo hollywoodiano del regista di culto John Woo, re incontrastato dell’action-crime made in Hong Kong e appassionato di western con un’ammirazione sconfinata per il nostro Sergio Leone. Woo sembra aver trovato un degno sostituto per il suo attore feticcio Chow Yun-Fat in un ritrovato John Travolta, con cui aveva già girato Nome in codice: Broken Arrow e che qui, alla sua seconda colaborazione con Woo, affianca un Nicolas Cage in gran forma, che torna ad un ruolo da villain dopo il truce boss de Il bacio della morte.

In Face/Off-Due facce di un assassino e nel successivo e rutilante Mission: Impossible 2, la poetica crime a tinte western del Woo di culto si sposa con la Hollywood made in action fracassona e tamarra, la stessa che ha dato i natali a Michael Bay. Travolta e Cage si divertono un mondo a scambiarsi i ruoli e a gigioneggiare con caratterizzazioni nevrotizzanti all’insegna del fumettoso e volutamente caricaturali. Per quanto riguarda il comparto visivo Woo è un genio delle sequenze action e anche in questo caso le coreografie sono curatissime, con un picco artistico nella sequenza accompagnata dal brano Somewhere over the Rainbow, senza contare la tematica del doppio. qui sfruttata anche in chiave visiva con sequenze congeniate per giocare con i due attori e le loro maschere.

Face/Off-Due facce di un assassino insieme al già citato Mission: Impossible 2 rappresenta il picco delle performance holywoodiane di Woo e vista la bravura dei due protagonisti davvero in parte, la visione è assolutamente consigliata.

Note di produzione: il film è co-prodotto dall’attore Michael Douglas, il brano Somewhere Over the Rainbow che si ascolta come sottofondo in una delle numerose e concitate sequenze action, è la versione interpretata da Olivia Newton John. il film è stato un successo ai botteghini con un incasso di oltre 245 milioni di dollari a fronte di un budget investito di 80.

 

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