Cigno Nero-Black Swan, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 8

Una compagnia di balletto di New York decide di allestire una nuova versione del Lago dei cigni, a dirigerla l’estroso regista Thomas Leroy (Vincent Cassel) che dopo aver decretato il ritiro della veterana Beth MacIntyre (Winona Ryder) affida la parte principale alla talentuosa Nina Sayers (Natalie Portman) che però incontra da subito qualche difficoltà nell’interpretare il cigno nero, controparte sensuale ed oscura della protagonista.

Thomas non intende lasciarsi sfuggire un talento come quello di Nina e nonostante lei dimostri da subito un’enorme fragilità Leroy la spinge ad esplorare il suo lato oscuro, la pressione che Nina subisce comincerà presto a dare i suoi frutti avvelenati e se da un lato la trasgressione mentale ne rivelerà un lato passionale, ma anche profondamente disturbato dall’altro comincerà a creargli una sorta di ossessione che coinvolgerà una delle nuove ballerine da poco approdate nella compagnia, la sensuale ed estroversa Lily (Mila Kunis).

La sera della prima si avvicina e il tormento interiore di Nina comincerà a manifestarsi in tutta la sua inquietudine, ma nulla riuscirà a fermare la metamorfosi in atto nella giovane danzatrice che durante lo spettacolo lascerà che il cigno nero prenda il sopravvento liberandolo sul palcoscenico e fuori, perdendosi così irrimediabilmente nei mendri oscuri della propria mente.

Il regista Darren Aronofsky dopo il melanconico The Wrestler si cimenta con un thriller-psicologico a tutto tondo scegliendo come sfondo il mondo del balletto classico, mai così fascinoso e sottilmente inquietante e potendo contare su una protagonista intensa e smisurata come una Natalie Portman in odore di Oscar riporta in scena il classico tema del doppio che ha fatto la fortuna del genere, donandogli però un singolare effetto straniante che culmina in un finale in crescendo da antologia.

Il film di Aronofsky non è perfetto e proprio per questo è oltremodo vitale, lo stesso Thomas Leroy interpretato nel film da Vincent Cassel spinge la sua prima ballerina a perdersi, ad abbandonare una perfezione tecnica che rende il suo danzare freddo e distante per lasciare che le emozioni fluiscano libere, Aronofsky non teme l’eccesso visivo, la Portman lo accompagna senza remore, la suggestiva colonna sonora di Clint Mansell sottolinea il tutto con vigore e il palcoscenico diventa così il perfetto contrappunto su cui imbastire una lenta e inesorabile discesa nella follia.

Cigno nero-Black Swan è un riuscito excursus in un mondo i cui confini fatti di luci ed ombre spesso si fanno troppo labili, Aronofsky inserisce il bene e il male in un unico corpo dalla splendida e possente fragilità, regalandoci sprazzi di grande cinema che di certo non può lasciare indifferenti.

Nelle sale dal 18 febbraio 2011

Note di produzione: il film ha inaugurato la sessantasettesima Mostra del Cinema di Venezia, Natalie Portman per la sua interpretazione ha ricevuto un Golden Globe come miglior attrice drammatica.

Commenti (8)

  1. semplicemente ben riuscito.Non c’è altro da aggiungere.

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