
Tira una brutta aria nell’industria cinematografica italiana, ma a sentire i vari personaggi coinvolti il problema è sempre il medesimo ed è quello che fa girare l’economia mondiale il binomio costo/ricavo.
Purtroppo come è consuetudine questa applicazione tutta matematica cozza con il cinema ed il suo naturale aspetto artistico, è vero che i cache di molti attori nostrani sembrano un tantinello esosi, guardate i 250 ooo euro di Giovanna Mezzogiorno o quelli di Sergio Castellitto, ma è anche fondamentalmente un problema di finanziamenti, approccio produttivo e maestranze.
Cosi dai piani alti si avverte la crisi con onerosi tagli nei finanziamenti statali, c’è chi grida allo scansdalo perchè il cinema è una forma d’arte ed espressione dell’immagine italiana nel mondo, dall’altra parte in molti si chiedono, ma il novanta per cento dei film italiani distribuiti e quelli che non arrivano mai in sala, nel mondo verranno mai visti?
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