Biancaneve, recensione di Mirror Mirror

di Pietro Ferraro Commenta

In un prologo sapremo quale è stata la sorte della madre di Biancaneve morta dopo averla data alla luce. Suo padre, il Re (Sean Bean) crebbe Biancaneve (Lily Collins) in modo che un giorno potesse governare il regno, questo fino a quando il sovrano non incontrò e sposò Clementianna (Julia Roberts) che divenne regina grazie ad un incantesimo ed in seguito usurpò il trono a Biancaneve, dopo che il Re consorte perse la vita. Sono trascorsi molti anni da quando il Re si inoltrò nella foresta nera e non fece più ritorno e Biancaneve sta compiere il suo diciottesimo compleanno. Vessata dall’invidiosa matrigna, Biancaneve scoprirà che la malvagia regina sta distruggendo il regno e affamando il popolo, così con l’aiuto di un alcuni banditi (i sette nani) cercherà di riportare la giustizia nel suo regno contrastando la regina e mentre lotterà per riconquistare il trono ed aiutare il suo popolo, scoprirà l’amore grazie al principe Alcott (Armie Hammer), ma il fascinoso e ricco nobile fa gola alla Regina che ormai in bolletta ha bisogno con urgenza di un matrimonio d’interesse che rimpingui le casse del regno.

Tarsem Singh dopo il cupo fumettone epico Immortals decide di rivisitare la favola di Biancaneve e i sette nani. Bisogna dire che il regista si trova piuttosto a suo agio in questa sontuosa action-comedy divertente e ben recitata anche se oltremodo convenzionale nell’approccio alla narrazione, tanto da sembrare un vero e proprio live-action della celeberrima fiaba cui si ispira, nonostante qualche necessartia modifica al materiale originale onde rendere il tutto più appetibile.

La Biancaneve di Singh è gradevolmente kitsch per quanto riguarda costumi e scenografie, un plauso all’istrionismo creativo di Eiko Ishiokae, fruisce di location volutamente posticce, che però funzionano a dovere all’interno del microcosmo fiabesco messo in scena e risultano azzeccate, quello che non accadeva nel pessimo Cappuccetto Rosso Sangue di Catherine Hardwicke.

Da sottolineare l’ottima performance del cast che rende efficaci dialoghi e situazioni da cartoon, in particolare Julia Roberts che pare divertirsi un mondo a giocare alla perfida matrugna ed una graziosa Lily Collins che ci regala una Biancaneve da manuale con qualche digressione avventurosa alla Robin Hood, in questo particolare ruolo l’attrice ci ha ricordato la collega Jennifer Connelly in Labirinth.

Se dobbiamo dirla tutta, nonostante la versione di Singh non si distingua particolarmente per originalità è senza dubbio una trasposizione più coraggiosa e bizzarra dell’Alice in Wonderland di Tim Burton che prometteva faville e che invece si è dimostrato poco piu di un compitino ben svolto.ù

Insomma se cercate un divertissement che misceli l’ironia formato live-action del Come d’incanto della Disney e gli eccessi visivi tipici dello stile baroccheggiante di Singh questo è il film giusto, sempre che riusciate a calarvi in un’ambientazione che potrebbe mettere a dura prova chi cerca stralci di realismo anche in una fiaba.

Nelle sale a partire dal 4 aprile 2012

Note di produzione: nel cast figura anche Nathan Lane nei panni dell’imbranato servitore della Regina Julia Roberts; il budget del film è stato stimato in 85 milioni di dollari mentre alcune fonti dicono sia lievitato fino a 100; gli splendidi costumi realizzati per il film sono della costumista giapponese Eiko Ishioka scomparsa lo scorso gennaio; le musiche sono del compositore premio Oscar Alan Menken (La sirenetta, La bella e la bestia).

Per ascoltare la colonna sonora del film cliccate QUI.

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