Harry Potter e l’Ordine della Fenice, recensione
Lord Voldemort (Ralph Fiennes) sembra intenzionato ad eliminare la sua giovane nemesi, i dissennatori, ambigue creature al suo servizio, tentano di attaccare Harry potter (Daniel Radcliffe) e suo cugino Dudley durante le vacanze estive, Harry utilizza un incantesimo per difendersi e incorre nelle ire del Ministero della magia rischiando un’espulsione.
Potter visti i pericolosi precedenti decide di trascorrere il resto della sua vacanza in casa di Sirius black (Gary Oldman), suo padrino, grande amico dei suoi genitori e membro del misterioso Ordine della Fenice, un gruppo di maghi capitanati da Albus Silente (Michael Gambon) che ha lo scopo di osteggiare in qualunque modo l’avanzata di Lord Voldemort e dei suoi Mangiamorte.
Il ritorno a Hogwarts di Harry dopo le peripezie estive non è affatto indolore, c’è aria di cospirazione, il Ministero della magia accusa Silente di cospirare contro l’autorità e invia un’ispettrice, la temibile Dolores Umbridge (Imelda Staunton), a ispezionare scuola e studenti e con il compito di sradicare con la forza qualsiasi forma di ribellione e sospetto sovversivo.
Harry deciderà che è ora di scendere in campo, reclutando alcuni suoi amici fidati formerà un piccolo esercito, e affronterà Lord Voldermot e i suoi Mangiamorte tra le mura del Ministero della magia per un duello all’ultimo incantesimo, che purtroppo vedrà la morte di un caro amico e la rivelazione di una funesta profezia.
Il quinto capitolo dell’ex-maghetto è affidato al regista inglese di provenienza televisiva David Yates, ex perche Potter è ormai cresciuto e non solo fisicamente, più maturo e sempre più consapevole del suo ruolo ci regala un capitolo adulto e squisitamente dark, in cui il protagonista affronta se stesso, la guerra e il dolore della perdita.
Harry Potter e l’Ordine della Fenice è uno dei migliori capitoli della serie, abbandonata lentamente la veste più infantile e sognante, l’ambiguità avvolge man mano i personaggi, la trama si tinge di thriller e atmosfere complottistiche, il tradimento e la sofferenza sono dietro l’angolo e la cruenta battaglia finale chiama con decisione all’appello un pubblico più adulto.
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