Tamara Drewe-Tradimenti all’inglese, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

La bella Tamara Drewe (Gemma Arterton) con un’adolescenza da brutto anatroccolo e un paesino nel Dorset abbandonato senza troppi rimpianti, è costretta a far ritorno a casa dopo la morte della madre per occuparsi del lascito ereditario che consiste nella casa di famiglia.

Tamara non è più la ragazza che gli abitanti del bucolico Ewedoen ricordano, fiorita in maniera alquanto vistosa, con un naso nuovo di pacca e una rubrica su un prestigioso quotidiano di Londra, la bella giornalista porterà non poco scompiglio con il suo arrivo in città scuotendo la sonnolenta fauna maschile locale invisa ad alcune mise succinte sfoggiate con notevole nonchalance dalla sensuale cittadina.

Tra una manciata di iperattivi teenager che sognano la città, qualche pascolo e un vero e proprio ritiro per scrittori in cerca di tranquillità ed ispirazione, Tamara in attesa di vendere la casa ereditata al primo offerente mollerà un bel due di picche all’ex-fidanzatino dei tempi della scuola ora giardiniere, flirtirà con un famoso scrittore e nel frattempo manderà in visibilio le adolescenti locali trascinando nel villaggio il batterista di un famosa band.

Stephen Frears sfoggia uno smalto invidiabile portando sul grande schermo la protagonista di una striscia a fumetti pubblicata sul The Guardian e disegnata dalla scrittrice e illustratrice inglese Posy Simmonds.

Il regista di Alta fedeltà e Cherì non è certo nuovo ad atmosfere comedy, ma stavolta non si può far a meno di notare un certo surplus di divertimento nell’allestire un teatrino da provincialismo cronico gradevolmente amplificato e narrato in un godibile cortocircuito tra cinema d’autore, humour squisitamente british e il saccheggiatissimo mondo dei fumetti, in questo caso in una trasferta live-action perfettamente riuscita.

Con Tamara Drewe-Tradimenti all’inglese si ride di gusto e a più riprese grazie ad un cast in parte e ad una leggerezza percettibile sin dai primi minuti di visione, un narrando che pur desrivendo con graffiante ironia vizi e virtù della provincia inglese con frequenti virate da black-comedy, non abbandona mai quell’aria da ipercolorato feuilleton rosa nel senso più nobile e democratico del termine.

Nelle sale a partire dal 5 gennaio 2011.

Note di produzione: il film è stato presentato in anteprima all’edizione 2010 del Festival di Cannes, buono il riscontro ai botteghini con incassi che hanno superato gli 8 milioni di dollari.

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