E’ morto il compositore premio Oscar John Barry

Ieri la BBC online ha comunicato il decesso per infarto del compositore settantesettenne John Barry, un veterano delle musiche da film, le sue colonne sonore gli fruttarono cinque premi Oscar che costellarono una prestigiosa carriera che l’ha visto musicare ben 12 film della saga cinematografica di James Bond dal suo secondo capitolo datato 1963 007-Dalla Russia con amore.

Barry nasce nel britannico Yorkshire nel 1933, dopo una gavetta da autodidatta ed arrangiatore negli anni’ 50 arriva un periodo di notorietà come leader dei John Barry Seven, poi nel 1960 la prima colonna sonora per il film Beat Girl con la starlette Gillian Hills (Arancia Meccanica).

Easy Girl, recensione in anteprima

Olive Penderghast (Emma Stone) studentessa di liceo pur di non andare in campeggio con la sua migliore amica Rhiannon (Ally Michalka) dotata di stramba famiglia hippy finge di avere un impegno con un ragazzo piu grande che frequenta il college, al ritorno dal week-end per non farsi scoprire Olive prosegue nella sua messinscena finendo per far intendere all’amica di aver perso la verginità proprio con il suo nuovo boyfriend immaginario.

Purtroppo le confidenze delle due amiche giungono all’orecchio della puritana e pettegola Marianne (Amanda Bynes) leader di un gruppo di preghiera, oltretutto la storia si arricchisce di particolari man mano che passa di SMS in SMS e la fama di Olive, studentessa fino a quel momento praticamente invisibile, aumenta a dismisura sino a raggiungere una dimensione esagerata e incontrollabile che le porterà delle disastrose conseguenze.

Olive si ritrova così marchiata come la protagonista del romanzo La lettera scarlatta assegnatogli dal suo professore, le sue bugie ormai dotate di vita propria le si rivolteranno contro e se non fosse per uno splendido carattere, una famiglia meravigliosa e una irragiungibile cotta dai tempi delle elementari che di colpo diventa realtà, le cose per Olive potrebbero finire davvero male.

Gary Oldman: il lato oscuro della recitazione

L’eclettismo fatto persona, recitazione sempre sul filo dell’ambiguità, tratteggia la follia della malvagità come pochi attori riescono a fare, i suoi villain hanno un’ironia che ne smussa la crudeltà rendendoli più fruibili e meno mostruosi, ma tutti i suoi personaggi hanno questa vena di follia che quando non si palesa con tic e paranoie, rimane appena percettibile sulla superficie delle sue caratterizzazioni e ci affascina non poco, e si avverte potente il lato oscuro della recitazione.

Gary Oldman nasce a Londra il 21 Marzo 1958, da padre marinaio che abbandonerà la famiglia per finire ucciso dall’alcool, sarà kathleen, la madre a crescere lui e le sue due sorelle.

Wim Wenders: visioni d’autore

Scrivere di Wim Wenders non è facile, limitarsi ad una freddo elenco stracolmo di date e titoli ridurebbe non poco l’importanza di questo cineasta, quindi una piccola premessa e’ doverosa per descrivere questo artista, attento osservatore dell’umanità e del suo più etereo contenuto, l’anima, acuto testimone dell’evoluzione, visionario che esplora sentimenti e animo umano attraverso una dicotomia che riflette l’intero spettro delle emozioni umane, un binomio che coincide con l’inizio e la fine: la vita e la morte. E’ chiara la profondità artistica di questo regista che anche nei suoi lavori meno incisivi, ci riferiamo alle ultime produzioni, rimane un maestro indiscusso ed uno sperimentatore sempre all’avanguardia nonchè profondo conoscitore del mezzo cinematografico e dei suoi segreti.

Dobbiamo, per dovere di completezza, ricordare che Wim Wenders nasce a Dusseldorf in Germania il 14 agosto 1945, figlio di un medico, dopo il diploma, l’idea è di seguire le orme paterne, si iscrive alla facoltà di medicina, che abbandona quasi subito.Segue repentino trasferimento in quel di Parigi dove frequenta una scuola di cinema ed apprende i rudimenti della narrazione su pellicola, è il 1966, passano alcuni mesi e il regista torna in patria e frequenta una scuola di cinema locale, la IDHEC, in questo periodo che va dal 1967 al 1970 si occupa anche di critica cinematografica e scrive per alcune riviste, nascono i primi esperimenti, cortometraggi, diciamo esplorativi e figli dei tempi, gira così dal 1967 al 1969: Scenari, Lo stesso giocatore spara di nuovo, Città d’argento, Film sulla polizia, Alabama 2000 anni luce.