I bruttissimi, speciale tra Oscar e Razzie: i registi

Visto che sono state recentemente rilasciate le nomination ai Razzie 2011 e si avvicina la cerimonia ufficiale che il prossimo 27 febbraio assegnerà gli Oscar 2011, oggi ci occupiamo per la rubrica I bruttissimi di alcuni registi che se anche nel loro curriculum sfoggiano dei premi Oscar hanno, durante la loro carriera collezionato svariate e decisamente imbarazzanti nomination ai Razzie Awards.

Dopo il salto trovate quattro registi premio Oscar e le loro disavventure ai Razzie, un modo il nostro per dare un’ulteriore prospettiva sulla notevole opinabilità del tanto temuto riconoscimento.

Il colpo: recensione

heistJoe Moore (Gene Hackman) è un ladro professionista, specializzato in furto di preziosi, ha una fulgida carriera alle sue spalle, ma un’imprevisto e una telecamerA di sicurezza che ne immortala il volto durante un colpo, lo costringono ad un repentino ritiro dall’attività.

Il ricettatore Mickey Bergman (Danny DeVito) propone a Moore un ultimo e lucroso colpo, è un colpo troppo grosso per non affrontare tutti i rischi del caso, lingotti d’oro, un montagna di lingotti d’oro custoditi nella stiva di un aereo, Moore decide che il rischio vale la candela.

Bergman lascia che il colpo sia pianificato da Moore, ma vuole un suo uomo nel solito gruppo di lavoro, così ecco comparire l’arrogante e ambizionso Jimmy Silk (Sam rockwell), che sarà occhi e orecchie di Bergman e non mancherà di insidiare Fran la bella e giovane moglie di Moore…

Steve Martin: carisma da comico

Steve Martin nasce a Waco (Texas-USA) il 14 Agosto 1945, figlio di un agente immobiliare e di una casalinga, passa la sua infanzia ed adolescenza in California, lavora al Magic shop di Disneyland dove impara trucchi e giochi di carte, buon suonatore di banjo, al liceo l’approccio con la recitazione avviene attraverso le commedie musicali allestite con la sua piccola compagnia teatrale.

Si laurea in filosofia a 22 anni e grazie alla fidanzata. ballerina in un famoso show televisivo, entra in contatto con un produttore che lo inserisce nel team di autori, lo show con l’apporto di Martin cresce così tanto che nel 1969 vince addirittura un Emmy.