Pirati! Briganti da strapazzo 3D, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

Capitan Pirata (Christian De Sica) è il capitano di una ciurma di pirati piuttosto imbranati, egli stesso nonostante una rigogliosa barba da manuale e tanto entusiasmo, da vent’anni cerca di conquistare senza fortuna l’abito premio di Pirata dell’anno messo in palio dal Re dei pirati in persona. Vista la scarsità di bottini collezionati, i disastrosi arrembaggi conseguiti e la magrissima taglia che pende sulla sua testa, senza contare un pappagallo sovrappeso, Capitan Pirata è di fatto lo zimbello dell’intera comunità di tagliagole e filibustieri che infestano i sette mari. Destino vuole che durante uno dei tanti arrembaggi a vuoto, Capitan Pirata incontri nientemeno che lo scienziato Charles Darwin (Alessandro Quarta) che gli rivelerà che il suo grasso volatile in realtà è un rarissimo esemplare di una specie che si credeva estinta e che la comunità scientifica sarebbe pronta a rendergli grandi onori e un ricco premio se il capitano presentasse l’esemplare a Londra. Il problema è che la temibile Regina Vittoria (Luciana Littizzetto) ha chiesto la testa di ogni singolo pirata in circolazione e Capitan Pirata rischia di finire proprio in pasto al nemico.

Dopo l’ottimo debutto nell’animazione in CGI con Arthur Christmas – Il figlio di Babbo Natale, la britannica Aardman Animation, la stessa della serie Wallace e Gromit, torna alla tecnica stop-motion portando sullo schermo il genere avventuroso con pirati rilanciato dalla saga disney dei Pirati dei Caraibi, adattando il libro The Pirates! in an Adventure with Scientists di Gideon Defoe e applicandovi un blando formato 3D di ultima generazione.

Quello che si nota da subito durante la visione e che i registi Peter Lord e Jeff Newitt hanno miscelato con sapienza animazione in CGI (scenari) e stop-motion (personaggi) per velocizzare i tempi di produzione e donare un surplus di fluidità al comparto animato, senza per questo intaccare la tipica consistenza visiva della Claymotion (animazione a passo uno con plastilina). Davvero suggestiva la Londra vittoriana e oltremodo spassosa la disastrosa fase dei fallimentari arrembaggi.

Pirati! Briganti da strapazzo pur avendo in se molti elementi che la rendono un’opera fruibile dai più piccini, ammicca in maniera piuttosto palese ad un platea più adulta che sia capace di cogliere non solo l’onnipresente elemento parodia del filone piratesco, ma anche citazioni e omaggi che vengono sciorinati durante la visione, dal tema musicale di 2001 odissea nello spazio all’Elephant Man di David Linch fino alla cerimonia degli Oscar con uno sgargiante Re dei pirati vestito come Elvis.

Concludiamo con un plauso al comparto caratterizzazioni che risulta di altissimo profilo ludico, vedi un ambiguo Charles Darwin con il suo scimpanzè maggiordomo o la cattivissima Regina Vittoria, un villain di quelli davvero memorabili, un cast virtuale che nel suo complesso risulta ben supportato da un buon doppiaggio italiano che funziona a dovere.

Nelle sale a partire dal 4 aprile 2012

Note di produzione: al film ha collaborato la Sony Pictures Animation; la sceneggiatura è dello stesso Gideon Defoe che ha adattato un suo libro; Le voci originali di Capitan Pirata e della Regina Vittoria sono rispettivamente di Hugh Grant, al suo debutto nell’animazione e dell’attrice Imelda Staunton, mentre Charles Darwin è doppiato dall’ex-Doctor Who David Tennant. Ci sono state polemiche riguardo alla sequenza dell’arrembaggio alla nave dei lebbrosi, l’Organizzazione mondiale della sanità ha descritto la sequenza in cui un braccio di un personaggio si stacca e cade in terra dispregiativa nei confronti della malattia ed ha chiesto di eliminarla dal montaggio finale. Da notare che nella versione italiana il termine lebbrosi è stato sostituito con appestati.

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