Pappa e ciccia, recensione

di Pietro Ferraro 2

Carmelo (Lino Banfi) è uno dei tanti immigrati in cerca di fortuna all’estero, trasferitosi armi e bagagli in Svizzera si accorge ben presto che per lui ci sono solo lavori mOlto umili e malpagati, cosi si ritrova, suo malgrado con i sogni di gloria infranti, un pò di vergogna a tornare a casa e un lavoro di imbianchino.

Carmelo però non avendo il coraggio di confessare a familiari e compaesani il suo fallimento, scrive tutta una serie di lettere raccontando di yacht, ville lussuose e belle donne, tutto questo secondo Carmelo grazie ad un talento innato per gli investimenti in borsa. Ben presto però i nodi verranno al pettine e Carmelo si ritroverà una ignara nipote in visita a cui dovrà far credere di essere un milardario con tutti gli spassosi effetti collaterali del caso

In procinto di partire per le sospirate vacanze troviamo uno sfigatissimo clone di Fantozzi/Fracchia, che si appresta a godersi una vacanza particolarmente  conveniente in un villagio vacanze nel suggestivo Kenia. Tutto sembra organizzato alla perfezione, almeno fino a quando il nostro povero turista per caso si ritrova su uno scassatissimo charter che gli preannuncia una vacanza da incubo.

Infatti il villaggio keniota si rivelerà una trappola letale, con buffet terrificanti, un organizzazione da gulag e tutta una serie di inconvenienti che renderanno la permanenza veramente indimenticabile.

Il regista Neri parenti è sicuramente uno de migliori artigiani in circolazione per quanto concerne la commedia, l’abbiamo visto in più di un’occasione salvare, o almeno nobilitare in parte, operazioni a dir poco imbarazzanti, e anche stavolta il suo tocco è ben visibile.

Questo film, diviso in due episodi distinti, è tagliato a misura per l’istrionismo dei due bravi protagonisti, commedia degli equivoci per Banfi, le rodate e un pò consunte gag fantozziane per un Villaggio un pò prevedibile ma sempre esilarante.

Se consideriamo altri film del genere, con accoppiate e script decisamente meno riusciti, Pappa e ciccia si difende piuttosto bene, se poi ci aggiungiamo che gli episodi qualitativamente si equivalgono e la regia è piuttosto solida, il film si rivela un simpatico divertissement per una serata casalinga all’insegna del disimpegno più totale.

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