Cinema Metropolitan Roma, Regione Lazio dice no

Ancora un no per il cinema Metropolitan di Roma. Dopo anni di attesa e di lungaggini burocratiche, questa sala storica nel centro di Roma subisce l’ennesimo diniego a una riqualificazione volta a riportare la cultura protagonista di un quartiere che l’aspetta a braccia aperte.

La rinascita di Johnny Depp: nuovi progetti per l’attore

Il processo che ha coinvolto l’attore americano Johnny Depp e la sua ex moglie Amber Heard, si è concluso con una scia di polemiche che ancora vedono coinvolti i due ex coniugi. La battaglia legale, è stata intrapresa dallo stesso attore, che nel 2018, ha denunciato l’ex moglie per una lettera pubblicata sul Washington Post, nella quale si faceva nominare rappresentante delle donne vittime di violenza coniugale. Questo ha scatenato una guerra che è durata per anni e che sembrava avesse rovinato l’immagine di entrambi, in particolare dell’attore, che si è difeso dalle pesanti accuse di violenza e abusi da parte dell’ex coniuge.

 

Le accuse di Amber Heard, sono costate all’attore l’etichetta di “picchiatore di mogli”. La notizia che è partita dal Sun, è diventata virale in pochissime ore. La reputazione di Johnny Depp, ha avuto un immediato crollo: La Warner Bros, lo elimina dalla serie “Animali Fantastici”, la Disney, sembra voler eliminare il mitico personaggio di Jack Sparrow dalla saga “Pirati dei Caraibi”. La carriera di Johnny Depp, subisce un improvviso tracollo, tracollo che Depp, sembra non considerare nemmeno lontanamente.

 

Durante il processo, l’attore ha più volte dichiarato di aver intrapreso il processo contro l’ex moglie, proprio per fare luce sulla verità e dimostrare a tutti, ed in particolare ai suoi figli, di essere una persona integra. Ciò che Depp voleva salvare, era la sua credibilità e il vero, piuttosto che la sua carriera, che a sua detta, si stava già sgretolando da moltissimo tempo.

Dopo il processo, le cose sono decisamente cambiate: la Disney ha offerto a Depp un contratto di oltre 300 milioni di dollari per interpretare nuovamente il personaggio di Jack Sparrow. Avrebbe inoltre proposto uno spinn-off della stessa saga, su Disney Plus. L’offerta non solo riscatta la carriera dell’attore, ma entusiasma i fan legati ai suoi personaggi. Johnny Depp, non ha ancora firmato nessun contratto e prende tempo: pare che l’attore sia maggiormente interessato al prossimo film di Tim Burton, “La famiglia Adams” in cui dovrebbe interpretare il personaggio di Gomez.

Intanto, nelle sale, il film “Arrivederci professore”, fa tornare sul grande schermo un Deep assolutamente centrale, diverso dagli ultimi film tra cui “Alice attraverso lo specchio” e “Assassinio sull’Orient Express”. In questo film invece, l’attore interpreta un po’ se stesso: è un professore ribelle, che fuma erba che però è aperto al dialogo e a chi è disposto a guardarlo dentro. E’ una commedia tragica, ma vedere tutta d’un fiato.

Baz Luhrmann, il regista di Moulin Rouge e del Grande Gatsby, porta sul grande schermo un lungometraggio su Elvis. Film veritiero, provocatorio, spettinato. E’ una pellicola che affascina per la sua verità, per la delicatezza e la forza attraverso le quali si articola il racconto, per la trasparenza, per l’infinita bellezza. Elvis è un film che racconta di un’evoluzione: quella di un cantante che diventa un mito, ma in particolare dell’uomo che è esistito dietro il mito. Se in primo piano brillano i lustrini e le scritte al neon, i completi rosa e il trucco femminile del rocker più famoso di tutti i tempi, dall’altra, il film mostra la fragilità di un uomo dalla personalità complessa.

 

Elvis è un film di verità, che racconta nel dettaglio la vita artistica del rocker: un’infanzia vissuta in un quartiere popolato dai neri, lui bianco, con la voce da nero e la voglia di fare musica; il suo primo contratto discografico, la sua danza, l’arresto per oltraggio al pudore, i suoi film, il rapporto con Priscilla e con i suoi figli, la sua musica, le droghe e i tradimenti, il legame con il colonnello Parker. Dunque, il film è una sorta di salto nel passato, che sviscera dal profondo i sentimenti di Elvis, e il suo successo. Questa dualità, rende il film una sorta di ibrido, in cui si mescolano la vita pubblica e privata del rocker.

Il suo rapporto con la moglie Priscilla, viene raccontato in modo estremamente trasparente: 10 anni di differenza d’età, lei ancora minorenne quando si sono conosciuti. Sette lunghi anni di corteggiamento, a cui lei infine cede sposando Elvis. In questi sette lunghi anni d’attesa, il giovane si è ampiamente guardato intorno, cambiando spesso partner, senza farne mistero. I tradimenti sono continuati dopo la nascita della prima figlia: Elvis, sosteneva di non riuscire più ad avere rapporti con sua moglie, considerandola solo come madre dei suoi figli. Il gossip ai tempi, sosteneva che sotto effetto della droga, Elvis avrebbe cercato di uccidere sua moglie.

 

Anche il suo rapporto con il colonnello influenza tutta la sua vita e la sua carriera. Grazie a lui, Elvis è rimasto all’apice del successo per vent’anni e più, ma non è mai uscito dallo Stato americano. Inoltre, il colonnello non ha mai fatto mistero dei suoi traffici illeciti attraverso i quali garantiva date e tour al cantante, grazie al quale ha guadagnato molti soldi poi spesi in gioco d’azzardo.

Elvis faceva uso di stupefacenti, era provocatorio, anticonformista e il suo film, lo rispecchia appieno.

 

 

 

 

La mia ombra è tua: il nuovo film di Eugenio Cappuccio

La mia ombra è tua, è una commedia italiana, diretta dal regista Eugenio Cappuccio. Il film, ispirato all’omonimo libro, racconta di una storia d’amore che non ha mai avuto fine. E racconta di un viaggio, quello di due uomini, un giovane venticinquenne, Emiliano interpretato da Giuseppe Maggio, laureato in Lettere Antiche, e di uno scrittore settantenne, Vittorio Vezzosi, interpretato da Marco Giallini. I due, sono diretti alla Fiera del Libro a Milano: è durante questo viaggio e attraverso aneddoti divertenti e per certi aspetti surreali, che verranno fuori le personalità di Emiliano e Vittorio: diverse, per diversi aspetti, ma anche molto simili.

 

Emiliano, intraprende questo viaggio in funzione di “spia”: deve scoprire cosa ha in serbo il famoso scrittore per il finale del suo libro. Per scoprirlo, il giovane asseconderà con ogni mezzo le sue volontà e diventerà la sua ombra, per cercare di stabilire con l’uomo un rapporto empatico e riuscire ad estorcergli la verità sul suo libro. Il noto scrittore, dal carattere chiuso e riservato, sceglie partecipare alla Fiera del Libro a Milano per tenere un discorso, discorso da tutti tanto atteso, dopo un silenzio durato per più di vent’anni. Un lunghissimo tempo di silenzi, che non hanno in alcun modo scalfito la sua fama e il suo successo.

Alla fine di questo viaggio, c’è Milena, interpretata da Isabella Ferrari, vecchia fiamma di Vittorio, mai dimenticata. Milena è la ragione del libro e in qualche modo il motivo del viaggio. Dunque l’amore, quello perduto e ritrovato, quello che ti accende e ti devasta, l’amore immenso che ti spinge verso l’alto e poi verso l’abisso, l’amore mai dimenticato. E’ un po’ quello il fulcro attorno al quale ruota tutta la trama del film “La mia ombra è la tua”.

E ancora la folla di fan, che attende Vittorio per scoprire dopo venti lunghissimi anni, la verità sul suo libro, che poi è una finestra sul mondo, e in particolare su una società che viene guardata in modo nostalgico ma amorevole, allo stesso tempo.

 

Il film La mia ombra è tua, è stato prodotto dalla 01 Distribution e sarà nelle sale italiane a fine giugno. Questa commedia all’italiana, è un viaggio nel passato (gli anni ’80 e ’90) ma anche nel presente e nel futuro. La mia ombra è la tua, è un film completo, ironico, sprezzante, romantico e ideologico, che si presta alla riflessione, ma che allo stesso tempo, apre le porte sulla bellezza, sulla società che cambia e sull’amore come punto fermo della vita.

Elvis: il nuovo film di Baz Luhrmann sulla star più amata di tutti i tempi

Elvis, è il film firmato da Baz Luhrmann, che racconta della vita della rockstar più amata di tutti i tempi. Il biopic, racconta la vita della “Leggenda” della musica, dagli esordi al successo: una carriera tra palco, luci, frange e lustrini, pasticche, alcool, felicità e tristezza. E’ un musical rock, che rivela particolari della vita del grande rocker e della sua figura, iconica, ma anche terribilmente tragica. Il regista di Moulin Rouge, riporta in questa pellicola il suo stile profondamente romantico ed eclettico, che si snoda in un racconto in musica, chiaro, trasgressivo, forte, emozionante.

 

Il film è un racconto esaltante e vorticoso della vita del grande Elvis e di come la musica abbia cambiato la sua vita. Un giovanissimo bianco, con la voce di un nero, che balla e ancheggia mentre canta, mandando il pubblico in delirio. La sua musica, ha fatto impazzire milioni di generazioni, un rock and roll liberatorio, folle, disinibito. Il suo modo di cantare era assolutamente innovativo: e proprio questa innovazione, crea una serie di falle nella carriera del grande rocker, criticato dal buon costume, per il suo stile trasgressivo, troppo audace e provocatorio per un’epoca ancora ancorata a valori etici e morali estremamente castigati. Sullo sfondo, un’America che perde l’innocenza, un America che attraverso questo fenomeno musicale, impara ad evolversi e trasformarsi, a liberarsi dei tabù e dai clichè, a cui fino a quei tempi era rimasta ancorata.

Il film, incentrato sul grande rocker americano bianco, che canta come un nero, è un vortice di color, giacche colorate e pantaloni a zampa, lustrini, ciuffi laccati, luci al neon, e musica. In questo vortice, un grandissimo peso ha la figura del colonnello, interpretato da Tom Hanks e del suo rapporto con Elvis, un rapporto fatto di amore e odio, di complicità e incomprensioni, che in qualche modo, ha influenzato sia la vita che la figura del grande cantante. Altro importante peso, è dato sia dalla famiglia del cantante, in particolare dalla madre, e alla compagna e alla figlia.

 

Dalle stelle, al fango, in cui Elvis cadde dopo l’arresto per aver violato le regole, per aver ancheggiato in modo provocatorio, per aver dissuaso e persuaso attraverso la sua danza e la sua musica. L’ascesa e la caduta di una grande star, che è diventata iconica e che non è mai più stata dimenticata proprio per la sua capacità di restare sè stesso a tutti i costi.

Il mostro dei mari: il nuovo film d’animazione in onda su Netflix

Il mostro dei mari, è il nuovo film d’animazione, prodotto dal colosso dello streaming, Netflix. E’ stato diretto dal regista premio Oscar, Chris Williams, che ha magistralmente curato la regia di Oceania e Big Hero 6, e collaborato ad altri grandi capolavori Disney, come Rapunzel, Frozen-il regno del ghiaccio- Mulan, e Ralph spacca Internet. Il nuovo film d’animazione, prende il nome di “Sea Beast”, dall’originario titolo “Jacobson and the Sea Beast”. E’ un film d’animazione che si presenta come un’eccellenza, sia per la regia che per il cast di attori e doppiatori che ne fanno parte.

 

Il mostro dei mari e un film d’animazione appartenente al genere “avventura”, che racconta di eroi, i cosiddetti cacciatori dei mari, uomini e donne di grande valore e coraggio, che combattono contro mostri marini terrificanti. Tra questi, Jacobson, è certamente il cacciatore più acclamato, per il suo coraggio, la sua forza e il suo ardore. Jacobson è chiamato a compiere una missione estremamente pericolosa, che lo porterà nuovamente in mare, insieme al suo capitano, e ad un’equipe di validi combattenti. Durante il viaggio, scopre che a bordo, si è nascosta una clandestina, Maisie Brumble, una bambina che da tempo desiderava compiere un viaggio alla scoperta dei segreti dell’oceano. Nonostante le numerose insistenze di Jacobson a riportarla indietro, Maisie, sceglie di restare e di aiutare l’equipaggio a combattere i mostri del mare.

La sua presenza, si rivelerà effettivamente preziosa, poiché non solo il coraggio, ma anche la sensibilità di Maisie, si riveleranno armi preziose ai fini della missione. Maisie, riuscirà infatti a comunicare con il mostro dei mari, e creerà un ponte tra i due mondi.

 

Questo meraviglioso film d’avventura, mette al centro diverse tematiche importanti: quella dell’amicizia, del coraggio e anche dell’apertura verso l’ignoto e della possibilità che esista sempre un legame tra mondi diversi.

Nella versione italiana del film il mostro dei mari, la voce del capitano è di Diego Abatantuono, mentre la voce del protagonista Jacobs, è di Claudio Santamaria e Giulia Stabile, l’ex ballerina di Amci, avrà un cameo vocale nel film. Le musiche del film sono di Mark Mancina, che in passato ha curato la colonna sonora di diversi altri film d’animazione come Tarzan, Oceania e la Casa dei fantasmi. Il film sarà disponibile su Netflix l’8 luglio 2022.

Il mostro di mari è l’avventura dell’anno, un film per tutti, grandi e piccini, sull’amicizia, sul coraggio, sull’avventura, che offrirà spunti di riflessione, ma anche di divertimento assoluto.

Jonny Deep e Amber Heard: Il processo spettacolarizzato

Sono emerse verità scioccanti durante il processo di Fairfax in Virginia, di cui Jonny Deep e Amber Heard sono stati protagonisti. L’attore hollywoodiano, si è difeso da accuse infamanti mosse dalla moglie, che ha chiesto un risarcimento di circa 100 mila dollari per aver subito ripetute violenze fisiche, emotive, psicologiche e finanziarie. Abusi, quelli dichiarati dall’attrice Amber Heard, che non sono mai esistiti, a detta dell’attore che è difeso a gran voce dalla sua avvocata Camille Vasquez, che chiede alla giuria che venga restituita la verità, affinchè il suo cliente Jonny Deep, possa tornare alla sua vita.

 

Risuona l’avvocato della moglie dell’attore, che risponde che la sua cliente ha subìto anni di ripetute ingiustizie e che ora, è tempo che Depp, si assuma le sue responsabilità. La stessa psicoterapeuta di coppia, ha affermato che la violenza e il sopruso, è avvenuto da entrambe le parti e che negli anni, la coppia si è deteriorata proprio perché entrambi hanno contribuito a farsi del male vicendevolmente.

 

Diverse testimonianze sono state ascoltate, affinchè si arrivasse alla fine di un processo, che si è trasformato in un’epopea, che è stato spettacolarizzato e che è diventato un caso mediatico ver e proprio. Da un lato, l’attore, è stato ripetutamente accusato di aver fatto abuso di alcool, e di aver usato violenza sulla moglie in diverse occasioni. Le testimonianze di questa violenza, sarebbero contenute in diversi messaggi inviati ad amici, in cui, a seguito di varie liti, Jonny Depp, avrebbe dichiarato di voler vedere il cadavere di sua moglie.

Le accuse infamanti, sono lanciate da entrambe le parti: l’attore di Pirata dei Caraibi, dichiara che a causa delle accuse della moglie, la sua immagine è stata infangata e che molta parte del suo lavoro, ha subito una gravissima perdita. Dichiara inoltre che la moglie, gli avrebbe fatto trovare dal suo lato del letto delle feci umane, che l’attrice, avrebbe dichiarato appartenere ai loro cani, ma Depp si è difeso affermando che si trattava di feci umane. Inoltre gli avrebbe mozzato un dito con una bottiglia.

 

E’ sempre la bottiglia che ritorna nelle accuse dell’uno e dell’altro: Amber Heard ha mostrato un video di violenza, a seguito di una sbronza di suo marito. Inoltre dopo quell’episodio, ha ricordato di quando è stata violentata con una bottiglia.

Molti fan si sono appassionati alla vicenda, e molti continuano a protendere per l’attore, che si è dichiarato innocente rispetto alle accuse mosse dalla moglie.

 

La Casa di Carta Corea: la nuova serie di Netflix

La Casa di Carta, ritorna con una nuova stagione. La serie spagnola, diventata un cult, viene rilanciata da Netflix con un remake. La struttura di questa nuova stagione, ricalca la falsariga di “Squid Game”: La Casa di Carta Corea, assorbe la formula della serie coreana, creando un perfetto mesh up tra i due racconti, che hanno diversi denominatori comuni: il riscatto. Nella nuova serie, il Professore, è la mente, l’ideatore della rapina più grande della storia, una rapina a cui parteciperanno coreani del Nord e coreani del Sud, per combattere la povertà, a dispetto di una classe sociale, quella dei ricchi, che a seguito dell’unificazione delle due Coree, ha schiacciato la maggioranza della popolazione.

 

La trama de La casa di Carta Corea, ha una struttura diversa dalla serie originale spagnola. Il Professore, decide di ideare una rapina ai danni della Zecca di Stato che si trova in una zona di sicurezza al confine tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. E’ nella Zecca di Stato che sarà emessa la moneta unica di entrambi i Paesi, per garantire cosi un’economia solida e stabile. Il piano del Professore è quello di rubare le monete non ancora emesse, e di fermare cosi il programma di “unificazione economica” delle due Coree. Sarebbe il colpo più grande della storia, e una rapina che cambierebbe le sorti di tutta la Corea. Per realizzarlo, il Professore recluterà rapinatori di entrambi i Paesi: un nuovo Professore dunque, una nuova Tokyo e un nuovo Berlino.

 

Una nuova banda che indosserà le tute rosse, ma non le maschere di Dalì che erano state indossate dai personaggi della serie spagnola; a coprire i volti dei rapinatori della banda, saranno le maschere di Haoe, artista di spicco del teatro coreano. Anche ne La Casa di Carta Corea, è prevista azione, guerra, sangue, dunque una formula, che ricalca il vecchio e si apre in qualche modo al nuovo.

Un remake che potrebbe rivelarsi una formula di successo o di insuccesso. La conformità e le differenze che si trovano in questa serie, potrebbero essere ancora più esaltanti della serie originale che ha fatto innamorare milioni di fans, ma potrebbe anche non essere apprezzata proprio per le troppe similitudini con la serie madre e con la serie sorella Squid Game, da cui assorbe lo stile, e la tipologia di alcune formule.

 

Netflix ha annunciato che sarà sulla piattaforma dal 24 giugno, attesa breve per un nuovo colpo di Stato.

Lightyear-la vera storia di Buzz- il nuovo capolavoro firmato Disney Pixar

Lightyear, la vera storia di Buzz, è il nuovo film d’animazione, firmato Disney Pixar. Protagonista, l’eroe Buzz Lightyear, il ranger di Toy Story. Buzz è alle prese con il suo primo volo, una prova di pochi minuti che si trasforma in un’avventura. Buzz, attraversa un varco temporale di circa 62 anni e si ritrova su un altro pianeta, proiettato nel futuro. Insieme al suo gatto, simpatico e burlone e ad un gruppo di altri spaziali, Buzz dovrà trovare il modo per tornare a casa e nel suo passato e dovrà anche aiutare i suoi compagni a combattere un esercito di robot, intenzionati a distruggerli.

 

Lightyear è il film che racconta la storia di Buzz, e di come il ranger si è trasformato in un eroe. Una sorta di prequel, avvincente ed entusiasmante, in cui si combinano perfettamente tutti gli incastri che fanno del film d’animazione, un’eccellenza. Buzz Lightyear, è un eroe moderno, combattente e coraggioso, una sorta di personaggio leggendario, non solo un ranger, non solo uno spaziale. Cosi la Disney Pixar, centra ancora una volta il bersaglio, con un film per tutti, che è realistico e surreale allo stesso tempo.

Il doppiaggio originale del personaggio di Buzz Lightyear è di Chris Evans che ha dichiarato di aver realizzato il suo sogno. L’attore, ha raccontato di quanto per lui sia stato un privilegio lavorare con la Pixar, e soprattutto quanto sia stato istruttivo e divertente dare voce ad un personaggio come quello di Buzz, nel racconto della sua storia.

 

Il film è stato diretto da Angus Mac Lane, vincitore di un Ammy Awards e sarà nelle sale cinematografiche il 15 giugno 2022. Per i fan, un film attesissimo, che arricchisce la lunga serie di Toy story -il mondo dei giocattoli-; Toy story 2 -Woody e Buzz alla riscossa-; Toy story 3 -La grande fuga-; Toy Story 4. Tutti i film appartenenti a questo cerchio, hanno segnato la storia della Disney Pixar, per la bellezza, la profondità delle tematiche, e per come sono stati strutturati i film. Lightyear, torna indietro, al passato, concentrandosi profondamente su uno dei personaggi chiave di Toy Story, che in questo racconto, diventa protagonista assoluto, eroe positivo, eroe di due mondi. “Verso l’infinito e oltre”, la sua frase ricorrente, torna anche qui, e trova una costruzione semantica, data dall’amicizia con una spaziale come lui. Verso quell’infinito che non è solo spazio, ma è stelle, magia e bellezza.

American Night: l’action movie fuori concorso alla Mostra del Cinema

American Night è un noir modernissimo, sceneggiato e diretto da Alessio Della Valle. Al centro di questo thyiller, due personaggi: John Kaplan -Jonathan Rhys Meyers- mercante d’arte, disordinato, caotico, sopra le righe, con un talento eccezionale nel suo lavoro, e dall’altra Micheal Rubino -interpretato da Emile Hirsch- giovane capo della mafia newyorkese. Le loro strade, seppur lontanissime, sono destinate ad incrociarsi: i due personaggi infatti, hanno in comune l’amore per l’arte e per gli affari. Il giovane boss, desidera diventare un pittore, anche se questa sua passione, non gli è stata mai riconosciuta, ne è stata mai appoggiata, in primis da suo padre. Dall’altra parte, John Kaplan, vive nell’arte e per l’arte. Sarà il furto della Marylin di Andy Wahrol, a permettere ai due protagonisti di incontrarsi.

 

Il film, si ispira chiaramente allo stile Tarantiniano: la scritta al neon che apre il film, in cui si sommano la parola Arte e la parola vita, dando origine al Caos, i dialoghi, la suspence, la gestualità, la violenza, i colpi di pistola, i colori. Uno stile che omaggia Pulp Fiction, che richiama un genere cinematografico amatissimo ed eterno allo stesso tempo. Nel cast, sono presenti altri attori, tra cui Paz Vega, Micheal Medsen e Fortunato Cerlino, attore di teatro italiano, tra gli interpreti principali di Gomorra la serie. Anastacia, canta una canzone in una scena di un film. Un cast stellare dunque, e una trama interessante, ispirata al grande genio Tarantino.

 

In una recente intervista, Jonathan Meyers, ha raccontato del suo rapporto con l’arte e con la recitazione, e anche del suo rapporto con il film stesso. Meyers si è raccontato in modo semplice, senza troppe sovrastrutture. Il suo modo di essere è lontano da quello degli attori di successo, dalla cui rosa, si sente completamente escluso. Si definisce un attore migliore di quello che era da giovane, un attore più consapevole di se stesso e del rapporto che si instaura con i personaggi che interpreta. Spesso ha interpretato ruoli scomodi, cosi anche in American Night.

Il suon rapporto con l’arte è basato sul desiderio mai realizzato di essere un grande artista. L’arte della pittura, consente di vivere la propria vita in intimità. Non esiste rapporto con il pubblico, se non attraverso le opere. Un attore, di contro è sempre troppo esposto, anche nella sua vita, esattamente come i personaggi dei suoi film. In American Night, lo stesso John Kaplan dice: “Gli uomini hanno bisogno di creare arte non per gioco, non per caso, ma perché dobbiamo”.

Nostalgia, il film di Mario Martone, a Cannes 2022

“Nostalgia”, è il film drammatico firmato dal regista Mario Martone. La pellicola, sarà presentata alla settantacinquesima edizione del festival di Cannes, la quarta, dopo “L’amore molesto”, “Teatro di Guerra”, “L’odore del sangue”. Nostalgia, è un film ispirato all’omonimo romanzo di Ermanno Rea, scrittore, giornalista e fotoreporter napoletano, vincitore di diversi premi, tra cui il “Premo Viareggio” e il “Premio Napoli” e diverse volte finalista per il premio “Strega”.

 

Il romanzo è un racconto nostalgico, accorato, in cui si mescolano i sapori della terra natìa, gli odori dei ricordi, ad un presente che non riesce a sviscerare il passato. Felice Losco, -interpretato da Pierfrancesco Favino, ritorna dopo quarant’anni a Napoli, per accudire sua madre, in fin di vita. La accompagna con amorevole pazienza, fino alla fine dei suoi giorni. E’ questo evento che cambia i suoi piani riportandolo indietro: Felice sceglie di non tornare al Cairo, dove l’aspetta la sua compagna; sceglie di restare a Napoli, per confrontarsi con il suo passato. E’ nei corridoi dell’ospedale che Felice inizia a parlare della sua storia con un medico, e successivamente a Don Luigi Rega, prete all’avanguardia e combattivo.

 

Aveva diciassette anni, quando sfrecciava con la sua Gilera, insieme al suo amico Oreste, detto ‘O Malommo. I due erano legati da una profonda amicizia, basata su una fiducia reciproca assoluta. Per i vicoli di Napoli, facevano piccoli scippi, e si divertivano a sfuggire alla legge, dandosela a gambe. Finchè un giorno, Oreste compie un omicidio a danno di un usuraio, sfondandogli la testa. Felice è sotto choc, ma non tradisce l’amico. Per allontanarsi da questa faccenda, suo zio, lo porta a Beirut con sé, dove il giovane si rifarà una vita.

 

Il suo ritorno a Napoli però, lo porta a cercare di nuovo Oreste e al loro passato. E Oreste lo aspetta, perché a Napoli, non esiste riscatto, e il dolore, è un macigno che distrugge i sentimenti e li schiaccia. Questo confronto, è il cuore pulsante di tutto il film, e mette a confronto il passato e il presente, la delinquenza e l’espiazione, il dolore e la pace.

Il film è stato distribuito e prodotto dalla Medusa Film. Sceneggiato da Martone e Ippolita di Majo che hanno curato diversi altri capolavori, tra cui, Qui rido io, Capri Revolution, Il Giovane Favoloso, e diversi altri capolavori. Nostalgia, sarà nelle sale cinematografiche dal 25 maggio 2022, per emozionare con la sua storia.

 

Top Gun Maverick: Tom Cruise torna a volare

 

Top Gun: Maverick è il sequel dell’iconico film “Top Gun” del 1986, pellicola americana per antonomasia, che si basa su un tessuto schematico preciso, patria, coraggio, libertà. Elemento cardine della maggior parte dei film d’oltreoceano, che sono diventati dei capolavori, pietre miliari del cinema internazionale. In Top Gun dell’86, il protagonista è un pilota di caccia, ribelle ed anarchico, coraggioso e sfrontato. E’ un appassionato di aerei e moto, di cui colleziona pezzi unici. Pete Mitchell, da tutti chiamato Maverick, viene scelto per una missione, anche nel sequel del film. Due volte protagonista, torna alla guida del suo caccia, a capo di una squadra di cui sarà il comandante.

 

Dopo 36 lunghi anni, Maverick è rimasto lo stesso: encomi e riconoscimenti appuntati alla sua giacca, ma nessuna promozione. Lui stesso ha scelto di evitarla, restando cosi solo un tenente, possibilità che costituisce il lasciapassare per il cielo, senza il quale non riuscirebbe a vivere. Maverick, viene scelto per guidare una missione segreta: il suo ruolo sarà quello di addestrare una squadra di piloti, scelti tra i migliori Top Gun, che dovranno colpire e demolire un deposito di uranio arricchito che si trova posto in una gola dotata di potentissimi sistemi antiaerei. E’ una missione suicida, che però viene intrapresa, nonostante i rischi.

 

Nel tornare alla base per l’addestramento della squadra di piloti, Maverick, incontrerà il tenente Bradley Bradshaw, figlio del migliore amico di Mavferick, morto durante un addestramento. E’ questo il primo nodo della storia, e il primo reale collegamento con il Top Gun dell’86. Maverick non ha mai elaborato quel lutto e porta con sé una serie di tormenti cosi come il figlio, che non ha mai elaborato la morte di suo padre. Il rapporto tra i due, sarà la chiave dell’elaborazione di questa perdita, e un perfetto legame con il tessuto della storia. Maverick, rincontrerà anche Penny, la sua fiamma: Penny è una donna libera e indipendente, che decide di salire a bordo di uno di quei caccia, prendendo parte alla missione. Altro ritorno è quello di Iceman, interpretato da Val Kilmer.

 

Il coraggio, è il cuore pulsante della storia. Forte è la tematica del ritorno e della riconciliazione con se stessi. Lo stesso Tom Cruise, attore e produttore del film, ha dichiarato che questo sequel era necessario per diversi aspetti. E’ stato rispettato pienamente lo stile di Tony Scott, regista del primo Top Gun, venuto a mancare nel 2012. La colonna sonora, “Take my Breayh away” vincitrice di un Oscar, ora è sostituita da “Hold my hand” di Lady Gaga.

 

L’adattamento cinematografico di Dungeons and Dragons: tutto ciò che sappiamo finora

Portare sul grande schermo un gioco di ruolo epico e riuscire a bissare il successo planetario riscosso fra i players di tutto il mondo, non è un’impresa facile. E infatti il primo tentativo, risalente all’anno 2000, è stato un vero fiasco. Nonostante la presenza di un cast di tutto rispetto, con i nomi di Jeremy Irons e Marlon Wayans in evidenza, il film fu un clamoroso flop di critica e di pubblico.

Adesso però, D&D può prendersi la rivincita sul grande schermo grazie al nuovo titolo prodotto dalla Paramount Pictures, con un budget importante e attori di primo ordine. Ecco quindi tutto ciò che è dato sapere finora sul prossimo film di Dungeons and Dragons.

adattamento cinematografico

La fortuna di D&D dal gioco di carte ai giochi online

Sai davvero tutto del gioco di ruolo più popolare di sempre? D&D è stato pubblicato per la prima volta nel 1974 (esatto, quasi mezzo secolo fa!) dal marchio Hasbro della società editrice Wizards of the Coast, e si è velocemente diffuso a livello globale. Il suo successo è stato tale da essere preso come modello e da diventare così l’antenato ispiratore dei vari giochi strategia pc, ovvero di quei giochi online, con ambientazioni diverse (Antichità Classica, Medioevo, Fantasy), nei quali il protagonista deve compiere una serie di missioni e superare gli ostacoli del caso, da solo o in compagnia di alleati, per avere la meglio sui nemici in avvicendamento.

Se da un lato nei giochi di ruolo con le carte, la fantasia del giocatore deve compiere uno sforzo per immaginare gli scenari e i personaggi, nei giochi online di strategia per PC le grafiche innovative danno modo di immergersi nel titolo preferito in modo sempre più realistico e coinvolgente. In questo modo il giocatore è libero di concentrarsi completamente sulle tattiche e sulle missioni di gioco.

Come si gioca a Dungeons and Dragons?

Il gioco di carte D&D viene giocato solitamente in 4 o 5 giocatori, più un Dungeon Master che ha il compito di facilitare il gioco, svolgendo il ruolo sia di arbitro che di narratore. I giocatori scelgono quale tipo di personaggio sarà il protagonista della loro storia: un mago, uno stregone, un ladro, un guerriero, un druido o simili, ciascuno con poteri speciali conferiti dalla diversa tipologia e con una personalità tutta da inventare. Tutti insieme questi personaggi formano un gruppo di avventurieri che lungo il percorso collaborano per superare le tante sfide in un paesaggio incantato e immaginario, popolato da orchi, draghi, ragni giganti e mostri di ogni genere. Per avanzare e per combattere i giocatori si servono dei dadi, ai quali sono affidate le sorti delle proprie azioni.

Dungeons & Dragons il film: aspettative e novità

Torniamo adesso a parlare del film di D&D. Cosa sappiamo finora? Intanto sappiamo che il co-regista, John Francis Daley, ha recentemente annunciato su Twitter che le riprese del progetto sono arrivate alla conclusione. Stiamo parlando di una produzione di prima categoria che vede impegnati personaggi di primissimo piano di Hollywood come Regé-Jean Page (in lizza con altri candidati per subentrare a Daniel Craig nel ruolo di 007), Chris Pine, Michelle Rodriguez e Hugh Grant (che interpreterà il ‘villain’ Forge Fletcher).

Per quanto riguarda la sinossi ufficiale, si capisce chiaramente che il film resterà fedele al gioco di carte: una banda eterogenea di improbabili eroi parte per un viaggio in un paesaggio sconosciuto per avere la meglio sul ‘cattivone’ di turno. Questo manipolo vedrà probabilmente in azione un mago e un druido, probabilmente un imbroglione e una donna barbara: insieme dovranno raccogliere informazioni, vincere sfide, combattere contro le ingiustizie contrastando mostri e tiranni.

Le premesse per rendere giustizia, anche sul grande schermo, al celeberrimo franchise di giochi di ruolo, ci sono tutte. E i fans non stanno più nella pelle! Navigando in rete, si possono anche vedere alcune anteprime del set di Dungeons and Dragons che fanno capire che la trama riporterà alla storia dei Forgotten Realms, una delle ambientazioni più popolari del gioco.

Altre gustose anteprime che cominciano a trapelare sono quelle relative alla location delle riprese, Irlanda del Nord e alla data di uscita del film: si parla della prossima primavera del 2023 ma ancora la data esatta (girano voci sul 3 marzo), non è ancora stata ufficializzata. In ogni caso, ci prendiamo l’impegno di continuare a monitorare le ultime novità per dare modo agli appassionati del genere di restare aggiornati.

D&D oltre al film anche la serie TV

Ma il film al cinema non è l’unica novità che riguarda il mondo D&D. È novità ancora piuttosto fresca quella che Rawson Marshall Thurber, già regista di “Red Notice” (film più visto di sempre su Netflix), sarà incaricato della regia di una nuova serie TV ispirata appunto a Dungeons and Dragons. Con ogni probabilità, la nuova serie sarà comprata e distribuita proprio del colosso mondiale dell’intrattenimento streaming. L’idea alla base dell’ambizioso progetto sembra quella di lanciare un format narrativo sul tipo delle storie dell’Universo Marvel. Intanto, Thurber è stato incaricato, dallo studio indipendente eOne, di scrivere e di dirigere l’episodio zero della nuova live-action tratta dal celebre franchise di giochi di ruolo di stile fantasy.

Dowton Abbey: Tutto ciò che c’è da sapere sulla serie

Dowton Abbey 2, è la pellicola cinematografica che prende ispirazione dall’omonima serie di successo. A seguito della conclusa sesta stagione, è iniziato un altro viaggio: dal piccolo al grande schermo, un lancio, che è un nuovo fiorire, che racconta del viaggio della famiglia Crawley, rispolverandone gli antichi splendori. Nel film, vengono presentate diverse novità: la prima è il matrimonio di Tom, che in realtà sarà l’evento “prequel” al quale conseguiranno una serie di altri eventi. La tenuta di Dowton Abbey, necessiterà di una ristrutturazione e in mancanza di fondi, la famiglia Crawley, deciderà di accettare di cedere il castello ad una nota cada di produzione cinematografica, che intende utilizzate la splendida tenuta per le riprese di un film.

 

L’arrivo del cast sul set, scombussolerà gli equilibri della famiglia, che tenderà a dividersi, rispetto alla scelta stessa ma anche rispetto ad altre situazioni, che li poterà ad assumere posizioni differenti. Questo cambiamento, in realtà avrà aspetti negativi solo all’inizio: successivamente, ci saranno una serie di relazioni che si intrecceranno, tra alcuni componenti della famiglia e le star del film. Queste nuove situazioni, cambieranno nuovamente gli equilibri, creando nuovi e interessanti partnership.

Altra importante novità, riguarderanno il personaggio di Lady Violet. L’anziana donna, infatti, riceverà (inaspettatamente) in eredità, una lussuosa tenuta da una sua fiamma di gioventù. Questa situazione, creerà nuovi squilibri, in quanto la donna, sarà costretta a scontrarsi con la vivente moglie del donatore, agguerrita per aver perso l’eredità.

 

Lo stile del film, resta lo stesso della serie: intrecci, flirt, segreti, ma il piglio che viene dato alla pellicola, è assolutamente più leggero e scivoloso. I dialoghi diventano ricchi di ilarità e ironia, il ritmo più rapido ed intenso, l’impatto emotivo ed il coinvolgimento, più forti. La sostanza tutta di Dowton Abbey 2 è notevole. La parola d’ordine dunque, è “Cambiamento”: non un cambiamento radicale della trama, dei personaggi e delle loro caratterizzazioni, ma dello stile, per l’appunto, che muta e veste una nuova pelle. Il lancio dal piccolo al grande schermo, si conferma dunque un’operazione di successo, che farà breccia nel cuore del pubblico, dove ci sarà sempre spazio per questa storia e per i personaggi che l’hanno raccontata.

 

Non è la prima volta che viene effettuata questa operazione: anche Gomorra, serie italiana di successo, è stata lanciata sul grande schermo con “L’immortale”, per poi tornare al piccolo schermo per concludersi in modo definitivo. Il salto dunque, rappresenta un passaggio conclusivo, assolutamente d’effetto.