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Era il 1974, e la geniale Lina Wetrmuller famosa per i suoi chilometrici titoli sfornava un classico della commedia italiana, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, dove un istrionico e incontenibile Giancarlo Giannini e una sempre piu brava Mariangela Melato, giocavano con gli stereotipi sessuali e regionali, le classi sociali e il romance all’italiana regalandoci un vero cult.
Nel 2001 a qualcuno viene la malaugurata idea di provare a farne un remake, e non certo un italiano visto che il film rimane un classico inarrivabile, ci pensa allora il regista Guy Ritchie che abbandonate le atmosfere cool del gangster-movie recluta il figlio di Giannini, Adriano e al posto della Melato, ci piazza nientemeno che la moglie Madonna.
L’Apocalisse romeriana alle sue origini, gli anni ’60 con tutte le paure e l’evoluzione tecnologica del caso, la sensazione di insicurezza latente dell’uomo medio americano viene letta dal genio creativo di George A. romero che veicola così razzismo, paura della morte e della guerra, attraverso un’invasione decisamente terrestre e dalla forte connotazione mistico/politica e perchè no anche religiosa.

