Baz Luhrmann, il regista di Moulin Rouge e del Grande Gatsby, porta sul grande schermo un lungometraggio su Elvis. Film veritiero, provocatorio, spettinato. E’ una pellicola che affascina per la sua verità, per la delicatezza e la forza attraverso le quali si articola il racconto, per la trasparenza, per l’infinita bellezza. Elvis è un film che racconta di un’evoluzione: quella di un cantante che diventa un mito, ma in particolare dell’uomo che è esistito dietro il mito. Se in primo piano brillano i lustrini e le scritte al neon, i completi rosa e il trucco femminile del rocker più famoso di tutti i tempi, dall’altra, il film mostra la fragilità di un uomo dalla personalità complessa.

 

Elvis è un film di verità, che racconta nel dettaglio la vita artistica del rocker: un’infanzia vissuta in un quartiere popolato dai neri, lui bianco, con la voce da nero e la voglia di fare musica; il suo primo contratto discografico, la sua danza, l’arresto per oltraggio al pudore, i suoi film, il rapporto con Priscilla e con i suoi figli, la sua musica, le droghe e i tradimenti, il legame con il colonnello Parker. Dunque, il film è una sorta di salto nel passato, che sviscera dal profondo i sentimenti di Elvis, e il suo successo. Questa dualità, rende il film una sorta di ibrido, in cui si mescolano la vita pubblica e privata del rocker.

Il suo rapporto con la moglie Priscilla, viene raccontato in modo estremamente trasparente: 10 anni di differenza d’età, lei ancora minorenne quando si sono conosciuti. Sette lunghi anni di corteggiamento, a cui lei infine cede sposando Elvis. In questi sette lunghi anni d’attesa, il giovane si è ampiamente guardato intorno, cambiando spesso partner, senza farne mistero. I tradimenti sono continuati dopo la nascita della prima figlia: Elvis, sosteneva di non riuscire più ad avere rapporti con sua moglie, considerandola solo come madre dei suoi figli. Il gossip ai tempi, sosteneva che sotto effetto della droga, Elvis avrebbe cercato di uccidere sua moglie.

 

Anche il suo rapporto con il colonnello influenza tutta la sua vita e la sua carriera. Grazie a lui, Elvis è rimasto all’apice del successo per vent’anni e più, ma non è mai uscito dallo Stato americano. Inoltre, il colonnello non ha mai fatto mistero dei suoi traffici illeciti attraverso i quali garantiva date e tour al cantante, grazie al quale ha guadagnato molti soldi poi spesi in gioco d’azzardo.

Elvis faceva uso di stupefacenti, era provocatorio, anticonformista e il suo film, lo rispecchia appieno.