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  • 23
  • ott
  • 2009

Bruno, recensione

Di Pietro Ferraro, in Americana, Commedia, Stagione 2009.

la-locandina-italiana-di-bruno-135233 []Bruno (Sacha Baron Cohen) è il reporter gay di un’improbabile emittente televisiva austriaca che si occupa di moda e fashion, a Bruno piace tutto quel che è trendy, per lui il look è una religione, e l’effimero uno stile di vita.

Bruno decide che la mecca del cinema, la città degli angeli, è il luogo ideale per cominciare la sua nuova carriera, ha un piano che tra le altre cose prevede il diventare un attore famoso e adottare un bambino di colore, così armi, bagagli ed assistente al seguito, il reporter parte alla volta di Los Angeles e tra talk show, sfilate di moda, imbarazzanti interviste e spassosi raid inizia la sua nuova carriera.

Chi conosce Sacha Baron Cohen e ha potuto apprezzare il suo Borat sa cosa aspettarsi da questo Bruno, quindi è preparato agli eccessi demenzial- pecorecci dell’istrionico comico americano, anche se stavolta l’immaginario plot che dovrebbe legare le sequenze del film è assai labile per non dire inesistente, il che rende Bruno meno consistente ed eterogeneo del suo predecessore kazako.

A chi invece non ha visto Borat, consigliamo un attimo di riflessione, il consiglio è di dare un’occhiata al lovoro di quest’attore, parliamo anche del suo Ali G, prima di infilarsi in una sala senza la giusta preparazione, mi spiego, Cohen è eccessivo e sconfina spesso nel trash, e sarebbe un errore consigliare il film a chiunque e liquidarlo con un molto divertente trattandolo come una qualsiasi buona comedy americana.

Già il persoanggio gay creato dal comico americano ha lasciato perplessa la stessa comunità omosessuale, figuriamoci lo spettatore medio che si trova senza preavviso a sorbirsi scene allucinanti e che definire volgari è un eufemismo, quindi accettate il consiglio e prendete precauzioni prima di avventurarvi nella visione.

Fatte le dovute e doverose eccezioni, bisogna dire che la confezione di Bruno è davvero intrigante, e se si guarda con attenzione, e si sbircia oltre il  pacchiano, i lustrini e la voglia di provocare, si può trovare un bel pò di materiale umano su cui riflettere, una frizzante carrellata sui tanti vizi dello show-biz e una riflessione sull’omofobia che di questi tempi non guasta mai.

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Commenti:

Sono stati scritti 9 commenti su "Bruno, recensione"

  1. Nelli

    ma quale pazzo potrebbe definire questa schifezza film?
    una stronzata così grande credo di non averla mai vista in vita mia e hanno pure speso soldi per realizzare questo insulto!
    mi vergogno per aver buttato via tempo e soldi inutilmente.

  2. Sandro

    Nelli, non ti si può nascondere niente. Si vede che l’hai capito bene il film, complimenti!

  3. Mauro

    Brüno è veramente geniale e Cohen è oggi uno dei pochi interpreti che riescono a far ridere senza pescare nei triti repertori degli ultimi 15 anni.
    Ringrazio chi mi ha portato al cinema nonostante la mia titubanza e capisco che ci possa essere chi non lo apprezza né lo apprezzerà. E’ una pellicola che posta a confronto con la media dei lavori confezionati per le masse può risultare anche scioccante (quando ci sono lavori davvero estremi, confronto i quali Brüno fa la figura della commediola irriverente).
    Andatelo a vedere essendo consapevoli di incappare in scene “forti” (ma non troppo… al cinema c’erano fiumi di ragazzini che morivano dalle risate e gli unici due che hanno lasciato la sala a metà proiezione avevano a occhio e croce una trentina d’anni).
    Un’ultima cosa: chiunque apprezzi la iena Gip non può perdersi questo film per niente al mondo

  4. viktoria

    @ Mauro:
    io lo vado a vedere stasera, dopo borat questo non me lo voglio prendere…credo che molti non capiscano l ironia dei film di cohen, è un genio! quando ho visto borat al cinema c era gente che se ne andava…poi vanno a guardarsi le commediole di natale all italiana! La cosa scioccante non era la scena di lui nudo ecc ma vedere la vera america … che schifezza

  5. Marco

    Se questo film dovrebbe far ridere, e dovrebbe essere pure un’opera definita “geniale”, allora mi preoccupo seriamente per ciò che i media riescono a far metabolizzare alla gente in modo quasi del tutto inconsapevole. Ragazzini di 15 anni che vedono questo film e se ne escono dalla sala ridendo come se nulla fosse. Demenzialità non è la parola giusta per questo film, perché come qualcuno giustamente dice, definirei in tal modo anche le commediole di Natale all’italiana; per questo obrobrio mascherato da capolavoro che chi non lo capisce è ignorante (facile dire così) direi che la definizione giusta non esiste. Se in una sala di centinaia di persone,durante la programmazione di questo schifo si alzano e se ne vanno solo in pochi (trentenni a quanto si è detto) mentre il resto della gente se ne sta lì a ridere (neanche a trovare chissà quale significato nascosto, ma semplicemente a ridere) c’è da preoccuparsi seriamente per ciò che ci riserva la società futura prossima. Altro che veline in parlamento! Chi non è ancora stato lobotomizzato dalla tv, per favore rifletta.

  6. Bruno

    Marco dice:

    Se questo film dovrebbe far ridere, e dovrebbe essere pure un’opera definita “geniale”, allora mi preoccupo seriamente per ciò che i media riescono a far metabolizzare alla gente in modo quasi del tutto inconsapevole. Ragazzini di 15 anni che vedono questo film e se ne escono dalla sala ridendo come se nulla fosse. Demenzialità non è la parola giusta per questo film, perché come qualcuno giustamente dice, definirei in tal modo anche le commediole di Natale all’italiana; per questo obrobrio mascherato da capolavoro che chi non lo capisce è ignorante (facile dire così) direi che la definizione giusta non esiste. Se in una sala di centinaia di persone,durante la programmazione di questo schifo si alzano e se ne vanno solo in pochi (trentenni a quanto si è detto) mentre il resto della gente se ne sta lì a ridere (neanche a trovare chissà quale significato nascosto, ma semplicemente a ridere) c’è da preoccuparsi seriamente per ciò che ci riserva la società futura prossima. Altro che veline in parlamento! Chi non è ancora stato lobotomizzato dalla tv, per favore rifletta.

    Sono un NON lobotomizzato dai media (berlusconiani in primis) e trovo questo film,come Borat,decisamente geniale. Al di là dell’aspetto superficiale,del trash e delle scene proposte,c’è la reale prospettiva (smascherata) dell’ omofobia attuale. Ed è questa che deve preoccupare per il futuro,visto che è una latente forma di razzismo della nostra società. E non è da poco smascherarla così spudoratamente e con tanta audacia. Obrobrio è ben altro…riflettiamo su come Cohen sia così intelligente da provocare simili reazioni smascherando il lato oscuro dell’uomo (e della donna) media. Se non è genio questo,allora vi meritate Parenti e i Vanzina!

  7. fra

    io ho visto il film ieri, e mi ha fatto morire dal ridere quasi quanto borat.
    Non so se definirlo geniale, stiamo pur sempre parlando di un comico, ma rispetto a quella che è la commediola media Coen è 1km oltre.
    Su questo non si può discutere, fa ridere con la provocazione e il trash.
    E tra aliG, borat e bruno ne ha per tutti. GAy, femministe, bianchi, neri, omofobi, fashionvictim, ebrei.
    ovvio che non piaccia a tutti, ma paradossalmente è meno stupido di film comici normali. Mi riferisco alle pellicole americane, vanzina non l’ho mai visto…

  8. [...] internazionali nonchè co-autore insieme al comico Sacha Baron Cohen di personaggi come Borat, Bruno e Ali [...]

  9. [...] internazionali nonchè co-autore insieme al comico Sacha Baron Cohen di personaggi come Borat, Bruno e Ali [...]



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