Sint, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Olanda, 5 dicembre 1492 durante una gelida notte da incubo l’ex-vescovo St. Niklas (Huub Stapel) alla testa dei suoi sgherri saccheggia un piccolo villaggio scatenando l’ira degli abitanti del luogo, che stanchi delle continue scorribande a base di stupri, omicidi e furti lo bruceranno vivo insieme ai suoi uomini e al suo veliero. Nel corso dei secoli il ricordo di quella terrificante notte è mutato, edulcorandosi con lo scorrere del tempo sino a celebrare quel famigerato 5 dicembre come una lieta ricorrenza. Solo il traumatizzato poliziotto Goert (Bert Luppes), che ha visto tutta la sua famiglia massacrata la notte del 5 dicembre del 1968 conosce la verità, il demoniaco ex-vescovo a bordo del suo veliero fantasma torna ogni 36 anni per avere la sua vendetta proprio in quel fatidico 5 dicembre, in una nottata di baldoria rosso sangue all’insegna dell’efferato.

Torna Dick Maas, già regista del memorabile thriller Amsterdamned e sforna questo suggestivo horror che oltre ad ammiccare all’Halloween di Carpenter, sfrutta con dovizia un’ambientazione a sfondo natalizio dai toni gradevolmente dark, un pò alla Gremlins tanto per intenderci e trasforma la tradizionale figura olandese di Sinterklaas, da cui deriva il mito di Santa Claus nelle sue numerose varianti, in un demoniaco ex-religioso deforme che scorrazza a cavallo per Amsterdam, supportato da un manipolo di mostruosi elfi seminando terrore e cadaveri.

Maas dispone di un budget piuttosto sostanzioso e ne fa ottimo uso, a partire da un oculato mix di make-up e CGI, spettacolare la cavalcata sui tetti di Amsterdam del demoniaco Babbo Natale inseguito dalla polizia, mentre per i cultori del gore non manca lo splatter a piccole, ma incisive dosi e un carismatico e zombesco villain sovrannaturale davvero azzeccato.

Per chi ama gli horror fumettosi in stile Racconti della cripta con digressioni dark-comedy a sfondo natalizio, Sint potrebbe rivelarsi una gradita sorpresa, se invece si cercano i tipici eccessi da produzione indipendente si potrebbe restare delusi perchè il film di Maas, visto il budget di alto profilo e un look piuttosto convenzionale, è un’operazione figlia di parecchi compromessi, che puntano palesemente a portare al cinema una platea il più vasta e variegata possibile.

Note di produzione: Una denuncia all’indirizzo del film è stata presentata nell’ottobre del 2010, chiedendo la rimozione di tutti i manifesti promozionali della pellicola. In tribunale il regista Dick Maas ha sostenuto che se i genitori potevano lasciar credere ai loro figli che Sinterklaas esisteva, potevano anche informare i loro figli che l’uomo raffigurato sul poster non era il vero Sinterklaas. La corte ha infine deliberato in favore di Maas, affermando che il volto mutilato non era abbastanza visibile sul manifesto, archiviando di fatto la denuncia.

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