Shrek e vissero felici e contenti 3D, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 3

Povero Shrek sembrano davvero lontani gli anni in cui un suo digrignar denti e strabuzzar occhi terrorizzava intere folle di villici, ormai tra gite in famiglia, pappe e biberon l’orco dei bei tempi sembra ormai irrimediabilmente addomesticato.

La frustrazione covata da Shrek però sembra montare inesorabilmente, giorno dopo giorno, sino ad esplodere durante la festa di compleanno di uno dei suoi pargoletti, un momento e la rabbia prende il sopravvento con una sfuriata di quelle memorabili che porterà Shrek a discutere con la sua Fiona fino a dire cose che in relatà non pensa, ferendola e aumentando il suo disagio.

Ad approfittare di questa sorta di crisi di mezz’età formato orco ci penserà il malefico nano Tremotino che in cerca di vendetta contro l’orco che gli ha impedito a suo tempo di accaparrarsi il trono di Molto Molto Lontano, propone a Shrek una giornata da orco vero con tutti gli optional del caso, vedi villici terrorizzati, bagni di fango e soprattutto niente famiglia e amici invadenti.

A Shrek non pare vero, che diamine una giornata da orco in cambio di una giornata già vissuta, magari di quelle della sua infanzia, la firma sul contratto è presto apposta e l’inganno messo in atto, Shrek si ritroverà catapultato in un universo parallelo dove certo sarà l’orco di una volta, ma scoprirà che Fiona non lo ha mai conosciuto, ciuchino è terrorizzato da lui e soprattutto Tremotino è il nuovo sovrano di Molto Molto Lontano.

Anche l’orco Shrek come i giocattoli di Toy Story chiude la sua avventura su grande schermo strappando un episodio in più rispetto ai cugini Disney-Pixar e come loro regalando agli spettatori un dinamico gran finale in 3D.

Davvero riuscito questo quarto ed ultimo capitolo, diciamo che era un epilogo dovuto visto il poco incisivo terzo episodio che mostrava i primi segni di cedimento con una trama stiracchiata e dinamiche ormai troppo sfruttate, certo nessuna rivoluzione o grosse novità in questo episodio, anzi in qualche modo si torna alle origini utilizzando l’escamotage di un universo parallelo in cui le scelte effettuate dai protagonisti hanno portato ad un’involuzione della storia che ha permesso agli autori di divertirsi a stravolgere con una certa efficacia il mondo sinora narrato.

Il comparto tecnico è come di consueto impressionante, l’impegno profuso nella messinscena incanta e punta a dinamicizzare la storia sfruttando al meglio il 3D con sequenze studiate ad hoc e a fruire al massimo della profondità di campo acquisita con alcune sequenze che sfoggiano un taglio cinematografico da lungometraggio live-action.

Il character design dei personaggi resta pressochè immutato tranne un  gatto con gli stivali obeso, una Fiona versione Xena-principessa-guerriera e il nuovo villain Tremotino, un’evoluzione-involuzione del Lord Farquaad del primo episodio con l’aggiunta di poteri magici e uno stile tra l’avvocato truffaldino e un piazzista da televendita,

Shrek e vissero felici e contenti chiude dignitosamente la serie, si ride e si ritrovano tutti i personaggi che in questi anni hanno divertito grandi e piccini, un giusto e riuscito epilogo che conferma oltremodo la distanza dall’irriverente e inarrivabile primo capitolo e l’autonomia di una serie ormai narrativamente autosufficiente, che in questo ultimo episodio non ha più bisogno di citare le fiabe, ma ha raggiunto il punto in cui può tranquillamente citare se stessa.

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