Juno, recensione

di Pietro Ferraro 4

Juno (Ellen page) è una sedicenne molto determinata che affronta la vita senza troppi pensieri, come è giusto che sia per la sua età, purtroppo quando deciderà di avere un rapporto non protetto con il suo ragazzo Paulie (Michael Cera) si ritroverà incinta e con l’impossibilità di affrontare una maternità indesiderata.

Dopo essersi confidata con la sua migliore amica Leah (Olivia Thirlby) e aver vagliato e scartato un eventuale aborto, Juno decide invece di dare in adozione il futuro nascituro mettendo il padre e la matrigna al corrente della sua decisione, la coppia superati sorpresa ed imbarazzo deciderà di appoggiare e supportare la figlia in questa decisione.

La coppia a cui verrà affidato il piccolo, i coniugi Mark e Vanessa Loring (Jason Bateman e Jennifer Garner), sembra davvero l’ideale, belli e benestanti e soprattutto a prima vista dotati dell’equilibrio e della testa necessari a crescere un figlio. Juno comincerà così l’iter burocratico e nel frattempo frequenterà la coppia, in  particolare la sua attenzione sarà rivolta verso Mark con cui scoprirà di avere molte cose in comune.

La realtà però è ben diversa da quel che appare in superficie, Mark non ha intenzione di diventare padre, non ne sente ancora la necessità al contrario di Vanessa che vede un figlio fonte di realizzazione e anche come possibilità di salvare un matrimonio sempre più alla deriva.

L’arrivo di Juono e del suo bambino nella vita della coppia non farà che mettere in luce crepe già esistenti nel rapporto che inevitabilmente finirà lasciando Juno in prreda a dubbi e paure, ma sarà il padre alla fine a dargli le giuste motivazioni affinchè riesca ad affrontare quella che diventerà la scelta più difficile della sua vita.

Scanzonata e a tratti squisitamente irriverente questa comedy diretta dal figlio d’arte Jason Reitman (Tra le nuvole), il padre è Ivan Reitman il creatore dei Ghostbusters, che bisogna ammettere si trova per le mani  uno script eccezionale della trasgressiva sceneggiatrice Diablo Cody e una protagonista, la talentuosa Ellen Page davvero in parte supportata da un cast azzeccato che trasforma quella che sarebbe potuta divenrare una teen-comedy come tante iin qualcosa d’altro.

Un qualcosa d’altro decisamente intrigante che miscela una scrittura fresca e mai accomodante, con i tratti tipici di un teen-drama dai toni surreali e personaggi che mostrano un lato fumettoso che però non prende mai il soipravvento, l’equilibrio e la leggerezza della confezione sono senza dubbio la carta vincente per affrontare un tema tanto delicato come quello di una indesiderata gravidanza adolescenziale e delle responsabilità e traumi che ne conseguono, senza falsi moralismi o pistolotti da family-movie.

Juno si rivela non solo una piacevole sorpresa, ma anche un curioso oggetto anomalo, attenzione alla colonna sonora davvero singolare, nel marasma di comedy adolescenziali o presunte tali che provano da un decennio a raccontarci cosa pensano e come affrontano il quotidiano i giovani d’oggi. Reitman si mette al servizio di uno script brillante senza strafare e ne vien fuori davvero un bel film.

Note di produzione: il film costato circa 7 milioni di dollari, dopo un debutto in sordina grazie al passaparola ne incassa nel mondo oltre 200, tra i molti riconoscimenti Diablo Cody vince un Oscar per la miglior sceneggiatura e la Page un MTV Award per la miglior performance femminile. Un’impennata negli States delle gravidanza adolescenziali dopo l’uscita del film è stata definita Effetto Juno.

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