I migliori film apparsi alla Mostra del Cinema di Venezia di recente

Quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia abbiamo assistito ad un cambio di rotta importante sulle tematiche scelte dai vari autori, puntando su progetti decisamente più intimi e profondi. Si ha avuto modo di esaltare un’estetica più sussurrata, senza urlare. Ecco quindi dieci titoli diversi per genere che sono uniti da un’ispirazione originale. Wim Wenders firma il documentario From Inside Out, frutto di un lavoro quindicennale sulla poetica dell’architetto minimalista Peter Zumthor.

Mostra del Cinema di Venezia
Mostra del Cinema di Venezia

Focus sulla recente Mostra del Cinema di Venezia

Il film esplora il rapporto profondo tra architettura, materia e percezione attraverso l’esperienza personale. Anche gli spazi domestici sono centrali in Bunker di Florian Zeller, dove un architetto di successo (Javier Bardem) e sua moglie (Penélope Cruz) vedono minacciata la loro abitazione da un vicino aggressivo (Stephen Graham), trasformando una casa apparentemente perfetta in uno spazio sospeso tra sicurezza e inquietudine. Werner Herzog porta sul grande schermo una storia vera di stalking con Rooney e Kate Mara nei panni di due sorelle in totale simbiosi, immerse in scenari simmetrici e sospesi tra realtà e sogno.

La geometria e i corsi circolari del destino guidano invece il lavoro di Paolo Strippoli, che con Jasmine Trinca e Adriano Giannini racconta una saga familiare in cui gli ambienti diventano claustrofobici e specchio di legami asfissianti. Lo spazio domestico fa da cassa di risonanza emotiva anche in The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, incentrato su desideri e dipendenze di coppia.

La creatività e la lentezza del quotidiano sono al centro di Look Back, l’opera di Hirokazu Kore-eda tratta dal manga di Tatsuki Fujimoto e incentrata sul legame di amicizia tra due aspiranti autrici. Un tono agrodolce caratterizza invece il progetto di Ann Sirot e Raphaël Balboni, che mescolano commedia e suggestioni western per affrontare il tema complesso di un trauma ereditato. Unico titolo in concorso diretto da una donna, Woman Unknown di May el-Toukhy racconta l’Europa del dopoguerra attraverso gli ampi ambienti di una protagonista divisa tra ascesa sociale e frustrazione.

Tra i titoli di spicco figurano poi l’esperimento tra melodramma e astrofisica di Lili Horvát, dove una scienziata smemorata (Mackenzie Davis) ritrova il marito (Rupert Friend) sullo sfondo di una metafora marziana, e il monumentale progetto DAU di Ilya Khrzhanovsky. Ambientato nel 1928 in Unione Sovietica, quest’ultimo lavoro supera i confini tradizionali del cinema grazie a un set immenso, performance artistiche dal vivo e oltre settecento ore di girato dedicate alla ricerca di uno scienziato Nobel.