Cosa sappiamo sull’uscita di Loro 1 e Loro 2 su YouTube

La recente e fugace ricomparsa su YouTube di Loro 1 e Loro 2 ha riacceso i riflettori su uno dei casi più singolari e discussi del cinema italiano contemporaneo. Il dittico di Paolo Sorrentino, uscito nelle sale nel 2018 per raccontare l’universo privato e politico di Silvio Berlusconi, è protagonista da anni di una sistematica sparizione dai circuiti ufficiali.

Loro 1 e Loro 2
Loro 1 e Loro 2

I dettagli sull’uscita di Loro 1 e Loro 2 su YouTube

Nonostante l’interesse suscitato online, la parentesi di visibilità su YouTube è durata pochissimo: la macchina legale di Mediaset si è attivata con estrema rapidità, rivendicando i diritti di copyright acquisiti tempo addietro e rendendo nuovamente i video inaccessibili al pubblico. La scomparsa di queste pellicole non sembra essere un caso fortuito, ma l’esito di una precisa strategia commerciale. Dopo l’acquisizione dei diritti da parte del gruppo Mediaset, il film è stato rimosso da ogni catalogo di streaming e non è mai approdato alla programmazione televisiva.

Questa dinamica ha spinto molti osservatori a ipotizzare una volontà di insabbiamento, volta a rendere invisibile un’opera che analizza in modo critico e grottesco una figura centrale per la proprietà della stessa emittente. Di fatto, l’acquisto dei diritti si è tradotto in una forma di esclusione dalla pubblica visione, trasformando un film di alto profilo in un contenuto quasi proibito. Un modo di censurare un film su uno dei personaggi più influenti della politica nostrana.

Sull’anomalia di questa situazione si è espresso con chiarezza Toni Servillo, lo storico interprete che nel film ha prestato il volto al Cavaliere. L’attore ha evidenziato come la pellicola sia finita nelle mani di soggetti che non hanno alcun interesse strategico o editoriale a promuoverne la diffusione in Italia. Servillo ha inoltre rimarcato la particolarità del fenomeno, notando come nemmeno le reti pubbliche o le emittenti generalmente più aperte ai film d’autore abbiano tentato di trasmettere l’opera.

Il risultato è un vuoto distributivo che non ha precedenti per un regista del calibro di Sorrentino. Situazione quindi alquanto paradossale che non sembra trovare una risoluzione, visto come ormai i diritti siano nelle mani di Mediaset. Negli ultimi tempi, la discussione è stata alimentata anche da figure mediatiche come Fabrizio Corona, che ha apertamente citato la latitanza di Loro dai radar televisivi come un esempio di gestione opaca dell’informazione cinematografica.

Tra clip amatoriali che circolano sui social e rimozioni forzate, la storia di questo film continua a sollevare interrogativi sulla libertà di distribuzione e sul potere che i grandi gruppi editoriali possono esercitare per decidere cosa il pubblico possa o non possa guardare.