Molière in bicicletta, recensione

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Non è facile fare l’attore. Si attraversano numerose fasi, provando a sopravvivere o a districarsi nella sfera (ambigua) della popolarità elevata. Si ha bisogno di solitudine o di sentire il calore della gente. Il mestiere è uno dei più antichi, soprattutto se si è attori di estro.
“Molière in bicicletta”, film diretto e sceneggiato da Phille Le Guay riflette queste sfumature e queste peculiarità.
Il suo è un film con una costruzione particolare, raffinato, ben congegnato. Si avvale della presenza di Serge, interpretato dall’ottimo Fabrice Luchini, e di Gauthier (Lambert Wilson). Quest’ultimo ha un temperamento sportivo ed elegante, e vuole far fruttare il suo successo in una fiction ospedaliera di dubbio gusto per persuadere il suo collega a tornare in scena dopo alcuni anni di esilio in una casetta sperduta. L’obiettivo di Gauthier? Mettere in scena con lui “Il misantropo” di Molière.

Il giudizio del CineManiaco

Le Guay propone una commedia sofisticata, scritta bene e diretta altrettanto bene. Facilitata dalla presenza di attori straordinari, capace di voltare il corso degli eventi nel verso giusto. La speranza di una rinascita attraversa tutto il film, non privo di esilaranti colpi di scena come vuole la commedia francese figlia della nobile tradizione teatrale.
Voto: 7

Scheda del film

USCITA CINEMA: 12/12/2013
GENERE: Commedia
REGIA: Philippe Le Guay
SCENEGGIATURA: Philippe Le Guay
ATTORI: Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa, Camille Japy, Ged Marlon, Stéphan Wojtowicz, Annie Mercier, Christine Murillo, Édith Le Merdy, Patrick Bonnel

Trailer

Le donne del sesto piano, recensione

Parigi 1960, il facoltoso Jean-Louis Jobert (Fabrice Luchini) vive con la moglie Suzanne (Sandrine Kiberlain) in un condominio dove all’ultimo piano si trovano riunite in piccolissime stanze un gruppo di domestiche provenienti dalla Spagna, tra loro anche la giovane e bella Maria (Natalia Verbeke), nipote di una delle donne e appena arrivata in città.

Destino vuole che l’ennesimo alterco tra la signora Jobert e la vecchia governante causerà il lecenziamento di quest’ultima e l’assunzione di Maria che inconsapevolmente entrerà in punta di piedi nella vita di del signor Jobert regalandogli nuove ed inaspettate emozioni e una voglia di vivere da tempo sopita.

Non sarà solo Maria, ma tutte le domestiche del sesto piano a movimentare non poco la vita monotona di Jobert sempre più affascinato dall’ottimismo e dalla forza d’animo di quel gruppo di donne vessate dai loro datori di lavoro, in fuga da un paese dove il governo franchista le ha messe di fronte agli orrori della dittatura, stipate in una soffitta con un unico bagno per giunta perennemente guasto, ma capaci di godere delle piccole cose della vita, di ogni singolo momento di gioia e condivisione, come una messa mattutina, una canzone, un pasto consumato in compagnia o belle notizie da casa.

Festival di Berlino 2011 Martedì 15 febbraio: coppie alla deriva in Nader And Simin e The Future

Sesta giornata al Festival di Berlino 2011, anche stavolta diamo la nostra consueta sbirciatina al programma odierno con film in concorso, eventi speciali e tutto ciò che di interessante propone oggi il ricchissimo cartellone di proiezioni.

Iniziamo con i film in concorso, proiezione per The Turin Horse del regista ungherese Béla Tarr che ci racconta un episodio della vita di Nietzsche che precorse la malattia mentale che colpì il filosofo di lì a pochi mesi bloccandolo in un letto per undici anni fino alla sua morte. L’episodio narra di un un viaggio di Nietsche a Torino in cui l’uomo assisterà alla fustigazione di un cavallo ritroso da parte conducente di una carrozza, l’animale verrà istintivamente protetto da Nietzsche che abbraccerà il cavallo per poi crollare al suolo in lacrime, Tarr parte dall’episodio in questione per puntare l’attenzione sulle successive vicissitudini dell’animale, del cocchiere e di sua figlia.