Yattaman e Gatchman prendono vita nel 2009

Tutto è possibile! Quando ero piccolo, molto più di ora, la mia mente spaziava nel mondo delle possibilità, e sognavo la realizzazione fisica di un sacco di robot che passavano davanti ai miei occhi grazie alla mitica televisione e alle audaci peripezie delle migliori reti locali!

La cosa più bella era immaginarsi alla guida di Yatta-Can, accanto ai due giovani protagonisti di Yattaman, Kanchan, che combatte lo sgangherato Trio Drombo col nome di Yatta-Uno, e Janet, l’affascinante Yatta-2.

Il sogno pare divenuto realtà. Yattaman diventerà un live action, con un’uscita prevista per la primavera del 2009, grazie a Takashi Miike, con personaggi e mecha-design studiati da Katsuya Terada .

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Cinema e Videogiochi: dal joypad alla celluloide

Ormai videogiochi e celluloide sono diventati come il Gatto e La Volpe. Non si tratta ancora di un fenomeno di massa, ma fa comunque un certo effetto appoggiare il joypad, andare al cinema ed esperire un curioso senso di deja vu.
La situazione è chiara: molti personaggi dei videogiochi stanno per seguire i primi, sparuti pionieri, nel salto verso il mondo del cinema. I primi tentativi non sono andati tutti tutti a buon fine, per usare un eufemismo, sia come realizzazione, sia al botteghino. Molti di voi avranno visto, ad esempio, Doom. Il film è un live action del 2005, basato sull’omonima, celebre saga di videogiochi.
Doom è l’FPS per eccellenza, una sorta di icona sacra, e forse le aspettative erano un pò eccessive. Il film in sè è una pellicola d’azione/horror abbastanza nella norma, veramente niente di cui scrivere sil diario. Qualche mostro carino, qualche salto sulla sedia se il volume è altissimo, ma poi, a parte una pioggia di piombo, non c’è molto altro.

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65ma Mostra del Cinema di Venezia: che la festa abbia inizio!

Corredata dalla scenografia del premio Oscar, Dante Ferretti, che vede al centro tre Leoni d’Oro in volo verso il nuovo Palazzo, prende il via oggi a Venezia la 65. Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica (27 agosto – 6 settembre 2008), diretta da Marco Müller e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

L’edizione di quest’anno, che pone una particolare attenzione verso le produzioni di casa nostra, prevede cinque sezioni: Venezia 65, Fuori concorso, Orizzonti, Corto Cortissimo, Questi fantasmi: Cinema italiano ritrovato (1946-1975). Verranno proiettati in concorso: 49 lungometraggi in prima mondiale, 3 cortometraggi in prima mondiale, 5 lungometraggi in prima internazionale.

Il cinema italiano è presente, tra le tante opere, con la pellicola in concorso di Pupi Avati: Il papà di Giovanna, con Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri, Ezio Greggio, Serena Grandi, BirdWatchers – La terra degli uomini rossi, una coproduzione italo-brasiliana diretta da Marco Bechis, con Claudio Santamaria, Alicélia Batista Cabreira, Chiara Caselli, Abrisio Da Silva Pedro, il nuovo film di Ferzan Özpetek, Un giorno perfetto, interpreatato da Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Nicole Grimaudo, Stefania Sandrelli e Il seme della discordia di Pappi Corsicato, con Caterina Murino, Alessandro Gassman, Martina Stella, Michele Venitucci, Isabella Ferrari.

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Ermanno Olmi, Leone d’Oro alla carriera a Venezia presenta La Leggenda del Santo bevitore

La 65.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, diretta da Marco Muller, stasera ha dedicato la preapertura al Maestro Ermanno Olmi e al suo film, La leggenda del santo bevitore, già Leone d’Oro nel 1988 e vincitore del premio Fipresci. Tratto dall’omonimo racconto di Joseph Roth, la pellicola è stata proiettata nell’Arena di Campo San Polo con una grande festa aperta al pubblico, i cui inviti gratuiti sono andati esauriti in poche ore, cosa che, fanno notare alla Biennale, non avviene sempre per questo genere di appuntamenti

Grande affetto e partecipazione di Olmi per la Mostra di Venezia. Il regista era al Lido già nel 1958 con alcuni documentari, Venezia città moderna e Tre fili fino a Milano, realizzati per la Edison Volta. L’anno seguente, in occasione della ventesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, debutta il suo primo lungometraggio, Il tempo si è fermato, vincitore del premio San Giorgio, Fondazione “G.Cini”. Nel 1961 vince il Premio della Critica ed il premio “OCIC” della Critica cattolica con il film Il posto. Lunga vita alla signora si è aggiudica, nel 1987, il Leone d’Argento.

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