Maledizione sul set: i film uccidono?

La recente scomparsa del non ancorra ventinovenne Heath Ledger ha risollevato un polverone che abbiamo già visto alto, nella storia del cinema: quello dei film maledetti. Film funestati da sciagure indicibili, e le cui riprese sono accompagnate da morti e disgrazie.

Detta così, non può che sembrare una leggenda metropolitana. Eppure effettivamente, analizzando strettamente i fatti, emerge che qualcosa è successo e succede davvero. E’ possibile infatti decorare la realtà, ma non lo è cambiare il numero di morti avvenuti nel contesto delle riprese di un film.

Il segreto per non perdere tutte le informazioni interessanti è proprio quello di non lasciarsi sommergere da superstizioni e da eventi inspiegabili, cosa che puertroppo si tende a fare con una certa facilità, considerato che le storie di fantasmi ci affascinano incredibilmente.

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Dalla Cina con passione

Il cinema cinese gode di una lunga tradizione che affonda le sue radici alla fine del 19mo secolo, quando le prime “ombre elettriche”, così venivano chiamate, vennero proiettate per la prima volta a Shangai. La tumultuosa storia di questo immenso Paese non mancò di influenzare la produzione cinematografica degli anni successivi, quando le pellicole assunsero connotati patriottici e propagandistici, pur non trascurando l’ispirazione data dalla corrente hollywoodiana e sovietica.

L’occupazione giapponese di Shanghai avvenuta nel 1937 interruppe di fatto l’epoca d’oro delle pellicole cinesi, tornò comunque agli antichi splendori nel dopoguerra, poi il comunismo rese il cinema uno strumento di informazione e propaganda nei confronti delle masse contadine, eludendo possibili contaminazioni dall’estero con l’importazione di soli prodotti sovietici.

Negli anni ’70 si ebbe nelle sale di casa nostra e non solo l’invasione di film basati sulle arti marziali, ma che in realtà venivano realizzati non dalla Repubblica Popolare ma da Taiwan e Hong Kong non ancora possedimento di Pechino, influenzando di fatto il nuovo cinema cinese, opera di registi formatisi negli Stati Uniti e in Europa: una corrente innovativa che passando da Taiwan raggiunse finalmente la Cina continentale nel 1984 grazie alle pellicole Tudi (1984) di Chen Kaige, Daoma Zei (1986) di Tian Zhuangzhuang e Sorgo rosso (1987) di Zhang Yimou.

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