Film comics 2009: Wonder Woman in visita a Sin City

Ormai divenuto a tutti gli effetti un genere, quello dei film tratti dai fumetti ci ha offerto fino a questo momento prodotti dalla qualità altalenante. Dopo il colossale Cavaliere Oscuro, portato di recente sugli schermi da Christopher Nolan, campione d’incassi di quest’anno, non si può fare altro che cercare di immaginare quali saranno gli sviluppi futuri di questo tipo di film, chiedendoci se effettivamente ci sono dei limiti nella “trasponibilità” dalla carta alla celluloide.

Ad aprire la nostra breve rassegna è il sequel del discusso Sin City di Frank Miller: Sin City 2. Il primo ha suscitato pareri contrastanti, Frank Miller ha ascoltao cosa aveva da dire il mondo e poi è andato per la sua strada senza troppe preoccupazioni. Il sequel è basato sul secondo volume della serie creata da Miller intitolato Una donna per cui uccidere ed è il prequel di Un’abbuffata di morte. Rivedremo volti noti, come Marv (Mickey Rourke) e Dwight McCarthy (Clive Owen). Il film è di Frank Miller e di Robert Rodriguez, con Devon Aoki, Rosario Dawson, Jessica Alba, Brittany Murphy, Clive Owen, Mickey Rourke e Jaime King. Come lasciarselo sfuggire?

Tornando a figure più solari, pensate un pò chi torna a rinnovarsi nel 2009: Lauren Montgomery porterà sul grande schermo il film di animazione Wonder Woman. La principessa e Amazzone Diana scorta il pilota Steve Trevor a casa negli Stati Uninti dopo che il suo aereo si è andato a schiantare, per l’appunto, nella misteriosa isola di Themyscria; ecco l’inizio di Wonder Woman, la più grande di tutte le eroine; e speriamo che riescano a rinnovarla a dovere, dato che si tratta veramente di un gran personaggio, che ci piaccia o no. (Non) sentiremo le voci di Rosario Dawson, Nathan Fillion, Keri Russell, Virginia Madsen, e Alfred Molina.

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Quei ragazzi venuti dal Brasile

La fortunata congiuntura internazionale oltre ad importanti interventi governativi, hanno permesso in questi ultimi mesi al cinema brasiliano, di risollevarsi da un lungo periodo di crisi. Il successo oltre confine di film come Tropa de Elite, di José Padilha, che ha ottenuto l’Orso d’Oro per il miglior film alla Berlinale del febbraio scorso e il premio come migliore attrice a Cannes di Sandra Corveloni, protagonista di Linha de Passe, di Walter Salles e Daniela Thomas, hanno di fatto permesso al grande pubblico di apprezzare le pellicole del Paese sudamericano.

Un gradimento indiscusso a cui va ad aggiungersi il favore conseguito da altre pellicole come A casa de Alice, di Chico Teixeira che ha conquistato il Premio per il miglior film ai festival di Fribourg, Guadalajara e La Habana del 2007 e Estomago, di Marcos Jorge, una coproduzione italo-brasiliana che ha ottenuto il Premio per il miglior film al Festival di Montevideo del 2008.

In questi ultimi mesi le pellicole brasiliane hanno cominciato a fare timidamente capolino anche sul mercato nostrano: oltre al già citato Tropa de Elite, ricordiamo O ano em que meus pais sairam de férias, di Cao Hamburger, già candidato lo scorso febbraio all’Oscar per il miglior film straniero e Cidade Baixa, di Sérgio Machado, presentato al Festival di Cannes del 2005.

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