Alma: la nuova miniserie thriller spagnola prodotta da Netflix

Alma, è la nuova miniserie targata Netflix, sceneggiata da Sergio G.Sanchez: un perfetto mesh-up tra le dinamiche del drama e il misticismo religioso. Un racconto che ha il sapore del thriller, ma che allo stesso tempo, divaga su tematiche differenti, sempre a metà strada tra il reale e l’irreale. Il titolo originale della serie “The girl in the Mirror”, riflette il tessuto del genere, come se lo specchio, fosse il canale tra due mondi, collegati in qualche modo. Diversi sono gli elementi che fanno di questa serie un potenziale cult: il racconto concentrato e pregnante di tematiche, il teen drama, attorno a cui ruotano vicende di amori e flirt, segreti e incomprensioni, che accende l’interesse di diverse fasce d’età e la variabile misteriosa, che si intreccia con quella mistica, che avvolge tutto il racconto.

 

Alma, è la protagonista della serie: è una giovanissima studentessa spagnola, che parte in gita con i suoi compagni di classe. Alla fine del percorso, il bus sul quale viaggiano i giovano, finisce nel vuoto, avvolto dalla nebbia. Solo alcuni studenti riescono a salvarsi e tra questi, c’è Alma, il suo boyfriend, e pochi altri. I superstiti, si trovano come catapultati in un’altra dimensione: Alma perde la memoria, ma nonostante questo, cercherà, insieme ai superstiti di fare luce sull’incidente che li ha coinvolti. Insieme faranno una serie di scoperte, che renderanno il mistero sempre più fitto e la storia sempre più appassionante.

 

Gli episodi, si svelano l’uno dopo l’altro, svelando particolari legati ad antichi miti e rituali, che vengono raccontati dal nonno di uno dei protagonisti, e che sempre di più sembrano confondersi con la realtà. La fotografia della serie, tende al bluastro, un colore che richiama il cupo e il torbido del thriller, e che spesso, esalta gli aspetti horror, di cui, per alcune scene si caratterizza la serie. Alma, è il titolo della serie, e Alma è la protagonista, ma non solo attorno a lei ruotano le parti principali della storia.

 

La miniserie, è composta da 9 episodi, conclusi su se stessi. L’ultimo episodio della prima stagione, chiude una parte del racconto, ma lascia inconclusi una serie di altri aspetti, che lasciano presagire che se la serie avrà un buon riscontro di pubblico, avrà anche un seguito. E’ dunque lo spazio tra la vita e la morte, tra il detto e il non detto, tra la verità e la menzogna che diventa protagonista nella serie, miscelato ad altri aspetti che la rendono avvincente e vincente allo stesso tempo.

Speravo De Morì Prima, da oggi su Sky la miniserie su Francesco Totti

Speravo De Morì Prima ha già fatto proseliti prima di andare in onda. Si tratta, in effetti, di uno degli eventi televisivi più attesi dell’anno – il primo è sempre il Festival di Sanremo, che ormai è finito – dal momento che racconta l’ultimo anno e mezzo di carriera del Capitano per eccellenza, il bomber Francesco Totti.

Nel ruolo del Re della Roma c’è Pietro Castellitto, che per l’occasione si è dovuto allenare per aumentare il carico muscolare, non a caso ha confessato di aver messo su 8 chili solamente di muscoli. Il risultato, come racconta lo stesso attore protagonista, è una miniserie che coniuga epicità e divertimento. Castellitto racconta:

La sfida era creare una maschera che lo ricordasse, riuscendo a stupire lo stesso Totti. Ho convissuto così a lungo con il mio mito, avevo il poster in camera, ho cercato di portare in scena la sua essenza ironica, tenendomi però lontano dall’imitazione. Il cinema è evocazione.

Il regista Luca Ribuoli, che per la realizzazione di Speravo De Morì Prima ha collaborato con Stefano BisesMichele AstoriMaurizio Cadeddu, racconta:

Non potevamo fare a meno del racconto epico, ma uno dei tratti fondamentali della serie è dato dalla leggerezza e dall’ironia che fanno parte di Francesco, uno che fa stare sempre tutti a proprio agio. Ho dovuto solo cercare di equilibrare questi due effetti, attingendo alla normalità. Abbiamo deciso, quindi, di mettere in commedia la vita privata, i suoi affetti e lo spogliatoio con le sue trame, tra vittorie, sconfitte e i rapporti con gli allenatori.

Questa la trama riportata sul sito di Sky:

SPERAVO DE MORÌ PRIMA – LA SERIE SU FRANCESCO TOTTI racconta la fine del lungo percorso del Capitano della Roma con la maglia giallorossa, rimasta sempre la stessa per 27 anni, includendo le immagini d’archivio dei momenti più esaltanti della sua carriera e unendo l’epica sportiva da vero fuoriclasse del calcio italiano e mondiale, raccontato nel tormentato periodo prima del ritiro, e la vita privata di un uomo coraggioso, semplice e autoironico, legato da sempre al calcio e a una città, Roma, di cui è diventato negli anni simbolo e bandiera.

Il titolo Speravo De Morì Prima si ispira a uno striscione esposto durante l’ultima partita giocata da Francesco Totti allo Stadio Olimpico con la sua Roma, prima della storica passeggiata sotto gli spalti durante la quale guardò negli occhi i suoi tifosi che salutavano per sempre la sua carriera da bomber.