Romanzo di una strage, recensione in anteprima

Milano 12 dicembre 1969, la deflagrazione di una serie bombe di quello che sembra a prima vista un altro attentato a scopo dimostrativo messo in atto dagli anarchici, stavolta va oltre mietendo 17 morti e ferendo gravemente altre 88 persone tutte presenti all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Dopo il fermo di alcuni volti noti dell’ambiente politico milanese di matrice anarchica tra cui Giuseppe Pinelli (Pierfrancesco Favino), il commissario Luigi Calabresi (Valerio Mastandrea) si troverà di fronte ad un’ambigua evoluzione delle indagini, strani suicidi, testimoni imboccati e connessioni volutamente ignorate con movimenti di destra collusi con poteri economici e statali. Purtroppo ancora oggi, dopo trentatrè anni di processi, quella che viene definita come la strage di piazza Fontana non ha ancora nessun colpevole è resta un delle pagine nere della storia italiana, che fungerà da preambolo alla cieca violenza degli Anni di piombo.

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Ruggine, recensione in anteprima

In un città del nord Italia alla fine degli anni settanta scopriamo un quartiere di periferia abitato da immigrati meridionali, durante l’ennesima afosa estate una banda di ragazzini capeggiata dal siciliano Carmine scorrazza in cerca di guai, scontrandosi con altre piccole bande, giocando tra rottami di automobili e trasformando due vechi silos arruginiti in un luogo di ritrovo dove giocare a fare i grandi e riempire le lunghe e interminabili giornate. Purtroppo quell’estate non sarà come le altre, perchè porterà nel quartiere un male che è ancora sconosciuto per Carmine e i suoi amici, un male sinistro ed ambiguo celato in un nuovo medico, il dottor Boldrini (Filippo Timi), che dietro un fare elegante ed aristocratico che trasmette soggezione cela un mostro pronto a colpire e che sceglierà come agnello sacrificale al suo bestiale ed atavico istinto Rosalia, la sorella di Carmine che l’uomo rapirà scaraventando Carmine e i suoi piccoli amici, Sandro, Cinzia, Betta, Andrea e Tonio nello spietato mondo degli adulti.

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Nessuno mi può giudicare, recensione

Alice (Paola Cortellesi) trentacinquenne sposata e con un figlio di nove anni vive nell’agiatezza grazie ai soldi del consorte designer di sanitari, la vita della donna che mostra una personalità piuttosto superficiale ed arrogante scorre tranquilla almeno sino a quando il consorte non la lascia vedova con un figlio a carico e una montagna di debiti che l’avvocato di famiglia elencherà a Maria prospettandogli oltre alla vendita di ogni bene anche il rischio di finire in galera.

Raccolti gli effetti personali sopravvissuti alla bancarotta Alice verrà indirizzata da Aziz (Hassani Shapi), uno degli ex-domestici della famiglia in un quartiere popolare alla periferia di Roma dove Alice con figlioletto al seguito affitterà un locale fatiscente da Lionello (Rocco Papaleo) rozzo portiere dello stabile e dove oltre a fare la conoscenza dei suoi nuovi e alquanto  folkloristici vicini di casa Enzo (Lillo) e Tiziana (Lucia Ocone), reincontrerà Biagio (Raoul Bova) amico e datore di lavoro di Aziz che gestisce un internet point.

Purtroppo la ricerca di un lavoro per Alice sarà una vera via crucis, per non parlare delle prospettive di stipendio che se gli permetterebbero a malapena di sopravvivere con il figlio, di certo non sarebbero sufficienti a coprire i restanti debiti ereditati alla morte del marito.

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Basette, corto ispirato a Lupin III con Valerio Mastandrea

Oggi per lo spazio cortometraggi vi proponiamo una vera chicca, si tratta del corto Basette diretto dall’attore e regista Gabriele Mainetti, che omaggia in maniera davvero spassosa il famoso manga ed anime giapponese Lupin III creato dall’artista nipponico Monkey Punch.

In questo live-action conosceremo una versione capitolina del Lupin giapponese interpretato in questo caso da Valerio mastandrea che finito nelle grinfie dell’ispettore Zenigata (Flavio Insinna) riuscirà a farla franca e a darsela a gambe con la sensuale Fujiko (Luisa Ranieri), nel frattempo il samurai di Torvajanica Gaemon (Daniele Liotti) e l’esperto in armi da fuoco Jigen (Marco Giallini) irrompono nel commissariato dove è detenuto l’amico, ma durante al ricerca qualcosa li distrarrà.

Dopo il salto una tranche del cortometraggio e un video del backstage.

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Venezia 2010: Controcampo italiano a 20 sigarette di Amadei

Era nell’aria la vittoria alla Mostra del Cinema di Venezia di Aureliano Amadei e del suo 20 sigarette presentato nella sezione Controcampo italiano. Accolto al Lido da commozione ed applausi, il film di Amadei che racconta l’attentato di Nassirya in cui persero la vita 19 italiani, non è stato per fortuna toccato dalla polemica, peraltro innescata dallo stesso regista, riguardo un presunto boicotaggio del governo messo in atto contro il film attraverso i parenti delle vittime dell’attentato.

Amadei a Nassirya non solo c’era, ma oltre ad essere l’unico civile sopravvissuto ha riportato numerose lesioni causate dall’esplosione ed ha pensato di parlare della guerra in Iraq attraverso la sua traumatica esperienza personale da cui è nato appunto 20 sigarette, che vede protagonisti Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli e Vinicio Marchioni, quest’ultimo premiato con una menzione speciale:

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Tutta la vita davanti, recensione

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Marta (Isabella Ragonese) con una laurea e grandi speranze per un futuro lavorativo che gli permetta di sfruttare le sue conoscenze, si trova ben presto a cozzare con un mondo del lavoro ostico e che sembra non avere spazio per lei e la sua laurea in filosofia.

Dopo l’iter di ogni neolaureato in cerca di impiego con la canonica sequela di curriculum spediti ovunque, Marta si ritrova a dividere la casa con Sonia (Micaela Ramazzotti) ragazza madre un pò squinternata e con una vita alquanto sregolata, e spinta dal bisogno di guadagnare accetta il consiglio della coinquilina ritrovandosi impiegata in una multinazionale che vende un portentoso elettrodomestico multifunzione.

La società estremamente organizzata per ottimizzare al massimo risorse, costi e ricavi impiega delle ragazze per procacciare clienti tramite un call center, ed è qui che Marta si ritrova impegnata, e dei rappresentanti giovani e rampanti per le vendite a domicilio.

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Genova Film Festival 2010, quest’anno Virzì e il cinema polacco

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Tredicesima edizione, dal 28 giugno al 4 luglio, per il Genoa Film Festival la più importante e prestigiosa rassegna ligure dedicata al cinema, che quest’anno oltre a ghiotte anteprime, eventi speciali ed incontri, la rassegna propone un cartellone con oltre 130 pellicole in programmazione.

Ospite d’onore di questa edizione il regista Paolo Virzì reduce dal successo del suo ultimo film La prima cosa bella,  premiato ai recenti David di Donatello con tre riconoscimenti e diciotto nomination, miglior sceneggiatura allo stesso Virzì e miglior attore e attrice ai protagonisti Valerio Mastandrea e Micaela Ramazzotti. Il regista livornese, oltre ad essere omaggiato con un’ampia retrospettiva, parteciperà ad un incontro con il pubblico per la sezione Ingrandimenti

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Trevirgolaottantasette, cortometraggio di Valerio Mastandrea

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Oggi per lo spazio cortometraggi vi segnaliamo Trevirgolaottantasette, corto del 2005 con cui l’attore Valerio Mastandrea esordisce alla regia aggiudicandosi un prestigioso Nastro D’Argento alla 62° Festival Internazionale del cinema di Venezia, occupandosi di una tematica tristemente attuale come le morti bianche.

Mastandrea ci racconta una giornata come tante in un cantiere romano, che come troppo spesso accade diventerà teatro di una tragedia evitabile costando la vita a qualcuno. Il cast è ricco di volti noti, oltre al protagonista Elio Germano, anche Marco Giallini e Jasmine Trinca.

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La prima cosa bella, recensione

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L’approssimarsi della morte della combattiva e solare Anna (Stefania Sandrelli) porterà Bruno (Valerio Mastandrea) il figlio, al capezzale della madre per una inarrestabile cavalcata nei ricordi, indietro nel tempo sino ad una Italia e ad una Livorno anni ’70, dove Bruno e la sorella Valeria (Claudia Pandolfi) assistono alle peripezie della madre (Micaela Ramazzzotti) cacciata di casa da un marito geloso, costretta ad un lungo peregrinare, figli al seguito, rincorrendo un sogno fragile come cristallo.

Paolo Virzì è un regista che ama filtrare ricordi e suggestioni con una certa nostalgia, rimaneggiandoli nel puro stile della commedia all’italiana, mai così classica e malinconica come in questo caso, un regista che  non ha certo  bisogno di conferme, e che nonostante qualche scivolone, ci aveva già convinto con il suo caotico e sferzante Tutta la vita davanti, senza tralasciare incursioni più ardite come l’intrigante N (io e Napoleone).

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Last Minute Marocco, recensione

la-locandina-di-last-minute-marocco-39614 []Valerio (Daniele De Angelis) è un diciassettenne oppresso dalla madre, la iperprotettiva Valeria (Maria Grazia Cucinotta) titolare di un’agenzia di viaggi. Così in piena fase di ribellione, Valerio comunica ai genitori  che partirà per una vacanza in montagna in compagnia di alcuni suoi amici, quando in realtà la meta prescelta è il molto più esotico Marocco.

Valeria scopre l’inghippo ordito dal figlio e scoperta la pericolosissima meta,  costringe suo marito Sergio (Valerio Mastrandrea) a mettersi sulle tracce del fuggitivo, proprio mentre Valerio approda in Marocco in compagnia dei suoi due amici Andrea (Nicolas Vaporidis) e Giacomo (Lorenzo Balducci) e del loro nuovo amico Samir (Jamil Hammoudi), di ritorno in Marocco per rivedere la sua famiglia in compagnia della bella cugina Jasmina (Esther Elisha) e degli zii.

Valerio, innamorato di Jasmina cercherà di aiutarla scappando con lei,  quando quest’ultima scoprirà di essere stata promessa in sposa ad un uomo che non ama, mentre Sergio dopo essere stato derubato della macchina trova in una donna del luogo, Tamu (Kesia Elwin), un’aiuto per continuare la sua ricerca, e forse recuperare l’auto perduta.

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