Recensione: Rachel sta per sposarsi

di Massimiliano Miano 6

Jonathan Demme, autore de Il silenzio degli innocenti che le valse il premio Oscar nel 1992 e di Philadelphia, dopo un periodo di appannamento, ed una presenza a Venezia lo scorso anno con Jimmy Carter Man from Plains, dedicato al tour in Palestina del premio Nobel per la pace americano, sbarca al Lido con una nuova opera in concorso: Rachel getting Married, una finestra aperta sulla famiglia che fatica a comunicare ma cerca a tutti i costi di trovare un’armonia

Quando Kym (Anne Hathaway) fa ritorno nella casa della famiglia Buchmann per il matrimonio di sua sorella Rachel (Rosemarie Dewitt), porta con sé una lunga storia di crisi personali, conflitti familiari e tragedie.

I tanti amici e parenti degli sposi si ritrovano per un weekend di festeggiamenti, musica e amore, ma Kym, giovane donna che cerca di gestire una difficile riabilitazione dalla tossicodipendenza, con le sue battutine taglienti e il suo talento per le scenate esplosive, riesce a catalizzare tutte le tensioni a lungo covate all’interno della famiglia.

Con i tanti eclettici e complessi personaggi tipici del film di Jonathan Demme, Rachel getting Married mette in scena un ritratto di famiglia assolutamente sincero, profondo e a volte esilarante.
Una pellicola fatta di dialoghi, con piglio documentaristico (vera passione del regista) e luci fredde.

Arriva finalmente per Anne Hathaway, dopo alcune commedie brillanti come Il diavolo veste Prada o Agente Smart, la grande occasione di un ruolo drammatico, e l’attrice sembra averla sfruttata al meglio visti i consensi ottenuti a Venezia.

Un plauso va altresì alla neo sceneggiatrice Jenny Lumet, figlia del grande Sidney, al direttore della fotografia Declan Quinn, che assieme ad un cast stellare, danno corpo alle vicende di questi difficili ma irresistibili personaggi, con affetto e generosità di spirito.

Elemento centrale della pellicola, strettamente legato alla struttura drammaturgica del film, è la musica; non a caso, a detta del regista, sono stati scelti prima i musicisti, originari del Medio Oriente, che tutti gli attori.
Caratteristica che potrebbe accomunare Rachel getting Married , in uscita nelle sale il 7 novembre, alla pellicola recensita ieri (Nuit de chien). Fortunatamente per il pubblico, per Venezia e per Demme, questa è l’unica chicca che eguaglia il lungometraggio.

Commenti (6)

  1. Un plauso all’autore della recensione che riesce sempre a rendere appieno pregi e difetti delle pellicole che presenta. In questo caso specifico il “cineracconto” del film mette voglia di segnare fin d’ora l’appuntamento del 7 novembre per andare nelle sale a vedere l’ultima fatica dell’attrice Anne Hathaway, già protagonista di commedie brillanti come Il diavolo veste Prada, alla prova con il suo primo ruolo drammatico.

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