10 film rompicapo

Ieri è uscito nelle sale italiane l’atteso film-evento Inception, il regista Chris Nolan presenta un’ambiziosa incursione nel mondo dei sogni, interi mondi partoriti dal subconscio che diventano materia malleabile da menti allenate e anche se il film vista la complessità delle  tematiche trattate e dalla profondità dei concetti messi in campo non è immune da difetti e mancati intenti, possiede indubbiamente tutto il fascino dell’opera visionaria di un’arte, quella cinematografica capace di materializzare stupefacenti e sempre più immersivi universi paralleli a misura di spettatore.

Così visto il complesso rompicapo di immagini, visioni e suggestioni subliminali che hanno dato corpo e anima al blockbuster di Nolan, abbiamo pensato di dedicare una classifica ad hoc che raccolga dieci pellicole che utilizzino nel loro percorso narrativo un immaginifico e labirintico percorso in cui lo spettatore si possa piacevolmente perdere, con l’assoluta certezza di guadagnare col sopraggiungere dei titoli di coda una comoda via di fuga che lo riporti alla realtà con qualche frammento di emozione in più da poter condividere e su cui riflettere.

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B-cult, Scanners

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Oggi per i B-cult torniamo ad occuparci del regista David Cronenberg e di uno dei suoi film meno apprezzati dalla critica dell’epoca, parliamo del 1981, ma tappa indispensabile per intraprendere il percorso che porterà a capolavori come Videodrome e a tutta la tematica della mutazione che verrà esplorata nei successivi La mosca, Crash ed eXistenZ.

Stiamo parlando Scanners, film che miscela con efficacia horror, fantascienza e thriller raccontandoci di una multinazionale farmaceutica e di un farmaco sperimentale che somministrato a donne in stato di gravidanza crea una generazione di telepati dai devastanti poteri telecinetici, soprannominati Scanners.

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Existenz: quando la tecnologia si fa carne

sign-4Cronenberg ci accompagna nel nuovo millennio e lo fa modo suo, raccontandoci le inquietudini fatte di carne e tecnologia di Videodrome, e aggiornandole al concept odierno dell’intrattenimento videoludico e dei computer, aprendo la strada alle future incursioni action-filosofiche di Matrix.

Una società informatica sta per  lanciare  un nuovo videogame che utilizza in modo del tutto innovativo la realtà virtuale, naturalmente prima del definitivo lancio sul mercato ad un gruppo di persone viene chiesto di testare il videogame e la nuova consolle, ma un gruppo di terroristi vuole impedire la messa in commercio del gioco attentando alla vita della programmatrice che lo ha creato.

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Videodrome: carne, metallo e tecnologia

Parlare di Videodrome non è cosa facile, le implicazioni di questo piccolo grande cult del periodo horror di David cronenberg sono molteplici e la sua visione lascia molto inquieti, e anche dopo la scena finale si rimane interdetti, non capendo esattamente e fino in fondo se fino a quel momento si è assistito ad un incubo ad occhi aperti, ad un lento perdersi di una mente deviata o alla nascita di un nuova forma di esistenza che trascende la realtà e si ciba di immagini.

Cronenberg ci accompagna nella inesorabile discesa agli inferi di Max Renn (James Woods), il proprietario di una tv via cavo in cerca di spettacoli estremi che si imbatte in una misteriosa tv pirata che trasmette violenze sessuali ed omicidi in diretta, veri snuff-movie o solo delle realistiche simulazioni? La risposta sarà la scoperta di un nuovo culto tra religione e massmediologia che invaderà mente e corpo dello sfortunato Max ormai preda di spaventose allucinazioni che lo stranieranno sempre più dalla realtà.

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