Recensione: Zohan - Tutte le donne vengono al pettine

Zoahn Dvir (Adam Sandler) è un agente del Mossad israeliano, capace da solo di battere decine di terroristi palestinesi grazie alle sue doti fuori dal comune (come un supereroe, riesce a fare cose incredibili senza farsi mai del male), ma la sua aspirazione non è quella di combattere tutta la vita, ma piuttosto di diventare un famoso parrucchiere.
Approfittando della liberazione del suo acerrimo nemico Phantom (John Turturro), potente quanto lui, decide di inscenare la sua morte per fuggire in America, destinazione New York e realizzare il suo sogno (contrastato dai suoi stessi genitori).
Una volta nella Grande Mela, Zohan cambia la sua identità in Scrappy Coco (riprendendo i nomi dei due cagnolini con cui viaggia nella stiva dell’aereo), la sua nazionalità in australiana e, dopo essere stato rifiutato dal salone del celebre Hairdresser Paul Mitchell, accetta di lavorare come apprendista parrucchiere per la palestinese Dalia (Emmanuelle Chriqui) ed aiutarla a salvare il suo negozio da un imprenditore americano, che cerca in tutti i modi di rilevare il quartiere per costruire un centro commerciale.
Zohan – Tutte le donne vengono al pettine (You Don’t Mess with the Zohan), diretto da Dennis Dugan, è una commedia brillante, che nasconde, dietro l’esagerazione della storia, spesso imperniata su esplicite gag sessuali (a volte camuffati dietro i doppi sensi), una accesa critica alla politica della guerra e dell’odio (il rilascio degli ostaggi, descritto come se fosse lo scambio di figurine; il perbenista americano, che si rivela essere il fomentatore dell’intollerenza; gli interessi economici, che risultano più importanti della pace).
Il film, che vede nuovamente collaborare, dopo Io vi dichiaro marito e marito, Dennis Dugan e Adam Sandler, diverte grazie al suo saper prendere in giro situazioni scomode e drammatiche (il terrorismo viene ridicolizzato, l’astio tra le popolazioni smontato), ma appare, a volte, anche troppo esagerato (il continuo amoreggiare di Scrappy con le clienti over sessanta, il suo autolesionismo per punirsi degli errori commessi), rispetto al dovuto.
Nella storia, dove sono presenti in vesti di guest star anche Mariah Carey, John McEnroe e Chris Rock, si fa notare per la sua convincente interpretazione John Turturro, capace di rappresentare al meglio la nemesi di Zohan, The Phantom, a cui viene dato il giusto spazio e alcune delle gag migliori come quelle in al mattino, rompendo le uova, si mangia due pulcini, o quella di un video su Youtube, dove sponsorizza la propria catena di fast food, regalando gadget per tutti gli aspiranti terroristi bambini.
Concludendo: il ritmo sempre sostenuto e le continue e iperboliche situazioni, sono il pregio e il difetto di Zohan – Tutte le donne vengono al pettine (tremenda traduzione italiana), perché, se è vero che non ci si annoia mai, per tenere un ritmo così elevato, fatto di ripetute gag, alcune di queste risultano forzate, mentre altre sfiorano il cattivo gusto. In fin dei conti, però, il film merita di essere visto.
4 Commenti
Scritto da Diego Odello




Sono appena uscito dalla sala di hong kong e devo dire che non ho mai riso cosi tanto in vita mia. consiglio - per chi conosce l inglese di guardarlo in ligua originale - perche col doppiaggio nn rtende come dovrebbe. lo consiglio a tutti perche vale i soldi del biglietto. domani io e la mia ragazza lo guarderemo di nuovo. voto 10/10
Alcuni momenti un pò piatti, ma altri da mal di stomaco.
Credo di non aver mai riso al cinema come per la scena dei primi tagli di capelli.
Da vedere assolutamente.
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