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  • 06
  • Set

Recensione: Postal

Di Diego Odello, in Americana, Anni 2000, Azione, Comico, Europea.

Postal Dude (Zack Ward) è un giovane uomo frustrato e senza lavoro,tradito dalla montagna umana di sua moglie, con cui divide la sua abitazione, una roulotte squallida nei sobborghi di Paradise.

Deciso a cambiare la sua vita, accetta il piano dello zio Dave (Dave Foley), un predicatore ciarlatano a capo di una comune sull’orlo della bancarotta, che gli offre la possibilità di racimolare un po’ di soldi per fuggire, aiutandolo nella rapina del secolo.

L’obbiettivo, un carico di bambole introvabili da rivendere su eBay e preso di mira anche da un gruppo di estremisti islamici a cui fa capo Bin Laden (Larry Thomas), che mira alla merce per poterci inserire un virus mortale da diffondere tra la gente.

Postal, film diretto dal regista Uwe Boll è una pellicola d’azione comica in cui, oltre ad essere totalmente assente qualsiasi tipo di moralità e freno inibitorio, manca pure della sceneggiatura e della comicità: la trama è ben delineata, ma le scene, tra loro, spesso non hanno il minimo collegamento, il minimo senso, sono totalmente scollate e prive di spunti per far ridere.

Il regista offre nudità maschili, situazioni orgiastiche, prende di mira la probabile connivenza tra George W. Bush (Brent Mendenhall) e Bin Laden e la violenza della polizia, fa morire in sparatorie donne e bambini e stuprare nani (Verne Troyer) dalle scimmie, irride i terroristi e i nazisti allo stesso modo degli ebrei, ma tutto ciò non crea la risata, perché lo spettatore non è preparato con attenzione alla battuta.

Tutto il film diventa un garbuglio di situazioni paradossali, dove i personaggi, totalmente privi di spesso, hanno senso solo per svolgere il ruolo di protagonisti dello sketch, il quale ripetuto più e più volte, se inizialmente può strappare un sorriso, alla fine risulta pesante, scontato e stupido.

Concludendo: tenendo contro del trailer, dei primi due minuti di film e dell’irriverenza del regista Uwe Boll, le premesse di un buon film c’erano tutte, ma alla fin dei conti, Postal, con mio sommo dispiacere (dato l’amore per il videogioco a cui si ispira la pellicola), è un film approssimativo, raffazzonato, mal pensato, che in certi punti addirittura sfiora la noia. In una parola? Brutto.




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